Chi crede e chi no.

Perché dai tempi dei tempi, l’uomo e’ alla costante ricerca di un essere superiore, che sovrintenda alla sua condizione di vita terrena e nel buio  dell’eternità. Per quanto al riguardo fiumi di parole siano state scritte, e milioni di parole versate, siamo ancora fermi a… Io credo, io no. Nemmeno siamo riusciti discernere, tra il quesito semplicistico di chi è la attribuzione più attendibile, di chi sia il vero Dio, almeno per chi crede. Che di questo e’ scontato di per se, perché di Dio c’è n’è solo uno per tutta l’umanità, e anche se si chiama con un nome diverso e’ e rimane uno per tutti. Ma al di la delle varie appartenenze religiose, che variano solo per soddisfare le brame e gli interessi dell’uomo, esistono solo due categorie contrastanti tra loro, chi crede e chi no! Cosa significa credere,… Paura del nulla? Cosa significa non credere,…consapevolezza del nulla?  Io ho cercato nel corso degli anni una risposta certa al mio credere, e sono arrivato alla mia personale conclusione. Innanzi tutto, non penso che ci sia nulla di certo al 100×100 in ciò che ogni religione afferma come dogma primo, questo nel rispetto totale di ogni affermazione umana, dal momento che qualora negassi a priori le dichiarazioni di qualcuno, verrei meno al rispetto che ogni uomo deve avere di un’altro. Quindi mi attengo a grandi linee alla mia religione, ma non ne faccio un dogma assoluto, scelgo i principi e le leggi da essa rappresentata, che non vada in netto contrasto ad altre, e ne estrapolo il meglio per la morale che la vita stessa mi ha insegnato. Certo non ho nulla da eccepire sulla vita di GESÙ, perché così come mi e’ stata trasmessa con le sue parabole, mai ebbi riscontro di non verità, ma da quel punto, ad essere interpretata nell’umana sentenza, o ben donde da ridire, troppi sono i magheggi posti dall’uomo per la sua interpretazione. Ma andiamo oltre, e passo al mio concetto personale, che trascende l’ascolto di chiunque ti voglia convincere di qualcosa. Per esempio, spesso mi sono interrogato sulle storie che hanno fatto la storia, e perciò dei suoi personaggi, gente come l’ italiano Giulio Cesare, il russo Stalin,  il francese Napoleone,  il tedesco A. Hitler, lo spagnolo Franco,  il congolese Mubutu, tanto per citarne alcuni, che la lista e’ lunghissima, ebbene questa gente che cosa voleva dalla vita? Che segno volevano lasciare di se, e normale che per ognuno di loro, il concetto morte era imperativo come ultimo gesto, dunque dove volevano arrivare con la loro dittatura, con il loro regime di paura, che segno tangibile volevano rimanesse nel tempo dei tempi? Se in vita avevano  avuto tutto ciò che un uomo possa avere in termini di possedimenti e beni, cosa volevano lasciare ai posteri dopo la loro morte? Questa e’ una delle fondamentali ragioni per cui credo in Dio, non sono nato per essere un dittatore, ne per comandare qualcuno o qualcosa, e comunque non per essere un personaggio che il mondo ricorderà, che nemmeno mi importerebbe più di tanto essere ricordato, all’infuori solo per il fatto di aver fatto del bene al mio prossimo. Ma nemmeno mi va di essere nato per il solo morire, sarebbe davvero triste, ed ecco Dio come massimo di risposta, che in un altro mondo, qualcosa di reale, avrò di cui bearmi. Che mi può importare accumulare denaro, fama, e mera gloria ditattoriale qui, su questa stupida inutile terra. E avrei un’altro concetto di assoluta validità del perché preferisco credere che non, e di questo anticipo che ne posso avere prova ogni qual volta io ci pensi… Il bianco e il nero, il bene e il male, ineccepibile che esistano. Il bianco e’ colore di purezza, di candore Divino, il nero e colore del buio, di infido demoniaco nulla, sopra una tela bianca tu dipingi, su di una nera imbratti. Il bianco e’ il bene, che ti fa star bene, lo stesso ti fa padrone del mondo senza compiere nefandezze per averlo, il nero e’ il male, che per quanto tu faccia non ti farà mai conquistare il mondo, ma solo una minima parte di esso e temporaneamente qua sulla terra. E mi permetto di dire la mia anche agli eterni indecisi, coloro che stanno a metà tra il credere o meno; ostinarsi nel corso della vita a cercare il volto di Dio, e’ non voler ammettere a se stessi che in realtà esiste, e per comodo e per un pizzico di vigliaccheria. Ai non credenti invece dico che facciano ciò che meglio credono, nel rispetto totale dell’altrui persona ovviamente, e come disse GESÙ, rispetta il prossimo tuo come te stesso…ma allora non sono imparziale, continuo a parlare di Lui, che bella testardaggine la Fede, non costa nulla e ti riempie l’anima.

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