GLI AMICI CHE NON DIMENTICO….CHE NON DIMENTICHERO’. ( da rivedere)

Oggi 31 01 2014 ore 23.30.

Erano gli ultimi tre anni del 1900 non ricordo con precisione, da sempre non ricordo mai con certezza, impossibile però  dimenticare  quei tre lunghissimi anni sino al mille e non più mille nei quali mia moglie mi lascio’ causa una vita  dai ritmi insostenibili per lei, anche se aveva dieci anni meno di me, e comunque non solo per questo…ma non è di ciò che volevo parlare, bensì  di un mio amico di vecchia data con cui avevo ed ho un rapporto speciale, Ivano. Non un amico di quelli con cui vivi esperienze comuni nel senso che vai a donne insieme , o che hai  passato le vacanze con lui o hai studiato o lavorato fianco a fianco. Anche se di lavoro inteso come sudore, io e Ivano ne abbiamo fatto davvero poco, diciamo che ci siamo impegnati artisticamente in rami diversi.  L’arte di Ivo è dipingere, e lo fa da sempre in modo pregevole e apprezzabile. Arte contemporanea ma con il giusto senso del poterla comprendere con linee  forme e tecniche ben definite con gusto proprio.

Mentre io all’epoca tentavo di essere un misto tra un artista arredatore e un antiquario anche se di tutte e due le professioni avevo più che bravura una gran passione che tutt’ora mi accompagna affinata dagli oltre quindici anni trascorsi. Presi in affitto un grazioso negozietto a Bergamo ai piedi di Cittá Alta  in una importante via storica dove a Bergamo abbiamo tuttora un importante museo. La famosa via della milizia  che nella seconda guerra mondiale era così chiamata perché  la milizia appunto, vi si recava in cerca di sollazzo corporeo, nel senso specifico di intrattenimenti corporali con accondiscendenti signorine a pagamento, facevo prima a dire che i soldati  in via S. Tommaso ci andavano a puttane in tempo di guerra, e la via era famosa appunto per quello.

 

Tornando al racconto che vi voglio narrare Ivano un giorno si presento’ da me in negozio che avevo chiamato  La Bottega Del Re  su preciso suggerimento della fidanzata che ebbi in quel periodo in cui Susanna mia moglie, aime’ se ne andò, entro’ e come solo lui sapientemente sapeva fare con le parole in modo elegantissimo mi disse se volessi prendere in considerazione il fatto di prendere a bottega un aiutante, dal momento che io comunque  dovevo assentarmi parecchie volte al giorno, per una attività parallela che mi arrotondava le entrate, anzi diciamo che sosteneva  in modo cospicuo l’attività artistica dell’antiquario non esattamente remunerativa in quel momento… Allora chiesi a Ivano di chi stava parlando, e mi fece una dettagliata descrizione, e’ un bravissimo ragazzo disse, anche se con  un trascorso di tossicodipendenza, ora non si fa’ più  beve qualche birra e fuma qualche canna ma tranquillo non si fa’ più ed è onesto, di lui ti puoi fidare. Va’ beh risposi se mi assicuri che non avrò problemi lo conoscerò, e lo terrò in prova per qualche tempo. Ivano mi ringrazio’ aggiungendo che il ragazzo in questione aveva proprio bisogno di quel lavoro essendo disoccupato e senza il becco di un quattrino  ok. quando me lo presenti, subito mi rispose, e’ qua fuori dal negozio! Figuratevi se la mia risposta non era già scontata da parte di quei due, avvicinandomi alla vetrata espositiva della bottega sbirciai con un certo tono di indifferenza tra gli oggetti esposti in vetrina  per dare una occhiata sommaria alla persona in questione che se ne stava quasi mestamente appoggiato alla moto di Ivano, non sembrava avesse un buon aspetto, tutt’altro, magro scavato in viso con i capelli biondi belli ma sporchi non curati, e nemmeno i jeans e la maglietta erano lindi, non parliamo poi delle scarpe lise e sporche, mi  girai quasi di colpo per mostrare una falsa indifferenza e indignato dissi a Ivano chi cazzo m’avesse portato, e per risposta venni tacciato di stupidi pregiudizi nei confronti di una persona che in fondo nemmeno sapevo  chi fosse, e siccome sono per mia natura incline ad essere accomodante accettai qualche minuto più tardi di far entrare quel ragazzo nel negozio, così fu’ che con un cenno lo invitammo a scendere dalla moto e venire da noi. Entro’ e facemmo conoscenza, piacere dissi io, mi chiamo Annibale, per gli amici Bile, piacere rispose lui, mi chiamo Carlo per gli amici Charly, ok Charly  dimmi di te… Perché pensi che questo lavoro ti possa piacere, io ,rispose sono stato per lunghi anni a servizio di parrucchieri famosi, prima di diventare a mia volta un proprietario con lavoranti di uno splendido negozio di parrucchiera prevalentemente da signora, poi…..e quindi penso di avere una certa predisposizione al contatto con la gente, ci so’ parlare insomma è so’ anche essere convincente per un eventuale vendita. Intuii facilmente che quando si interruppe sul “poi”…evidentemente arrivo’ alla svolta maledetta che la droga ti impone di prendere tuo malgrado, quindi lasciai correre pensando di chiedere più in la’ di certi dettagli. Qualche parola sul  compenso e sugli orari di apertura del negozio e raccomandazioni varie di rito, dopodiché ci congedammo  tutti e tre dandoci appuntamento al mattino seguente naturalmente senza Ivano.     Inizio così un meraviglioso rapporto di amicizia che ben poco aveva a che fare con il lavoro, Charly una volta ripulitosi per bene stimolato probabilmente da una ritrovata vitalità e comunque supportato da qualche soldo che da tempo non aveva in alcun modo,si rivelo’ essere una persona davvero speciale, si vedeva lontanamente che aveva movenze cittadine, evinceva il suo incedere, spavaldo ma senza boria,la sua parlata era fine mai rozza anche nella volgarità voluta di una battutaccia, il suo accostare con disinvoltura anche sempre quei tre capi di abbigliamento che lo contraddistinguevano  tra mille e ovviamente il saperli indossare, sempre allegro spensierato l’eterno ragazzone che non ne voleva sapere di responsabilità e tanto meno di crescere.perché mai  doveva crescere,le donne per lui non sono mai state un problema il suo fascino era un dono di Dio,    i soldi li usava con una parsimonia maniacale al punto di essere nominato come uno spilorcio quindi non rappresentavano un gran problema per lui. A Charly non importava proprio di crescere di diventare grande nonostante i suoi 40anni.   Ricordo la sua personalita’, il suo essere Charly, ogni locale “figo”della Bergamo by night era di suo dominio, nel senso specifico che lui faceva gruppo, faceva “In” ma con altrettanta disinvoltura non cagava nessuno. In effetti era molto opportunista, non concedeva spazio a chicchessia, non fosse per un suo tornaconto, si potrebbe pensare ad una persona non propriamente “bella” sotto un certo punto di vista, ma lui era cosi’ prendere o lasciare, al massimo ti potevi distinquere tra gli altri se ti telefonava per passare una serata “strong” in sua compagnia o andare in questo o in quel posto con la moto, sua immensa passione. Fu con lui che di comune accordo un anno decidemmo di non mollare la moto neanche per un solo mese, pioggia sole neve ci fosse, figurarsi se anche in quella occasione non facemmo “odiens”. Venimmo imitati dai “fighetti” dei locali piu’ alla moda. Ovviamente la mercedes 3500 stava rigorosamente parcheggiata nel box, senno’ che motociclisti del cazzo eravamo, e comunque l’aveva detto lui, Charly il giusto. Fu ancora lui che mi “inizio’ ” alla birra, la vera birra alla spina  quella dai gusti piu’ svariati di una certa qualita’. mi torna alla mente tra gli altri quel locale tipico tedesco dove addirittura gustavamo la birra a seconda delle stagioni, la natalina, la pasqualina, e quella estiva, ma prima sempre o quasi sempre si trangugiava in un sol colpo un bicchierino di grappa alle pere, per aprire lo stomaco diceva, se considerate che si condiva il tutto con qualche sigaretta e non solo, vi lascio immaginare il risultato finale dopo alcune ore, non so’ sara’ stata l’eta’, sara’ stato il fascino di essere sempre dei “protagonisti” con Charly, fatto è che ogni volta era migliore dell’altra. Non di meno quando nella sua vita comparve “Gegia”, un’ altra matta come un cavallo a tratti peggio di lui, con la sola differenza che lei non “portava” bene l’alcol come il suo uomo, o meglio diciamo che l’avrebbe “portato” anche meglio… non fosse che beveva molto piu’ di noi. Le differenze sostanziali tra loro erano che lei di canne niente, di birre poche, la moto poi l’accettava nella misura del compiacimento di coppia perché ne era terrorizzata o comunque scarsamente interessata, in compenso beveva vino e super alcolici, e fumava Marlboro rosse in quantita’ industriali, ma la peculiarita’ stava nel fatto che lei era una Vera Signora, in tutti i sensi, colta istruita e non poco intelligente, lavorava da anni in un negozio di abbigliamento per signora, nel senso che le clienti dello stesso negozio erano persone di una certa estrazione sociale, le classiche persone con la “Puzza sotto il naso” come si suol dire, quindi Gegia era in un certo qual modo come loro durante la giornata lavorativa, per scelta o per dovere chi lo’ sa’, stava di fatto che alla sera si trasformava e diventava una “compagnona” con cui era piacevolissimo trascorrere la serata. Che coppia, che personaggi straordinari, io e la mia compagna conserviamo ricordi dolcissimi e indelebili della loro presenza nella nostra vita. Qualche anno dopo il duemiladieci purtroppo nonostante Gegia in seguito ad un precedente infarto smise completamente di abusare di fumo ed alcol, mori’ improvvisamente probabilmente a causa dei suoi trascorsi. Fu un duro colpo per la sua bellissima figlia avuta molti anni prima di conoscere Charly che nel frattempo aveva lasciato. Fu un duro colpo anche per noi ovviamente, ci ridimensiono’ non poco. Ma la storia era di Charly con cui un anno prima della dipartita di Gegia, ebbi un alterco una brutta incomprensione a mio dire per il suo maledetto squallido opportunismo, che tutto calpestava sentimenti compresi. Infatti calpestò la nostra amicizia con il mero interesse aizzato da una terza persona che di amicizia non ha mai capito un cazzo, e mai un cazzo per sua sfortuna capira’ sostituendo quel bene prezioso con lo sporco interesse. Evidentemente Charly e il terzo incomodo si “trovarono” per il vile denaro e forse perché in comune avevano lo stesso nome di battesimo. Cio’ non toglie che io ben sapessi che Charly era solo un povero opportunista alla mercè dell’omonimo, e arrabiato per il suo comportamento non volli piu’ essergli amico, solo per un tempo piu’ o meno lungo, il tanto per fargli capire lo sbaglio da lui commesso. Nonostante qualche avvisaglia di pentimento da parte del mio amico la cosa andò avanti per due anni e piu’  solo ora mi pento amaramente di non aver mollato prima, perché Charly un anno dopo Gegia a sua volta mori’. Come si fa presto a scrivere “mori'” non bastera’ una vita per dimenticare, e  rimarra’ aimè il rammarico di non aver saputo perdonare, cosi’ che sul suo loculo ancora oggi gli dico Charly sei uno stronzo ad avermi piantato in questo modo, poi lo guardo nella sua foto che si distingue tra mille e sorrido pensando che ci rincontreremo e rifaremo quelle magnifiche cavalcate in sella alle nostre moto. Due amici prematuramente “scomparsi” di cui ho fatto testimonianza nel bene e nel male, semmai quest’ultimo ci fosse stato, per arrivare a oggi due febbraio ore quindici di quel maledetto giorno del millenovecentonovantasei dove qualcuno o nessuno  aveva deciso che dovesse andare cosi’ dove per causa mia ho perso un amica che non conoscevo, un amica che insieme a Charly Gegia mi sta’ aspettando la’ dove mi ha solo preceduto, un’ altra a cui non smetterò mai di chiedere perdono, anche se so’ che insieme alla sua mamma mi ha già perdonato, ciao Gloria.

oggi due febbraio ore 15  2014.

7 pensieri su “GLI AMICI CHE NON DIMENTICO….CHE NON DIMENTICHERO’. ( da rivedere)

  1. Ciao Bile ho letto tutto il tuo racconto,e devo dire che è meraviglioso da come lo hai scritto.Penso che quei giorni ,anni ,passati insieme a Charly e Gegia ti abbiano segnato , ed ora ti rimarrà un ricordo che appartiene solo a te ,che sia stato felice o amaro ,l’amicizia caro Bile non si cancella da un giorno all’altro ,rimarrà l’odio ,ma dentro nel tuo cuore esiste l’amore verso colui o colei che vorrai sempre bene .E questa si chiama amicizia,Charly e Gegia sono dentro te e non puoi cancellarli te li porterai sempre nel cuore e nell’anima fino all’ultimo respiro,finchè Dio non ti chiamerà nella sua casa ,dove lì ,incontrerai i tuoi amici e abbracciandoli chiederete entrambi il perdono.

    Mi piace

    • Grazie Ubi di solito parto con un idea,una sola idea, in corso d’opera ( se mi consenti il termine opera!) mi viene il resto scrivendo…..in questo caso, per questo brano credo di aver fatto bene, anche perché è storia vera,a proposito da ciò che mi hai scritto non credo tu abbia capito benissimo dove volevo arrivare con il finale… Era della terza persona ” scomparsa” a cui volevo principalmente arrivare, e siccome non potevo scrivere apertamente di chi si trattasse ho così concluso, ma era la terza la chiave di tutto…… Ciao Ubi grazie.

      Mi piace

  2. Bella storia ma soprattutto storia vera, ciò che ho letto mi ha riacceso ricordi indelebili, io Charly l’ho conosciuto nel 2000 quando è nato il club bmw e gradivo la sua presenza anche se non condividevo il suo sistema di vita…mi viene la pelle d’oca…la sua foto è in mezzo alla mia collezione di moto bmw, ogni volta che sono nel mio ufficio è impossibile non notarlo…è bello poter ricordare gli amici e pensare solo a ciò che ti hanno dato…purtroppo come in tutte le storie non ci sono solo le cose belle…per come la vedo io Charly si è fatto troppo spesso manipolare ed il risultato lo sappiamo…Bile io sono contento che l’amicizia esista quella vera e secondo me è vera quando tu dai senza pretendere nulla in cambio..
    Ciao Bile

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...