Ho voglia. C.36 P.876 16 Settembre 2014

Ho voglia.

Ho voglia ancora sentire il calore sulla mia pelle di quel caldo che ti lascia asciutto, e sentire quel gusto forte del sole concentrato nel peperoncino di Calabria. Ho voglia di scendere da quel aereo con eliche e sentirmi puntare addosso un asciugacapelli gigantesco che mi sputa contro il caldo asfissiante della Sardegna con i suoi profumi, e il pregustare una magnifica vacanza, per ambirne il ritorno e raccontarla scuro sulla pelle. Ho voglia di rivivere l’emozione di un appuntamento, con vestiti scelti accuratamente prima con tutto il resto per contorno, con quell’emozione che si strozza in gola pochi istanti prima che lei arrivi, quando la vedi avvicinarsi, e ti prepari prima le battute, non vedendo l’ora che scocchi il primo bacio dopo un bicchiere di vino, ed il resto poi. Ho voglia di sentire ancora il gusto di un buon liquore di malto e torba, con i colori accesi di un kilt negli occhi, e lo scuro dei suoi fiumi, e il suo vento freddo in faccia che ti sferza con la fierezza di quel popolo di Scozia che si respira. Ho voglia di andarmene per una volta ancora, in quel paese che sa di vecchio, e di cose passate, con gente che non ha più identità se non per gli altri, che vorrebbe ricostruirsi ma non sa come fare, li i profumi hanno solo un gusto, sembra come di essere in India, tutto sa di  un solo sapore di un unica spezia, la Romania e’ unica, come le sue emozioni, e i suoi strani amori d’interesse.  Ho voglia ancora di farmi male con il cuore, con quella che non vuole essere la donna che io invece immagino invecchiare con me tanto penso d’amare, e pensare che senza lei nulla ha senso, niente può sostituirla, e farmi male, perché star male per lei,  e vivere comunque, meglio di certo che lasciarmi vegetare con i miei sentimenti, forse per scoprire dopo aver tanto sofferto che non era così grande quell’amore. Ho voglia ancora di bere wodka come fosse acqua minerale, tanto fa freddo nella gelida Mosca, rivedermi con quella gente ostile per stato preso, ostile come la sua gelida terra che nessun nemico a mai lasciato la invadesse, e nessun amico a mai lasciato la amasse. Ho voglia ancora sentire i sapori di casa mia in primavera, le lumache stracotte quasi bruciate che cucinava la mia mamma accompagnandole con erbette o cicoria appena colte nel prato vicino, e Lei che si privava di quelle leccornie per lasciare che io e mio padre ci abbuffassimo, dicendo di non aver molto appetito, generosa per i suoi figli, in qualunque forma e grado, immensa in quell’amore spiritualmente  ben trasmesso con la dipartita della sua vita, che non finirà mai per il restante della mia ed oltre.  Ho voglia ancora della Svizzera pulita per una corsa in moto a velocità moderata tra le sue splendide vallate, senza soste sino al confine, Svizzera  sempre e solo amata di passaggio, nelle poche fermate fatte tutto il fascino svaniva d’incanto come l’interesse dei suoi abitanti, e della sua cioccolata che non sporca, come gli ingranaggi dei suoi inutili e precisi orologi.

Ho voglia ancora di andarmene per la costa romagnola, lasciandomi alle spalle tutte le fatiche e i problemi come se partire per pochi giorni mi illudesse di chiudere con il passato, starmene sulla spiaggia beatamente ad aspettare l’ora del pranzo, facendo progetti sempre nuovi sul futuro come se non fosse estate, ma il capodanno di ogni anno, e devi, o vuoi rifare tutto con l’amore e con la vita. Ho voglia di stordirmi ancora di alcool e altro, facendo l’amore come il migliore di tutti, ma non vorrei mai che ritornasse il mattino seguente per dovermene amaramente pentire, o fingere di non pentirmene.

Ho voglia ancora di quelle crociere in navi di plastica e lampadine, che ti fanno sentire chi non sei, mangiando cose che non sai, che il tutto va bene allora che il gioco e’ bello finché dura poco, e in qualche ora vedi trenta posti di paesi differenti senza aver visto nulla, dove ti spiegano usi e costumi che dimentichi pochi giorni dopo il tuo ritorno… e non hai capito niente, ma vorrei lo stesso. Ho voglia di riprovare ancora la stupenda sensazione di sofferenza del mio cuore lacerato da quell’amore che era già mio, e non lo avevo capito, per poi riconquistare dopo due anni di lunga agonia il cuore spezzato, a giusta pena del mio orgoglio e scuola per il mio ego, gigante lezione di vita per i miei sentimenti, giusto equilibrio del bene riposto a una sola persona, amore vero, sincero, avrei voglia anche di questo. Ho voglia di rivivere quel pomeriggio di domenica in cui ti dissi subito dopo pranzo dai tuoi, vado a farmi un giro in quel paesello di montagna, e nel tardo pomeriggio rincasando ti dissi, ho trovato la casa dei nostri sogni, e li ci rifugiammo per lungo tempo dalle insidie del mondo, cullati da nuove entusiasmanti realtà. Ho voglia di partire io e te, senza dover chiedere nulla a nessuno. Ho voglia di vivere e amare, ho voglia di tutto e non ho più voglia di niente, ho voglia, ma l’erba voglio cresce solo nei giardini del Re.

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