Non è mai l’ultimo saluto. 2015. 365 & MEZZO

Al funerale ci vai perché e’ un parente, o un amico, o un semplice conoscente con cui hai scambiato qualche parola di tanto in tanto. E sei li, con il profumo d’incenso nel naso. Pensi ai suoi cari, cosa proveranno in quel tristissimo momento, e ti vengono alla mente i tuoi brutti momenti, nella quale era tuo il dolore, e non sai quanto dispiacertene, ti prende un brivido sottile e sei innocentemente contento ora non sia per te, e sei sinceramente dispiaciuto a chi tocca, che tocca a tutti nella vita di conoscere l’altra faccia del destino, quella buia, quella nera… quella che poi porta alla luce vera.  È legge di natura e a quella per grazia ricevuta non c’è rimedio, altrimenti saremmo di fronte all’ennesima ingiustizia sociale dove prevale il potere, che già troppo danneggia il nostro mondo.

E poi pensi a quel poco che sai del trapassato, Lei Michela, era del Piemonte, Lui il marito una guardia di finanza  del Trentino. Che già e bella la storia, e nel tempo della terribile guerra, Lui era di stanza militare al paese di Lei, nelle Alpi, e sboccio’ l’amore con la sua stupenda naturalezza, da li il trasferimento nel bel mezzo dei due regioni, ad Alzano Lombardo, in Bergamo.

Che il destino aveva deciso così nell’immediato dopoguerra, che li dovevano dare alla luce due splendidi figli che hanno allietato la loro esistenza. E per rimanere in tema di divisa, Albino, il marito di Michela fece il vigile sino alla pensione in quel paese, per poi andarsene per primo avanti nell’ignoto noto, e Lei Michela, resse per poco il distacco di quel bell’amore, prima si ammalò, e poi decise di andare dal suo Tesoro che la stava aspettando.

Che era una buona età per seguirlo,  ma la mamma e’ sempre la mamma ed il dolore per i figli è  immenso, l’han detto le loro lacrime durante la funzione. E così, di domenica non sentirò più dirmi nel bar,… BuonCiorno! Per tutto il Ciorno, che Lei la signora Michela lo pronunciava così il buongiorno, alla ‘Svizzera’, forse retaggio del suo dialetto piemontese d’origine, di fatto lo stesso simpaticissimo modo di pronunciarlo, spesso mi divertivo a farglielo ripetere ogni qualvolta finivo la mia colazione, rivolgendomi a Lei con voce alta salutandola per primo.

E un’altra mamma se ne andata in un posto migliore a prendere il premio per una vita spesa all’insegna dell’amore profuso negli anni per i suoi cari, e per tutta la gente intorno che lo ha meritato. A proposito l’ho detto ad altre persone prima d’ora, e adesso anche a te signora Michela, per favore quando di spirito avrai abbracciato il tuo Albino, non ti scordar di andare dalla mia mamma Marianna, a ricordagli che suo figlio Annibale non l’ha mai dimenticata, e la amo come allora, e ora di più, domani mille volte tanto. Ciao mamma, ciao signora Michela, ciao a tutte le mamme che lassù ci stanno aspettando, perché una mamma non muore mai, va solo avanti, a tutte le età ancora per darci amore, ancora per rimboccarci le coperte prima di dormire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...