Risorgere. (Rivisto e corretto il 31 08 19

DIO, GESU’, lo SPIRITO SANTO, Risorgono, oggi, adesso. Risorgiamo con loro. Che ogni anno tutti possiamo risorgere. Basta fare il punto della situazione nel tuo cuore, nel tuo animo, eliminare gli elementi negativi, almeno in parte se non del tutto, e si risorge. Si risorge a nuova vita, si risorge a nuovo voler vivere. La cocciutaggine, la chiusura di cuore, l’ostinatezza, portano al male più radicato,… la non tolleranza. Mai dire mai, solo uno stolto non cambia opinione nella sua vita. Giusto prendere posizione sulle tue idee, ma è altrettanto giusto saper ascoltare l’altrui persona, da non dimenticare mai che tutti hanno ragione, tutti hanno torto, in egual misura.

Che la mia vita comincia oggi, che il mio fare è appena sbocciato. Ogni volta, ogni anno, si offre quel che si può, sul piatto della bilancia della giustizia, e non parlo certo di quella umana, sterile, effimera, terrena, mai equa, proprio perché decisa da noi umani, quindi non infallibile, ma spesso sbagliata, o peggio interessata. E che offrire, che dare, che mettere su quella bilancia, principalmente o forse unicamente… Umiltà, tutta l’umiltà che pensiamo di avere a disposizione ma in realtà non conosciamo o non pensiamo di conoscere.

Che poi, ci dà fastidio già di per se stessa la parola Umiltà. Sembra si associ a pietà, che ripensandoci nemmeno quella a noi piace. Entrambe danno l’ impressione di debolezza, non ci son consone quelle parole, proprio non ci appartengono. Sarà che dall’alto della nostra alterigia ci infastidiscono, no, no, non ci appartengono. Che io, che noi, siamo i padroni del mondo, che noi non sbagliamo ma… e poi al primo accenno di malanno, tipo un semplice raffreddore con un po’ di febbre, immediatamente ci ridimensioniamo, subito ci vengono parati davanti i nostri limiti di comuni mortali, a quel punto siamo più tolleranti, siamo più inclini all’umiltà e alla conseguente pietà. In quei momenti non abbiamo voglia di portare avanti con ostinata caparbietà le nostre idee, non abbiamo voglia di discutere proprio, e lasciamo volentieri la ragione a chi diversamente non avremmo lasciato mai. Che fare allora, che dire? Tante cose si possono fare e altrettanto altre cose si possono dire, e già subito potrebbero affacciarsi a noi l’umiltà e la pietà, certo con piccole cose come dare qualche soldo a chi chiede la carità per strada, non buttando qualche monetina nel cappello che vi e’ teso, ma guardando negli occhi il malcapitato, ponendogli le monete nella mano e non farlo sentire un mentecatto, spesso i mentecatti siamo noi, non loro. Loro hanno dignità e umiltà da vendere per chiedere la carità a noi, che molto spesso siamo oberati da debiti con istituti di credito, mutui, o con fornitori, ma che comunque sbottiamo e gli diciamo, vai a lavorare, come fosse facile trovare lavoro, per loro e per noi. Che dire? Forse dovremmo non dire! non dire nulla quando vediamo uno sbarco di clandestini in tv, e stupidamente inveire contro quella povera gente che è costretta a scappare, o semplicemente andarsene dalla propria terra.

Purtroppo ce’ ancora una buona parte di idioti ottusi che non provano a mettersi nei loro panni, nei panni di quella povera gente che farebbe volentieri a meno di andare tra altra gente ostile e ignorante a farsi insultare.
Bisognerebbe riflettere su quando i loro bambini la sera aspettano il proprio papà con del cibo, e questi non hanno nulla da portare, e le loro mogli non hanno più lacrime da versare, ecco che disperati pensano di andarsene dal luogo in cui sono nati. E noi li a dire se ne stiano al proprio paese, cosa vogliono qui, sporcano, rubano, ammazzano…. certo qualcuno di loro lo fa, ne più ne meno di un tedesco o di un italiano o un francese di un americano o di un inglese in terra straniera, ma la stragrande maggioranza è un disperato che non sapeva che fare per dar da mangiare alla sua famiglia, e pensò di risolvere qui il problema, sapete incitati da chi? da noi, si proprio da noi, il sistema.

Dagli scafisti che li hanno convinti a farlo per potergli rubare qualche migliaio di euro, e dal “sistema” che permette attraverso i politici dei nostri e loro paesi questo mercedomio di vite umane, questo scappare dagli orrori dei loro paesi d’origine. Stiamo a guardare le poche migliaia di euro che costa l’ospitare quella povera gente, e sprechiamo milioni per pagare auto blu, e spese vergognose ai politici, e spese vergognose di tutti i generi che insultano la comune democrazia. E intanto c’è chi dice… Stattene a casa tua, come dire, muori la che non ti conosco, muori la, tu e i tuoi figli, e non pensiamo neanche lontanamente che facciamo il solito ipocrita gioco dei potenti, che se la ridono della nostra indifferenza alla comunione umana, che se la godono della nostra stupidità.

Non sono un moralista, non sono un fanatico dell’uguaglianza, non appartengo a nessuna ideologia politica di nessun paese e di nessun colore. Sono solo uno dei sette miliardi di persone del mondo che non vorrebbe mai trovarsi nei panni delle persone che con la nostra stupidità emarginiamo, delle persone come noi, uguali a noi, con gli stessi sentimenti, con le stesse esigenze, con gli stessi figli da sfamare.

Sono solo uno del miliardo e centomila persone che crede in quel Dio che ha detto che siamo tutti uguali, che dobbiamo amarci e rispettarci, come fratelli. Smettiamola di pensare di essere i migliori, i più forti, quelli che si sono fatti da soli, siamo solo più fortunati perché nati qui, dove la gente che vi viene, pensa di trovare aiuto per sfamare la propria prole, e inverso trova solo dei boriosi ottusi razzisti che invece di incazzarsi con i potenti, se la prende con della povera gente, spaventata e affamata.
Tolleranza dunque, e un pizzico di più di intelligenza, farà bene al prossimo, ma ancor di più al nostro cuore, e alla gente che ci sta vicino e amiamo.

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