I love Londra. 2015. 365/?

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I LOVE LONDRA

Vuoi, che sia stato un periodo della mia vita un po’ giù di tono, vuoi che mio fratello Adelio, mosso a compassionevole amore fraterno abbia voluto che l’accompagnassi in uno dei suoi innumerevoli viaggi nel mondo, di fatto fui invitato con la mia compagna Patrizia a trascorrere con Lui e Anna, in quella splendida città cosmopolita chiamata Londra. E ci si prepara prima, che la lingua da parlare non fu un gran problema, non è mai un problema muoversi e comunicare con la gente, comunque sempre se vuoi ti fai capire, o a gesti o con qualche stentata parola in inglese, e quindi si parte. Che il problema non era tanto il saper parlare correttamente la lingua, il problema era affrontare il viaggio in aereo, che da sempre per me, e’ l’equivalente di agonizzare per l’ansia tre giorni prima della partenza, rischiare di morire d’infarto durante il volo, e se sopravvivo, turbamenti e incubi, tre gioni prima del ritorno.

Che quella volta non potevo conportarmi così, ero da poco tempo con Patrizia, e come potevo presentarmi ai suoi occhi azzurri come un pavido, pauroso e piagnucoloso uomo!?  Dissi tra me e me, in qualche modo si farà, mi farò coraggio e sicuramente Patty mi aiuterà.  E passo addirittura all’epilogo di questo, stupido e un po’ vigliacco capitolo… Durante il decollo, nella nostra fila di tre posti, eravamo così composti: io sulla destra, la hostess nel mezzo che stringeva la mano a me, e Patrizia sulla sinistra che a sua volta stringeva la mano della hostess. E non fini li, mi incazzai parecchio pure con Adelio, che al di la del corridoio, nella nostra stessa corrispondenza di fila, consumava tranquillamente un pasto frugale offerto per il viaggio dagli stuard, che non ci sarebbe motivo per arrabiarsi, non fosse che pensavo che mio fratello avesse più paura di me, invece aveva preso lezioni precedenti di volo “anti panico” non so bene dove è quando, e per di più se la rideva del terrore che invece avvolgeva me e Patty. Ma si arrivo’ in quella meraviglia di citta, che sembra ospiti il mondo intero fatto a pezzetti per farcelo stare tutto, non avevo visto mai tante etnie in un posto solo.

E racconterò le cose in ordine sparso, che la precisione dei dettagli non è mai stata amica mia, le emozioni abbisognano di sfumature particolari, per questo ci sono le riviste specializzate e dettagliate, e il primo luogo che mi viene alla mente, e’ Piccadilly Circus, una grande piazza londinese zeppa di negozi e persone ‘strane’, attrattiva turistica tanto da essere uno degli stessi simboli di Londra. Situata nella immediata adiacenza al quartiere Soho, che insieme a Piccadilly, fanno il centro della vita notturna Londinese, ed epicentro Gay della capitale, con i loro locali a luci rosse. Il capodanno di quell’anno lo festeggiammo proprio a Piccadilly Circus, migliaia di persone con noi, che nella loro confusione erano più ordinati che merce esposta in un super mercato, regolati da “bobbit” a cavallo che ben preservavano l’ordine, tanto che per ogni facinoroso ubriacone, scattava l’immediata forzata “rimozione”, che a Londra funziona così, come agli stadi, nessuna paratia di contenimento, nessuna barriera anti intrusione, ma tutti in ordine e tutti si possono divertire, che divertirsi non significa necessariamente rompere le palle agli altri rompendo barricate.

Uno dei posti più suggestivi, e’ certamente Buckingham Palace, e per la sua stupenda cancellata, e per il maestoso palazzo dietro che ospita la Regina, quando è a casa,  con la bandiera londinese issata sino alla cima dell’asta se Elisabetta e’ a palazzo, a mezz’asta se non c’è.   E se si ha la pazienza di aspettare il momento propizio, si può ammirare il cambio della guardia, con le sentinelle in divisa impeccabile bianca e rossa con bottoni e alamari e mostrine d’oro, stivaloni a mezzo ginocchio neri, e il classico colbacco, che nel 1998 era ancora d’orso…

… LOVE LONDRA

Magnifica la cattedrale di Westminster, dove entrando ti senti nel mezzo di una parte importante della storia del mondo, a partire del primo sovrano che nel 1066 vi fu incoronato, Guglielmo il conquistatore, e in tempi più recenti, Re Giacomo, e la Regina Elisabetta I .     E poi ancora ho avuto modo di vedere e di calpestare le tombe commemorative di illustri nobili ivi sepolti da, Lord Byron, Charleston Dichens, William Shakespeare, Oscar Wilde, Winston Churchill e fermiamoci che se ne nomino altri che nemmeno saprei chi fossero stati,  che l’ultimo triste ricordo di questa cattedrale, per me comune mortale, va all’indimenticabile Principessa del Galles Lady Diana Spencer, perché vi furono svolti i suoi tristi omaggi funebri.   La stessa splendida Principessa di cui visitai anche la residenza da divorziata e i magazzini del suocero pro tempore  Alfayed, “da Harrods”, anche se in verità mi pareva di essere in una banca centrale tante erano le guardie addette alla sua sicurezza, e tanti erano gli articoli esposti che i più comuni andavano dai reparti Rolex agli show room degli stilisti di alta moda nel mondo.

E ancora Portobello Road, con le sue vie multicolore e i suoi negozi stracolmi di souvenir e curiosità di ogni genere, e li vicino, un castello meraviglioso, residenza estiva dei reali, dove si era aperto un ala, per la visita dei turisti, e non ne ricordo il nome, diversamente l’avrei scritto. Immancabile una capatina nel più prestigioso locale dei Beatles, un longe bar con al suo interno una sorta di museo allestito per il famoso gruppo musicale, l’Abbei road NW8 city of Westminster, dove di questo locale mi impressionò vedere uno dei reggiseni da scena di Veronica Ciccone, che pronunciarne il nome d’arte, mi da’ fastidio, e mille altre curiosità e accessori per vip.

Una bella coda di almeno tre quarti d’ora, c’è la siamo fatta pure per entrare nel locale allestito per Hard Rock café, ma non comprai una sua mitica maglietta, 140 mila lire, preferii spenderle diversamente.   Facce strane, come quelle degli Ebrei con barba e cappello a tesa dritta, che non davano nemmeno troppa confidenza, fu bello invece veder passeggiare uomini elegantissimi di origine africana, con capelli lunghissimi a treccine come il ‘rastafariano’, rimanevo esterrefatto nel vedere donne con chioma rasata da una parte, e capelli lunghi e fluenti dall’altra, per il colore dei capelli stessi poi, non ne parliamo, era normale vederne almeno due di questi colori, su che variavano dal biondo-viola al nero-bianco, capelli portati con una indifferenza che mi lasciava basito.

Una città Londra, che ben si sposa con il promiscuo razziale, nel rispetto di ogni tendenza sessuale, religiosa e politica se vogliamo, una città che vale la pena di vedere e visitare per la sua straordinaria moltitudine di stranezze e ambiguità, che comunque vivono di fatto in uno dei posti più conservatori del mondo, E sarà perciò che affascina, e sarà per questo che invade gli occhi e i sensi… e rimango qui a Bergamo a far ‘vasche’ sul Sentierone. I Love Londra.

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