L’Oro della sera. 365 & MEZZO

Un sentiero si fa largo tra gli alti fusti dei pini, percorrendolo con fiato grosso in miscela con battiti vigorosi del cuore, insieme distratti dal vento che alterna sibili di nenie lontane, ora lievi, ora di padronanza e rispetto.

I pensieri si alternano susseguendosi l’un con l’altro per non lasciar libera la mente dal pensare alla fatica del tuo incedere, normale fermarsi in fasi distaccate per riprendere fiato, perché la mente aiuta e regge fin dove può sulla fatica che velatamente ingannevole ha vinto.

Si accorcia di molto il respiro che s’è fatto affannoso, e in quei frangenti, solo gli occhi operano senza interruzioni, e butto lo sguardo tra gli abeti, i pini ed i faggi, che per quanto faccian scura la visione a te dinanzi, lasciano loro malgrado spazi aperti che non posson colmare di verde e marrone.

Sollevando di poco il capo, la luce prende a farsi largo tra le fronde, e rivela di contorno le macchie scure che compongono le montagne alte e maestose con le sue cime necate da un inverno che sta litigando con sorella primavera che arriva e non la vuole ancora, montagne che si stagliano protese come a voler abbracciare il cielo in un vano tentativo di riuscirvi continuando a scivolare nel vetro celeste.

Le nuvole corrono veloci e si inseguono nel tentativo di ricomporsi, il sole dietro di loro padrone incontrastato di tutto lo scenario, con prepotente iridescenza sferza il cielo, sbiancandolo fin dove impone la sua onnipotenza con i colori dell’oro.

Mi trovo nel protettivo caldo abbraccio dell’amico bosco, che mi da appuntamento ad un prossimo incontro perché lui sa che domani torno al fiume, l’ha capito dal mio sguardo sconsolato, e mi saluta con i suoi colori, con i suoi profumi, con i suoi suoni.

Ma io gli chiedo di regalarmi di nuovo qualche momento, che il sole non è ancora andato nell’altra metà del mondo a rallegrarlo e a farlo rivivere di luce propria con la sua presenza, ancora qualche istante con lo spettacolo della vita nell’anima, ancora qualche minuto prima di riprendere con gli affanni del vivere imposto, aspetta natura, ancora un poco prima che intinga l’indice sulla punta della lingua per cambiar pagina con questo giorno, sii buono con me bosco, lasciami ancora un pò della tua presenza nel cuore, sarà lo stesso sole, che quando smette di irradiare di luce mi avvertirà, perché non avrò più negli occhi, l’oro della sera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...