Pomeriggio Pasquale

imageSpunta un bagliore di sole o è semplicemente chiarore, vado nei boschi a respirare aria di pace. Prendo il solito sentiero che ormai fa parte del mio essere, ogni volta vi incontro sensazioni nuove, anche se quasi sempre le stesse, hanno solo sfumature diverse. Oggi sento presenze intorno a me, anche se nessun rumore di fruscio o calpestio ne danno testimonianza di effettiva presenza. Il mio cagnolino sempre avanti a me di qualche passo, ogni tanto si ferma in punta, ma non è un cane da caccia, lo stesso avvertirà con più chiarezza ciò che io non vedo e non sento. E cammino tra alberi bagnati di fresco e odori muschiati mi pervadono, intanto penso…

Anche a Idomeni nella parte centrale della Macedonia dopo giorni di pioggia e’ spuntato il sole, i profughi li accampati sotto le tende escono per rassettare le tende improvvisate, si piantano altri picchetti che le sorreggano per irrobustirle e si stendono al sole i miseri giacigli umidi quando non bagnati, pochi stracci di coperta e qualche sacco a pelo. Finalmente Imhad può tentare di accendere un fuocherello per cucinare qualche cosa per se, la moglie e le tre figlie. Esce dalla tenda quell’uomo dai capelli bianchi e la pelle ambrata, dice di avere sessant’anni e essere un avvocato. Ha fatto di tutto per resistere nel suo paese a Deir El-Zor citta’ particolarmente presa di mira dall’ Isis, ma suo malgrado a dovuto per forza decidere di andarsene ramingo con famiglia al seguito in cerca di altri posti dove stare, lasciando il posto di lavoro e la propria casa, ora è accampato da trenta giorni al freddo e con poco cibo in attesa di poter ottenere asilo in Grecia. Dalla tenda spuntano altre persone che non sono la sua famiglia ma un altra che Imhad ha ospitato perché senza neppure una tenda per riparo, insieme dividono il niente che hanno.

Continuo a camminare nel bosco, il pallore di sole se n’è di nuovo andato, sta iniziando ancora a scendere una leggera pioggerellina che mi inumidisce il corpo, affretto il passo verso casa, la mi aspetta il dolce tepore del camino accesso e mia moglie che mi asciugherà il viso con un panno asciutto e caldo. E’ quasi l’ora di cena e mi viene alla mente cosa mangerò poi, ricordando che ho pane, uova fresche, cipolle e  un buon bicchiere di vino, trangugio saliva nel pregustare e cammino, e continuo a pensare.

Imhad tiene in mano un Rosario, gli viene chiesto se è Cristiano, e Lui risponde di No! Sono Musulmano dice, ma mi è stato donato, lo tengo tra le mani e prego… L’Islam è una religione aperta e piena di rispetto, aggiunge stringendo il Crocefisso e, portandolo alla fronte, accenna un inchino…di nuovo nel bosco avverto quella strana presenza che si è fatta al singolare come ora si trattasse di un unica entità, …forse è la coscienza. Son tornato a casa…ho meno appetito.

 

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