Si parte, si arriva e si ritorna.

Il mio andare per boschi non è mai un piacere alla partenza, e’ preludio di fatica, e anticipo di stanchezza, e ciò non può essere piacevole nel tuo intimo. Sono i contorni che fanno la differenza, e’ il colore della natura che ti invoglia, il rumore di un torrente che insieme al suo canterino vibrare ti rinfresca dentro il sol sentire e vedeimagere, superare questo e quel sentiero che si inerpica tra il fogliame e le rocce che t’appaga. Ma più di tutto e già dentro di te il fine ultimo, l’agognata meta prefissa, l’arrivo. Arrivare la dove pensavi di andare e’ la mia soddisfazione più grande, che non rubo del tutto al mio godimento, ne riservo una buona parte per il ritorno. Mi sono sempre chiesto quanti partano per una gita con le proprie gambe con il vero sentimento di provare gioia sin dall’inizio, un po’ come dire che qualcuno si sveglia felice di andare a lavorare, invece che riposare, leggere un buon libro, oziare in smisurata quantità, o dedicarsi a svariate attività sedentarie. Anche in questo caso, mi son fatto persuaso di una mia personale teoria, che il fine ultimo sia che la giornata lavorativa sia lastricata da piccole soddisfazioni per ciò che stai facendo, risultati durante il giorno che gratificano la tua giornata, e fine ultimo il termine del tuo operare, una volta accantonato nell’arnia tutto il miele possibile, godere definitivamente del ritorno a casa per il meritato riposo. Altra domanda che mi pongo frequentemente, a cui per altro mi sono dato risposta, e perché si debba pellegrinare, organizzando e faticando nell’intento di venerare quella Madonna o quel Cristo in un dato posto nel mondo che appaiano e si rivelino nella misura dettata dalla tua personale emotività e fantasia.  Papa Francesco al riguardo ha appena detto che la  Madonna non annuncia con una lettera il suo arrivo, tanto meno ad una data ora di un tal giorno.  Lo Spirito Santo, Trina Presenza, Dono incommensurabile di Dio e’ presente in ogni luogo e chiesa tu voglia, dalla più imponente Cattedrale alla più umile Cappella degli alpini in un posto sperduto tra i monti. E allora perché tutto questo affanno alla ricerca dello star bene, e perché unire indissolubilmente la fatica per raggiungere tale scopo. Sarà che dopo la salita c’è sempre la discesa, e un po’ come dire che non ci dobbiamo arrendere mai… E sempre salire fino allo stremo per poter godere poi dei risultati ottenuti. E allora se non domani ma molto presto… Su per i monti ad incontrare il bene, ad incontrare Dio, lasciando tutto il resto a valle.

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