L’albero, l’uomo, la vita.

imageOsserva un albero e chiediti se è la vita, guarda una persona e chiediti quale e’ la sua vita.

Tra il fogliame inerte, pungente spinge un germoglio, bastano alcune ore perché le crescano le foglie a braccia aperte, e’ il suo battesimo, il primo sacramento con mamma terra.

Dolori di madre e disperati vagiti che urlano alla vita, acqua che monda e purifica ed e’ battezzato al celeste giudizio.

Cresce, si fa fusto rincorrendo la luce del sole, e le sue vesti divengono corteccia, ancora non vede, ma spuntano bitorzoli nodosi,da li il mondo e chiaro attorno a se.

Il bimbo ora da solo cammina e con le mani tocca e con gli occhi vede.

Anche per l’albero passano gli anni, ed ogni cerchio al suo interno glielo ricorda, che quando un giro di ruota e’ sottile l’inverno e’ stato duro, il gelo aspro e geloso gli ha trattenuto il cibo, che un altro giro di ruota e’ scuro e largo, e allora la neve benigna l’ha protetto e l’estate prodiga di pioggia vitale lo ha spinto più forte sull’altalena della vita. Come tra un cerchio e l’altro, ci possa essere un disegno discontinuo che sembra sobbalzare…sono gli spaventi di quell’incendio scampato, o di quel fulmine caduto, o i colpi dell’accetta che colpiva l’abete amico.

Trascorre il tempo inclemente, i muscoli orgogliosi, stanchi si afflosciano, vene vitali affiorano esponenti, macchie di saggezza invadono la pelle tinteggiandola di scuro. Solchi scavati dal sole e pioggia, attraversano il suo viso, dietro la mente che ha visto cibo abbondante e carestie avvilenti, e ancora i ricordi di una vita, le malinconie di un passato, i sogni realizzati, le ingiustizie subite, le paure di una stupida e inutile guerra, le gioie e i dolori, le sicurezze e le incertezze, gli errori e le cose ben fatte, l’odio e l’amore.

Vicino a se il ruscello sempre nuovo che ruba disgelo di fonte fresca, l’erba magra di montagna, si veste di un verde tanto verde che porta invidia, e i fiori multicolori non fermano la lacrima di ultima resina, piange sentendo il rumore metallico di una sega veloce, che lo farà ardere in un camino o abbellirà inerte una stanza.

Vicino a se desiderio di vita in vagiti, altri battesimi, il sole che sorge e risorge senza perdere luce, anche per lui, acqua limpida che sgorga perenne, tappeti nuovi d’erba ovunque da invidiare, e fiori sparsi come coriandoli a carnevale che non fermano l’attimo che fugge in una lacrima amara, vedendo l’implacabile falce del dopo, che lo farà ardere in basso, o lo riempirà di splendore in alto.

Se la terra genera, il grembo fa nascere, se la terra rigenera, Dio fa risorgere, in un continuo moto perpetuo accomunando l’albero a te, la natura con l’uomo.

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