Come ti senti “dentro” quando…

Fermo ad un semaforo rosso, un lavavetri o un mendicante supplica denaro. E’ il terzo o il quarto quel giorno, e non è la fine della giornata, e anche se la sua faccia non ti convince, frughi nelle tasche alla ricerca di qualche moneta, perché pensi che se anche stesse mentendo, lo deve fare per qualcuno che la sera gli chiederà conto di ciò che ha racimolato, e se l’elemosina sarà misera, grande sarà il suo castigo.

Ascolti l’affanno dell’amico, che non ha di che pagare l’affitto e non c’è la fa a tirare la fine del mese. Un senso di malessere ti prende la mente, e cerchi affannosamente di trovare una soluzione al suo problema, che è inferiore almeno di numero, di dieci volte ciò che serve a te, perché giunga un mese nuovo, e gli dai sollievo trovandogli la soluzione più idonea al problema.

Il tuo compagno di “bevuta” alza il gomito, e spesso perde il controllo e emerge la sua natura più insolente e comincia a pungolarti con frasi molto scomode e maliziose dettate forse da sana invidia. Tu per quanto alterato dall’alcool come lui, comprendi, lasci correre, fido che non è il tuo amico a parlare, ma la sua inferiorità nei tuoi confronti nella vita quotidiana da sobrio, eviti in quell’istante di difenderti per non andare oltre, e passi per debole, anche se è la tua forza in quel momento, e ti fa passare per lo stupido che non sei.

Tutto va bene in quel momento, peccato solo che apprendi che una persona che conosci bene, soffre di pene d’amore… Ci vogliono ore perché ti torni il buon umore, e se la persona in questione soffre per una malattia, non bastano giorni. In entrambi i casi, non vedi l’ora di renderti utile, e con il conforto e con qualunque cosa possa servire.

Regalare ti appaga molto più che ricevere, anzi quest’ultimo ti imbarazza e non poco. Essere caritatevole con chiunque ne abbisogni, ti fa star meglio, non perché gli hai risolto dei grossi problemi, ma perché sai che il gesto di aiuto, anche se per un istante non fa sentire solo una persona disperata.

Sei sinceramente felice per le persone che hanno una casa più bella della tua, un’auto più lussuosa, più denaro e un lavoro apparentemente migliore. ( che poi il miglior lavoro e’ fare ciò che più desideri )

Ti vergogni sinceramente quando non sai cosa mangiare tanto sei sazio di tutto, e pensi che ci sono persone nel mondo che ogni ora muoiono di fame, e forse per lo stesso motivo preferisci buttare denaro che anche solo un po’ di cibo. Semplicemente stare bene, se anche gli altri stanno bene.

Stai camminando a testa bassa su di un marciapiede, questo essendo stretto non consente di essere percorso da due persone contemporaneamente, e automaticamente sei il primo che vi scende all’incrociare un’altra persona, chiunque sia, giovane o anziana, che tu sia di mano o no.

Si apre una discussione generica con una o più persone, una parola di troppo e vedi gli animi riscaldarsi in maniera esponenziale. Che non vale la pena di voler per forza avere ragione, anche se pensi sia più logica la tua affermazione, ma consapevole che chiunque ha ragione anche se in percentuali diverse, abbandoni la diatriba, attenui gli umori, e te ne vai con le tue convinzioni magari ridimensionate, senza litigare.

Non stavo parlando di me che scrivo questo, dico solo che questo mondo non mi appartiene come io non appartengo a lui. Il mio mondo qua sulla terra non esiste, la bontà se scordata di espletare le sue normali funzioni, stanca di essere elusa.

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