Il Roccia

imageQuasi che mi vergogno di pensarti e di volerti qui ora.  Quasi che mi vergogno verso il mondo con i suoi problemi, per questo sentimento che mi strugge nel sol pensiero di cosa tu possa pensare in quella testolina rotonda con un occhio un po strabico, ma secondo ciò che mi arriva dal cuore, tu pensi ti abbiamo abbandonato, o peggio che credi sia una punizione, o forse non pensi nulla e penso solo io che ho perso la razionalità della ragione. Difficile mi sbagli, il cuore non sbaglia mai, è dura alla mia età mischiare lacrime e pioggia di doccia, forse è stupido anteporti ai problemi della vita reale, nemmeno io mi spiego il perché, o on ho desiderio di spiegarmelo, va bene così, piangere e come ridere, uno sfogo che si trascina via con se altri mille problemi o gioie, emozioni necessarie da lasciar sfogare. Nemmeno io riesco a dare un senso a tutto questo, ma non sai quanto mi mancano i tuoi sguardi languidi, la tua vivace presenza, la tua asfissiante voglia di attenzioni, e non mi sbaglio nemmeno nel pensare che la tua Minnina soffra quanto è più di me. La tua irruenza e il tuo dover fare ciò che devi, mi ha costretto a farti andare in quel bellissimo luogo, con tanto di giardino, con altri compagni, amato da altre persone, che la padrona della pensione mi rassicura del tuo salirgli in grembo, ma so per certo che lo fai per rifugiarti dal tuo non continuare a capire perché… Hai anche altri simpatici compagni, il ” Rifiut ” con un occhio solo, sicuro ti vuol bene, lui è un trovatello e non si lamenta certo di ciò che ha, il Jak se glielo dici…arrenditi! Si sdraia a gambe all’aria e non ti morde, ma tu Roccino che ne sai, ti stai sempre e solo chiedendo perché sei lì.

Quasi, senza quasi mi vergogno di quel che sto pensando, e peggio di quel che sto scrivendo, i problemi della vita non son certo questi, ma chi lo può dire? Chi lo può affermare con estrema sicurezza che questa tua forzata lontananza non sia per me uno dei più grossi problemi che non abbia mai avuto, il dolore non va a peso e non si quantifica, forse che al resto della merda quotidiana mi ci sono abituato, forse che grazie al buon Dio, non ho grandi problemi “veri” legati alla salute, primaria necessità di vita… Non so quale e se forse sia, ma di certo non pensavo mai dopo tutto ciò che ho passato, che ora tu Roccino, saresti diventato una grossa spina nel cuore.

Ho la mia Susy, tua amata “padroncina” e mio scopo di vita che anche tu come me, hai eletto capo branco e quando c’è Lei, nemmeno mi caghi, ho la tua Minnie, la tua compagna cagnolina che sicuro soffre insieme a me, per mille cose lo noto, per mille volte al giorno vedo i suoi occhietti cercarti, ogni volta che sente abbaiare un cane, per ogni volta sente il campanello della porta suonare aguzza le orecchiette e ti cerca, in ogni filo d’erba ti annusa inutilmente…e io sto male di più. Quanto vorrei tu potessi capire che è necessario e che nessuno ti ha abbandonato, tutti mi rincuorano dicendo che sei un animale è presto ti abitui, tutti mi consolano dicendomi che non puoi capire…ma il mio cuore, ora,  mi dice il contrario di tutto e di tutti. Un cane ti sta addosso sempre, se sei seduto vuole venirti in braccio, se sei sdraiato ti viene in grembo, non perde occasione di addormentarsi pacifico con il muso appoggiato sul tuo braccio o sulla tua gamba, come puoi pensare non gliene importi nulla se lo abbandoni o se solo lo porti per un breve periodo in pensione? Impossibile non pensi ad un castigo. Alberto mi raccontò del suo cane, un meticcio preso al canile, era vecchio oramai povero lui, malandato, una volta decise di portarlo in pensione per pochi giorni, ma stranamente il “cagnotto” come veniva affettuosamente chiamato da mio cognato, gli parve strano, il suo sguardo non diceva nulla di buono, passato il tempo di una breve vacanza lo andò a riprendere, portatolo a casa, il giorno dopo mori…Ha aspettato di morire a casa, dai suoi custodi ed amici, perché quella era la sua casa, Alberto e Giuliana i suoi veri amici.

Quando ero un ragazzo, in ogni momento difficile dicevo a me stesso che altri avevano problemi più piccoli dei miei, magari parlavo di ragazze, magari parlavo di soldi, poi crescendo con il tempo compresi che ognuno di noi soffrirà per Amore, altrimenti non sara’ mai vero Amore, con il tempo compresi anche che se io dovevo assolutamente procurarmi una grossa somma di denaro, il mio dilemma non era superiore a chi doveva assolutamente procurarsi mille lire per sopravvivere, ecco che allora mi manchi Roccia, mi manchi tanto, non vedo l’ora di riaverti con me a camminare nei prati e rimproverarti ogni uno per due e per questo e per quello e tu che te ne freghi ancor più se incroci un altro cagnolino, non parliamo di una cagnolina, per quelle nemmeno mi consideri, sei tutto per loro ed io scompaio. Arrivati a questo punto di questo mettermi a nudo, sai cosa ti dico Roccia… Quasi quasi, non mi vergogno per niente ti volerti un bene da fare persino schifo di tanto che è, non penso ti lascerò mai più in quel prato, lassù in quel posto …e se dovesse ancora succedere ci andrai con la Tua Minnie e stai certo non ti priverò mai dei tuoi attributi, soffriamo ancora insieme piuttosto, come ora, ancora qualche giorno…se resisto!!!  Adesso lascio che chi mi legge mi prenda in giro, ci ho pensato bene, meglio, non  mi vergogno di volerti bene, mi dovrei vergognare del contrario, ciao cagnolino adorato, ciao Roccia, ci vediamo martedì.

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