SIAMO QUEL POPOLO.

imageSiamo quel popolo che adesso sta arrivando Natale, e allora compriamo altri profumi che non ci servono, ma faranno bella mostra in bagno. È giunto il momento di mangiare i mon cheri’ e i roche’  che perché d’estate non van bene solo il cielo sa, ma ce lo dicono ora e noi così facciamo, e ce li mangiamo.  Per fortuna che ad allietarci le ore della serata abbiamo la possibilità di vedere in TV, la quattrocento ventiduesima puntata di una soap opera, che dopo anni ci spiegherà alla fine ciò che avremmo capito con duecento pagine di un libro letto, e magari, senza magari avere imparato è conosciuto di più, culturalmente parlando, nell’arco di pochi giorni.  A proposito di libri, ne prendiamo uno o due di alto livello, un Fabio Volo, o un Mauro Corona, il primo piace perché dice un sacco di parolacce per interessare e divertire, diversamente non rimane un gran che sul piatto da capire e da apprezzare, l’altro ha fatto un buon libro parlando di se e delle sue montagne, ora che è famoso e ne ha scritti una ventina, ha ripetuto per diciannove volte le botte che ha preso dal padre e ha descritto i colori del bosco altre diciannove volte, solo in modi differenti, ma fa figo avere un suo libro,quindi… Se non altro staranno in bella mostra sullo scaffale del salotto di casa.      Ma se odiate le telenovelas, nessun problema, ci sono programmi di giovani promesse canore che cantano benissimo, ma iniziano e finiscono la loro carriera subito dopo lo spettacolo, perché cantare bene imitando altri, non ti elegge ne cantautore ne compositore e tantomeno ti fa diventare un vero artista con un tuo stile e personalità, e tu spettatore hai sentito e visto un vero cantante da karaoke, e magari se sei giovane ne imiti le gesta, e insegui false chimere di una nullità, un soggetto da odiens. A proposito di Natale, ovvio che dobbiamo rinnovare il guardaroba, il cappotto dello scorso anno, ha il bavero tipo anni settanta, oggi va di moda quello anni ottanta, vuoi mettere!? E poi è cambiata anche la tendenza dei colori, il nero non va più, quest’anno va il marrone, che è molto differente…, il nero ritorna un altro anno, ma con un bavero stile anni novanta, ovvio. Non dimentichiamoci che dobbiamo anche diventare più buoni, in questo momento gli spiccioli li abbondiamo per i poveri, e non perché Natale ci ricorda la nascita di Gesù, no, quella è una bella favola, ma non ci interessa più, roba per pochi nostalgici creduloni, diamo più elemosine perché adesso i barboni per strada, ci fanno più impressione, avvolti di stracci nel gelido teatro dell’inverno. Certo, prima ci facciamo un bel cartoccio di caldarroste e ci beviamo un bel bicchiere di prosecco sotto quelle stufe poste all’aperto dei bei bar del centro che ti invitano con passerelle di stoffa rossa, poi pensiamo anche ai barboni, se li incrociamo, oppure pazienza che il pensiero l’abbiamo fatto, del resto non è colpa nostra, non è mai colpa di nessuno se loro sono degli straccioni. E siccome non ci facciamo influenzare da niente e nessuno perché non siamo stupidi, ci dobbiamo pure ricordare di fare i regali, che adesso è periodo, non che ci vada più di tanto perché alla fine se ben ci ripensiamo è più una scocciatura, ma vuoi non fare un regalo a Mirella? Lei lo scorso anno mi ha regalato una penna stilografica, che peraltro non ho mai usato perché non mi serve, ma devo contraccambiare, gli regalerò un accendino, purché non debba spendere di più di quanto valga la sua stilo, che oltretutto se ben ci penso non era nemmeno una gran marca. È anche un buon momento per acquistare il cucciolo di cane per cui mio figlio mi sta tirando matto da mesi, se lo prendo di razza, lo voglio piccolo di taglia, così quando tutti i giorni lo lasciamo in casa da solo per tutto il giorno, da meno fastidio, e se ulula per pianto, si sente poco, poi sporca meno. E se invece voglio risparmiare lo prendo meticcio a un canile, che ci faccio pure una bella figura con gli altri,  e se mi diventa grande, adesso che è inverno ce lo godiamo piccolo, questa estate posso sempre dimenticarlo da qualche parte… Oppure mi prendo un bel micio, che ci giochiamo quando ci pare, e per il resto del giorno se ne sta in giro, tanto il gatto è indipendente e si arrangia, insomma tra poco è Natale ed un animale ci sta. Ma in questa landa deserta di aridi cuori, adesso è spazio anche per le offerte in chiesa, il parroco fa distribuire delle buste vuote nelle famiglie del paese, qualche soldo non ci si può esimere di mettere, non vorrei si sapesse in giro. Che poi cosa se ne farà quel grasso prete, proprio non si sa, ma anche questa è un abitudine del momento, e allora ci si adegua e ci si accontenta della spiegazione che i denari raccolti serviranno alle persone più indigenti, che qualcuno di quelli poveri lo conosco di persona, abita proprio vicino a me, ma lo evito volentieri, non vorrei prendesse l’abitudine di chiedermi soldi anche quando non è Natale. Io più di tanto non posso, devo acquistare l’ultimo modello di cellulare, quello vecchio è obsoleto,  non ha trenta programmi nuovi come quello del mio collega di lavoro, e anche se non li so sfruttare e nemmeno mi importa di farlo, non vorrei pensasse che non me lo posso permettere. Mia moglie desidera un frigo nuovo con distributore del ghiaccio per le quattro spremute di limone che fa d’estate e i miei figli mi hanno chiesto la TV con più canali di ricezione e maggior grandezza in pollici, il televisore vecchio di due anni lo mettiamo in taverna che nella camera da letto c’è già, del resto come negare queste poche cose, forse non sono indispensabili, ma tra non molto e Natale.  Risultato dell’effimero benessere, specchio dei giorni nostri, un filone di pensiero, un modo di interpretare la vita, giusto per alcuni, sbagliato per altri. E ci si trova ancora dinanzi a delle scelte, che al fine trovano soluzione in un unico ragionevole totale, che tirare le somme diventa tolleranza, così che per chi erra un po’ si allinea, chi sentenzia e agisce in meglio regala a beneficio comune, perché nessuno a ragione, e nessuno sbaglia.   E allora avviamoci ad un sereno Natale, per chi usa la N maiuscola e per chi la minuscola nel pronunciarlo, che ci sono due modi di intendere e un solo cuore per intenderlo.  Un bene augurante  Buon Natale a tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...