Una notte d’estate…

imageIl pieno di tutto l’ho già fatto   Cibo,vino e allegria hanno riempito pancia e cuore semmai ce ne fosse stato di bisogno, è il tempo di una serata d’estate e allora … Esagero, e prima di coricarmi mi accendo l’ultima maledetta sigaretta e per non lasciarla sola e sconsolata la accompagno degnamente con un bicchierino di liquore invecchiato   Apro un libro e leggo qualcosa, che non ho ben capito cosa, l’importante che non stessi seduto davanti alla finestra aperta solo come un cane anzi come “tre cani” con i miei due cagnolini a guardare le stelle, nessuno di chi fosse con me in quel momento c’avrebbe creduto, allora lessi o finsi di farlo per potermi godere il tra me e me

Spengo la cicca, sorseggio l’ultimo goccio…ora mi devo proprio alzare e lo faccio al buio, …gira tutto, ma sui calcinculo non ci sono stato    Inciampo nel tappetino d’ingresso perché la luce è spenta e la voglio lasciare spenta, così che dalle finestrelle che danno direttamente sul l’appartamento di mio nipote e la sua Family, non si notino le “sbandate” che prendo nel fare le gli ultimi passi prima di coricarmi, darei loro il modo di rendermi ridicolo per i prossimi vent’anni… Che neanche so se ci arrivo

Inciampo nel tappetino tanto maldestramente,  che arrivo di botto al frigorifero E …uno, inizio col contare le cagate che combino e assegno loro un numero   Illuminato dal portello aperto del frigorifero, vado sicuro ad estrarre una bottiglia d’acqua freschissima che mi disseti e dia sollievo alla gola arsa da tutto ciò che ho bevuto prima, la prendo, la apro, e la bevo   Ripongo e  chiudo il frigo, torna la notte, mi giro per indirizzarmi alla camera da letto,  urto la scodella per terra di Roccia e Minnie, acqua dappertutto, rumore metallico pazzesco, siamo in vacanza e tutto è concesso…E …due

Cerco disperatamente con le mani il tasto della luce, lo trovo, la stanza finalmente si illumina ed io percorro quei sei sette metri che mi separano dalla porta d’ingresso della camera da letto,…e tre…Arrivo in fondo a questo tunnel del San Bernardo, e la, non trovo l’interruttore per spegnere e devo ritornare indietro a cercare quel benedetto interruttore della  luce,  in cucina…drammatico!!! Il ritorno sui miei passi è pieno di insidie, valige borsoni e ammennicoli vari, sembrano messi apposta per una corsa a ostacoli con me bendato perché possa tentare di vincere la gara, inciampando il meno possibile dopo tre acciacchi sugli stinchi e un paio di ginocchiate qua e là, raggiungo l’agognata meta…e …quattro

Attraverso vittorioso la porta della camera con una mano su di uno stipite e l’altra sull’altro, c’è la posso fare a compiere gli ultimi tre passi…e cinque… Ma una voce roca, fioca da mezza addormentata mi dice…Amore vai in bagno a prendermi la crema anti zanzare? Noooo …Volevo morire, ma mi sono fatto coraggio, non tanto perché dovevo percorrere altri sette o otto metri in quelle condizioni, ma non potevo reagire con un “vai Tu” per e favore, avrei denunciato il mio stato di degrado solo avessi aperto bocca per pronunciare una qualsiasi cosa, e non avevo nessuna intenzione di farmi dire, … Ma come ca…. ti sei combinato anche stasera   No, non potevo e non dovevo farmelo dire, mi giro su me stesso abbandonando sapientemente la presa degli stipidi, prima con una mano, poi con l’altra per orientarmi e per sostenermi, un sospiro e punto la porta del bagno che mi sta di fronte a poco più di un metro di distanza,…e la raggiungo, è bastato un lungo passo nel nulla, protraendo in avanscoperta un braccio teso, quasi chiedessi aiuto al cielo…e sei …

Sembrava quasi fatta, ma quel maledetto porta biancheria sporca era lì in agguato, che nel rovinargli addosso ho d’istinto appoggiato la mano sulle pareti mobili di plastica della doccia, il rumore ha svegliato tutta la palazzina e il vicinato, ma io con non chalanche imperterrito rispondo all’attacco verbale della mia donna che inveisce contro di me, e lo faccio contrattaccando di rimando aggredendola verbalmente per aver lasciato il portabiancheria nel mezzo, che la miglior difesa spesso e l”Attacco” E sette…

Forse è il caso di smettere di contare, oramai è finita e svegliatomi di quel poco che basta, riprendo il cammino verso il giaciglio…ho smesso la conta…e Patapum con tutt’e due gli stinchi contro il telaio del letto, che dolore, che male…ma non posso né gridare ne dire nulla e alla “Fantozzi” trattengo lo sfogo del mio dolore…e riprende la conta…e otto…

Aggiro a fatica l’ostacolo, che il letto sembra grande come un campo di calcio, tocco il bordo con le mani e mi sdraio…forse mi sono lasciato troppo andare, rimbalzo sopra quel materasso come fossi una palla da boowling e insieme a me fanno un gran salto la mia donna e i due cagnolini…e nove…

A quel punto, non mi resta che accendere la luce della lampada sul comodino perché ormai è sveglio anche il vicino che possiede un vigneto a un kilometro di distanza, ma non è cosa, o non è sera…cade la lampada che urto maldestramente nel tentativo di accendere …  E dieci…Meglio dormire che non disturbo più nessuno, ma il mattino seguente mi hanno detto che ho russato come un vecchio treno a vapore per gran parte della notte …e uno…la conta ricomincia d’accapo che è un altro giorno e poi seguirà un’altra notte d’estate

 

 

 

 

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