Amare Amore, gioire e soffrire, Io e Lei, Noi e Loro. Seconda parte

E ci arrivo in quel luogo, di pomeriggio, raggiungo l’albergo dove lavorava e chiedo di lei ad una barista, una sua compagna di stanza, neanche farlo apposta, che premurosamente mi accompagna negli alloggi del personale, apro la porta dopo aver bussato, entro, e lei Loredana e li, mesta sotto le lenzuola, con il naso arrossato e lo sguardo trafelato di chi ha 39 e passa di febbre, con grande stupore alla mia vista si tira un po’ su, e cerca di assestarsi passandosi una mano tra i capelli. Povera gioia! Ciao tesoro, dico io, come stai? Non bene vedo, e lei ancora incredula di ritrovarsi me li davanti mi risponde flebilmente, ora meglio, e tre giorni che sto così, e purtroppo sta febbre non passa!, caspita rispondo, chissà prima come accidenti stavi, e lei di nuovo, perché tu qui? Nulla, dico io, ho saputo da Annalisa che non stavi affatto bene e quindi dal momento che non ci si vedeva da tempo, ho profittato per farti visita, sei pur sempre la mia ex mogliettina no!? Le dissi con tono ironico, per fare una battuta, che in realtà, non era del tutto giustificata la mia presenza, senza nemmeno un cenno di preavviso, e che comunque nemmeno io ben sapevo che ci facevo li, intanto mi siedo accanto a lei, e sorridendole le sfioro il viso con una mano, teneramente, come altrettanto teneramente, rimanemmo in silenzio per alcuni minuti, senza dirci nulla, come fossimo due innamorati che non hanno bisogno di dirsi niente, se non di stare insieme, senza parole. Cosa successe, non so bene spiegare, o si spiega benissimo ora, per la prima volta venni pervaso da un senso di appartenenza a quella donna, che mai sentii prima, tante’ che mi parve ovvio e giusto, fermarmi a cena e poi anche a dormire in quell’albergo, per stargli accanto, per stare vicino a lei La mia Lory. Sinceramente non mi posi nemmeno troppi interrogativi sull’accaduto, andava bene così, e comunque scambiai quelle strane sensazioni in semplice amicizia e tenerezza, e il giorno seguente appurato che stesse leggermente meglio, la salutai affettuosamente e me ne andai, feci ritorno da Irma, scosso strano e incomprensibilmente sbigottito. Ma nonostante dicessi a me stesso che non era successo nulla, cominciai a telefonare costantemente a Loredana, parlavo con lei delle mie nuove esperienze, e di quell’avvicinamento a Dio in cui stavo trovando pace e serenità, e non mancava di erudirla del mio andamento finanziario, e delle mie nuove esperienze di lavoro, pur continuando con Irma un rapporto di unione che poco a poco si faceva di amicizia più che di vero amore. Del resto ho detto cose bellissime di Irma, di ciò che aveva innovato in me, ma non ho mai parlato di vero amore, quello con la A maiuscola, quell’amore che si stava facendo strada sempre più insistentemente nel mio cuore per Loredana, e non dico nonostante me, ma dico con me d’accordo. Così che con il passare del tempo chiesi più volte a Loredana di potermi vedere con lei, e dai una e dai due tre volte che ci scappo’ inevitabile anche un primo rapporto carnale. Che nuovo vigore!, che ritrovato modo di amare, forse, ma eliminiamo il forse, per la prima volta amavo veramente una persona, con tutta l’anima con tutto il trasporto vero di una persona veramente innamorata, felice di provare sensazione pure, non distorte da falsi impulsi corporei, o da bisogno di stupide conquiste, non volevo che lei oramai!, Loredana, la mia bella stupenda paziente Lory, che troppo provata dai miei continui sbalzi d’impeto amorosi, s’era fatta di marmo nel cuore, e benché non rifiutasse le mie nuove avance, era timorosa di contraccambiare il mio rinnovato amore. Così che per lunghi mesi, preferì stare nel suo nuovo mondo, fatto di certezze, e di sicurezze, e mi teneva in stand bay, addirittura non disdegnando qualche sporadica avventura con altre persone, facendomi credere che fossero semplici amicizie, ma che mi straziavano l’anima. Ed era giusto che così fosse, visto che per troppe volte l’avevo mortificata, e l’avevo fatta soffrire. Come fare ora a farle capire che la cosa era totalmente diversa, che ora ero pronto ad un rapporto duraturo e maturo? Mi trascinai così per alcuni mesi, finché presi una decisione drammatica, drastica, un giorno d’estate dissi a Irma, fuori dal suo negozio,… Irma io ti voglio bene e ti stimo tantissimo, che a dirla così, sembra fantozziano, ma io non ti amo, e mi sono reso conto di essere profondamente innamorato di Lory, che mi arrivo’ un ceffone da lasciarmi le impronte delle cinque dita, ma ormai l’avevo detto, finalmente l’avevo detto, almeno ero onesto con me stesso e con lei, e la lasciai tra lacrime che gli scendevano copiose, in quel momento avrei voluto morire, ma lo feci, e dissi ciò anche se Loredana non mi aveva dato il benestare al suo cuore, era giusto fosse così, per una volta ero stato uomo. Così che completai l’opera, il giorno seguente inforcai la mia jaguar, che nel frattempo mi ero comprato, e mordendo kilometri su kilometri, raggiunsi Lory in  Sicilia, dove ella si era spostata in un nuovo albergo per lavoro. Arrivai da lei la mia Loredana, spiegai ciò che avevo detto e fatto, senza pretendere nulla, senza che ne fosse minimamente influenzata, e il giorno seguente, gli dissi, ti lascio la mia auto, e tua, al momento non ho altro, non ti telefonerò più, non ti seccherò più, ti amo da impazzire, mi piacerebbe vivere il resto della mia vita con te amore mio, ho sbagliato tutto, sempre, se vorrai tornerai tu e l’auto alla fine della tua stagione lavorativa, altrimenti pagherò il fio delle mie colpe, e va bene così, fai la tua vita, che più volte ho calpestato insieme ai tuoi sentimenti, era il 25 d’agosto. Il 15 di settembre seguente, in un paesino di montagna dove mi ero trasferito da alcuni mesi da scapolo penitente, all’imbrunire mentre scorgevo dalla finestra, vidi spuntare il muso di una splendida Jaguar nera,  da un tornante sottostante, e pochi minuti dopo farvi ingresso dal cancello della mia modesta abitazione, inutile descrivere l’emozione mista a un leggero imbarazzo, d’innanzi a tale visione, erano loro, la mia auto e la mia meravigliosa, stupenda,abbronzata Loredana. Oggi sono passati dieci anni da quella indimenticabile sera d’estate, e io non sono venuto meno dai miei nuovi propositi, dal mio rinnovato giuramento d’amore, e Dio permettendo, spero di trascorrere ancora cento, di questi meravigliosi anni, con il mio ritrovato e unico amore, SUSANNA.

Una storia di umili pretese artistiche, più un racconto romanzesco, tra finzione e realtà. La parte curiosa e se me ne regalate l’ardito termine, intrigante, e nello scoprire, o cercare di farlo, dove sta la finzione, e dove il reale, ooo,…tutta invenzione… o tutta verità. Non dovrebbe essere difficile capirne le differenze, se esse esistono, difficilmente evito di usare il cuore, per dire o per scrivere un qualche cosa… Che poi, il corto contenuto letterario, poteva essere dilungato alla stregua di un vero libro, ma preferisco che il probabile lettore, aggiunga di suo un qualche pensiero, la dove di proposito non mi dilungo, così, tanto per dare la possibilità di aggiungere del vero o del inventato, se v’è ragione di aggiungere l’uno o l’altro, tanto ciò da meglio arrivare al vostro giudizio personale con più percentuale di buon risultato mnemonico e imparziale. Spero tanto di divertire il vostro animo e se possibile far sorridere il vostro cuore.

Non credo che esista più di un vero, grande Amore nella vita di ognuno di noi, se qualcuno sostiene il contrario, e’ perché  non ha considerato, o non vuole ammettere, che quello precedente o post datato, non fosse vero amore. Non conta la quantità, ma la qualità.  Sempre comunque pronto ad accettare smentite,  se me ne vengono proposte di valide e attendibili, solo un stolto non cambia idea nella vita.                                 ANNIBALE CARLESSI.

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