Dio e’ amore.

imageChe da dove inizio oggi con quello che ho nel cuore da dire, bene ancora non so, ma come di solito faccio, parto da un episodio che mi è appena capitato di intraprendere, quel che ne esce come sempre cercherò di trasmetterlo in modo che sia comprensibile a tutti, non solo a me, con il fine ultimo di servire a qualcuno e per qualcosa. Che parlo di Dio, che parlo della mia presunta conversione, che voglio parlare da ciò che ispira il mio modo di vedere le cose riguardo al bene, all’amore, che credo sia il motore che accende tutte le speranze, tutte le aspettative migliori di quello che possa servire al mondo per vivere. E ho scritto Amore, associandolo indissolubilmente a Dio, che Dio e’ Amore. Di quel Dio che non vuole essere per forza associato alla mia religione cattolico-cristiana, non necessariamente, perché significherebbe da subito “imporre” una mia idea, e nessuno deve imporre niente a nessuno, dal momento che lo fa, contravviene da subito alla libertà di opinione, e si è già messo in una nicchia ferma e statica a se stessa. Appartenere ad una disciplina religiosa, e’ frutto di dove nasci, di dove la tua cultura ti educa, ed è giusto seguire una linea che dia un senso al tuo vivere, se lo desideri, ovviamente, ma come tutto il resto di ciò che vivi, non è detto non possa subire dei cambiamenti, e lo stesso non sei obbligato a credere in tutto ciò che la sua disciplina ti propina. Anche e sopratutto perché chi ti insegna, lo fa in base alle sue esperienze vissute, all’epoca stessa in cui vive, nel contesto delle sue esperienze che possono essere applicate in modo più o meno differenti dal mondo che ora sei portato a vivere. Il bene e’ il bianco e annulla di fatto il male, che è il nero, tanto per usare dei colori che si contraddistinguano, che per me e’ bello il bianco quanto il nero, visto per se stesso come tonalità, dipende solo da come “usi” tali colori. E cominci a dialogare di questo e di quello, e come raramente succede ci sono certi dialoghi, che assumono un tono di complicità, di comune accordo tra le parti, si instaura un colloquio dove trova spazio per comunicare, dove trovarsi con pensieri, parole e di conseguenti opere. L’importante e’ che non prevalga uno sull’altro, che quando si parla di una cosa che uno pensa positiva e bella, non vada a urtare con le proprie considerazioni il pensiero degli altri che ti stanno ad ascoltare. Come quando ad un certo punto del discorso, io dico che chissà perché tante persone che si lasciano dopo una storia d’amore, debbano finire con l’odiarsi, e a non potersi più guardare in faccia. Non ci si era conosciuti un po’ prima? Non c’era amore prima? E certo che le cose purtroppo cambiano, certo che l’amore per taluni non è eterno, ma del bene prima te lo sei scambiato, e ora che tutto è cambiato, non ti viene alla mente quel bene che c’è stato? Se poi ci sono figli di mezzo, perché ancor più per il loro bene non si trova una soluzione più o meno pacifica, perché si varca la soglia di quella linea sottile che ti fa passare dall’amore all’odio? Non va, non va più, ok, ognuno si assuma le proprie responsabilità, con dignità e rispetto, e ci si separa senza dare spazio ad inutili guerre psicologiche e spesso fisiche, che già il dirlo per me e’ assurdo, figuriamoci a farle. Uno dei due ci rimette di sicuro, e perché ci credeva, e perché è innamorato ancora, l’altro si avventura in un altra storia e che si troverà meglio o peggio ai posteri l’ardua sentenza, quello che rimane sicuro e che il risultato finale, va bene così come deve andare, nella sua illogica crudezza, una storia finita va troncata e per tutti dietro l’angolo c’è una nuova vita, sicuramente migliore della precedente, non dico definitiva, ma migliore, che se ancora un’altra volta finirà, ancora nuovamente sarà migliore. E sempre una questione di bene e di male, che il male ci prova sempre sta a noi frenare il suo incessante impeto. E questo e’ una delle mie disamine contrarie al riguardo della religione a cui appartengo, non è peccato rendersi conto di aver sbagliato a giurare davanti a Dio eterno amore, se poi le situazioni evolvono in senso contrario, ad avvalorare la mia personale considerazione, anche Papa Francesco si è cautamente schierato dalla parte dei divorziati, che hanno si compiuto uno sbaglio, ma non irreparabile, e non è affatto giusto che per questo non si possa ricevere il sacramento della Santa comunione, e comunque opporsi categoricamente e sempre un segno di inaccettabile opinione disfattista, che nessuno può dire di no a nessuno, quantunque non si leda al bene altrui. Ama il prossimo tuo come te stesso, ed il negare non consegue tale scopo. Che in un certo qual modo, si dica delle religioni di qualsiasi appartenenza, lo scopo di ognuna deve essere il bene fine a se stesso, con tutte le sue regole, i suoi dogmi, e le proprie filosofie. Che nessuna e’ meglio di un’altra, purché si propaghi con la stessa il bene, il rispetto altrui e l’amore che di conseguenza la vince. Che Dio e’ per tutti, che l’amore e’ per tutti, e non ha facce o colori, e sopratutto non impone, Insegna e con amore Consiglia. E’ già una dura lotta parlare bene in un mondo come il nostro, e comportarsi di conseguenza e ancora più arduo, ma se ogni giorno facciamo un piccolo sforzo, passano gli anni e ti rendi conto che è più facile, e ci si sente sempre meglio, meno ipocriti, meno falsi e bigotti. Che l’ipocrisia e’ li al nostro fianco, e quando meno crediamo, colpisce inesorabile ai fianchi di chiunque, moralisti o no. E come quando si fa un piccolo esercizio quotidiano per tonificare il nostro corpo, da principio e pesante, poi meno, sino a quando nemmeno ti rendi conto e la pancia non c’è più. Volere e potere, e perché non scegliere il bene al male? Lasciamo l’incombenza più pesante e grande ad uno che ha scelto di averla, che può essere un politico, un cardinale, un capitano di industria, un presidente o ad un super milionario, che loro sono vicinissimi a situazioni in cui il male con la sua intelligenza seconda solo a Dio, sono posti sotto continuo assedio da tentazioni malversazioni e intrighi di ogni tipo, noi nel nostro quotidiano possiamo facilmente debellare talune insidie, con qualche piccolo “esercizio” psitico di umana comprensione e normale carità. Ed il buon senso prevalga anche nella “critica” che se la releghiamo a chiacchiericcio pur peccando sul nostro prossimo, ci limitiamo a “scanzonare” e il male se con il tempo si corregge, si ferma li, ma prima di giudicare ricordiamoci sempre che siam capaci di vedere il bruscolino che sta nell’angolo dell’occhio del vicino, ma non ci accorgiamo mai della trave che c’è nel nostro. Che se butti della benzina sul fuoco, lo alimenti finché questo non diventa incontrollabile e brucia tutto, quando invece se prima di dire e fare cose inconsulte facessimo un gran respiro con dentro tutta l’auto critica necessaria, ci renderemmo per tempo conto che era meglio lasciare che il fuoco si spegnesse, magari buttandoci sopra di tanto in tanto un po’ d’acqua. Io sono gay, io sono etero, io sono transessuale, io sono il magico Alverman, tu puoi essere chi sei e chi vuoi, l’importante che tu non offenda la morale, le persone e sopratutto tu non prevalga e leda loro la dignità. Che differenza mai può fare il modo di porsi al mondo se non ti imponi con la forza, o costringi qualcuno a sottostare ai tuoi desideri? Fintanto che ti accompagni a qualcuno che accondiscenda a dividere e condividere con te le tue esperienze, non puoi in alcun modo essere importunato.   Perché nessuno ha ragione in assoluto, mai, che se io dico che quel colore e verde, per evidente sia, tu con un complicato ragionamento puoi dimostrarmi che lo stesso color verde e’ stato ottenuto con l’impasto di blu mischiato con il giallo, e non avrai ragione più di quanto ne abbia io, ma non hai torto, qui scatta il bene e il male… Se voglio capire, darò ragione anche a te quanto penso di averne io, diversamente se voglio prevalere, non farò il bene ma prevarrà il male, e la miccia e’ accesa, chissà che fuoco alimenterà?               Ed e’ solo una piccola parte di ciò che pensavo di dire, ma qualunque altro riferimento sarebbe forse superfluo, se poi arrivo al solito finale, Dio e’ Amore.

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