Un viaggio dove eravamo. Ora, per far finta di essere sani…

imageDimenticare per un istante imprecisato chi siamo diventati, che ruolo abbiamo assunto in questa società. Rivivere un esistenza che ha caratterizzato la nostra vita, lasciarci andare a ricordi lontani che pur ci appartengono, ed iniziare una nuove avventura di vita, liberi di ricominciare, con pericolose emozioni, con rinnovate sensazioni…          Domani parto, non presto, quando mi sveglio, il bagaglio sarà il più stretto possibile, qualche soldo, due mutande, tre magliette un pantalone indossato è un jeans di ricambio e vado, prendo la mia moto è come quando ero un ragazzo mi raccomando a lei per il viaggio, che di sicuro sarà verso il sud della nostra Italia. Chissà, in Calabria a Castrovillari o a Trebisacce, o a Villa S.giovanni, o magari a Vibo Valenza come quando più di trenta anni fa ci andai prima come turista in seguito come uno di loro, un amico del nord al sud. Mi piacerebbe rivedere quei botteghini dove vecchiette vestite a lutto anche in festa, allungavano verso di te la mano con la statuetta manufatta di argilla gridando stridule e decantando l’oggetto artigianalmente fatto, con la speranza fosse stato acquistato. Di certo prima una tappa la farei a Napoli, non fosse che per riassaporare, quel gusto di fratellanza e cordialissimo accoglimento, che i Napoletani sono famosi per la teatralità nei gesti, nel modo di parlare e per il loro gran cuore, il resto lo fanno i suoi vicoli pieni di Madonnine e Santi di ogni genere a partire da S. Gennaro, il primo per la sua città, ma non è impossibile vedere triboli con al centro Maradona. Ti riempi gli occhi di tutte quelle viuzze che sembrano tappezzate a festa, dagli innumerevoli stendardi appesi che si incrociano, in realtà son mutande e lenzuola, odori il mare lì a due passi con i suoi profumi inconfondibili, il resto lo vivi con il cibo e l’allegria. Assaporare l’aria frizzantina di prima mattina sul passo della Cisa, tra la Liguria e la Toscana, meglio fare la strada vecchia, e’ tortuosa è piena di saliscendi con curve piuttosto insidiose, ma ora che i mezzi pesanti sono dirottati sul nuovo tratto autostradale, con la motocicletta è come viaggiare sopra di un tappeto volante che svolazza tra gli alberi nei boschi.

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