Ciak si gira. 365/

imageIo mi beo della piacevolissima compagnia di due rompiscatole di cani, i più piccoli che mamma natura ha ‘confezionato’. Il maschio alfa che di ‘alfa’ non ha nulla si chiama Roccia, la timida e indifesa femminuccia si chiama Minnie, ma Mini basta e avanza… 8 chili di cane in due. E tutto comincia quando di soprassalto mi trovo catapultato in un pensiero strano. Già perché non capisco cosa caspita ci facciano i miei due piccoli messicani al terzo piano di un prestigioso palazzo in città. Uno, il maschio in braccio ad un signore che a stento lo trattiene per la collottola, l’altra, la femminuccia che invece segue mestamente con orecchie abbassate una signora, sullo stesso terrazzino, che ben guardandola mi sembrò… è proprio lei, un giudice della corte suprema del foro di Milano, la signora Mariagrazia. Io la conosco, e’ stata una mia graditissima cliente quando avevo una bottega di antiquariato, proprio vicino a dove vive lei, in quel sontuoso palazzo, e lui l’uomo sarà il fratello o un parente, dal momento che non mi risulta fosse sposata. Sento un improvvisa vampata di calore che mi pervade fermandosi con tutto il suo impeto sul mio viso, e non riesco a trattenermi dal gridare a faccia in su che cosa ‘cazzo’ ci facciano i miei cagnolini da loro, e continuo ad inveire dicendo che se non me li restituiscono immediatamente, giudice o chi che siano, salgo, e spacco tutto.

Incredibile, ma credibile con il senno di poi. Che la colazione al bar, in genere mi fa essere me stesso, forse perché  fin tanto che non e’ terminata non apro il contatto con il mondo, e non accendo di proposito il telefonino, quindi sono Annibale, che anche una litania al terzo Mistero del Dolore recita: Coronazione di spine a Gesù; Ti chiedo e ti prego per e con l’indispensabile intercessione di Maria Tua Sposa, di avere un grande disprezzo del mondo. Ma poi, dopo aver letto qualche stupidaggine da prima pagina sul quotidiano, e dopo aver scambiato qualche sana e ingenua battuta con altri avventori, dove ovviamente non può mancare l’accenno al tempo, più per forza che per amore, bisogna obbligatoriamente pigiare quel tastino che ti fa’ aprire il contatto con tutto, che per la maggior parte vorresti. Di fatto  lo squillo di introduzione che hai programmato arriva puntuale come le tasse, e se prima ti piaceva ora lo odi quel suono ormai stridulo. Ed è  la prima, e ti si chiede da parte di un qualcuno, di fare una certa cosa, che tu trovi assurdo compiere, ed è già motivo di discussione, che con certa gente era meglio nemmeno iniziare ad avere rapporti.  Con il secondo trillo non va altrimenti del primo, altra persona che se non ci fosse, non solo sarebbe un enorme vantaggio per me, ma per molti altri. Che allora chiamo io, che almeno tento di giostrarmela come meglio credo e posso, difatti mettendoci una buona carica di quell’entusiasmo che al mattino mi assiste, imposto quello che sarà l’unica cosa positiva della giornata, le batterie sono cariche. A tarda mattinata alcuni dubbi mi tormentano, e’ sempre così che mi guasto del tempo prezioso, sono nei pressi di un cimitero dove ho di più caro tutto ciò che avevo e avrò, prima di entrare chiamo un amico, e per sentire come va, e per chiedere un piacere che favorirà entrambi, che quando si aiuta, sempre ci si aiuta. Certo che non potevo peggiorare il mio stato d’animo che si voleva stabilizzare in preghiera, ma lo stesso, inverso , non pensavo sentirmi dire ciò che udii. Ma cazzo chi lui? E già proprio lui! Ma non ci credo! Credici… Addirittura in quella topaia di comunità? Ti dico di si, e nemmeno in una camera isolata, ma in mezzo a tutti, in camerata, e senza nemmeno un paio di mutande pulite per cambio. Che già era una sorpresa che quell’amico si interessasse con tanta umanità a quest’altro nostro amico! E vero invecchiando si diventa più saggi e di conseguenza più inclini a una sana umanità, almeno nella maggioranza dei casi, che se poi uno e’ scemo di suo, lo rimane per sempre, anzi non può che peggiorare. E va be’ qualcosa si farà, ma bada io ne rimango fuori, almeno nel senso che non voglio lui sappia che sto facendo qualcosa per lui, di me ha sempre avuto poca stima e troppa confidenza, col tempo tutto mi si ritorcerebbe contro, ok? Certo, va bene ci si vede sabato e qualcosa faremo. Oggi non rientro per pranzo, non faccio spadellare mia moglie, e approfitto per farmi firmare quel contratto pubblicitario con quei miei amici del ristorante. Nel primo pomeriggio faccio un salto in quel posto, e ci porto anche Susy, così mi tiene compagnia, così che un paio d’ore dopo la riaccompagno a casa, ma ho ancora un vuoto di un paio di ore per quel appuntamento che mi son preso di mattino, e dal momento che è di strada vicino a quella graziosa chiesetta vado la per qualche preghiera, che di giovedì c’è pure la messa pomeridiana, e dal momento che sarà veloce per il feriale me la sento pure, che non può che far bene. Strada facendo, ancora lui caspita! E quello di Brescia, che insiste perché lo aiuti a pagare le bollette della luce, non capisco la sua insistenza, del resto ci siamo conosciuti solo in un occasione tempo fa, dove si, mi aveva favorito in un affare ma era già stato lautamente ricompensato, speriamo di poter fare qualcosa anche per lui. Del resto non mi posso esimere dall’aiutare nemmeno l’altro di Pavia, si trova senza l’acqua corrente in casa, gli hanno interrotto il servizio per morosità, e speriamo che Piero, in carcere si sia fatto bastare quel poco che gli ho mandato. E’ buffo, solo oggi ad altrettante persone ho detto di pazientare per quello che devo dare loro da molto tempo, dal lontano tempo di qualche anno fa, in cui il ceto medio a cui appartenevo e stato drasticamente soppresso, per lasciare il posto solamente a due categorie, i ricchi e i poveri, relegando me di conseguenza alla seconda ovviamente, ma lo stesso io, luce ed acqua in casa ancora c’è l’ho, insieme a una dose inesauribile di ottimismo autolesionista, quindi qualcosa faremo anche per quest’ultimi. Ultimo appuntamento di giornata, che Dio se lo invochi ingraziandoti la Mamma, non ti abbandona, e di riffa o di raffa, il tuo angelo custode te lo attiva sempre, e questo stasera per me aveva le sembianze di Giuseppe, l’ultima persona che ho visto, che non è certo l’unica volta che me lo invia, senno’ di un caso si tratterebbe, non di Angelo a paga fissa. Tutto bene allora, che tanto son di strada, ed è da tempo che volevo fermarmi da quella persona amica, la sua razza e’ del mondo, come disse Alfred,  ma nello specifico e’ iraniano, e tratta tappeti antichi con tanto di negozio  con esperienza decennale per tre, ed essendomi rinfrancato moralmente, mi va di sistemare una questione che mi stava a cuore da tempo, per un mio acquisto di qualche anno prima, questa volta spero di tener testa, alla proverbiale capacità di trattare degli arabi in genere! Basta!, la batteria del telefonino, e’ poco meno della metà, e si pigi il pulsante, togliamoci la maschera dell’attore quotidiano, alla cena di casa mia, sono io, di nuovo me stesso.

E di nuovo mi rendo conto, o per lo meno penso di rendermi conto che mi trovo in compagnia di un bel ragazzo, ma la sua bellezza non me lo fa piacere più di tanto, anzi c’è molta ostilità, almeno da parte mia, e con lui c’è mia moglie Susy, almeno intuisco che è con lui, e non con me, anche se lei è’ tra noi, ne con lui, ne con me. Mi sento di nuovo pervaso da una strana sensazione di calore assalirmi come una vampata improvvisa, questa volta mista a impotenza, mi incazzo ma non reagisco, anzi sono fortemente interessato e affascinato da una motocicletta li tra noi che mi lascia intuire sia di proprietà dell’antipatico. La moto non è particolarmente bella, anzi, e’ spoglia, semplice, disadorna di particolari, ma mi piace del perché non so, e desidero averla cominciando a trattarla con il ragazzo, lasciando da parte l’impeto di prenderlo a pugni per gelosia. Questa era una mia notte seguita da un giorno intero con la conseguente sera e altra consecutiva notte. Oggi e’ un altra storia, gli attori sono pronti, il giorno e’ nato pronto, io sarò  pronto appena avrò bevuto l’ultimo sorso di cappuccino e premerò quel piccolo tasto, e allora…  Ancora una volta, un nuovo film, tra finzione e verità, tra bugie e trasparenza, tra sogni e realtà, coraggio e’ un altro giorno, … Ciak si gira.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...