L’azzardo del gioco.

La prima volta che feci un gioco con la posta in premio in denaro, fu a 12 anni, si tirava un piattello di piombo facendolo roteare in direzione di alcune figurine poste a sette/otto metri di distanza, chi si avvicinava di più, si teneva le figurine dei calciatori della “Panini”, non era denaro, ma se ne perdevi una trentina, ecco che il loro costo non era inferiore alle 300 o 400 lire, l’equivalente di una settimana di paghetta, così addio al cinema, ne castagnaccia, ne cioccolata con panna, e la cosa risultava un grosso dispiacere per un ragazzino di quell’eta’.   Quaranta anni or sono, per un ragazzo poco più che adolescente, non erano moltissimi gli svaghi che venivano proposti, e ricordo che lo sport in generale non era certo tra i primi posti che occupavano la mente di un sedicenne, se si fa eccezione del calcio, anch’esso poco favorito dalla quasi totalità dell’esistenza di strutture adeguate al suo svolgimento. Quindi nostro malgrado, si giocava spesso al biliardo, inteso per boccette, o stecca, altrimenti al gioco delle carte, scala quaranta, o al poker. Spesso ci si ritrovava in questo o in quel bar di paese, si iniziava a giocare dalla una del pomeriggio, e non di rado ci si fermava pure per cena,dopo aver avvertito i rispettivi genitori, che puntualmente sbraitavano alla cornetta del telefono, almeno per chi lo possedeva. Per  rendere interessanti ed intriganti le interminabili partite, si pattuiva precedentemente la posta, non grosse somme, ma se uno non era la giusta giornata, si perdeva ancora la paghetta settimanale, e faceva pure qualche debito per le cose consumate al bar durante la giornata, quindi non era certo un bel ritorno a casa, senza un soldo e con il pensiero di come trovare il denaro per i debiti e di bar, e peggio, a volte di gioco. Personalmente, il più brutto ricordo che ho di quei quattro o cinque anni, fu quando andai al bar con la Gilera 125 di mio padre, e in seguito ai risultati di gioco di quella giornata, il giorno appresso dovetti tra le lacrime convincerlo a firmare per il passaggio di proprietà perché mi ero giocato la moto che persi. Non vi sto ad elencare i pochissimi momenti di gioia e i moltissimi momenti di dolore e sconforto che mi diede quel periodo, vi assicuro che era di gran lunga più salutare giocare al calcio, ed ogni volta puntualmente li, a dirmi basta da domani non gioco più, solo che quel domani arrivo’ molti anni dopo. Sulla ventina d’anni la feci finita con biliardo e carte, erano di moda ed intrigavano, i primi videogiochi, ricorderete quegli enormi “scatoloni” neri con lo schermo sul davanti, tipo TV in bianco e nero, all’epoca non pagavano in denaro, erano solo per puro divertimento, ogni video giocata costava solo 200lire, ma se stupidamente ti facevi prendere dalla smania di raggiungere dei livelli sempre superiori, ecco che ci passavi le giornate, non andando di conseguenza a lavorare, e comunque ad arrivare a spendere non meno di 30 o 40 mila lire tra una 200lire e  l’altra, con annesso caffè, panini, e bibite varie che di consuetudine uno al bar spende, se ci rimane per ore a giocare. Anche in questa occasione la solfa non cambiava, e se ci si lasciava prendere troppo la mano, il gioco non era solo di puro divertimento, ma diventava con il tempo un grosso dispendio di denaro, con conseguente problematiche economiche, che alla fine finivano per abbattere autostima e conto in banca, per usare un eufemismo. Ma ancora mi sgancio, perché capisco, per fortuna in tempo, che la faccenda mi sta lentamente facendo tanto male, mollo tutto e non ci penso più, e nemmeno mi rendo conto che qualche anno dopo, verso la trentina, mi ritrovo in un casino’ il primo della mia vita, e neanche male, Sanremo sulla favolosa riviera dei fiori. Rimango affascinato da quello sfarzo, abbagliato da quel lusso sfrenato, e ancora come nelle altre occasioni, inizio per il gusto di giocare, ma si sa’, il “banco”  non perde mai, il giocatore si, sempre e dopo qualche rara vincita, mi ritrovo a continuare a giocare ostinatamente, come quell’unica volta che vinsi la bella somma di 5,000,000 milioni delle vecchie lire, e ebbi la forza verso le dieci di sera di andarmene

Non  fosse che a mezzanotte con un amico ci ritornai, per perdere i 5 milioni di lire vinti e aggiungerne un paio di perdita, al punto di essere costretto a fare il giorno seguente una cazzata potente, che mi costo’ 2 anni di interdizione nella splendida città di Sanremo, pena inflittami dal municipio tramite segnalazione del casino’ stesso              Ma oramai il marcio aveva preso il suo avvio, e cambiai in quel di Venezia, ricordo di essere stato  sia nel casino’ d’inverno, che si raggiunge via terra con l’auto, sia che in quello estivo che vi si giunge in battello, bellissimi saloni in entrambi, e almeno in questi due non conservo cattivi ricordi, per le uniche due volte che ci andai, ricordo che un mio amico che mi accompagnava, perse talmente tanto, che mi scoraggio’ dal seguirne l’esempio, e ne rimasi praticamente illeso, economicamente parlando. Ma mi rifeci perdendo un infinita’ di volte a Campione d’Italia, il più squallido, e brutto casino’ che abbia mai visto, talmente sciatto, che persino le prostitute che notoriamente frequentano quelle sale da gioco, si riconoscessero come semplici professioniste da strada, e all’ingresso era facile trovare, e individuare lo strozzino che cambiava assegni ai perdenti malcapitati, che il giorno dopo erano più disperati che mai. Da parte mia assegni a vuoto mai, a parte i soldi persi, ma una notte tornando a casa dopo aver perso tutto quanto avevo con me, mi accorsi di non avere neanche i soldi per pagare il pedaggio autostradale e dovetti lasciare i dati personali alla stazione di pedaggio, per un pagamento futuro. E di nuovo per mia fortuna dopo qualche anno l’episodio che mi fece rinsavire, la classica goccia che fa travasare il vaso, e che, o ti rimette in carreggiata, o ti rovina del tutto. Parto all’improvviso, una sera, senza averlo programmato prima, con la mia Citroen palla S, ero in crisi profonda con un amore del passato, e andai, quasi per dimenticare e distrarmi, al casino’ di San Vincent in Val d’Aosta, non bello come Venezia, ma mai brutto come Campione, non male insomma, bei saloni da gioco, e… Udite udite vinco, vinco 1600,000 lire, non molto ma la soddisfazione di essermi fermato al momento giusto, e sopratutto di esserci riuscito, era impagabile, alche potevo essere felice per una volta! Certo, se l’auto nella strada di ritorno non m’avesse piantato in asso, con fusione del motore. Risultato, 600mila lire di recupero dell’auto, e successivamente 1200,000 lire per la riparazione del motore rifatto a nuovo. Per me e’ stato come un preciso avvertimento… Piantala con il gioco d’azzardo!!!   Chi me lo avesse poi mandato questo segno non so, o lo so, ma di fatto mi recai qualche tempo dopo per ben due volte al casino’ di Montecarlo, nella prima giocai e persi ma una sciocchezza, la seconda volta addirittura non giocai ma stetti a guardare gli amici. Così come in Slovenia dove mi recai invitato da un grande giocatore, si perché i casino’ sloveni, invitano gratuitamente tre giorni 5 amici di un Grande Giocatore, (che per me è quasi sempre un grande perdente) in un albergo a 5 stelle, con ingresso gratuito al casino’ e ti forniscono pure una fiches omaggio, ricordo che con quella fiches una sera vinsi 300 euro che prontamente regalai a una cameriera della sala da pranzo del casino’, perché ci aveva appena servito delle canocchie davvero speciali, accompagnate da aragosta, ero proprio in via di grande guarigione se feci un simile gesto. E se non bastasse in occasione di una crociera che feci con mia moglie sulla Costa Serena prima, e un anno dopo sulla Costa Fortuna, entrambe munite di casino’, come tutte le grandi navi, ho giocato qualche rara volta alla roulette, e a blec jec, perdendo e vincendo in alternanza piccole somme, vero e solo sano gioco per divertimento. Ecco perché con queste mie esperienze passate, ora compatisco, e mi dispiaccio per quelle persone che giocano tutto, persino la pensione, alle macchinette nei bar, e posso comprendere come si sentano dentro, e addirittura posso capire come si possa in taluni casi a giungere a gesti estremi, quando ti viene negata l’ennesima vincita al Lotto, e mi addolora vedere delle persone nei casino’ uscire dopo ore con aria sconsolata di chi non ha più un centesimo in tasca e non sa che dire al ritorno a casa alla propria moglie e figli, perché può succedere che perdano anche la casa dove vivono. E non mi meraviglio nemmeno di alcune persone che ho avuto modo di conoscere, che sono state in comunità come dei tossico dipendenti a disintossicarsi dal gioco, che mentono spudoratamente dicendo che sono guariti da tale dipendenza, ma nonostante abbiano perso moglie, figli, e casa, continuano imperterriti a proseguire nel giocare, ogni qualvolta hanno dei soldi in tasca. Che tristezza vedere delle donne nei bar attaccate ai video poker alle dieci di mattino, che si affannano a rovistare nelle tasche alla ricerca di quei pochi euro rimasti, rinunciando anche ad un misero cappuccino per tentare l’effimera sorte. Il “banco” vince e sempre, e se noi si vince qualche rara volta, sono solo casi isolati, che ci infondono stupida fiducia a continuare in un inesorabile suicidio morale e economico. L’amichetto furbetto, ti vince alle figurine, l’amico più grande anch’esso furbo ti vince alle carte e al biliardo, magari barando. Il Crupier sa fare il suo gioco, vince sempre, e’ pagato per quello, non può perdere mai, sennò non sa fare il suo lavoro e viene licenziato. Le macchine video poker sono “programmate”  ed è appurato  Hanno delle vincite programmate e limitate, e nella maggior parte dei casi vengono prelevate con sapienza dagli stessi gestori, che sanno quando “pagano”. Il Lotto, Superenalotto, e altre porcherie simili, pagano una grossa vincita ogni svariati milioni di giocate, quindi le possibilità di vincita sono rarissime, in pratica una truffa legalizzata dallo stato che incassa miliardi di euro sulla pelle della povera gente, perché di quest’ultima categoria si tratta   Povera gente, disgraziati, disperati, che si giocano il tutto per tutto per cercare di uscire da situazioni di degrado e spesso di indigenza. Quindi, uomini, donne, ragazzi, ragazze, ma sopratutto anziani    Non fatevi prendere dalla smania del gioco, sono tutte sirene fatue del maligno, non serve a nulla e se proprio, fatelo per il vero e solo gusto del gioco, con moderazione, senza grandi aspettative.  I genitori ammoniscono i figli… Non ti azzardare a fare questo o quello, gli uomini mettono in guardia chi si azzarda in questa o quella scelta, tutti rifuggono l’azzardo, ma tutti inconsciamente giocano d’azzardo, chi più e chi meno. Scegliete il più bel gioco che esiste al mondo…giocate a vivere, non giocate d’azzardo.

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