Lettera e cuore aperti alla Cina.

imageDevo pensare a dar voce a chi non ne ha, lui è un amico di vecchia data, lo conobbi in strada nei pressi della stazione dei Pulman molti anni or sono. Era un ragazzo di Napoli che aveva bisogno di lavorare e allora era il tempo che si poteva trovare qualcosa da fare per tutti, e qualche cosa si fece. Non furono cose pulite, non certo del lavoro con contributi e paga apposto, perlopiu espedienti per guadagnare molto facendo poco. Così che lo stesso si diede da fare nel senso che visse bene per alcuni anni, molto aggiunse di suo e il risultato totale lo porto’ ad avere problemi con la giustizia. Cose di poco conto, ma che trascurate lo fecero condannare ad un anno di reclusione, da un Agosto ad un altro Agosto fu ospite dello stato suo malgrado. Nel frattempo di questo periodo di vita, ci perdemmo di vista, seppi in sporadiche occasioni in cui ci si vedeva che si  sposò con una graziosa cinese, quattro furono gli anni della loro convivenza, Lei lavorava a Milano in una impresa di pulizie e rientrava solo a tarda sera con Lui che la aspettava a casa preparandogli un pasto caldo, qualcosa durante la giornata aveva guadagnato per contribuire alle spese, e quella graziosa casetta in affitto era sempre linda e pulita per il suo darsi da fare ed insieme la sera dopo cena, guardavano qualche programma televisivo. Solo ora dopo una innocente confessione del mio amico, vengo a conoscere che i due si accovacciavano sul divano stretti in un tenero abbraccio, scambiandosi sguardi e smancerie e poche parole sconnesse, che con grande difficoltà si scambiavano i due, Lui in uno stentato italiano perché non era certo una sua qualità l’istruzione di base scolastica obbligatoria, Lei non doveva aver imparato molto di più in Cina, visto che poi in fondo si bastavano con baci e tenerezze che si scambiavano vicendevolmente sino a che si coricavano per il giusto riposo, insomma anche se non si capivano l’un l’altra bastava l’amore tra i due teneri sposini, e che importava dirsi altro più che ti amo. Ma la vita ci riserva gioie e dolori, verità e incomprensioni, che è facile dissipare e catalizzare se sei uno spettatore dell’altrui problema, facile vedere il bruscolino nell’occhio del vicino, difficile vedere la trave che c’è nel tuo di occhio. Così che la giovane sposina si lascia un po’ troppo andare nelle feste dei fine settimana che trascorre con l’amato in quel di Milano in compagnia di amici e famigliari cinesi, alza troppo il gomito, e ancora e ancora, beve smisuratamente finché il problema assume dimensioni preoccupanti di alcolismo conclamato. Non bastano più consigli e rimproveri, Lei deve affrontare un serio problema di dipendenza, così che i fratelli la rispediscono in Cina dai genitori per disintossicarsi e la ci rimane da poco prima che Pinco palla venga incarcerato e ritorna in Italia subito dopo la sua detenzione. I fratelli e sorelle di Lei, rimasti a lavorare a Milano, non vedono di buon occhio che i due sposi si rimettano insieme e scoraggiano la sorella dal rifrequentare Pinco adducendo che è un poco di buono ed è stato in carcere senza lo stesso sapere per quale motivo, poco importa se per reati civili di quale in realtà si tratta, si oppongono ad una loro riunione, punto e basta. Così che i due coniugi, non si capivano prima, figurarsi se si sanno spiegare ora, Lei vorrebbe sentirsi dire che non è stato nulla di grave quel fermo, che non si sia trattato di crimini ignominiosi, come i fratelli asseriscono, e Pinco non ha occasione di avvicinarla che per pochi minuti la settimana se non in presenza di uno dei fratelli, e comunque avrebbe difficoltà enormi nel spiegarsi, dicendo Lei ciò che vuole sentirsi dire, e ancora gli piacerebbe di spiegare che il suo aver sbagliato con la società, non è meno grave di aver abusato di sostanze alcoliche sino a diventarne assuefatta e vittima di una grave mancanza nei confronti del marito che ne doveva per forza subirne le conseguenze. Allora che fare, Pinco osserva il cielo con lo sguardo perso di chi non sa cosa fare, i suoi occhi sono lucidi di quella voglia di piangere e chiedere aiuto a Dio, al mondo, a qualcuno che lo stia ad ascoltare, perché è solo con se stesso, come quando è stato solo 365 giorni che sono passati perché avevano un inizio e una fine, ma peggio ora il suo grande dolore si sa quando è iniziato, ma ha l’angoscia profonda di non sapere quando e se finirà. Fu a questo punto della sua triste storia che gli proposi di parlare al suo Amore attraverso una lettera chiarificatrice scritta di suo pugno, e così Lui gli scrisse, pregandomi di correggere la parte grammaticale, e riunire il tutto in una sintesi più o meno comprensibile, io aggiunsi che oltre che averlo fatto, mi sarei premurato di farla tradurre il più vero simile possibile da un connazionale della sua adorata moglie cinese, e ancora oggi sono ad aspettare che mi venga a dire che il Natale lo passerà con me o invece a Milano.., speriamo non ci si riveda che dopo la festa della Befana….

 

 

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