Le quattro stagioni dell’Amore

Svegliarsi di buon mattino che l’aria fresca entra dalla finestra da poco spalancata, insieme insinuarsi la luce di un sole brillante ma ancora troppo lontano per scaldarti, mentre respiri sapore di fiori tenui. Da sempre si è pensato all’inizio di una nuova vita quando sai che è Primavera.

L’ultino lampo ha preceduto il rumore sordo del tuono, che a sua volta si è portato via il cinguettio d’amore degli uccellini sugli alberi, adesso sono occupati a svolazzare freneticamente senza sosta per dare da mangiare alla prole, di lì ha poco per molti si migra.  Il giorno che segue cancella sin dall’alba ogni traccia della pioggia violentemente caduta dal cielo. I campi di grano si rialzano dopo l’inchino che il vento prepotente ha fatto fare loro, e il sole ormai cocente li rischiara dorandoli, così come colora di scuro la pelle degli uomini, l’aria si fa calda, pesante, e sai che è l’estate.

Ma basta con colori forti e decisi, ora i  boschi si imbrunano, l’erba non vuole più crescere per essere tagliata, il vento, il sole, la pioggia si mischiano tra loro come per gioco e confondono sulle vesti da indossare all’inizio di ogni nuovo giorno.  Il mare s’adombra quel poco e non da mane a sera ti culla nel tepore delle sue acque, anche le spiagge non urlano più gioia di svago sereno. È una minestra ne calda, ne fredda ma tiepida, e sai che e’ l’Autunno.

Vien l’alba tarda e presto la sera, il sole sempre più pallido si stanca e va a dormire con le galline ma non si risveglia col canto del gallo. Tant’è che spesso nemmeno si fa vedere e il mondo rimane incolore, bagnato di pioggerella sottile con plumbei colori agli orizzonti. I campi e le verdi colline di qualche mese prima, ora sono spenti così come gli alberi spogli che paiono scheletri coperti da velate nebbie dove dietro si nascondono. Probabilmente si stanca la Natura e il Tempo impietosito dal grigiore ovunque, allora ammanta con una coltre di neve tutto e tutti, un bel mantello soffice e bianco che protegge dai rigori del freddo, e sai che è Inverno.

Un fiore si è fatto largo in un flebile strato di ghiaccio che s’arrende,   per questo il suo nome è Bucaneve, un torrente scende da un clivo rumoreggiando e per farsi ancor più sentire, ruba disgelo dalla cima di un monte… E poi verrà di nuovo il sole, il vento, la pioggia e la neve…e’ il ciclo della vita e si ricomincia daccapo.  Un tempo per gustare il profumo di un campo in fiore, un tempo per mietere l’oro, un tempo per vendemmiare, un tempo sentire il calore di un fuoco, sempre il tempo per Amare

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