So” PiezzeeCore i Napoletani …

image imageSiamo io e Massimo aspettiamo quel ragazzo che non è più tanto un giovincello, un fiero e orgoglioso Napoletano, che mi onora della sua amicizia degna al pari di un fratello di sangue    Esattamente il Pietro lo aspetto io, Massimo era con me per un caffè, di molto preoccupato mi stava raccontando che i lavori per l’apertura del suo nuovo ristorante in Spagna a Formentera si protraggono più del previsto, e già che i battenti seran d’essere aperti in giugno, ma a Luglio avanzato è preludio di pensieri mal confortanti e proprio non sa con quante scottature ne uscirà   Ma Max è un tipo in gamba, in qualche modo se la cava sempre, il suo Buon Cuore che cerca disperatamente di celare per non ostentare debolezze che lo possano indisporre lo porta sempre in qualche modo a salvare ogni situazione bella o brutta gli si presenti davanti

Intanto Patrizia non s’e fatta sentire, mi doveva dire come era andato il colloquio di lavoro per quel piccolo bar da gestire in quella area per rifornimento carburante, non che la cosa mi preoccupi, ma sarei felice andasse tutto per il meglio, eviterei volentieri di sorbirmi i suoi continui lamenti del perché questo e perché quello, e che Lei è sfigata più di altri a suo dire  Peccato solo che i suoi continui brontolii sulla vita, me li sorbisca da lunedì al venerdì quando anch’io sono “leggermente” impegnato con i miei perché e percome,  e chissà perché per una ragione o per l’altra il Sabato e la Domenica a Patrizia capita sempre un miracolo, e  per una serie di infiniti motivi e altrettante coincidenze ogni benedetto fine settimana, viene beneficiata da uno di questi miracoli, … Il tutto mi lascia un poco perplesso e mi fa pensare di essere il solito parafulmine, ma non costa nulla aiutare un amica se questa trova beneficio nel lamentarsi con me che i fulmini mi rimbalzano addosso forse per Grazia ricevuta, o almeno questa è la mia non troppo illusoria convinzione    Ecco che d’incanto ti trova del denaro, tutti i “dolorini” scompaiono così com’erano apparsi, la vita non è più così schifosa e Lei parte, se d’estate in qualche località marina con il pretesto di accompagnare questa o quell’amica, se d’inverno idem in località montane, l’importante qualcuno la inviti, la Patty e di un socievole che rasenta l’esagerazione, ma tanto dà, tanto riceve perché essere socievoli è sinonimo d’Amore, e l’Amore è per eccellenza il carburante del motore del mondo

Pietro, il mio amico Napoletano non arriva proprio, e non è da Lui, m’arrabbio per la lunga attesa e congedandomi da Massimo, me ne vado a casa che non manca molto all’ora di pranzo, e questo non può che favorire l’attenuarsi di un malcontento

Il giorno dopo, di mattina presto suona il cellulare, è Pietro che perché io capisca esattamente quello che dice, come al solito devo pregarlo di alzare la voce e scandirmi meglio le parole, il fatto è che parla tanto stretto il suo dialetto, da essere convinto di pronunciare le giuste parole nel corretto senso della nostra lingua madre,  e da quando mi capitò’ di vedere in TV la serie televisiva napoletana intitolata Gomorra ammetto di  capire il perché della sua convinzione   Ho la presunzione di pensare che ragazzi Napoletani cresciuti in determinate zone limitrofe alla città, parlino un unica lingua, probabilmente l’unica che gli fosse stata insegnata loro o ugualmente gradita e quindi così profusa         Lo stesso sono affascinato,  trovo il suono della loro parlata, calda, intrigante, …affascinante  … Poi, sempre al telefono con Lui, alla fine capisco che si stava scusando per non avere avvertito del suo improvviso impedimento, impossibilitato dalle malaugurate circostanze che gli fossero capitate tra capo e collo, “in coppa” come direbbe lo stesso Pietro

Non mi disse esattamente cosa fosse successo, ed io ancora di più rincarai la dose dei rimproveri, e forse esagerai e… finì lì … Segui’ un’altra telefonata che mi ricordava un appuntamento importante e subito dopo chiamo Patrizia, che prima di salutarmi come sua consuetudine disse scazzata… Che palle!!!… Proseguendo dicendomi che il colloquio di lavoro, non era andato poi così male, anche se bene non aveva capito quando il principale l’avesse convocata per una settimana di prova, ma era solo un dettaglio legato al tempo, quello che invece aveva capito benissimo, era che all’inizio avrebbe dovuto fare praticamente due turni di lavoro, nell’attesa le si trovasse in futuro un altro aiuto, ecco spiegato il “che palle” d’inizio, insomma di quel giorno, solo di quel giorno, perché la Patty di “che palle” ne sforna una decina ogni ventiquattro ore per altrettanti discorsi e piccoli risolvibili problemi

Così continuo a vivere nel l’incertezza di non sapere quante “che palle” mi dovrò sorbire ancora e quante volte devo vedere di nuovo le foto allegre e spensierate che Patrizia pubblica sui social per i suoi    week end, quelli che per “miracolo fa per almeno una trentina di volte all’anno   Ma va bene così… contenta Lei, contento anch’io            Che ancora passano dei giorni che si alternano tra una cosa e l’altra, con di mezzo una Patrizia un Pietro è un Max, che quest’ultimo mi dice nel frattempo di dover andare di persona in Spagna a Formentera, con Lui sul cantiere, i lavori da eseguire per il ristorante,  sarebbero proseguiti con più celerità, almeno questa era la sua speranza, di salvare il salvabile e cercare di evitare un mal augurante “fiasco”

E sempre in quei giorni,  mi capitò di leggere un messaggio telematico di una persona che aveva pubblicato un articolo sui social… Una testimone che a Milano in località piazzale Cadorna, assistette ad una scena singolare,… Come altri, osservava una donna, bionda, occhi azzurri, bel l’aspetto …ma molto, molto nervosa che passeggiava su e giù dallo spazio riservato all’arrivo e le partenze degli autobus e imprecava al cielo con frasi sconnesse, trafelate come probabilmente il suo stato d’animo in quei momenti

Qualche passante preoccupato, di tanto in tanto si fermava per chiedere a quella ragazza bionda, quale fossero i pensieri che la turbassero, e Lei per tutta risposta inveiva contro di loro allontanandoli a malo modo  finché, prosegue nel racconto la “social”, intervenne un uomo che nonostante gli insulti rivolti al suo indirizzo da parte della biondina, non demorse e gli si avvicinò riuscendo a farsi confidare il perché della sua disperazione   Allorché dopo averla calmata con qualche frase di rito, gli disse se volesse un po’ d’acqua, Lei annuì con il capo e Lui si avviò subito in direzione di un bar vicino per procurargli il sollievo di un sorso d’acqua … Non passarono che pochi istanti dopo, la ragazza bionda, raccattandola da terra, afferrò una bottiglia vuota, la ruppe con violenza contro un muretto e con alcuni pezzi di vetro si tagliò il polso della mano destra e senza che nessuno potesse in tempo intervenire, si tagliò anche delle vene che costeggiano la caviglia, anche essa nella parte destra della gamba

La gente che assistette alla drammatica scena, si mise a gridare chiedendo soccorso, ma la donna non si fece avvicinare da nessuno minacciando e brandendo il grosso pezzo di vetro con cui si era fatta delle profonde ferite   Nel frattempo l’uomo che era andato al bar, uscì con una bottiglia di acqua minerale in mano e a colpo d’occhio si rese conto dell’insano gesto compiuto dalla biondina, le si avvicinò, le strappo’ di mano il pezzo di vetro disarmandola, si tolse la camicia che indossava, ne fece strisce strappandola, e poi si affrettò ad avvolgerle a mo’ di benda intorno alle ferite della donna fermando il grosso del flusso di sangue che le scorreva a fiotti    Sempre quell’uomo chiamo’ una auto ambulanza che per fortuna arrivò molto presto e soccorse la sventurata che nel frattempo gridava a squarciagola che non sarebbe andata in ospedale per curarsi se non con il suo improvvisato angelico soccorritore    E così fu, raggiunsero entrambi l’ospedale più vicino e la donna fu curata

Dopo una lunga attesa, l’uomo che la salvò venne raggiunto da un medico che andò a rassicurarlo sulla salute della sua “protetta”, e gli disse che senza il suo pronto intervento di primo soccorso, la donna non sarebbe sopravvissuta

La donna uscì dalla sala operatoria dopo alcune ore, e il suo cavaliere era lì che l’aspettava, e si prestò nel accompagnarla a casa   La ragazza neo tentativo suicida si chiama Carla, e disperata con polsi e caviglie fasciate, racconta al l’unico uomo che aveva permesso di avvicinarla per salvarla, la propria triste sconsolata vita, e di conseguenza il perché di un così scellerato gesto … Si trattava di una telefonata che aveva appena ricevuto dalla sorella,  la sconvolgente notizia che il tribunale dei minori le aveva negato la possibilità di riportarsi a casa il suo piccolo di due anni che già da due mesi era in custodia presso un istituto, essendo che gli venne tolto dopo che i vicini di casa, allarmati dalla ennessima lite tra Carla e il compagno violento che sovente la maltrattava e la picchiava per futili motivi, per questo furono avvertiti degli assistenti sociali, per cercare di salvaguardare almeno l’incolumita psicologica ma anche fisica del piccolo Mattia

Arrivarono a casa di Carla dopo due corse in Pulman e una tratta in metro’                         Ad attendere Lei e il suo bene amato soccorritore, il marito, tale Nicola, dall’aspetto turbolento e di certo i suoi innumerevoli tatuaggi lugubri e tetri che aveva sparsi davanti al petto nudo con il quale si presentò aprendo l’uscio ai due, di certo non lo aiutavano a darsi un tono più mite, fermo restante che è anche indiscutibile il fatto che una persona non si giudica dall’aspetto, ma purtroppo in genere la prima impressione è ciò che più conta, uguale che per il “Cuore”…il primo sguardo ti fa innamorare o non ti innamorerai mai di quegli occhi, sarà bene, che non è poco, ma non Amore

Il brav’uomo che accompagnava Carla, si fermò invitato a cena, e non perse l’occasione per rimproverare entrambi gli amanti sposi, redarguirli per essere giunti così giovani a tanto sfacelo delle loro vite, e ancor peggio aver coinvolto la giovanissima vita del figlio Mattia, poi umilmente come quando entrò in quella casa, uscì promettendo di tenere il contatto con i due disperati amanti, non fosse che per vedere che insieme intendono raddrizzare in qualche modo la loro vita per poter meritare di riabbracciare il loro piccolo al più presto possibile… E si vedrà, si saprà come andrà a finire

Massimo, mi telefona dicendo che è tutto sotto controllo e che il ristorante aprirà i battenti al più presto   Patrizia, domani mi chiamerà e mi saluterà con un “che palle” intanto che io impaziente aspetto la sua assunzione, … e Pietro?                                                   A proposito di Pietro, l’ho rimproverato parecchio quel giorno perché non ha avvertito che non veniva al nostro appuntamento, certo non potevo nemmeno lontanamente immaginare che quel giorno non venne da me perché impegnato a salvare la vita di una giovane donna di nome Carla… a Milano, Ed io, … ancora oggi mi vergogno un poco di essere al suo confronto tanto banale e tristemente prevenuto, le grandi persone si celano nell’intimo di un discreto e modesto modo di vivere, tanto umile quanto importante davanti agli occhi di chi più di tutti Ama gli ultimi    I Napoletani So” PiezzeeCore,  e Pietro le inpersonifica nel più alto dell’espressione di cui dispongo nel dire che sono Splendide persone    A Pietro furono consegnate le chiavi della Chiesa, Quasi duemila anni dopo, a Pietro furono consegnate le chiavi di casa di Carla e Nicola, oggi io a Lui, consegno le chiavi del mio Cuore.

 

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