Roby.

A Roberto, solo per Lui. Che non ho avuto il tempo necessario per capirti, ma da quel poco, e’ straripata la tua carica umana con tutta la sua irruenza. Che quando una persona e’ stata ciò che tu sei stato, non ha bisogno di molto tempo per presentarsi, di dire al mondo chi sei. I tuoi occhi parlavano per te, senza parole, i tuoi gesti gentili erano palpabili, come era palpabile il senso di pace che si percepiva nell’ascoltarti. O come quando con l’entusiasmo che ti contraddistingueva, mi presentasti per la prima volta il tuo locale Il Trio Condor, pizze da sogno e primi unici, la in quella stretta via di quel grazioso paesino di montagna.

Carissimo Roby, tu facevi apparire tutto splendente e pieno di vita, d’amore e di gioia, che persone come te nemmeno fanno fatica a proporsi, qualsiasi sia ciò che tu volevi trasmettere. E mi elencavi con fervido entusiasmo, i piatti che insieme ai tuoi fratelli avevi programmato per noi clienti, e alla fine del pasto, desideravi sapere se ben c’eravamo trovati, perché quello era il tuo fine, fare le cose per bene, perché tu eri e sei una persona per bene, che il bene non passa nemmeno se non sei su questa stupida terra, il bene lascia il segno per sempre, come lo hai lasciato tu nel cuore dei tuoi cari, e di chi ti ha davvero apprezzato e voluto bene, era impossibile non volertene.

E ancora poco più… almeno per me, lo stesso entusiasmo quando volevi imparare a suonare la fisarmonica, lo stesso sguardo tanto bello, l’immutato entusiasmo alla vita, quasi come a significare che te ne era destinata poca. Quattro bicchieri di vino e tanta, tanta umanità che sprizzavi da tutti i pori della tua pelle, della tua anima.

Fino a quel giorno, che ti re incontrai, quel mattino in cui ti rividi e bevemmo insieme un cappuccino, e io d’impeto t’abbracciai, con troppo entusiasmo, e tu Roby, mi ammonisti per non essere troppo irruento, i punti di sutura dopo il tuo intervento per quel merda di male, erano freschi, ma ancora di certo non ti lamentasti, nulla poteva scalfire minimamente la tua voglia di vivere, e tantomeno il tuo entusiastico modo di prendere la vita, la stessa che aveva già deciso che una persona così preziosa, era sprecata qui sulla terra, e a discapito perenne della tua Eli, e i tuoi cari figli,  ti aveva già destinato altrove, perché gli Angeli servono giovani al Signore. Ciao Roby, sorridici dal cielo, e irrora il mondo di gioia, che per questo sei stato destinato. Ti voglio bene, bello Spirito.image

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