Ci andavo con il mio Ruyio…

imageCi andavo con il mio Ruyio, a quella splendente chiesetta bianca su di quella grande gobba di collina che se la guardi dal basso più  a valle, pare sia un souvenir  in miniatura preso e messo lì in bella mostra posto sulla parte alta di un mobile a ricordarti lo scopo di una bella gita fatta qualche tempo prima a scopo culturale insieme che allo svago di bei momenti

Nella sua semplicità Ruyio e’ un magnifico cavallo castrone di razza Argentina “smazzettato” a doma della sua terra d’origine  Quando giungevo in quel posto, poggiavo   le redini dolcemente a terra, e Lui, il mio cavallo bianco, lasciava ch’io pregassi per tutto il tempo che desideravo rimanere in un mondo di rassicuranti e rigeneranti momenti di preghiera Che non vuole solo dire ciacolare, ma rimanere anche con il mio io che si confronta con se stesso, ponendosi tra un mondo dove pesta per terra e cammina con l’anima

Non che la s’intenda una situazione mistica, sono ben lungi da arrivarci mai, qualche semplice e umile preghiera affinche’ far sì ch’io possa a mia volta  proteggere la persona che Amo in modo esclusivo e unico per tutto quanto mi è possibile e consentito dare a seconda di quanto bene ho saputo accumulare.

La mia adorata metà …stimolo di invitante voglia di vivere, quindi ancora maggior senso al già  vissuto, e ancora per grazia ricevuta, tutto il mio gran disavanzo, proteggere tutte le persone che amo, e per quelle che non amo, chiedo a Dio aiutarmi ad amarle, ecco un altro importante e valido motivo di raccoglimento con, e per le risposte ai miei perché

Il mio magnifico Ruyio, mi ha accompagnato in una bella avventura vissuta qualche anno fa, in quel di un bel posto sulle colline Toscane, ospiti con altri due cavalieri di un caratteristico agriturismo equestre

Ma preferisco soffermarmi per dare qualche spiegazione sull’appellativo del “Magnifico” che uso quando parlo del mio cavallo e ne voglio parlare al presente perché lo ricordo affettuosamente “mio”, come fosse ora, con il solo grande rimpianto di avere avuto un età ancora non pronta, in cui non avevo capito che non era “mio”, ma io ero “suo”     Invece  l’ho trattato come mai più farei con un qualunque altro animale che avrò la fortuna mi venga affidato, privandomi  di un bene così grande e trattandolo indegnamente come un oggetto di scambio non più adatto al mio ego e alle mie superficiali esigenze  Lo stesso che ho fatto con altri cavalli e alcuni cani, che ho rispettato ma non amato, come dire sorridere o ridere, essere triste o piangere, pentirsi e rimediare che non è mai troppo tardi per farlo

La sua altezza è modesta, al garrese misura poco più di un metro e cinquanta, e il suo colore bianco, confondendo può fare immaginare al manto di un nobile e leggiadro destriero, alto quanto imponente   Non che Ruyio non lo fosse ugualmente, è solo di una bellezza alternativa che come nel mio caso può anche ancor più  piacere che di uno stallone Arabo capostipite delle razze equine    Il suo petto largo e possente, e il posteriore rotondo e muscoloso che ricordano il Quorter Horse, i cavalli degli orgogliosi Indiani d’America che con lo “scatto” “bruciano” il quarto di miglio nel minor tempo di ogni altro cavallo, mi  rendeva orgoglioso averlo come compagno di indimenticabili passeggiate  Se aggiungo una doma speciale che me lo faceva spostare a destra o a sinistra con il semplice tocco del ginocchio, e bastava un leggerissimo tocco di redini in bocca per farlo fermare o uno schiocco di “rana” per farlo partire, allora non ho più nulla di meglio da dire per fare capire il perché lo preferissi ad altri cavalli

Lui è fiero e altero come qualunque cavallo si possa definire tale  Solo un po’ stanco, i suoi denti hanno brucato molta erba e più fieno e parlano chiaro sugli anni trascorsi, così come i suoi occhi che non brillavano più di vivace scalpitio, però luccicavano ancora di gesta passate a radunare mandrie di bovini con orari e turni stremanti, con quel Gaucho che gli sedeva in sella anche per dormire, e pretendeva da te il massimo perché ti aveva nominato capobranco

Solo ora capisco che è sbagliato “vendere” momenti di tenerezza di gioia e felicità impressi in modo indelebile nella custodia della memoria… solo ora capisco che non avevo nessun diritto di “vendere” la serenità degli ultimi anni di un nobile animale che a me ne aveva regalati molti   Solo ora mi giro di scatto nel bosco in direzione dei miei due cagnolini che abbaiano freneticamente a segnalarmi la veloce presenza di due giovani caprioli dal manto di un rossiccio che sembrano finti tanto son belli, e rimango stupito, esterrefatto impietrito da una così sublime bellezza che sfuggente mi pervade                   Il mio primo pensiero va inesorabilmente a un mirino che li punta, con dietro uno sguardo nel volto che contiene sentimenti repressi e non avvezzi all’educazione del bene totale, e che cela piccole e grandi frustrazioni personali, il cacciatore…

Non a caso, tornando al discorso iniziale di quest’ultima parte di memoria, l’avventura di cui Ruyo mi rese orgoglioso di averlo come compagno di vita, fu quando ci trovammo in una decina di cavalieri nel bel mezzo di una bufera di vento e pioggia  I cavalli si inquietarono e non volevano proseguire il cammino per un ritorno veloce all’Agriturismo,… Il mio Ruyio, calmo e sereno come se niente stesse succedendo, prese la testa del gruppo e guido’ tutti al sicuro per un buon tratto di bosco essendo che non si distingueva più il sentiero e ci eravamo persi….e non fu che uno dei tanti episodi in cui si distinse per calma e bravura   Non fu che una delle molte volte che dimostrò di essere un cavallo speciale…Il mio Ruyio e io il suo compagno

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