Il cuore chiuso fa le valige, quello aperto rimane. C.07 P.1243 10 Gennaio 2014

Questo racconto é uno spezzone di film o di vita che dir si voglia, perché la vita è un immenso palcoscenico e noi gli attori. Parla di una coppia di persone verso la sessantina che avevano cresciuto due figli, un maschio e una femmina. Entrambi sposati, quindi fuori casa, sistemati insomma. Ebbene questa coppia di genitori era diventata metodica, faceva le stesse cose tutti i giorni.      Al mattino di buonora, il marito si svegliava solo, nella camera degli ospiti, quella con appeso un poster incorniciato che raffigura la torre Eiffel e in un altra parete, la statua americana simbolo della Libertà.  In quella camera, solo, come il letto con le lenzuola spiegate da una sola parte.

C’era finito quattro anni prima, con il pretesto di andarci per non disturbare la moglie con il suo russare. Così ad ogni alba andava in bagno, si vestiva, scendeva al piano di sotto, dove lo attendeva la moglie con bigodini in testa e la padella dove rimestava uova e pancetta.

Lui sedeva e tra una occhiata e l’altra al giornale consumava la sua prima colazione, quasi senza degnare di uno sguardo la consorte, che salutava quasi per circostanza appena prima di uscire per andare al lavoro. Poi tornava alla sera, stesso rituale, un saluto stanco al l’amata d’un tempo, pantofole, cena servita nel quasi totale silenzio che peggior tortura è paragonabile solo a quella della goccia, in testa e qui variante, niente giornale, tv sino a tarda ora, sempre e solo sport, sempre e solo…. solo.

La moglie si coricava prima, anche lei con se stessa.  Il mattino seguente di nuovo….. poi di nuovo….e ancora.  A lungo andare la loro quotidianità  degenerava nella noia totale. Gioco forza coinvolgendo tutti i sentimenti che normalmente uniscono una coppia, l’amore, il bene, la tenerezza, e non ultimo il sesso, tutti penalizzati dalla routine dalla noia e dalla logorante abitudinarietà di un vivere stanco.

È la moglie che comincia a dare i primi segni di intolleranza alla situazione che si era creata. Mogugna che ti mogugna, piano ma non troppo piano, un giorno decide di affrontare il marito e dirgliene quattro al riguardo. L’uomo, reagisce perplesso, non capendo di cosa si debba lamentare la moglie. Tutto secondo lui funzionava a meraviglia, ma Lei, invece che calmarsi, Incalzo’ e gli disse papale che così non  poteva più funzionare, e aveva deciso per il bene di entrambi di rivolgersi ad uno  psicologo, uno specialista in terapie per coppie ” stanche” per così  dire. Lui sbotto’ dicendo che erano tutte sciocchezze, baggianate, per “spennare polli annoiati”.  Vinse Mary la moglie, e insieme a Jonny affiancati sui sedili di un aereo, pronti per il decollo, destinazione altro paese, dove appunto  si trovava lo studio del famoso guaritore di cuori. Psicologo.

E fu così che il mattino seguente al loro arrivo, si ritrovarono sul divano dello studio del dottore. Lei impettita ritta distinta e un po’ imbarazzata, lui  sbracato in una posa di falso agio, vistosamente seccato, comunque imbarazzato anche se non voleva darlo a vedere. Il dottore comincia a far loro domande… Dunque chi comincia? chiese ai due. Jonny girando il capo si rifiuta di rispondere per primo, precisando subito che se si trova in quel posto è per colpa della moglie, naturalmente dipendesse da lui, mica si troverebbe in quel posto dove la gente va’ a buttare del denaro nella vana illusione di risolvere i loro problemi con la super visione di un doc.

Allora  Mary disse, parlerò  io  per prima. Bene rispose lo strizza cervelli, e di nuovo chiese, cos’è che non va tra di voi?   La donna con voce tremolante inizia la sua timida lamentela, e spiega che  la sua vita da qualche anno è diventata terribilmente monotona, priva  di soddisfazioni, priva di emozioni. Tutto e’ sistematico ma sopratutto Jonny era diventato insensibile, non la degnava più  della benché  minima  attenzione, e naturalmente  questo atteggiamento la faceva sentire vuota, inutile terribilmente triste e sola. Jonny  sembrava nemmeno capire cosa la moglie stesse dicendo, e non perdeva occasione per  inveire apertamente  sullo psicologo e le sue costosissime sedute.

Ciò nonostante Mary era determinata, quasi ostinata a non voler perdere l’occasione, l’ultima che aveva per salvare il suo matrimonio, la sua vita, il suo amore che con tanto  coraggio  difendeva, tutto a dispetto della  non più  giovane età… impensabile sprecarla.  Passarono tre giorni e anche se riluttante Jonny  accetto’ suo malgrado di sottoporsi ad una specie di esperimento voluto dal dottore. Quest’ ultimo infatti desiderava che  la coppia, cenasse in un bel locale,  bevesse del ottimo  vino … e succedesse quello che doveva succedere…. accendere  quella candela che da tempo si era spenta.

Alla fine a Jonny piacque l’idea del doc., tanto che stupì’  Mary invitandola a cena, e per il dopo prenotò una magnifica lussuosissima camera in un albergo vicino.  Tutto sembrava procedere a gonfie vele. Complice l’atmosfera regale, e qualche bicchiere di vino che i due sposi si trovarono teneramente abbracciati, si carezzarono, si baciarono,  arrivarono addirittura ansimanti a desiderare di fare l’amore.   Non fosse che all’improvviso lui, sopra di lei, spalancò gli occhi socchiusi e la  guardo’ fissandola e di colpo tutto finí, senza parole, senza un comprensibile perchè.  Una tremenda delusione, difficile persino immaginare lo sconforto di Mary il mondo le crollo’ addosso con tutto il suo peso.

Ormai  le speranze non avevano più  ragione d’essere, era finito, tutto finito per sempre.  Il giorno seguente, il quarto, nel film, i coniugi sconsolati mestamente fecero ritorno a casa interrompendo anzitempo le sedute del dottor ti aggiusto io.  La sera stessa  Mary, tra le lacrime che le scendevano sul viso copiose e disperate per il loro miserando tentativo di ricongiunzione fallito, disse a Jonny che le era impossibile continuare la  loro  unione, e  che quindi aveva deciso di divorziare piuttosto che stare con  una persona che non l’amava più. Si accinse  quindi a preparare le valige la sera stessa, nella sua camera,  pronta  a partire il giorno dopo, per chissà  dove.

Jonny  intanto, incredulo e disperatamente confuso, era come se d’un battito di ciglia si fosse reso conto di quanto gli mancasse il suo amore dopo soli pochi istanti dal sapere di averla perduta per sempre. Aveva dimenticato cosa sua moglie fosse per lui. Lei era la gioia di andare al lavoro e ritornare la sera, di avere una casa, di avere una famiglia. Mary per lui era l’amore era tutto.  Come sveglio dopo un brutto sogno, improvvisamente Jonny si alzò, silenziosamente percorse  il  corridoio che  separava le stanze, aprí la  porta dove si trovava Mary che ancora singhiozzante si lamentava in una triste nenia.    Si sedette sul letto iniziò a carezzarla teneramente senza dire nulla, la bacio’ e poco dopo in un turbinio di bramosia incontrollabile i due fecero all’amore come non mai, e  questa volta ad occhi ben aperti, senza chiuderli mai.

Il mattino seguente si risvegliarono abbracciati nella stessa stanza.   Scese prima lei a preparare la colazione,  segno evidente che di partire non se ne parlava certamente più. Jonny scese poco dopo per andare al lavoro, non guardo’ il giornale,  bacio’ Mary sulla bocca augurandole un buon giorno, mangio’ becon e uova e si incamminò alla porta, ma di colpo torno’ sui suoi passi riabbracciò la moglie forte, con ardore e vigore ritrovato e ancora la bació più appassionatamente di prima, e sorridendo la  saluto’ con un soffio di bacio mandato dal palmo di una mano prima di andarsene. Il vero Amore vince sempre e rimane, quello falso fa le valige.

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