Che solo d’Amore c’era bisogno.

L’avessi davvero voluto, t’avrei salvato. Salvato da cosa e da chi poi, non so, ma avessi voluto t’avrei salvato. Se solo avessi compreso, o voluto comprendere, se solo staccavo la spina con i miei inutili problemi, se solo fossi venuto a prenderti qualche mattino, per tenerti con me, per parlarti, o per non dirti niente, ma solo per stare qualche tempo con te, con i tuoi problemi, con le tue insicurezze, che poi sono anche le mie, sotto forme diverse. Ma lo stesso avresti potuto vedere che degli stupidi, inutili problemi, ce li creiamo tutti, e se apparentemente non ne abbiamo, comunque ce li creiamo, ce li cerchiamo, è insito nel nostro dna, è implicito nel nostro modo di essere, siamo conformati ad essere ciò che non siamo, per natura. E se in una di quelle mattine che non ci sono state, tu avessi visto quanto stupidamente ognuno di noi si complica la vita, forse ti sarebbe servito a capire, o quanto meno a riflettere sul fatto che noi tutti, abbiamo problemi più o meno grandi che non sappiamo risolvere. E ancora si ripresenta una parabola del Signore che ci dice, … non vedere il bruscolino che c’è nell’occhio del tuo amico, guarda invece la trave che c’è nel tuo. E’ tutto tanto semplice  Giacomo, ma noi lo rendiamo per forza di cosa complicato, irrisolvibile, strano, inesplicabile. Forse ti saresti reso conto che anch’io come tutti mi giro e mi rigiro in problematiche assurde, con la sola differenza che qualche problema apparentemente risolvo, forse a differenza tua, ma è solo un ago nel pagliaio intricato della mia vita che ho trovato, e che mi dà la forza di continuare in una inutile estenuante lotta all’ impossibile, all’ irrangiungibile, visto che conquistato una meta me ne prefiggo un’altra, inutile quanto quella precedente.  La serenità è li davanti noi, ma non la si vuol vedere se non si han occhi per guardare. E tu li a pensare che il mondo non ti volesse, quando il tuo mondo eri tu, e noi li a rimetterci nelle mani del destino, e a continuare a preoccuparci dei nostri stupidi insignificanti problemi, e con una alzata di spalle ed un mugugnio a dire, ok ci ho pensato, ora la risolva lui la questione, anch’io ho le mie. Fin che le cose si complicano, allora molli del tutto impotente quale sei dal risolvere qualcosa, visto che nulla hai fatto prima, e metti tutto nelle mani di Dio dicendoti che lassù troverà la pace che qui non ha avuto, non sai che altro fare, non hai fatto nulla prima e figurarsi se ora trovi necessario un tuo intervento. Cosi come succede per le migliaia di persone che ogni giorno muoiono in guerre assurde quanto inutili, se non per la conquista del potere di pochi, cosi come accade per le centinaia di migliaia di morti assurde per fame, che tu nemmeno lontanamente capisci perché ancora  avvengano, tu che centri, noi che centriamo, io che centro? Nulla, noi non centriamo nulla, come non abbiamo nessuna colpa se centinaia e centinaia di persone muoiono ogni giorno per droga per disperazione o altro, noi non centriamo niente, siamo troppo occupati a pagare il mutuo di casa, a cosa mangeremo per pranzo, e poi tra poco è di nuovo Natale, e bisogna pensare al cappotto nuovo e le scarpe, che quelle che abbiamo son vecchie di tre anni, e tutti ce le hanno viste indosso. Intanto accanto a noi un ragazzo si è tolto la vita perché non ce la faceva più, lui non ha nemmeno avuto ne il tempo, ne la possibilità di pensare al mutuo, nemmeno gli importava di cosa dovesse mangiare a pranzo, e le scarpe gli servivano solo per aver caldo ai piedi. E a tutti loro, morti per disperazione, per fame, per guerre, per droga ed altro ancora, sarebbe bastato solo un po’ più solidarietà umana, un po’ più comprensione, una parola in più, sempre e semplicemente perché loro non sono stati cosi fortunati da trovare una spiegazione al perché ci affanniamo tanto per l’inutile. Forse sarebbe bastato che andassi di tanto in tanto qualche mattina a prendere Giacomo, perché vedesse da se, che ciò che faccio io tutti i giorni, è inutile e stupido come quello che faceva lui. E allora mettiamoci il cuore in pace, lasciamo tutto nelle mani di Dio, che quando ci fa comodo serve, che quando ci interessa può servire pure Lui, e sbattiamocene pure le palle del suo secondo Comandamento, Ama il prossimo tuo come te stesso… Che racchiude probabilmente il dogma totale e completo di un buon Cristiano, e non solo.     Che solo d’Amore c’era bisogno. Perdonaci, perdonami, ciao Jak.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...