E’ ancora Natale.

Tra poco si pensa a Natale. Per qualcuno è momento di riflessione, e si tirano le somme. Per altri è vacanza e relax, altri ancora ne vedono l’avvento, molti no, per lo più per tutti è periodo di buoni propositi, gli animi brillano, le buone azioni si avvicendano, tanti che vogliono dire e dare, come se fosse l’unico periodo dell’anno che uno può fare tutto ciò. Ma tant’è che tra messaggi subliminali, sapientemente piazzati a mo di trappola per topi con tanto di formaggio, luci colorate che spiccano tra foschia e nebbioline, veniamo pervasi da quell’alone velato di bugie mediatiche, che ci instaurano nel nostro sub conscio, ed è allora che per noi è Natale. Di perché è questo nuovo Avvento natalizio, se ne ricorderà qualche d’uno, il 25, e anche in quell’occasione, per tanti sarà solo e semplicemente, un giorno in cui è di rigore non pensare ai problemi, e farsi una pancia tanto. Che questa mia, non vuole essere disfattista a tutti i costi, infatti parlo di qualcuno, ma son sempre troppi. Che tutta questa storia, la sto tirando insieme per un fatto eclatante da poco accadutomi: che io da pochi anni scrivo, e nel frammezzo di questi, c’ho piazzato una bella autobiografia, che come qualunque altra autobiografia, ho raccontato i miei cazzi del passato, ovviamente non avrei avuto altro da scrivere, che cose piuttosto piccanti, nel senso di storia vera vissuta, perché se uno ha da dire che ha avuto un infanzia felice, un buon matrimonio, un bel lavoro remunerativo e soddisfacente, con una bella vita sessuale alle spalle, denaro quanto basta, e buoni rapporti nel sociale e con il mondo, di interessante e a monito educativo non avrei centrato nessun obbiettivo, se non quello di scrivere di me, e per me. Ho diviso un mondo in trenta!!! Ho scatenato l’inferno, e chi già di suo mi detestava, o semplicemente stavo antipatico ma era senza argomenti validi per attaccarmi, che neanche ora ne ha perché nella mia storia lui non c’è, ma ne coglie il pretesto e attacca senza indulgere.  La maligna invidia di chi si è meravigliato del mio operato, non attribuendomi  di fatto il compiuto,  anche se posso ripetere il libro, pagina per pagina e aggiungere particolari minuziosamente ad ogni capitolo.  Chi stupidamente mi ha rinfacciato di essere a conoscenza del mio passato, sbandierandomi sotto il naso l’indice, come a dire… stai attento che io so! e io li a rispondere che infatti non ne avevo di certo fatto segreto alcuno nelle pagine che ho scritto, e anche di lui non ne ho fatto menzione, perché costui, nulla è mai contato nella mia vita, e di conseguenza nulla ho chiesto e nulla dovevo ne devo, semmai gli ho solo dato, senza ricevere in cambio nulla, se non sciocche battutine al mio indirizzo ripetute nel corso degli anni della nostra inutile conoscenza. Meraviglia assoluta da parte di qualcuno che mi aveva relegato al ruolo di uno stupido, perché non sono laureato, come se un libro si scrivesse con una stupida laurea, che purtroppo, nella maggior parte dei casi non serve a nulla, se non a darti un impiego da mille euro al mese, o peggio non avere lavoro, e non con la più consona scuola di vita, specialmente se la vita ha offerto, come nel mio caso, un mare di emozioni, giuste e sbagliate, che poi i conti li tiriamo tutti alla fine, questi ultimi. Che la cultura se vuoi te la fai, l’intelligenza o ce l’hai, o non l’avrai mai, e un libro, si scrive prima con il cuore che con le parole, con l’anima, prima che con il computer, se non sai trasmettere le tue emozioni ad un altro che ti legge, puoi arrotolare la tua laurea e farci colpi per le tue cerbottane, che anche lei serve, la laurea, per i punti e le virgole messe al posto giusto, e serve a chi sa scrivere con il cuore, a correggere gli errori di grammatica. Gli stupidi sorrisetti di compiacimento che ti vengono rivolti poi! si sprecano, come si spreca il loro affanno a capire che non sia successo  loro di creare un libro, infatti se la ridono pensando che se ci si mettessero, farebbero certamente meglio. E poi basta, che mi abbasso solo al livello della loro povera meschinità, che per fortuna, non mi tocca minimamente, mi lascia indifferente nel mio mondo, che di battaglie, quelle vere ne ha viste e combattute, compresa quella dell’ipocrisia, a cui ho affidato più tempo che a molte altre cose, e da tempo ho vinto, perché se combatti con vero odio, le tue forze centuplicano, e io nella vita non ho mai odiato tanto altro che l’ipocrisia della nostra specie. Il complimento più bello che ho ricevuto? E’ stato di una ragazza senza nessun titolo di studio superiore al dovuto, che mi ha detto… bellissimo il tuo libro, è avvincente, ti prende pagina dopo pagina, e vuoi leggerlo tutto d’un fiato… è il primo ed unico libro che ho letto nella mia vita, bellissimo. L’intervento più intelligente? Mi è stato mosso da più persone e cita… Non sta a me giudicarlo, non ne ho la facoltà, di certo ammiro il coraggio con cui ti sei messo in gioco! Il più gradito? Quello di sua Santità Papa Francesco, che in risposta all’invio di una copia dell’ albero dei moroni, mi ha risposto ringraziandomi per il gentile omaggio e complimentandosi per il mio operato, non so se per la forma, ma di certo per il contenuto, e il relativo risultato, la Conversione di un peccatore. Ed allora ecco! è ancora una volta Natale, ancora una volta apriamo il cuore al mondo, abbandoniamo le ipocrisie, che nessuno a niente da dire a nessun altro, se non consigli dati senza malignità, e scagli la prima pietra chi non ha peccato, è ancora Natale.

2 pensieri su “E’ ancora Natale.

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