Pasqua del Cristo, nostra Pasqua.

image                                                                                             E’ ancora una volta Pasqua di quel Dio che è venuto da noi per la salvezza del mondo, con il sacrificio del suo corpo fatto uomo per noi.

Questo la detto Lui, il Figlio dell’uomo, GESÙ. E che ci importa a noi di Lui. E difficile seguirlo, e’ impegno troppo grande Amarlo, stiamo bene anche senza, che ci si pensa da noi, qua sulla terra con le nostre quotidiane tribolazioni ad espiare delle colpe fatte, semmai ne avessimo compiuto, che nessuno ne compie, siam tutti buoni e bravi… Cosa può importare a noi se Maria ha ricevuto l’annuncio dell’Angelo che gli prediceva che sarebbe stata la Madre di Dio in terra. E ancor meno ci interessa la Sua Visitazione alla cugina Elisabetta che di li a tre mesi avrebbe partorito  San Giovanni Battista.  Della nascita di GESÙ ci può solo interessare come avvenimento storico di un Grande uomo, forse, di un Predicatore, e che si debba venerarne la Sua presentazione al tempio,  alla fine, anche di questo poco ci importa, nella pari misura che non ci può riguardare il suo ritrovamento al tempio tra i dotti.

E perché dovremmo interessarci al battesimo sul Giordano di GESÙ?  Non è rilevante che l’abbia battezzato Giovanni Battista che era un uomo comune, per noi poteva essere ancor più comune lo stesso GESÙ.   E non ci interessa nemmeno il Suo primo miracolo compiuto perché la Vergine alle nozze di Cana glielo chiese, e Lui trasformo’ l’acqua in vino, ma che differenza fa!?.  Come non ci può importare un bel nulla che Sia salito sul monte seguito da una moltitudine di gente, e li, abbia annunciato il Regno di Dio, e che si Trasfiguri sul monte Tabor innanzi a Pietro, Giovanni, e Giacomo, potrebbero essere stati suoi “complici” per vana gloria. E forse ci importa davvero niente che GESÙ abbia istituito l’Eucarestia come messaggio da tramandare nei secoli a perpetua testimonianza del Sangue e del Pane offerti per noi, per la nostra salvezza dell’anima.

E che quella notte, sudando sangue e acqua, la stessa  in cui fu tradito, nel giardino del Getsemani, noi non c’eravamo per essere sicuri che stesse pregando al Padre perché sapeva di li a poco cosa l’avrebbe aspettato, e che lo stesso chiedeva incessantemente il perdono di chi l’avrebbe crocefisso, noi non ceravamo.  E non è facile nemmeno credere che all’alba, sia stato sommariamente giudicato e poi flagellato, pochi sarebbero sopravvissuti a tale flagello, forse nessuno, e tanto meno essere deriso con una canna posta in mano, e coronato di spine sul capo, deriso da gente che come leoni feroci lo attorniarono,  e con schiaffi, sputi, graffi e altri supplizi lo tormentarono a piacere. La stessa perplessità che può nascere dal pensare che qualcuno possa sopravvivere alla salita con la croce che GESÙ fece sul monte Calvario, maltrattato e pungolato in ogni dove, tutto ciò che gli successe fu solo di cadere tre volte genuflesso e sfinito fu incitato a rialzarsi a suon  di frustate. E non ci importa nemmeno se dopo aver piegato il capo sulla croce GESÙ disse,… Padre nelle tue mani consegno il mio spirito… e il soldato Longino gli squarcio’ il costato da cui uscirono le ultime gocce di sangue ed acqua, e Lui spirò, consegnandosi alla Misericordia del Padre.

E ancora non a nulla ci può interessare se poi e’ Risorto dopo tre giorni  sconfiggendo la morte e consecutivamente e’ asceso al cielo, inviandoci lo Spirito Santo a testimonianza perenne, innalzando subito dopo la sua Madre anima e corpo in Paradiso, che coronata per l’occasione a Regina del cielo e della terra e per Sua intercessione donarci la Perseveranza e la crescita nella Virtù fino alla nostra morte, e per raggiungere la corona eterna che ci è stata preparata. Son tutte cose che a noi non necessariamente ci possono interessare… Se non ti poni alcune semplici domande… Perché GESÙ avrebbe fatto tutto ciò?   Non ha voluto per questo onori o glorie terrene, non ha beneficiato di conquiste o denari, ne gli sono stati attribuite cariche speciali o poteri politici,… E allora perché? Ed ancora io associo e mi pongo il quesito del perché sono nato, la vita e’ un soffio di vento, ieri avevo vent’anni, oggi ne ho cinquanta e domani sarà tutto finito qui, e perché devo rifiutare a priori che Qualcuno sia sceso in forma Divina a non rendere vana la mia misera e esigua e misera esistenza, e perché devo rifiutare di credere che il Signore si sia immolato per me e per la remissione dei miei peccati terreni. In fondo non mi ha chiesto nulla in cambio, se non Amore, che di Amore si vive, che di Amore vive il mondo in continua lotta contro il male. E allora Credo, e allora do’, senza chiedere nulla per avere la salvezza di quella vita celeste che non ha tempo perché ne è priva, e sopratutto perché da un senso logico alla mia diversamente inutile esistenza.  Io da par mio, cercherò di spiegare ad altri che è molto meglio che ci importi di Voi, per quel Vostro disegno di pace e di Amore, così che anche altri capiscano e si uniscano con l’anima al nostro Credo che nulla impone, e al nostro  modo di vedere la luce oltre il buio dell’indifferenza, oltre la coltre nebulosa del dubbio, oltre il niente che abbiamo senza di Te mio DIO, e che si possa risorgere tutti nello spirito di questa nuova Pasqua, a Tua immagine e somiglianza.

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