È Ottobre.

imageMe ne sto con i miei tiepidi evanescenti pensieri in questa fresca umidiccia serata, l’estate zoppica e ancora non se n’è andata dagli armadi, tanto è il cotone come troppo il colore sui suoi scaffali.  La pelle  non è malata dal pallore invernale, ancora vuole debolmente dirti è farti credere che scuro ti fa bello e bruna resiste.    C’è stasi, è come se devi entrare in un altra stanza dove trovi un altra dimensione, e aprire quella porta senza voler varcarne la soglia con sincera volontà.  Difficile abbandonare  le sbicchierate urlate a voce grossa nelle notti calde, condite da inutili quanto necessarie grasse risate, per passare adesso repentino ad un buon film che al momento proprio non capisci perché mischi ad altro pensare, un po’ come voler leggere un libro senza la giusta sintonia con ciò che ti circonda, lo stesso che indossare una felpa il mattino, per rimanere a mezze maniche a singhiozzo sino al pomeriggio per rivestirti all’imbrunire e ancor più la sera nella stagione del melograno.  Non sai più cosa fare in mezzo ai colori del bosco che da tinta unita calda, diviene variopinta in attesa dello spoglio brullo. Il mare sulle rive aveva colori chiari, ora s’incupisce per un nonnulla, il fiume prima cheto e secco, lo capivi dallo scintillio del sole che giocava con il suo rio sottile, ora rumoreggia largo e scuro in volto, gonfio di rabbia sopita scagliata dai monti dove nasce. Ci si trasferisce in un altra fase che la vita è tutta una storia fatta di piccole memorie, composte in un immenso puzzle che termina quando finisce la tua fantasia, spegnendoti la fiamma del sentimento che tiene insieme la tua carne.  Chissà perché la stagione estiva ti porta ad essere spavaldo allegro ad oltranza e profumi di avventura, mentre adesso sembra che tutto debba assumere il volto serio del che cosa farò da grande.   Forse lo dice il buon senso che il sole mette allegria, mentre la pioggia porta rigori, o semplicemente i due elementi si divertono a giocare tra di loro influenzando l’umore della gente, mischiando le carte con sorrisi e pianti, gaiezza e seriosita’ in uno scherzoso farci vivere. È così che vanno le cose quando arriva il sapore dell’intimità che si veste d’autunno, in questo modo ti senti quando apri una farinosa castagna cotta che l’hai già mangiata di voglia prima che con la bocca, un attimo ti vesti e poco dopo ti svesti, come le tue idee e pensieri, li devi accatastare nel giusto comparto che  dal verde della chioma degli alberi, passa al bruno finché si spoglia, per accogliere a mani nude la coltre bianca, soffice manto.   Qualche tempo prima a buio pesto con finestre spalancate sul mondo, lasciavi che i lampi festosi e tonanti dei fuochi d’artificio invadessero la stanza, illuminandoti con bagliori scioccanti occhi e cuore.   Ora ti bei del rilassante ticchettio della pioggia battente sui tetti delle case, e in un duo, associa ritmicamente il crepitio del socco che arde allegramente nel camino, ed insieme regalano momenti di pace interiore e pian piano prendono forma frivoli pensieri sfuggenti, divenendo composte sensazioni di spicciola saggezza, intanto che il viso a sprazzi si accende del giallorosso della viva fiamma, che ti accarezza di tepore.  Sono in un altra fase di vita e con lo sguardo oltre il vetro che ancor non s’appanna,  la natura con simpatia mi prende in giro con falsaprimavera che porta inganno per il suo seguito contrario, adesso è tempo di un altro tempo, è tempo di nuove passioni, è autunno, è Ottobre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...