E POI FATE L’AMORE…

imageE poi fate l’amore
Niente sesso solo Amore.
E con questo intendo
I baci lenti sulla bocca,
Sul collo,
Sulla pancia,
Sulla schiena,
I morsi sulle labbra,
Le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci stretti,
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi
sinceri dopo un po’
che non lo erano più…
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi capolavori divini…

Alda Merini

Oppure come quella volta nel tuo paese da dove venivi, in quel meraviglioso albergo con stanze enormi e camino all’interno di ogni una, dove nel bagno anch’esso enorme, mancava qualche piastrella sul muro poco sopra la vasca da bagno. Segno d’incuria, ma sicuramente più di povertà lì a Brasov in Romania, sembrava che come il resto di tutto quel paese, il tempo si fosse fermato al tempo di quando il Principe di Valacchia Vlad Tepes III ovvero il poi Conte Dracula per la fantasia dei suoi inventori scrittori, vi regnasse. Era tutto vellutato, strano, il paesaggio si confaceva a quel sinistro affascinante albergo, e Lei pareva essere una principessa da sposare, non tanto per la sua bellezza, ma ancor più per la sua giovanissima età, e solo quella aveva di molto giovane, l’esperienza invece, forse per necessità che in quei posti diventa virtù, era di gran lunga superiore a quella di Roberto che di anni ne aveva più del doppio dei suoi, tanto che poi con il tempo si rivelò tutto falso, tutta una bugia la sua presenza con Roby, come del resto la storia del Conte Dracula, che non era Conte ma Principe, non era Dracula ma Vlad III che non succhiava sangue a nessuno, ma faceva “impalare” la gente a lui ostile anche per futili motivi, e il paese dove c’era il castello era Bran e non Brasov, non era il castello dove ha vissuto, ma uno dei castelli da lui posseduti e gestito per suo conto da altri regnanti governatori…

 

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