Il BARBONE, l’arte del non far niente. 365 & mezzo 2014

IL BARBONE.

Che ti alzi al mattino, e se la sera prima ti sei addormentato in pace con te e i tuoi problemi, sorridi senza sorridere, e inizi una nuova giornata con l’intento del bello. Mi prendo la libertà di una colazione al bar, rigorosamente, maniacalmente al bar, è un senso di benessere, di libertà, che poi una sorta di condizionamento inizia per forza, anche se non vuoi, droghe invisibili come il coronaV, a partire dai caffè che ci beviamo in un giorno.

Sorrido anche dopo la colazione, il momento che rubo al mondo, e tutto procede spedito e spensierato, puoi esprimere il ‘tuo’ io al meglio, e ci sbatti dentro anche quel poco, o quel tanto di artista sopito che c’è in te, qualunque sia il tuo lavoro, la tua professione, che la mia nemmeno so quale e’ da qualche anno a questa parte, cioè da quando hanno deciso i soliti ignoti, di staccare la spina al ceto medio, la mia ‘vecchia’ posizione sociale di cui ho bei ricordi… a parte che non sapevo piantare un pomodoro.

Che una maledetta schifosissima guerra si combatte sempre da qualche parte, ogni giorno e nello stesso modo di sempre, per il soliti motivi, interesse e potere di qualche stronzo che non ha capito che dovrà crepare anche ‘lui’ comunque e quantunque cosa faccia, e alla fine tutto ciò che ha fatto non servirà a nulla, e nulla sarà valso il suo affanno e la sua gratuita crudeltà.

Nulla, io continuo a mangiare, nel mio alternarsi di alti e bassi di umori scombinati, e al termine della giornata l’inconscio, fa i conti con la mente e la coscienza, e se stai dentro a un certo limite, hai passato una buona giornata, altrimenti e pessima, e che si possa prevedere l’uno o l’altro caso, e’ alquanto improbabile.  Per questo penso che un Barbone che vive volontariamente per strada, si sia stancato di tutto questo tenere insieme le cose, sia stanco di tutta l’ipocrisia che ci pervade nostro malgrado  e decida di staccare la spina con una vita tanto inutile e sprecata, e conseguentemente non faccia più niente, e cerca solo di sopravvivere, meglio di noi, di me che credo di fare tutto, e mi sbatto da mane a sera per controllare i miei stati d’animo, ma faccio meno di lui che non fa niente, senza tensioni, angosce, paranoie, insicurezze, incertezze, l’arte del non far niente…il Barbone.

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