Due ruote per gli orizzonti del cielo.

imageQuando parti per un viaggio di piacere, hai da raggiungere una meta. Non necessariamente, ma spesso decidi di viaggiare di notte con la tua moto, che c’è meno traffico, ma io penso che sia più per stare soli nel buio, che la strada ti appartiene in maggior misura, pochi la intralciano, e tu sei più rilassato perché ne sei padrone, che è per questo che ti prendi una vacanza, per non essere operaio di nessuno, e per lasciarti alle spalle caos e brulichio mondano, e tutto diventa il tuo fantastico disegno che dipingi con i colori dell’ arcobaleno.  Ti lasci alle spalle tribolazioni e pensieri, il lavoro e la routine quotidiana. Che è bello intraprendere un viaggio, se ci si pensa bene addirittura più bello che la vacanza stessa, perché sta per iniziare la tua piccola grande avventura. Imposti il navigatore, o pieghi nella tasca del giubbotto la cartina autostradale, pigli il biglietto al casello di partenza e via nella notte, che è di notte che si viaggia meglio, o almeno una parte di essa, che quando inizia lo sbadiglio prolungato, e meglio che ti fermi per un caffè, o a riposare un poco in un area di sosta. Un motivetto in testa che non disturbi i tuoi pensieri puliti,  e cominci a fantasticare su quello che ti aspetta al giungere la dove devi, all’inizio della tua vacanza, ma nel contempo si insinuano altri pensieri, quelli che normalmente trovi complicati da affrontare, quei pensieri che in altre occasioni non trovano spazio nel turbinio della quotidianità, ma dopo un breve lasso di tempo ti rendi conto che ti danno fastidio e li molli, che non è tempo di pensieri che disturbano. Ed entri nel tuo spazio di relax e di soave beatitudine abbandonandoli, che prima di partire avevi già risolto il grosso delle probabili incombenze, e se ti guardassi nello specchietto retrovisore, dopo aver sollevato la visiera, vedresti un sottile sorriso che a dato forma all’espressione del tuo viso, e allungato la forma delle tue labbra, perché stai partendo, stai viaggiando tu e la tua moto che diventa un estensione del corpo, e molta  serenità.     Che bello sfrecciare nella notte superando delle auto e qualche bestione a cento ruote, e fermarti di tanto in tanto in un autogrill per un cappuccio ristoratore, che se è quasi l’alba lo accompagni con un bel “bombolone” tanto, sei in vacanza, quindi è in vacanza anche la dieta e le attenzioni particolari che hai per la linea, che ci pensi quando torni a rimetterti in forma. E’ un aurea di piacere che ti pervade, sei il padrone del tuo piccolo mondo, non invidi nessuno e ti metti la maschera nuova, quella che ti fa sentire un altra persona, quella che vorresti essere sempre, che è bello viaggiare, e sulle note di una bella canzone del passato che ti ronza nel cervello, viaggi, evitando le buche più dure, senza per questo avere più paure,  e tornare a viaggiare e nella notte con i fari illuminare chiaramente la strada per vedere dove andare, gentilmente senza strappi al motore… E sei tutto ciò che desideri essere, un rappresentante di pietre preziose, uno scrittore di successo in cerca di nuove ispirazioni letterarie, un impavido e intrepido Spirito libero che sta andando da Parigi a Dakar passando per il deserto del Sahara, un uomo che viaggia nei sogni e fin tanto che gira il polso sulla manopola del gas li realizza,  consumando kilometri e mangiando asfalto, assaporando la vita, quella come così sempre vorresti fosse. Poi arriva l’alba con i suoi lividi colori che ti dice dove sei arrivato, che forse non manca molto all’arrivo, dove non hai premura di arrivare perché e’ bello essere ancora in viaggio, così la vacanza non è ancora iniziata, e nella monotonia del strada diritta senza interruzioni, ti resta ancora tempo per pensare, per assaporare quel gusto particolare che vai cercando. Il paesaggio intorno a te assume colori e dimensioni diverse, gli alberi sono diversi, così come le case e la vegetazione circostante, persino la temperatura e’ diversa ed intanto ti avvicini la dove devi andare, che quando arrivi inizi un nuovo modo di esistere, una altra fase alternativa di porti e di presentarti al presente per i giorni a seguire. E come tutto inizia, inesorabilmente tutto finisce, ma non è finita ancora quando sei di ritorno, un altro meraviglioso viaggio ti aspetta, altre emozioni ti attendono, che non è brutto tornare, in fondo ci siamo abituati a quella vita che facciamo, e dopo un po’ persino ci manca, che se non fosse così, non ci sarebbe nemmeno il bisogno e il piacere di partire e il relativo desiderio di tornare, perché il viaggio rimane sempre la parte più bella di tutto, prima durante e dopo, che essere in movimento con l’anima e la cosa che più mi fa impazzire,… da quando ne ho ricordo. Forse perché è quel pezzo di storia che nessuno mi usurpa, e’ quel pezzo di vita che mi costruisco da me con me, in compagnia della lunga grigia strada, e dal mio fantasticare col cielo con negli occhi la gioia di starlo a guardare fissando il suo orizzonte sempre davanti,  con quella sottile emozione che rallenta il respiro e il battito del mio cuore, liberando tutte le emozioni represse nei giorni trascorsi senza un gran senso di essere vissuti, che li in quei momenti, risorgono nuovi a rinnovata felicità. E sto li coi miei pensieri che non so se son tali o pezzi d’animazione  sparsi nella mia mente, confusi con la sensazione di essere libero di respirare, libero di viaggiare, libero di vivere, io è la mia moto.

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