il Salmone.

imageAncora una volta sono solo con me stesso che mi interrogo su cosa mi dica il cuore.

È una nenia, ognuno di noi è una nenia, una perpetua litania del concentrato di noi stessi. Aspettiamo qualche attimo prima di abbracciare pensieri conosciuti, triti e ritriti, quelli sono, li’ siamo arrivati, con le nostre convinzioni, che se non siam convinti non ci rispettiamo e non sia mai che venga meno il mio io, si assommerebbero altri dubbi, che non si sa se siamo in grado di sopportare, o anche solo affrontare, che se si prendono di petto nemmeno son dolori, sono solo problemi risolti.

Tanto per cambiare, che in realtà non cambio, è solo di bene che voglio parlare, tutto il mondo mi parla d’altro e io da sempre remo contrario,…prima lo facevo per me stesso e gli altri non consideravo, ora considero prima gli altri e remo ancora più forte contro le rapide.                                                             Alcuni salmoni vengono divorati dai predatori prima di raggiungere la  meta, altri di loro periscono nel sol tentare di raggiungere la cima, ma quant’unque ci si opponga in natura e in sventura, molti di loro raggiungono l’agognato traguardo di disseminare in acque chete il prezioso messaggio d’amore…la vita.  Altre vite che daranno la vita perché qualcuno l’abbia.          È una catena d’amore. E allora perché dovrei parlare di un problema nato oggi creato da uomo fallibile. Che importanza può avere soffermarci a commentare un errore con giudizi che trovano il giusto solo nel nostro personale concetto. Il “personale” non è condivisibile, di per se’ opinabile per natura dal momento stesso che è unico nel pensiero individuale. Tanti punti “unici” che dicono la stessa cosa, qualcuno la pronuncia a voce alta, altri con voce sommessa o flebile, il risultato finale sta nel fatto stesso che era inutile discuterne dal principio, era, è, sarà, esclusivamente un fatto accaduto scaturito o pensato, magari addirittura ponderato, generato dal fato che imbastisce filamenti intersecati nel tessuto del vivere con il mischiare l’errore con il giusto.  Perché questo siamo, persone che vivono, gioiscono, soffrono, sbagliano, aggiustano, odiano, amano, nel bene e nel male, che male tanto non è mai se non giudichi. Vado oltre, non mi soffermo, meglio pensare positivo, e chi ha torto avrà avuto il suo motivo per errare, chi ha fatto bene ringrazi il suo dio o la sua buona stella per essere stato positivo…domani non è certo si ripeta. Bisogna si guardi nel proprio cuore, bisogna mi guardi dentro prima di parlare di Te, per capire se prima ancora sono degno di me. E tutto si aggiusta perché invece di contrastarti ti guardo negli occhi e vedo i miei errori, è solo così che ci prenderemo per mano…senza rancore, senza bandiere e senza colori inventati a guardia di falsi onori, senza che vinca ego alcuno e trionfi il rispetto che intanto che lo scrivo mi toglie un poco di respiro, dimentico di ieri di oggi è di che sarà il domani. Di quello che sento ora nel cuore, spero solo vi arrivi un sol soffio di quello che provo … Vi riempirei d’Amore, come il salmone che dopo avere “remato” al contrario per mari e per fiumi, depone il suo prezioso messaggio d’amore…

 

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