Tatuaggi.

La moda dei tatuaggi, in Italia si fa sentire a toni forti negli anni 90, che figurati se io ne ne rimanevo fuori. E così che in un momento particolare della mia vita, feci il mio primo tatuaggio. Che poi la mia vita e’ per fortuna costellata di momenti particolari, anche se non sempre idilliaci, anzi per lo più negativi, che nefasti e troppo,  se si esclude la perdita dei miei genitori, e di tanto intanto anche di momenti belli. Ricordo che in un ristorante di un amico che a quell’epoca frequentavo con una certa assiduità, conobbi un ragazzo, di cui nemmeno ricordo il nome e nemmeno il viso, questi si disse un “tatuatore” principiante, ed io  fui ben felice di farmi tatuare la mia firma sulla spalla in alto a destra. Si la mia firma, ricordo che in quel periodo avevo avuto problemi con le banche, alche’ mi dissi… se non ne vogliono più sapere loro, ne voglio sapere io di me, e per sempre. Così che per burla mista al mio egocentrismo, mi feci tatuare la mia firma per esteso, quello fu il mio primo tatuaggio. Alcuni anni dopo, sempre negli anni novanta, mi trovavo in un periodo della mia vita, molto contrastante, stavo passando a una fase evolutiva del mio carattere, in senso positivo intendo, cominciavo cioè ad interrogare  me stesso su ciò che avevo fatto sino ad allora, e vi trovavo parecchio da rinnegare, e molto da innovare, sopratutto nel mio intimo con Dio. Così che senza molta convinzione, forse più per moda che per altro, volli aggiungere un tatuaggio sotto il primo con la firma, sempre sulla spalla destra, con scritto, DIO E’ AMORE, semplicemente con ai lati della scritta, due drappi a sottolinearne l’importanza. Evidentemente non ero ancora pronto a assumermi tanto impegno in quelle TRE parole, e fu, che Cristina, una mia amica che gestiva un centro estetico, me lo fece, ma dovette ripeterlo per ben tre volte nell’arco di parecchi mesi a venire, quasi a dirmi che non ero degno di portare quel messaggio, ma alla fine rimase impresso, come a voler significare che dovevo guadagnarmi tale onore con sofferenza e giusto impegno. Passo’ qualche anno, superando il 2000. La mia fede si rafforzo’,  e forse ancora non del tutto meritevole volli, rinnovare con più decisione la scelta di quelle parole così altisonanti, e decisi di farmi il terzo tatuaggio, questa volta sulla spalla sinistra in alto. Allora gestivo la Bottega Del Re, un negozio di antiquariato, a Bergamo, e nei pressi conobbi uno tatuatore professionista con tanto di bottega sua, insieme studiammo il terzo tatuaggio, una croce senza GESÙ, ma di GESÙ, con avvolto un alloro in segno di vittoria, e contornato dalle parole,  DIO E’ AMORE, scritto in azzurro, come il cielo, come l’immenso.  Più grande, e  più comprensibile del precedente, subito “accettato” visto che fu subito bello. Sino all’ultimo,  il quarto infatti lo feci  nel 2003, una splendida Madonna con Bambin GESÙ  coronata di stelle, e alla base, feci aggiungere un riquadro,  con impresso il simbolo di Don Luigi Maria Grignon de Monfort che recita… TOOTUS TUUS ALELUIA, con le stesse parole il compianto Papa Giovanni Paolo lo ll, Mariano dichiarato, intitolo’ una sua Enciclica. L’ idea mi venne perché all’epoca ero un antiquario di modeste pretese, e tra le centinaia di oggetti che trattavo ogni anno, mi capito’ tra le mani una acqua-santiera, molto singolare e bella come forma. Intanto di ottone, a forma di due finestrelle che si aprivano, lasciando vedere al loro interno la magnifica effige di una slendida Madonna, praticamente una figurina vecchia di cento anni circa raffigurante la Vergine con in braccio il piccolo GESÙ, che subito me ne innamorai a tal punto di decidere di tatuarmela sul braccio destro, un capolavoro! Ancora eseguito da quel ragazzo con il negozio vicino al mio, e non poteva essere diversamente, perché egli stesso di un candore che ben s’accoppia a tali opere. Per fare si tatuaggio, dovetti togliere l’immaginetta Sacra, fotocopiarla e riprodurla sul braccio, e la stessa operazione l’ho ripetuta altre volte, semplicemente per pulire l’acqua santiera, e ancora non mi spiego come mai non notai mai la scritta impressa in fondo all’immagine sacra…In ricordo di Beata Vergine delle Grazie Mantova. Solo dieci anni dopo vidi quella scritta, perché? Ecco che allora, e solo allora mi recai in pellegrinaggio in quel di Mantova, scoprendo che dovetti recarmi nel paese denominato Grazie, li potei ammirare la Madonna con in braccio il Bambin GESÙ in tutto il suo splendore, posta al centro delle navate di un altrettanto splendido santuario eretto in suo onore nel lontano 1400. Pare che in quell’epoca la Beata Vergine sconfisse con la sua intercessione la peste che aveva mietuto migliaia di vite sino al suo Intervento Divino. Felice di aver dato una storia al mio tatuaggio, rientrai con mia moglie da quella bellissima giornata, terminata con una gita tra i canali del fiume Mincio nella sua riserva regionale. Ancora oggi non mi spiego perché vidi quella scritta tanti anni dopo, ma certe cose devono avere le giuste tempistiche perché uno ne venga a conoscenza, chissà forse se le deve meritare dico io. Non so se ne farò un quinto, una mezza idea al riguardo già mi sgrinta, mi piacerebbe avvolgere la croce con alloro impressa sul braccio sinistro, da una catena del Rosario, sperando che GESÙ’ non si stanchi del mio esibizionismo, del resto sarà difficile che dica ancora di no a Tomas, che per professione fa il barbiere ma per diletto si sta impraticando bene nell’arte del Tattoo, e quindi…, non resisterò a lungo. Questa era la storia di quelli che già ho, e per il resto lascio fare al mio destino, per me già scritto, come penso sia per tutti, del resto al destin non si comanda!

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