Autunno 2014 365 & MEZZO

AUTUNNO

ll tenue crepitio di una buona legna di faggio, che fa poco fumo emanando un intenso calore da dietro quel vetro che ormai veste di moderno i nostri camini. Le castagne appena tolte dal forno della cucina, e fuori dalla finestra una cappa grigiastra che ha preso il sopravvento sull’ultimo sole, che non ne voleva sapere di arrendersi, e finche ha potuto, faceva capolino sino a qualche ora prima, tra la coltre nuvolosa che inesorabile che l’ha lentamente soffocato, nascondendolo definitivamente dalla nostra vista, al nostro piacere.

Una alzata di spalle sommessa, un borbottio lamentoso, di non si sa ben cosa, indirizzato alla noia che incomberà nostro malgrado, inghiottiamo una castagna, e prima di un’altra la innaffiamo con buon bicchiere di vino, che prima uno e dopo l’altro, stiamo li a pensare che tra un soffio di tempo sarà di nuovo Natale. Nemmeno l’ora zoppa ci aveva avvertito di questo cambiamento di stagione, il sole ingannevole, sembrava non andarsene più in altri posti, quasi a voler farsi perdonare, di quell’estate mai vista, se non sul calendario, di quella estate che ci aveva accomunati ai nostri fratelli scozzesi e inglesi, con giacche di gomma e ombrelli.

Già, quel sole che ormai non serviva più ne per far scura la pelle, ne per maturare l’uva, serviva solo a riscaldare i cuori da dietro le finestre degli uffici, dov’ era tornata la noia di tempo sprecato, di un inutile tempo dedicato al logorio della mente e alla disfatta dell’intelletto… ‘fermi sul pezzo’. Adesso, il paesaggio circostante, di colpo ti fa vedere i colori con il loro giusto tono. L’ erba si è ammosciata e vuole riposare, gli alberi e le foglie in un ultimo anelito di vita, fanno sfoggio di molteplici colori, dall’arancio allegro di alcuni, al bruno marrone di altri, al rosso di chi si sta arrendendo, al color giallo di chi si è arreso prima che una coltre biancastra di milioni di stelline li copra.

E intanto, si sorseggia ancora del vino, che ti butta giù ingordamente l’ultima castagna nel gargarozzo e guardi quella fiamma che arde allegramente in una tumultuosa danza di gioia, e ti cambi d’abito dentro di te, cambi vestito ai tuoi pensieri, che l’autunno non è meno bello di altre stagioni, ha la sua da dare e da dire. Le strade si riempiranno di colori di plastica, la gente farà festa, che anche quest’anno si festeggia, un dolce evento, nonostante tutto, malgrado tutto, che non possiamo non sperare, che non si può morire dentro prima, mai.

La natura si veste di nuovi esaltanti colori, e anche noi ci cambiamo d’abito, e ne mettiamo uno pesante e gioioso, fin dentro il cuore, e avanza della stoffa per coprire anche l’anima, se lo desideriamo. E’ arrivato ‘l’inter mezzo’, ma non è la primavera, non sono i suoi colori, … è l’Autunno.

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