Non c’è più DIO.

imageSembra scomparso, quasi a dar ragione a chi ha sempre detto che non c’è. Periodi bui ci sono sempre stati, che il culmine di una serie di nefandezze umane ha sempre caratterizzato la sua temporanea scomparsa. Quando la gente non sa più cosa pensare per quel che di grave accade, DIO scompare, viene meno, non è più Onniscente ne Onnipresente, quando la gente non capisce perché tanto odio stia vincendo e viene superata dalle cose che non riesce a comprendere, l’uomo ha paura e non gli basta più niente, nemmeno la Misericordia Divina riesce a contenere le paure, lo sgomento non fa ragionare e allora anche il semplice pensiero è superfluo, così si spezza il filo conduttore principale che stabilisce il rapporto tra DIO e l’uomo, e vien meno il timore di Lui. Ed è facile il perdersi, non impegna, e da una risposta ai perché proprio in ragione di non chiedersi più nulla, e ciò ti regala quella effimera e distorta sorta di pace che credi aver raggiunto. E’ più facile non combattere di fronte a delle ingiustizie sociali che sono draghi sputa fuoco per te che hai solo un misero scudo per difenderti, una volta avevi una pesante armatura e i fatti che ti sconvolgevano, ti rimbalzavano sul petto se prima non li colpivi con la tua spada, ora son passati gli anni, e nemmeno ti sei accorto che il drago son diventati due, e poi tre e hai perso il conto di quanti oramai sono. Un drago ora è nero come il petrolio, un’altro e bianco come la polvere di cristalli che inebriano la mente, un altro ancora e di tanti colori come le bandiere che accendono il focolai delle guerre, e molti altri senza colore che non sai che colore dare al terrorismo al disfattismo e al vuoto nei cuori che tutto questo comporta. Non si riesce più a distinguere DIO nelle strade, ci si confonde con le cento persone che camminano frenetiche in un viale con vestigia impettite, indossate da sguardi altezzosi e fieri, e assieme le mille persone che camminano lente, vestite con mucchi di stracci indossate da sguardi dimessi e spauriti, che quando indossavi la pesante armatura, in alcuni posti erano tutti belli e puliti e in altri che non sapevi o non volevi sapere esistessero, eran tutti brutti e porchi, ora non capisci, tutti i cento e i mille insieme nello stesso viale e allora ti spaventi e siccome non si trova una risposta soddisfacente o è troppo complicato trovarla, ecco che DIO scompare, semplice, se ci fosse, ognuno starebbe nel suo posto, i cento a farsi ammirare dalla tua brama di imitarli e i mille nelle fogne che tu non hai mai conosciuto.  Del resto anche Santa Madre Teresa di Calcutta per tantissimi anni era tormentata dal dubbio che per Lei DIO non esistesse, pur predicandolo ogni giorno con la sua grandiosa opera umanitaria.  Un fotografo disse dei suoi occhi che non aveva mai visto una luce d’amore così intensa in uno sguardo, e Ella rispose allo stesso, che se avesse provato ogni giorno ad asciugare le lacrime di chi soffriva e gli moriva tra le braccia, avrebbe capito il perché di quel brillar di luce.   San Francesco d’Asssi, ebbe un periodo di buio nell’anima in cui pensava di essere abbandonato da DIO e che quindi non esistesse, di Lui nessuno ha parlato dei suoi occhi, ma tutti sanno la risposta che ricevette nel mezzo della sua profonda desolata disperazione, delle Stigmate nuove di zecca, come quelle ricevute da San Pio che un giorno ricevendo la visita di un giovane prete polacco di nome Carol,  gli si rivolse dicendogli, studia tutte le lingue che potrai imparare, un giorno guiderai la chiesa del mondo. Forse anche a San Padre Pio, qualche volta sarà venuto il dubbio sul l’esistenza di DIO, sicuramente non quando nella sua casa natia a Petralcina, di notte nella sua stanzetta veniva aggredito dal demonio che gli lasciava segni corporei ben visibili perché ci credeva troppo.  Ma sono altri tempi, sono  storie vecchie, la prima di cinquecento anni,  le altre di venti anni ma che importa sempre cose del passato sono,  ora una trasmissione televisiva ha mandato in onda i risultati di importanti ricerche sociali sulla nuova teoria di pensiero vigente al riguardo delle religioni, e si pensa che dai tempi remoti della loro nascita sino ad ora, siano state il “fermo” psitico alle lussurie più sfrenate, alle ingiustizie più efferate, insomma un potente freno alla cattiveria e il male in genere, e adesso la gente se ne sta rendendo conto, forse anche per questo si pensa non ci sia più DIO.   Ma poi l’indagine mediatica prosegue, con notizie ancora più sconcertanti, si calcola che fra soli trenta-trentacinque anni, il novanta x cento delle religioni e filosofie  scompariranno e con loro, quel DIO che già ora non si sa più dove sia.  Quel poco che rimane di LUI, sta per essere spazzato via dalla scienza, che lo spodesta dal trono, con una serie di prove che stanno prendendo corpo nel fatto che gli alieni siano tra noi in sembianze umane, ma con una intelligenza molto più sviluppata della nostra e per fortuna impostata su sentimenti di pace e serena convivenza, e addirittura qualche Cristiano di nuova generazione, li sta già posizionando in postazioni strategiche nella propria fantasia di Credo spirituale, e gli stessi alieni, interverranno positivamente sul futuro sempre più nero del mondo che sta assumendo caratteristiche disumane e autodistruttive. Ed ancora il programma presentato da una persona di indiscutibile moralità e ineccepibile credibilità, termina con un quesito che mira molto alla conclusione decisa dal regista volta al pensiero comune… E se questi alieni fossero ordinati e coordinati da DIO che esiste in questa forma suprema sin dall’inizio dei tempi?   Ecco qua, che è arrivato un’altro Dio, nuovo che più di così non si può, “Questo” accontenta gli stanchi del passato e i giovani del futuro che non ne possono più di preti e suore, il Vecchio e il Nuovo Testamento li buttiamo via, il Vangelo lo archiviamo insieme a quel Gesù che l’ha ispirato, si è verissimo tutto ciò che ha detto, ma puzza tutto di favola e ora le favole non ci piacciono più, adesso comunichiamo con i computer, figurarsi se ci crediamo ancora che si è aperto il mare davanti a Mose’ e i suoi fuggiaschi, o alle dieci piaghe d’Egitto, o allo stesso Gesù che nel suo primo miracolo chiesto da Maria,  trasforma l’acqua in vino o moltiplica poco pane e pesci per sfamare una folla che lo seguiva e poi ancora e ancora… A meno che si interpreti il modo in cui DIO e Gesù dicessero e compissero determinate azioni, in modo alieno, cioè un significato diverso al modo in cui i Profeti e gli Apostoli hanno descritto i Loro atti e parole, dando in risultato una spiegazione più consona, intelligente e attuale. Ed ecco che abbiamo piazzato gli alieni anche nell’antico passato, ma lasciamo stare che adesso è tutto da rifare e quindi DIO non deve più esistere.   Sono e siamo superati dai tempi, che nostalgia quando esisteva il Timor di DIO, dove il paradiso era tutto bianco con sfumature azzurre e ti veniva detto che se facevi il bravo da piccolo e l’onesto da grande lo raggiungevi nella beatitudine di vivere in eterno in una pace eterea con tutte le persone care che avevi amato sulla terra. Che bello quando esisteva il Timor di DIO, e se facevi marachelle da piccolo e ingiustizie da grande, chiedevi perdono al Signore speranzoso e altrettanto fiducioso di scongiurare quelle fiamme troppo ardenti e quei fuochisti tanto brutti.  Sicuramente era davvero noioso andare alla messa tutte le settimane, ma una volta terminata, al ritorno a casa era ancora polenta e coniglio a tavola, era ancora mamma papà e fratelli che facevan famiglia, era ancora indossare la camicia bianca della festa, era ancora domenica. Che noia l’ora di religione o la dottrina, che barba il catechismo, ma che bello appena finito le lezioni, si giocava a palla in cortile, si scorrazzava per le vie del paese con le bici da cross, che non passavi inosservato visto che tutti sentivano il ta ta ta che la cartolina appoggiata sui raggi della ruota faceva, i fucili con gli elastici erano uno spasso, per non parlare dei carrelli di legno che con quattro rotelle fatte da  cuscinetti a sfera avevano solo bisogno di una poderosa spinta e giù da quella ripida discesa a sfidare tutto e tutti. Ora c’è più tempo per tutti, niente messa, niente religione o dottrina e catechismo, così che si passa più tempo da soli con i computer che se non sei pauroso è insicuro lo diventi di certo, c’è più tempo per altri che si svagano diversamente e spazio per esperienze piccanti ed eccitanti del tipo che ti puoi fare delle canne in compagnia e se credi d’essere furbo passi ad altro così sei “fatto” per davvero in tutti i sensi.   Senza la noia di quel DIO buono a tutti i costi, hai più tempo per pensare a come fregare il prossimo che la coscienza e’ diventata un optional e nemmeno la senti più, perché fa parte di retorica e passato, insomma pensi maggiormente a te stesso che ti conviene che gli altri piano piano contano niente e quasi danno fastidio al solo esistere. Nell’insieme di questo nuovo e gratificante modo di vedere le cose,  prospettiva di ciò che di conseguenza si crea con le proprie mani, nascono malintesi, prepotenze, disordini, malcostume e maleducazione che sfociano in inevitabili atrocità, oscenità e barbarie di ogni tipo che alla fine generano guerre di potere coadiuvate dal più moderno modo di chiamarle, il terrorismo fisico e mediatico.   Lo stesso che genera paure angosce insicurezze e sfiducia in tutto, quindi è normale chiedersi dove è quel DIO, che se ci fosse non dovrebbe permettere che tutto ciò accada, perché quando non sappiamo più cosa dobbiamo fare dopo che da soli ci siamo ingarbugliati la vita, qualcuno va’ colpevolizzato, un colpevole che non sia noi deve esistere, qualcuno deve pagare i nostri errori.  Allora quando in una disgrazia muore un bravo giovane e invece un anziano cattivo vive oltre misura, DIO c’è, per poter dire che non c’è.   Su quella strada dove la gente si prostituisce e si droga senza ritegno e qualcuno di loro ruba, spaccia, e ammazza e nessuno fa nulla per impedire che ciò accada, di nuovo DIO c’è, per poter dire che non c’è. Se una donna africana, o cambogiana o di un paese sottosviluppato economicamente partorisce dei figli come fosse un dalmata, pur sapendo che non avranno di che sfamarli, e al contrario tante povere donne europee o di paesi più sviluppati e (per così dire) civilizzati maledicono la malasorte che non gli regala il bene neppure di un solo figlio, allora DIO c’è, per poter dire che non c’è.  Non riesco a capire tutto questo, ho capito molte cose, per esempio che la chiesa non è DIO e DIO non è la chiesa, quella è stata affidata a degli uomini e ne hanno fatto uno scempio, un accozzaglia di turpi interessi, e stiamo tornando ai tempi di Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio. Ho capito pure che i suoi prelati, fatta eccezione per il Santo Padre e pochissimi subalterni, peccano più di chi tentano di redimere, perché sono uomini come me. Ho capito che il demonio non esiste se noi ci preserviamo dall’accogliere il male in ogni sua forma, piccola o grande sia, ergo noi siamo chi vogliamo essere, Angeli o demoni.  Ho capito tante cose che mi erano state insegnate in un modo ma significavano tutt’altro, ma non riesco a capire perché non c’è più DIO.  Vai pure avanti mondo, ho deciso, io resto indietro, sono troppi i miei anni per seguirti, e poi sinceramente non lo trovo ne giusto ne sensato il venirti dietro.  Voglio farmi ancora il segno della croce  prima di dormire e al mattino appena sveglio, mi fa sentire di avere chiesto una protezione speciale per quando sogno e per il proseguo della giornata. Voglio ancora essere timorato con quel senso di leggera angoscia e di rispetto, quando capisco di essermi comportato male con un mio simile e persino con un animale, o se rubo delle caramelle in un bar, e se dico parolacce, o per stolta reazione, per un altro qualcosa, come che Qualcuno mi osserva invisibile da non so dove.   Voglio ancora pentirmi di un errore e essere uomo nel saper chiedere perdono. Voglio continuare ad Amare con il trasporto di un ragazzo quella donna a cui ho promesso fedeltà e Amore, anche saper chiedere scusa alzando gli occhi al cielo per dei pensieri sconci o contrari alla morale della nostra unione. Voglio piangere ancora di disperazione nella solitudine di un momento di grande sconforto, quando proprio non ce la faccio più ad andare avanti nel non facile cammino del vivere, mentre chiedo ancora una volta disperatamente aiuto allo Spirito Santo che mi avvolge benigno consolatore misericordioso. Voglio morire con la convinzione e certezza confortante di non avere vissuto una inutile vita per il solo morire. Voglio rimanere ciò che sono anche se per molti … Non c’è più DIO.

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