Quante volte…

imageQuante volte il giorno lasciava posto alla sera che cheta aspettava il buio, ed io ero li, attore di una ennesima storia cucita di fresco sulla mia pelle e nascosta alla mia coscienza, per non dovermi il giorno dopo farmi troppe scomode domande e chiedermi i conseguenti inevitabili perché, che di buio nell’anima ce n’era di troppo, … quante volte.  Quante volte giungendo la notte invece che ammirare il cielo stellato, aprivo le porte alla mia vanità e davo sfoggio dell’uomo che non ero trascinandomi in vane glorie di conquistatore senza pari, con l’aiuto di esaltazioni artificiali, buone per rendermi leone per il film che stavo girando, lasciandomi misera pecora di pezza al loro svanire.  Quante volte il cuore della notte invece di portarmi i beati sonni del giusto che inevitabilmente danno consiglio e fortezza allo spirito, si sprecava in una continua quanto inutile ricerca di lussuriose chimere di evanescente convinzione e strafottente onnipotenza. Quante innumerevoli volte ho visto l’alba scambiandola per fastidioso chiarore che mi disturbava gli occhi arrossati, stanchi e storditi da eccessi spropositati di troppe cose ingurgitate e fumate. Quante volte non ho visto sorgere il sole in tutto il suo splendore, respirando a pieni polmoni una boccata d’aria fredda o fresca che avrebbe dato risveglio alla mente con il cuore a rinnovata nuova vita, di un nuovo giorno che nasce.  Quante volte durante le prime ore del mattino non ho costruito la mia vita insieme al resto del mondo,  sprecando di fatto l’aurea cornice che lo riveste di regale importanza per ciò che regala, perché, inverso ho dormito sonni tormentati e neri, stessi come i miei pensieri al cupo risveglio. Quante volte nei miei brevi meriggi, non ho ammirato il sole nella sua sfolgorante lucentezza fonte di vita e di gioia, le nuvole nel loro rincorrersi a volte giocoso altre minaccioso, con il vento che sibilando le forma e le comanda, dando sfoggio al miracolo della pioggia nella sua rigenerante benefica discesa. Quante volte di molto rado vidi e sentii  la natura intorno a me scoppiare rigogliosa nel suo fragoroso presente, perché ero impegnato a credere di essere al di sopra di chi mi stava di fronte, e quindi pensare che quello che facevo io per vivere, sbagliando, fosse il migliore dei modi, impiegando forze ed intelligenza donatemi quel 21 settembre di molti anni or sono, solo per soddisfare dei sogni che duravano poche ore di una giornata, lasciando il giorno appresso vuoto di materia e di spirito. Così che  costruivo fragili mura su fondamento di sabbia, obbligandomi frequentemente a reinventare i  miei natali, nella flebile speranza prima o poi, di trovare roccia.   Quante volte,… sentivo dentro di me,  un grido che umile scompariva al mio disdegno nell’udirlo, forse perché avevo paura di scoprire che provenisse dall’intimo del cuore.  Poi lentamente presi ad ascoltarlo,  e da stridulo che da principio mi giungeva,  lentamente comincio’ a farsi insistentemente dolce e soave, e rassicurante armoniosa pace.   Con il tempo, seppi dare un nome e un volto a tutto ciò,  un indispensabile preziosissimo aiuto, che non mi ha dato nulla di materiale, ma per mio beneficio mi ha, e mi sta togliendo tutto quello che inutilmente ho preso dalla vita, vanesie materialità ottenute con sotterfugi e furbizie mascherate da intelligenza, una lama a doppio taglio che si è ritorta contro di me, facendomi sanguinare ad ora senza interruzione.  La strada da percorrere e lunga, spesso molto dura, estenuante, umiliante ma che diventa esaltante nel mio dentro, disseminata di nuove realtà sconosciute, ma non mollo, ora non più. Adesso che conosco la notte con le sue miriadi di occhi luminosi, l’alba e il tramonto dipinti di un rosso che cambia in ogni istante d’intensità nel suo apparire e scomparire, la natura nell’esplosione di profumi e colori che mi pervade e mi scoppia dentro a ringraziamento perpetuo del suo Creatore. E se mi è stato tolto, molto di più mi e’ stato restituito, come il dono del’Amore, linfa vitale di vita, essenziale collante umano, carburante per l’anima. Quante volte,… dirò grazie per aver avuto un altra possibilità. Quante volte…

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