Di generazione in generazione…

imageAnni 70, 1970, che a dirla cosi sembra un secolo fa, infatti siamo nel secolo scorso. Io nasco a Villa di serio, piccolo paese all’inizio della valle Seriana, confinante con Alzano Lombardo, appena poco più grande ma sempre di modeste proporzioni geografiche. Passano 5/6 anni, che i miei genitori si trasferiscono in un ex cascinale ai lati del cuore di Seriate, quest’altro, un paese più grande dei due precedenti, talmente grande che se non fosse confinante con Bergamo, sarebbe di fatto stato una città lui stesso. E di nuovo passano alcuni anni, tipo ancora 6/7, e mio padre decise un nuovo trasloco, e fu ad Alzano Lombardo. Ricordo un giorno che mio fratello maggiore Adelio, mi portò con la sua bellissima Alfa Romeo GT 1750 bianca, ad Alzano, in sopraluogo per visitare la nostra nuova casa, una vecchia proprietà della Italcementi, proprio dove aveva sede la prima, dell’omonima fabbrica, che risaliva allora nel 70, a 130 anni. Ed imboccammo una strada che subito dopo aver superato un ponticello, discendeva per duecento metri circa, sino alla nostra abitazione. Fu la, sul ponticello, che notammo due o tre ragazzi, appoggiati al parapetto in atteggiamento frivolo e scanzonato, uno sguardo veloce a uno di loro, abbastanza per notarne  la faccia antipatica e piena di brufoli, sguardo che ci scambiammo reciprocamente nella frazione di qualche secondo, perché Adelio sgommando li aveva superati in un baleno. Seppi poi con il passare di qualche mese, che si trattava di Claudio, che allo stesso tempo del mio pensiero quando lo vidi, lui pensò di me… Cazzo, uno più brutto di me… E si sa chi disprezza di bocca ama di cuore, che sono più di quaranta anni che io e Claudio, tra alti e bassi ci frequentiamo amichevolmente, più di quarant’anni che non penso lo ripeterò in questo racconto, mi spavento al solo pronunciarla quella data, che intensamente come li abbiamo vissuti, a volte mi chiedo se non fossero state due o tre vite, e una o due di queste, mi sembrano appartenute ad altri tanto mi sembrano giganti e impossibili i cambiamenti, e innumerevoli le storie vissute. Ma non eravamo ancora amici, la mia spavalda provenienza da semi cittadino, e la mia giovane arroganza, non mi permettevano di allacciare da subito un amicizia, che invece lo fecero mio padre con il suo. Molteplici le volte che i due tornavano ubriachi fradici, Piero a rompere le palle a chiunque per attaccar briga al secondo calice di vino, dato il suo carattere peperino da irascibile braccio di ferro,  Giuseppe mio padre, al terzo calice di vino, a credersi il padrone del mondo, e per carattere,  e perché da un modesto posto di provenienza e di umili origini contadine, era passato ad essere un artigiano in odore di industria, e aveva pure quasi per hobby avuto un bar-trattoria, nel centro di Seriate. Insomma, uscivano di sera dopo cena insieme da amici, per ritornare a notte fonda da nemici, ogni uno a lamentarsi con moglie e figli dell’altro. Che con più intelligenza, perché ci si evolve, con più umiltà perché si cresce, ma io ho preso da mio padre e Claudio dal suo, e senza aver di mezzo un tappeto verde con le bocce che ci faceva discutere e amare, a grandi passi abbiamo ricalcato le loro orme.  Ma ripensandoci, non escluderei nemmeno il biliardo tra me e Claudio, motivo spesso e volentieri di accanite discussioni, ricordo i giorni interminabili passati nel bar della Lucia a giocare con quelle cazzo di boccette, dove ci si giocava l’impossibile, dalle moto, ai soldi, ma non ultimo, stivali, cinturoni, e vestiario alla moda, non poche volte ci si accompagnava a casa a prendere quella maglia, o quel cappotto vinto poco prima. Io ero il migliore al gioco del biliardo, almeno tra noi amici, e di sicuro più di Claudio, ma lui alla fine vinceva sempre, mi prendeva per sfinimento, dopo ore ed ore in cui io supplicavo di andare da qualche altra parte, pur di farla finita giocavo male e di conseguenza alla fine perdevo, la furbizia e malizia, non era cosa prettamente di mia competenza, essendo per natura molto accomodante, mentre lui, per sua fortuna più oculato e interessato, non perdeva mai di vista il suo obbiettivo, questo nel corso degli anni ha fatto la differenza per le nostre rispettive vite, ma comunque vissute da parte di entrambi senza malinconici pentimenti e rammarichi. Come quando si andava alle giostre e io indossavo un cappotto bianco di tre taglie più grandi di me perché era di mio fratello, e Claudio mi scherniva con gli amici con epitaffi simpatici, o come quando andavamo a ballare in quella discoteca al lago, con la macchina presa in prestito, una 850 bianca verniciata alla bene meglio da noi con bombolette spray, e al posto di uno dei finestrini di vetro, c’era del cellophane che lo sostituiva perché mancante. Devo dire che comunque le donne non ci mancavano mai, anche in quella occasione due si accompagnavano a noi, unica differenza sostanziale era che Claudio se le faceva tutte, indistintamente, ma per me il più delle volte erano solo chiacchiere e qualche bacio quando andava bene, infatti col passare degli anni i suoi brufoli che gli tumefacevano la faccia sparirono, ma la mia poca avvenenza no, rimase, diciamo che in sostanza io risultavo più interessante come ometto, ma a lui poco importava di essere affascinante, era un bel ragazzo di suo, e non gli serviva interloquire più di tanto per scopare. E chi lo sa se destino o meno, ma fu Claudio l’artefice del mio scomponimento inteso come cambiamento sociale, che lui quella volta aveva bisogno non di me, ma della macchina di mia sorella, una splendida Volkswagen nera decapottabile, si doveva andare a prendere la sua nuova fiamma, Marina, solo che insieme a lei c’era anche sua sorella Roberta, bella bionda e formosa. e fin qui nulla di male, non fosse stato che io ero sposato da poco,  non resistetti a tanta avvenenza. Scesero le scale da dove abitavano, che fermo al posto di guida le vidi scendere verso di noi belle che non credevo ai miei occhi, belle che mi prese una vampata in viso e preso dal panico nemmeno riuscii a sbiascicare una parola, quando mi furono presentate. Et voilà, di colpo separato da un matrimonio con tanto bene nel mezzo scambiato per amore, ma la faccio breve nel dire che cambiai pure lavoro di li a pochissimo, divenni guarda caso, socio di Claudio nella realizzazione di un allevamento di cani, quasi cinque anni bellissimi, trascorsi per la nostra passione e attività, ma se per gestire un allevamento c’era bisogno di un furgone come attrezzo principale, io vi lascio immaginare l’uso che invece si faceva di una Porsche 924, di una Mercedes 240, e di una motocicletta BMW k100, ovviamente il furgone non l’avevamo…se si aggiunge poi che le telefonate che si ricevevano in un giorno erano alcune decine, ed i cani venduti giornalmente mediamente uno, la conclusione ve la lascio solo immaginare, cani uno donne dieci, ovviamente tutte mie, perché Claudio era già di fatto con Marina (clamorosa bugia, abominevole menzogna, spudorata falsità. )  Poi di tanto in tanto ci siamo abbandonati per brevi periodi, io con le mie esperienze e le persone che le componevano, Claudio con le sue, che comunque ci si è sempre ritrovati, non ci siamo mai persi di vista e spesso e volentieri ci siamo aiutati economicamente, che più lui ha fatto in questo senso, ma spero di essere servito anche io in altre cose che non ritengo meno importanti. Se la solidarietà fra amici non fa differenza come venga distribuita, sicuramente ci siamo perfettamente compensati. Un po’ come quando ci siamo coperti a vicenda nelle nostre scappatelle amorose, cento volte l’ha fatto lui con me, mille io con lui, ma poi ha smesso di chiedere la mia collaborazione in tal senso, questo, già molti anni fa, perché io sono un soggetto difficile da sottoporre a interrogatorio, se un carabiniere mi interroga e mi da uno schiaffo per farmi parlare, ce ne vogliono due per farmi smettere di chiacchierare, che io racconto di più di quello che devo dire, specialmente ser si tratta di perorare una causa a favore di una donna, sono completamente dalla sua parte, da subito, e la ragione principe sta nel fatto che non so raccontare bugie, mi viene davvero difficile, e quando mi vien chiesto di farlo, di solito non finisce bene. Ora Claudio ha la sua splendida famiglia, e non intendo solo la sua Marina e sua figlia Greta, che credo ami più di se stesso, lo si capisce nettamente da quanto ne vada orgoglioso, quando parla a lei, e di lei, e ne ha ben donde perché non è solo bella, ma e la figlia che ogni padre desidererebbe avere. Parlavo anche di una splendida famiglia allargata, la suocera Pierina che mille ne ha viste e mille ne ha superate, la cognata Romina con il suo compagno Francesco e quell’amore di figlia Anna, Roberta  con il figlio ometto e Cristian suo nuovo compagno, e il compagno di sua figlia Mirko e tanti, ma tanti cani, che vi chiederete cosa cavolo centrano loro, ma in fondo e storia della sua vita, che lui tutti li ama i componenti della sua famiglia, con le giuste distinzioni ovviamente per quanto riguarda gli animali. E ci troviamo anche ora per qualche ricorrenza, o ci facciamo una pizza, che ogni volta e come se non ci vedessimo da poche ore tanta e la nostra confidenza, tanto è il nostro fraterno volerci bene, ognuno sa delle cose belle di uno, delle sue aspettative, e anche delle sue difficoltà, dei suoi successi od insuccessi. Oggi come allora come sempre, siamo fratelli di storie, e di avventure, che noi, non abbiamo ancora deposto l’ascia di guerra, se lo guardo bene mi par di contargli ancora i brufoli, e di vederlo ridere per quel cappotto bianco tre taglie più grande che io portavo. Non è cambiato molto, o forse siamo noi che ci ostiniamo a pensare che poco e’ cambiato, risultato di un piacevolissimo ricordo del passato, che ci ha visti protagonisti felici di mille avventure, ed a legarci fraternamente anche di molte brutte disavventure. E lui è’ Claudio l’amico di sempre, ed insieme ci apprestiamo a fare un altra vita, tutta quella che ancora Dio ci regalerà, con i suoi alti e i suoi bassi, con le sue gioie ed i suoi dolori che uno senza l’altro si annullerebbero e non potrebbero regalarci le rispettive emozioni. Disdetta, per la nostra storia, che solo Claudio abbia avuto una figlia, ed io non abbia avuto questo bene, avremmo forse visto il perpetrarsi di una nuova amicizia, come quella iniziata con i nostri genitori, tramandata a noi come il passaggio di un testimone silente. Ok ci fermiamo alla seconda generazione di amicizia, che non è cosa di poco conto, come e’ importante il passaggio del testimone che noi lasceremo tra le nostre famiglie. Ma adesso godiamoci il presente che avere un amico e’ sempre uno dei più grandi doni che si possa ricevere nella vita. Ciao Claudio, son contento che ci sei, andiamo avanti… Di generazione in generazione…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...