Solo d’ Amore c’è bisogno

Spesso ci si interroga su come ci si deve comportare in unione al altrui individuo. Le diatribe sono molteplici, sopratutto in questo delicato momento di integrazione razziale. E’ difficile accettare una persona di diversa etnia. Ognuno di noi appartiene ad un passato costruito dai nostri padri con usi e costumi, con propri modi di vedere il modo di vivere a partire dalle religioni, ad arrivare al modo in cui si mangia determinato dalla tipologia del clima proprio di ogni paese inteso per nazione di origine. Alche’ sorgono discriminazioni, pensieri contrari, incomprensioni, quasi sempre dettate dall’ignoranza e dalla paura del “diverso” dal tuo. E questi sono tematiche e discorsi che si affrontano discutendo in assemblee, o riunioni di gruppi magari toccati nel vivo, da situazioni in cui si viene a convivere forzatamente nello stesso nucleo abitativo, nei paesi e nelle città.   Poi si torna alla cosiddetta normalità se così si può definire il quotidiano di ogni persona, e anche li, dissapori e piccole incomprensioni non mancano di minare la tua serenità personale, e ti ritrovi a discutere con il vicino di casa, siciliano o milanese come te, o semplicemente concittadino del tuo stesso paese. La cattiveria che usi nei confronti di chi non fa la “differenziata” in modo adeguato, non è di grado inferiore a quella che usi con il Somalo che vive nel tuo quartiere. L’astio che c’è con l’amico dirimpettaio perché il cane ha sporcato nel giardino condominiale e non è stata prontamente raccolta, e talmente pesante da creare vero imbarazzo nel solo continuare a salutarsi, più che il malumore per accettare una Moschea Musulmana nei pressi della tua chiesa. E se un gruppo di persone si riunisce nei pressi della tua abitazione per un berbeque, pur conoscendoli uno per uno, non tolleri nemmeno per una sera che si intrattengano per schiamazzare allegramente un ora dopo l’orario consentito, e ciò ti risulta peggio che digerire il fatto che in una città si sono inseriti dei gruppi di nazionalità cinese aprendo una catena di ristoranti. Lo stesso che litigare furiosamente con la maestra che ha alzato la voce con tuo figlio a scuola, perché disturbava in classe, con molta più furia mostri i denti per un episodio del genere, che accettare di avere nella stessa classe di tuo figlio degli EuroAsiatici o Giapponesi. Si discute animatamente con il parroco del paese perché non ti ha concesso l’orario che desideravi per occupare il campo di calcio per una partita, e lo boicotti non andando più alla messa, e lo ostacoli con ogni mezzo, con un vigore tale che non useresti nei confronti di un raggruppamento di Rom assemblato vicino a casa tua. Di mio aggiungo dei singolari episodi che hanno caratterizzato il mio modo personale di vedere la convivenza tra noi concittadini e le altrui appartenenze etniche… Da piccolo il babbo mi portava spesso al sud per lavoro, e siccome lo stesso doveva lavorare, mi affidava spesso a dei gentili signori che durante la giornata lavorativa si prendevano cura di me: come quando rimanevo in compagnia di persone anziane che facevano i custodi alle navi attraccate al porto, e loro mi facevano giocare ai pirati sul molo, o come quando dei pescatori mi portavano con loro ad una battuta di pesca istruendomi sul modo di pescare e sul pesce pescato, ma anche di signore anziane o meno, che mi portavano nell’orto per farmi imparare l’arte ortolana, e poi ancora e ancora…tutta gente del sud che si prendeva cura amorevolmente di un ragazzino del nord. Così che più di quaranta anni or sono, quando tornavo al nord non riuscivo a capire perché i miei compaesani fossero così ostili e prevenuti con la gente del meridione, e spesso chiedevo il perché a mio padre che mi spiegava che gli idioti ci sono dappertutto, in ogni nazione e cultura, così come la brava e onesta gente. Gli esempi sulla mala convivenza tra umani potrebbe essere scritta con altri mille fogli e sempre e comunque il comune denominatore sarebbe l’intolleranza, che trasmessa tra persone comuni per problemi insignificanti assume gradi di grave entità, figurarsi l’essere pronti ad affrontare seriamente e positivamente la problematica di una condivisione totalitaria di integrazione razziale. Allora che fare? Iscriviamoci a questo o a quel partito, lui mi darà ciò che cerco…sistematicamente sono stato deluso e rattristato da tutti i colori, dal nero al bianco con tutte le sue altre sfumature nel mezzo, e di nuovo punto e accapo, che fare? Abbracciamo questa e poi quella ideologia, e poi ancora quest’altra posizione filosofica,.. ma nulla, non succedeva nulla, finché ho capito, che l’unica arma in nostro potere che può accomunare il mondo zeppo di problemi, e’una cosa e solo una … L’ AMORE. Da allora scrivo di quanto amo mia moglie, di albe, di tramonti, di mari e di monti, di quanto e bella la natura con il suo Creato, con i suoi animali e i suoi uomini…, di Colore, Bianchi,Gialli, Rossi e Bruni, perché solo d’amore c’è bisogno…nulla più, il resto e solo discussioni e opinioni che non finiranno mai, e non metteranno d’accordo mai nessuno. SOLO d’AMORE C’È BISOGNO.

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