Sant Annibale 15 Aprile

imageAnnibale era un ragazzo di origini siciliane, figlio di nobili origini, rimase orfano a meno di due anni d’età dal padre Cavaliere stimato e molto abbiente. A sette anni fu affidato ad un convento collegiale dove si distinse subito per generosità e impegno sociale. Un giorno si presentò al convento un giovane orfano che fatto il suo ingresso in sala mensa, venne deriso da tutti gli astanti perché lercio negli indumenti che indossava e sporco come uno spazzacamino, piedi scalzi e viso scavato dai solchi della fame. Annibale si alzò dal suo posto e porse la sua razione di cibo al malcapitato. Da quel giorno si pose al servizio di tutti i barboni che stremati da una terribile pestilenza che all’epoca ammorbo’ la Sicilia e quindi abbisognavano di cibo e cure più che sempre.  Nel passare degli anni a venire di quel inizio 900 inizio’ gli studi teologici per poter divenire un uomo di Dio, un giorno appena preso le vesti di Padre Annibale, si recò in una località per un pellegrinaggio Spirituale in compagnia di un suo confratello. Nel mentre che erano seduti sulle panche del vagone del treno dove stavano viaggiando, entrò un miserabondo che chiese l’elemosina adducendo di averne bisogno per sfamare la sua famiglia. Subito Padre Annibale mise la mano in tasca ed estrasse due monete da Cinquanta Lire, avendo donato tutto il suo cospicuo patrimonio al servizio dei poveri era tutto ciò che possedeva, nulla più.

Il compagno di viaggio con Lui, altro Padre dello stesso Ordine lo ammonì dicendogli che almeno avrebbe potuto dargli solo una moneta da Cinquanta Lire, e lo sgridò in malo modo.  Qualche giorno dopo, appena di ritorno al loro convento di appartenenza, a Padre Annibale fu consegnata in busta anonima contenente la somma di Mille Lire, andò dall’amico prete e gli disse, hai visto! Abbiamo avuto dieci volte quanto donato, se ti avessi dato retta avremmo solo la metà, cioè Cinquecento Lire. Non fu che uno dei tanti episodi caritatevoli che caratterizzò il cammino di Padre Annibale, intelligente uomo di Fede e grande carità.  Venne consacrato Santo nel 2004 da Papa Giovanni Paolo II in seguito ad alcuni miracoli attribuiti alla Sua persona dopo la sua morte, e da allora, annoverato nel calendario liturgico di tutti i Santi il 15 Aprile di ogni anno.

Io, per pura “coincidenza”  porto il suo nome, Annibale. All’epoca di quando nacqui, nel lontano 1958, ero il quinto genito di una numerosa famiglia, al tempo si usava dare, (anche contro la volontà dei genitori naturali) il nome di un parente stretto da poco defunto. Mio nonno Annibale, non era defunto quando impose di darmi il suo nome, era in procinto di morire in seguito ad una grave malattia, a metà  del novecento, bastava una polmonite a compromettere il futuro vitale di una persona, così che mi fu dato il suo nome per sua esplicita volontà. Il nonno buon anima, si spense al mondo al compimento del mio quindicesimo anno di età, ed io ebbi con largo anticipo la sua eredità nominale. Certo, la mia mamma non poteva minimamente immaginare dell’esistenza passata di Padre Annibale, non ne sentii mai fare alcunché di parola al riguardo,  così che tantomeno fosse conosciuto dai genitori del nonno alla fine degli anni 800, data della sua nascita, e ancor meno la mia mamma poteva mai anche lontanamente immaginare che fu proclamato Santo Annibale nel 2004 da Papa Woytyla, e quindi annoverato nei calendari Italiani.  Ma cosa davvero straordinaria e’ il fatto che ora, il 15 Aprile, data di calendario in cui si festeggia Sant Annibale, nasceva nel 1927 Marianna, la mia mamma.

Coincidenza!? Non penso, mi beo dell’ illusione sia altro che trascende dal naturale per sfociare nel mondo non del tutto fantastico che con il tempo mi sono costruito,  e tanto per rimanere in tema aggiungo pure che oggi si commemora la conversione di San Paolo sulla via di Damasco. Altro personaggio biblico in cui mi identifico nel somigliarli, certo non ho mai perseguitato dei Cristiani, ma lo stesso in passato non sono stato un grande Amico di Nostro Signore.  Convertito San Paolo e Sant’ Annibale, convertito io che non sarò mai santo…se non agli occhi di DIO, se saprò meritarlo, perché TUTTE/I siamo in “odore” di Santità, basta lasciare una strada incerta per la Maestra.

 

 

 

 

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