Scrivo qualche cosa di nuovo, vecchio come la verità

imageBisognerebbe ogni volta si scrive qualcosa, dire un qualcosa di nuovo.                                        E continuo nel parlare di vita e Amore, di gioie e di poco dolore, quello ben si conosce e se si può si evita  volentieri, come mangiare del cibo che non ti piace, come fare una cosa che non vorresti ma alla fine fai, come rispettare o amare una persona che non ti ama, perché al cuore non si comanda così come non si comanda il tuo esistere in vita che pur ti sfugge tra le mani senza tu non te ne accorga e quando si, non voglia. E allora questa vita ti costringe al viverla al meglio e non puoi che cercare di ammorbidirla in modo non ti possa ferire più che averti dato uno sberleffo, ecco perché a volte si vive ciò che non ti appartiene, ecco che continui a sperare e cercare di sferrare lo schiocco di frusta che tutto possa dolcemente ammansire

Se Ami e sei Amato, altre strane coincidenze vengono in soccorso agli oscuri passi del tuo cammino, ma tu tagli rami secchi in ogni possibile dove, poderosi colpi di accetta si abbattono sugli ostacoli posti sul tuo procedere, certo ti devi ricordare ogni santo giorno di affilare la lama della scure che recide ma non uccide e così prosegue il tuo vivere e finisce che sempre o quasi alzi al cielo le braccia in segno di vittoria, anche quando l’invidia è la cattiveria sornione ti sono vicine. Tu combatti le numerose battaglie che ti porti nell’animo, e le devi evitare,  non considerare pericolose per far sì che per te non esistano.                                                        L’ Indifferenza è l’arma migliore per sconfiggere il male, da non confondere con il lasciare annaspare morendo famiglie sulle coste nel mare della stessa indifferenza, o lasciare un genitore il giorno del suo compleanno ad aspettare inutilmente che il telefono squilli a ricordandogli che ha figli che non son piu

L’indifferenza di cui parlo è quella che con la coda dell’occhio, non perda mai di vista l’insidia del male.   Ci si deve trovare sempre pronti con l’olio nella lampada, che mai si spenga e faccia luce dentro noi.  Non si spenga mai la fiamma che arde tenendo vivi i nostri sogni e la speranza, che illumini il bene, e lasci nella penombra chi preferisce viverci, evitando di essere trascinati nel loro buio.  Tu hai bisogno di sole che irradia così che la pioggia e la neve anch’esse divengano vita per nuovi germogli, lo stesso che il buio preso al volo in un tenero abbraccio insieme al cuscino, porti con se la luna che tutto crea o tutto distrugge con il suo apparire, solo dalla grandine ti devi difendere, quella non è calore e non fa nascere un fiore, è un dispetto del tempo o è un ricordarti che non sei padrone di niente se non dei tuoi sentimenti, quelli più puri, quelli più belli, gli altri appartengono ad un regno che non sa da conoscere mai

Bisogna fingere di voler bene al male, non devi prenderlo di petto, lo devi abbindolare, devi porgere l’altra guancia e quando questo abbassa la guardia, lo colpisci a morte con la spada dell’Amore che ad ora non ha mai perso un combattimento. È impossibile rispondere di no ad un bimbo che ti chiede una caramella, e non esiste persona al mondo, buona o cattiva che prima o poi non ne chieda una, è solo una questione di tempo, è solo a quel punto che puoi tendere la mano per tirar fuori dalle tenebre chi ne aveva bisogno

E così va la vita, tra chiaro e scuro, tra salite e discese dove si cerca la quiete della valle, dove scorre il ruscello carico d’acqua pura che ha rubato disgelo al ghiaccio delle cime più alte dei monti, scivolando poi giù nel grande mare della pace dei tuoi sentimenti.    La dove si raduna il rancore, la rabbia, la sofferenza, il bene e il male, la gioia e l’Amore, sta solo a noi nuotare in acque basse e sicure piuttosto che fra impetuose onde scure. Sta a noi erigere porti che ci riparino dai venti, ammainando le vele mettendo nella stiva della nostra nave, tanto, tantissimo Amore.

È in quella rada l’isola del Tesoro, e lì dove si trova sepolto il nostro destino, e lì dove abbiamo accumulato il nostro oro, e sarà sempre lì che il bene da noi razziato si trasformerà in gemme preziose che avremo da offrire al cospetto di Nostro Signore. Io voglio restituirgli almeno una piccola parte dell’immenso Amore che mi ha donato il giorno stesso che son nato.

Si possa tutti camminare su di un tappeto di petali di rosa caduti con un soffio di vento, sia lieve la vita di ognuno come la carezza di una madre che sfiora la guancia del bimbo sospirando speranzosa in un domani benigno

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