Torture di ieri, e di oggi.

image image image image image image image image image image image image image image image image image Per punire chi si fosse macchiato di un delitto, di eresia, di infamia, di furti, di violenze di vario genere, e di qualunque altra forma di crimine, nel lontano medioevo, venivano applicate il più delle volte sommariamente, ai condannati, svariate forme di tortura. Pene corporali, inflitte ai malcapitati, mediante strumenti di atroce crudeltà, che spesso portavano alla morte atroce il condannato, dopo una lunga agonia, tale si premuniva fare il boia, specializzato alla bisogna. Il medio evo, certamente non fu un buon periodo per vivere, sopratutto se paragonate alla luce dei nostri comodi standard moderni. La maggior parte del popolo era poverissimo, soffriva spesso di malattie, e la loro vita stessa, era nelle mani dei ricchi proprietari feudali, o invasori di varie etnie. Quindi impossibile per quella povera gente permettersi di pagare, anche solo una multa, la loro mano veniva recisa, così come poteva accadere alla lingua. Se le autorità desideravano far confessare una qualunque cosa, anche di non commesso realmente, vi riusciva facilmente,  con l’uso di indicibili torture, con marchingegni, che erano veramente spaventosi anche al solo vedersi. Tanto per citarne una, i giudicati di eresia, erano bruciati sul rogo, ovviamente vivi. Dalla Spagna poi furono importate svariati strumenti di tortura, in occasione della santa inquisizione,    ( che usare la parola santa mi disgusta, ma è per indicare il periodo storico naturalmente! ) per esempio la gogna, dove il prigioniero condannato di reati lievi, era imprigionato in ceppi di legno, mani e piedi, ed era esposto al pubblico ludibrio, nella pubblica via, e chiunque lo desiderasse, poteva esercitare sul malcapitato, qualunque genere di torture: dal solletico senza sosta, al lancio di cibarie marcie, fustigazioni, schiaffeggi, e altro ancora, senza contare insulti ripetuti all’infinito. Poi la “stiratura”, che consisteva nell’adagiare l’individuo su di un tavolaccio con al suo centro un cilindro chiodato, che roteava ogni qualvolta la persona che era legata mani e piedi alle estremità della tavola veniva ” stirata” in pratica tesa. Abbiamo inoltre da menzionare, la famosa “gabbia”, il condannato vi entrava a forza in posizione eretta, perché il boia si avvedeva di sceglierle apposta strette per infliggere più dolore, dopodiché si appendeva, in genere alla sommità di una torre, e lo si lasciava morire di fame e di sete, anche se di solito, moriva prima, mangiato vivo dai corvi, che iniziavano con cavargli gli occhi. E non si può dimenticare  La pera vaginale, quel “simpatico oggetto, fatto a forma di cavaturaccioli, che inserito nella vagina, o analmente, si allargava sino alla lacerazione degli stessi organi procurandone dopo molte ore di spasmi, la morte.  E giusto per citarne anche una tedesca, parlerei anche della famosa  Vergine di Norimberga, uno strumento di tortura con la forma in ferro di una donna vestita dell’epoca, una volta aperto il davanti, vi si introduceva la vittima, nulla di grave, se non fosse che al suo interno, vi erano degli aculei che sapientemente posti, trafiggevano in più parti il corpo della persona introdotta senza lederne mortalmente gli organi vitali, in modo che l’agonia si protraeva il più possibile. Noi Italiani non volevamo certo essere inferiori agli spagnoli e ai tedeschi, e oltre che applicare con cinismo, e chissà forse anche con sadico piacere tali torture, a nostra volta “inventammo” lo squartamento di tutti e quattro gli arti. Il solito condannato, veniva legato alle estremità degli arti, ( polsi e caviglie ) e ogni uno a sua volta assicurato alla sella di un cavallo, quest’ultimo assieme agli altri tre, veniva spronato in direzioni opposte l’uno all’altro, cosicché da procurare appunto lo squartamento. O ancora quel triangolo appuntito di legno, dove la vittima vi veniva “calata” a gambe divaricate per poter offrire la cavità anale alla suddetta punta del triangolo, quest’ultima la tortura preferita da Vladimir l’ impalatore ( Dracula) molti anni dopo a venire. Tutte queste e molte altri marchingegni da tortura o potuto vederli di persona, anni fa in un museo ad Asterdam in Olanda e in tempi recenti, per lo più nel castello di Peschici, sul Gargano in Puglia, quindi nella nostra Italia, da qui mi sorge spontanea la domanda! Quando sono iniziate queste orribili pratiche di confessione? E quando sono terminate? Ed è quantomeno inquietante la risposta che mi son dato! Si perché son mai finite? Ora mi spiego…ma bisogna continuare con un altra forma di spiegazione delle torture, che si sono trasformate nelle guerre, ad esempio scavalcando qualche secolo, dove gli strumenti di tortura furono sostituiti, dalle armi, anch’esse  portatrici di dolore e morte. Nel 12 aprile 1861 cito come esempio la guerra fratricida di secessione, ( guerra civile Americana) che fini nel 12 aprile di quattro anni dopo, (1865) con il bilancio catastrofico di di 620 mila vittime e molti più invalidi permanenti, questi i numeri dello scontro di entrambe le due fazioni. (900 mila i confederati, 2,100,000 i soldati dell’unione.) Da la, ci si sposta nel 1915 al 1918 prima guerra mondiale, con cinque nazioni principalmente coinvolte, tra cui l’Italia che conto’ da sola 700mila morti, dei 120,000 uomini impiegati. Comunque il totale stimato delle vittime, fu di 8,500,000 ( otto milioni  cinquecentomila ) e non mi voglio informare del numero degli invalidi, per non inquietarmi/vi. Passerò oltre, alla seconda guerra mondiale, per  citare lo sterminio nelle camere a gas ( l’olocausto) di circa 6/7milioni tra…malati di mente, omosessuali, testimoni di Geova, e ancora, Rom, Sinti, e altre popolazioni slave e ovviamente Ebrei. Ci penso’ quella geniale mente malata demoniaca di adolf  hitler a dare seguito a tutto ciò, mentre un altro demente malato demoniaco nella vicina Russia, senza destare lo stesso scalpore, ma facendo molte più vittime  del suo degno antagonista, non voleva essere certo da meno, stalin, infatti, reprimeva con la sua giustizia privata, ogni forma di ribellione e di insurrezione, con torture, morte e deportazioni, almeno 20.000.000 ( venti milioni ) di persone, perirono per mano di questo demonio con baffi. Nel 1945, precisamente l’8 agosto, l’America rispose all’attacco di Pearl bar or, lanciando enola gay, una terribile bomba nucleare, che provoco’ 254.000 ( duecento cinquantaquattro mila ) morti, per lo più civili.  Tra il sessantotto e i primi anni settanta, Corea del Nord, Vietnam, Cambogia, Laos, venivano decimati a migliaia, sperimentando di persona, le terribili armi chimiche, inerente il “nepal”, sostanza incendiaria che ci riporta di colpo al medio evo, rievocando una delle più antiche torture, il rogo. Questi solo alcuni esempi di torture e dei morti provocati dalle stesse, ma per fortuna ai tempi nostri, sembra che siano diminuite in gran numero, almeno per la grande maggioranza dei casi. Ora per punire la gente che compie delle malefatte, o peggio che evade le tasse, esiste una tortura efficacissima, invisibile… Si chiama terrore psicologico, il tormento più infimo, più infame tra tutti, viene indotto gradualmente nella tua mente, senza che l’individuo se ne avveda, creandoti angosce, paure, insicurezza, frustrazioni e malcontento generale. I nuovi feudatari in giacca e cravatta infatti cominciano con prometterti riforme e lavoro che tu non avrai mai, e lentamente, ma inesorabilmente, inducono chi li ha votati, imprenditori, artigiani e operai, ad un lento e progressivo salassamento di tasse, contributi, e ancora tasse ( ma le chiamano con altri nomi, che offendono l’opinione pubblica, tanto son ridicole) portando le persone al disfacimento fisico e psitico e inducendoli al suicidio per qualcuno. Altri imbracciano un mitragliatore e fanno stragi in uffici pubblici, scuole e ritrovi, senza un senso apparente, per non  contare un sempre crescendo impulso alla immoralità totale, e alla mancanza di quel minimo di rispetto reciproco e di solidarietà umana, che almeno una volta esisteva. I nostri moderni regnanti (politici di ogni categoria e colore) non hanno più bisogno dell’uso delle torture, con le loro relative apparecchiature per essere messe in pratica, quando una persona e’ messa in condizione di non poter provvedere al mantenimento della sua famiglia, e’ quanto di peggio si possa fare ad uomo, non esiste forma sadica che regga il confronto, ci pensiamo da noi stessi ad infliggerci le pene più crudeli, prima e quando arriva la cartella esattoriale, a morire poi, fisicamente e nell’anima.

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