Un’altra giornata delle mie.

Zucchero:PeneZucchero:soldati nella mia cittàZucchero:povero cristo uovo sodo]         Una giornata che parte lofia, non noiosa, nessuna giornata e’ noiosa. Può essere  stronza o bella o brutta, ma mai noiosa, se dovesse accadere , qualcosa nella tua vita  sa’ da rivedere. Devo pianificare, o forse è meglio c’aspetti cosa mi offre il caso, lui mi detterà tale priorità. E arriva, inesorabile il fato si fa’, una telefonata ne dolce ne amara, da accertare, relativo e’ l’appuntamento che ne segue… Incontro a tre. Nulla di fatto tempo sprecato, inutile ritrovo, fiato sprecato ogni uno sulle vecchie posizioni, e io ci rimetto pure un’altro pizzico di autostima, che poi chi se ne frega se la stima si perde con chi non ti interessa, e uno di loro due non mi interessa…per l’altro rimasto nessun problema e’ un amico vero, che con gli amici veri la faccia non la perdi mai. Pazienza un “toro” con cui non hai vinto, ma nemmeno hai perso. E poi? Altra telefonata ricevuta, la commercialista mi avverte con mia gratitudine di aver pronto quel documento…in anticipo tra l’altro. Magnifico, che questa volta la telefonata la faccio io è dico alla “tipa”  il risultato della precedente notizia, in ordine, contenta pure lei la “tipa”, certo era in anticipo il documento, meglio così chiamiamo la banca, prendiamo appuntamento nel primo pomeriggio, che stavolta forse andrà bene. L’altro direttore ci ha già fatto perdere troppo tempo, due mesi, due lunghissimi mesi di ansie e promesse a mille persone che aspettano…che aspettano, intanto se ne sono andati a farsi fottere tanti piccoli pezzetti di autostima, che qualche volta chi se ne frega, e altre volte no. E il buon Dio sempre li’ a ricaricarmi, speriamo non si stanchi di me, sarei fottuto, perso, solo, finito, non sia mai, ma tranquillo, chi più paziente di Lui con questi piccoli uomini superbi !?… Che andiamo alle tre in banca, quindi finisco il mio articolo su quel Don visto che son di passaggio. Macchina ferma immagine? Non ce l’ho, normale, figurati… Va bene anche sto cesso di telefonino, a me basta si veda quella frase, su quello striscione che gli ultras Atalantini hanno fatto per il Don. Fatto! Non so come, ma fatto. Ce tempo, ancora, un po’ prego, lavo la macchina, tra le due, una telefonata, e’ quel ragazzo, o signore dipende, lui fa’ da terzo per un offerta dei miei box che non utilizzo come un tempo, le mie auto non son più tre, le mie moto non son più cinque, meglio! Ho a disposizione più vita, che ho più amore per me è per gli altri, che sono sempre meno incazzato con il mondo, altro grande insegnamento di Gesù, più hai, meno hai, e non si parla di merdoso e inutile denaro…ma è ovvio, chiedo scusa. Mi e’ stata proposta una somma, l’ho trovata offensiva, io sono avvezzo a calar le braghe nel momento del bisogno, tanto quanto perdo, quanto di solito riprendo, son bravino per ste cose. Ma offendermi stavolta e’ il fatto che sento forte la complicità dei due nel fregarmi, o nel volermi fregare, perché ci stanno solo provando, nulla più, ma ancor più per uno dei due nutro una forte antipatia vecchia quasi quanto la mia età, ed è del tutto contraccambiata, lo capiamo entrambi quando ci incrociamo e per forza dobbiamo salutarci con sufficienza. Se aggiungo poi che sempre “quello” e’ un abitudinario bestemmiatore, voila’ che il quadro dell’antipatia e’ invalicabile. Tutto questo per dire che con un po’ di dispiacere  per lo schifoso denaro che mi serviva, ma con immenso piacere per il mio ego li ho gentilmente mandati a cagare. Che poi non so’ perché in queste situazioni mi par di onorare anche mia moglie, me la vedo lì fiera insieme a me, come a dirmi bravo amore! Tanto tu te la cavi comunque. Intanto è quasi l’una e anche se ho deciso di dimagrire un poco, magari un panino con il crudo, un bicchiere di acqua e una spremuta non mi faranno certo male, e vado al bar della cognata e nipoti, incontrerò in quel posto l’amica per appuntamento in banca. Porca miseria! E ridaje! Mi sono di nuovo scordato l’appuntamento in centro nella pausa pranzo con il mio amico informatico. Lui lavora in banca e per hobby si diletta nel tentare di istruire gli ignoranti di computer come me. E’ la seconda volta che lo bidono, speriamo non se la prenda, stasera via blog mi scuserò. Non me ne vorrà spero, purtroppo non amo l’informatica in genere, troppo fredda per i miei gusti, giocoforza mi dimentico di si tanto scontento, per fortuna lui lo sa e mi perdona, e’ un amico. Si va’ da quel direttore, ormai non manca nulla nella documentazione richiesta, almeno i due mesi persi inutilmente a qualcosa son serviti, oltre naturalmente al fato amico, che con la sua naturale scorrevolezza ha indirizzato al meglio i miei accadimenti. Amo mascherare il “fato” in Dio, non tutti si affidano a lui, quindi potrei offendere o solo indispettire qualcuno, e quel che di cui son certo io, non deve imporsi come imperativo per altri, nel concetto del rispetto altrui che è di regola per un cattolico Cristiano. E come volevasi dimostrare l’accoglienza e’ delle migliori una volta arrivati in banca, la mia amica e’ stupefatta, addirittura entusiasta, e se nei tentativi precedenti per raggiungere lo scopo prefisso, se ne andava tristemente sconsolata da una scarica di domande che altro non avevano fine che scoraggiare le nostre richieste, in questa speriamo ultima volta invece siamo quasi certi di avere ottenuto il risultato desiderato. E’ sempre solo una questione di tempo, se un progetto non va’ e perché il prossimo e migliore di quello precedente. Certo se l’intento è privo di malversazione, senno’ il Fato si inceppa e tu non vai da nessuna parte, anzi ne rimane tanto deluso per te, che ti lascia nelle mani del suo peggior nemico,  l’antiFato. Ma il Fato e’ sempre pronto lo stesso a perdonarti, non sette volte, ma settanta volte sette…qualora tu sia veramente e sinceramente ravveduto e pentito. Anche questo ovviamente fa parte del mio credo e non pretendo sia altrui, lo spero non lo pretendo.L’amica e’ raggiante, si sente tanto bene che non gli va’ più di tornare a casa, mi chiede se non ho nulla in contrario che lei stia con me per il mio proseguo. Zero problema per me, alle quattro o poco più mi devo vedere con quell’amico per quella cosa che spero accetterà di fare, anzi perché no può divenire positiva la presenza di Patty. Difatti come argutamente pensato la sua fascinosa presenza all’appuntamento, spacca, disorienta Rosario che non può che dire si alla mia richiesta, certamente passare per uno stronzo in presenza del gentil sesso fascinoso non lo farebbe apparire un amico gentile, e anche questa e’ fatta. E’ ancora presto e li vicino c’è l’agenzia di pratiche automobilistiche, ci facciamo un salto, non era indispensabile oggi, ma meglio fare oggi quel che dovrei fare domani… Per cui una firma, nulla da pagare, a posto. Son le cinque e poco più adesso ti porto a casa, di strada mi fermo dal mio amico preparatore di moto, gli ho portato il mio gioiello qualche giorno prima per una modifica. Questa volta Patty mi rompe, osannata da Ezio, l’esteta preparatore, mi esorta coadiuvata a non montare quel pezzo, proprio non gli piace, dice che fa schifo sulla mia BMW. L’incalzante rimostranza dei due, mi schiaccia a tal punto che devo desistere dal mio intento, vi lascio solo immaginare quanto mi sia costato uccidere un mio desiderio, rinunciare a un mio progetto estetico sulla moto per me significa reprimere un’opera d’arte, tanto considero i risultati estetici che opero sulle mie moto. Esagerato? Sicuramente si, per voi non per me, amo troppo la moto, e pur sempre un pezzo di ferro, ma il cuore me lo tocca per le emozioni che provo quando la monto. La sensazione di libertà che provo quando mordo l’asfalto, va’ oltre il semplice possedere un pezzo di ferro, a cui do’ ancor più vita se la personalizzo con accorgimenti estetici, che ragiono per ore, a volte per giorni sino a raggiungere la perfezione, almeno di quel che desidero io, ovvio. Non ne ho per niente voglia, ma mio malgrado mi calmo, in fondo se ci ripenso, sarò sempre in tempo a far ciò che voglio, e torniamo verso casa. Patty si dice interessata alla mia auto, che poi è in realtà di mia moglie, e mi chiede se la può guidare per la strada in modo che se Susy accetterà, lei è interessata all’acquisto. Basta per oggi, almeno con te amica, per oggi basta parlare di affari, guidala pure ma per l’eventuale vendita ne riparlerai con Susy, mia moglie. Chissà poi perché alla mia età, comunque mi impressiona dire ” mia moglie ” ancor più scriverlo, mi sembra cosa da grandi, e non mi rendo ancora conto che io sono purtroppo più che grande. La prossima volta la chiamo come mi vien meglio, il mio amore. Mi siedo nel sedile del passeggero, e visto che Patty guida bene, un po’ veloce, ma bene, profitto per telefonare a quella persona. Quell’altro amico che ho tenuto in stan by tutto il giorno, sperando di trovare un buco per incontrarlo.  A lui dovevo proporre quel macchinario ospedaliero che mi è stato proposto da un cliente-amico il sabato precedente, l’intanto che ero in un cimitero a pregare per una bambina defunta, a cui sono affettivamente legato per ragioni personali. Che poi di personale non c’è nulla quando si prega per qualcuno che ti è caro, l’amore e comune, come la preghiera, e’ di tutti non personale. Ciao Sandro, mi spiace ora e’ troppo tardi per vederci. Sono le sei e mezza e di fare altri quaranta km per raggiungerti, davvero mi pesa, domattina alle nove sono da te, e vedremo il da farsi. Intanto arriviamo al  bar di Lilli, dove Patty aveva nel primo pomeriggio parcheggiato la sua auto all’ora del nostro appuntamento, un bacio un abbraccio ed entrambi contenti dell’ottenuto ci salutiamo con un arrivederci a presto. Adesso mi avvio verso la mia di casa. Prendo in mano la decina del Rosario, desidero terminare quello che avevo iniziato con Patrizia andando alla banca. Per lei era già stato… Bello, ma imbarazzante terminare con me, una decina di Ave Maria, del resto non se l’aspettava quella mia strana richiesta… È stato bello, anche per sua spontanea ammissione, una bella esperienza, del resto quando anche solo due persone pregano, fanno comunione, e si sa’ la Madonna gradisce moltissimo, e per estensione naturale anche a Nostro Signore, naturalmente! E quel che gradiscono Loro rendono felice me, e’ una catena di gioia e amore. Che  arrivo all’uscio di casa, che dopo una poderosa scampanellata viene aperto dal mio amore, che è lì a ricordarmi quanto è bello ritornare a casa dopo una giornata di lavoro. Insieme a lei Roccia e Minnie, i nostri due Chiuahua, che festanti, abbaiano felici e scodinzolanti per il mio ritorno. Mangio, bevo un bicchiere di vino intanto che sento e vedo il telegiornale, che ancor oggi non capisco perché mi ostino a farlo, dal momento che le notizie non facilitano mai la mia digestione, autolesizionismo puro, mah!! Che ti passo dalla cucina, alla sala. Decidiamo di guardarci il tanto acclamato film S  che ha vinto l’Oscar… Bello!! Infatti dopo dieci minuti di incomprensibile visione, decido di non farmi più del male gratuitamente e vado nello studio al computer. Ho paura a dire che è ….. Una cagata pazzesca, per dirla alla Fantozzi. Certo ho paura perché se un film come La Grande Bellezza  di Sorrentino ” becca” l’Oscar  sicuramente penso sia io l’ignorante che non lo capisco, ispirato poi alla Dolce Vita di Fellini…. Scusate, per me rimane una cagata pazzesca. Meglio scrivere sul mio blog, magari cagate ancora peggiori, ma almeno devo solo incolpare me stesso. Che si illumina il telefonino, messo di proposito in silenzioso, e’ un messaggio. Non è un bel messaggio, ecco perché non avevo sentito durante il giorno quella mia amica. potevo anche arrivarci da solo, se il mattino che l’ho chiamata non mi ha risposto un motivo ci doveva pur essere!  Il messaggio mi diceva che causa febbre data da una una sua croce, questa mia splendida amica aveva trascorso  la giornata tra lavoro e ospedale. Fanculo alla sua malattia, lasciala stare… Tanto lei non ha paura di te, ama troppo la vita e ti vincerà sempre. Fanculo! Lasciala stare. Ho finito la giornata, domani e’ un altro giorno, altre cose, altre storie e la mia amica starà di sicuro meglio, anche io lo desidero, lo voglio, e io, non sono”nessuno”, io sono un figlio di Dio, e Lui i suoi figli li ascolta…sempre.

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