La Docciaaa!

imageNon ne avevo nessuna voglia, come sempre del resto, non mi andava di fare la doccia…   Di certo non vuole contrapporsi al giusto senso di amare il proprio corpo regalando come giusto sia una sferzata di freschezza alla tua pelle

Dovevo essere coscientemente consapevole di ciò che mi attendeva, perché per pur strano, ho accettato la visione di quella sintetica rotondità chiamata “doccia”, che mi accoglieva senza la mia consueta riluttanza…

Entro, richiudo dietro me le sue piccole ante scorrevoli, osservo alzando lo sguardo verso la mensola che accoglie gli intrugli per la pulizia corporea…dallo shampoo, all’ultimo prodotto che allevia le pena del tuo corpo, che poi ottengono il risultato opposto una volta rilasciati i lucidi fiumi, ai mari, alle nubi che che poi riversano il tutto con tanta generosità, ma portano con se parte della tua doccia,…che poi berrai, perché noi si beve la nostra doccia alla fine della storia

E apro il rubinetto cercando di essere il più preciso possibile nel posizionare la leva in posizione idonea a che l’acqua scorra con una temperatura accettabile, ed inizio ad insaponarmi, e mi rendo conto di provare un piacere che non avevo mai provato prima, non sia da confondere con auto palpazione erotica, non ne conosco bisogno particolare da che pratico cure corporee per il mio fabbisogno personale, e non adesso di certo scopro un nuovo sistema che intriga la mente per una eccitazione       No, era più una strana sensazione di benessere mai provata prima, un desiderio di ripetere per più volte lo scivolare le mani insaponate sulla pelle tanto da ripetere l’operazione in mille altri modi attempandomi oltre misura là dove ormai il servizio di pulizia era terminato in abbondanza

Premevo in continuazione il beccuccio del distributore di sapone liquido che sputava risposta sul palmo della mia mano     Interrompendo di tanto in tanto il flusso di scorrimento dell’acqua rigenerante in modo da  avere il pretesto di rispalmarmi la cremosa sostanza       Intanto ridiscendeva copiosa l’acqua da quella rosa d’acciaio di sopra il mio capo che sgorgava da cento minuscoli pertugi che parevano essere pistilli recisi al centro di un fiore, e la ricevevo su di tutte le mie forme bramoso di averla, gustandomela e lasciandomi andare a sensazioni gradevoli quasi quanto dei preliminari che anticipano un accoppiamento, che così dico per portare un termine di paragone che possa essere recepito nella sua interezza di sensazione naturale

Ogni rivolo che partiva dalle spalle, sembrava dita di mani che carezzavano e piano ma non troppo, scivolava sinuosa  sul dorso e sul petto, insinuandosi tra i peli e nell’incanalarsi sfiorava la pelle che s’era fatta d’oca   E i rivoli d’acqua ridiscendendono sino a scavalcare a mezza via un ostacolo non troppo ingombrante perché bagnato, e così rinfrescato costretto in forme ridotte da difese nervose che ne controllano la forma riducendola ai minimi termini come da legge organica in queste circostanze, e poi ancora scende sino a lambire le gambe per finire la sua corsa ad ostacoli là dove i piedi sorreggono l’intero ammasso di forme a comporre  con grazia tutto ciò che serve per vivere e per amare così da ricreare

Che il suono dello scroscio battente si frappone a contorno di una sinfonia che beatifica lo spirito, lo stesso che mettere un disco di una bella canzone che evoca ricordi di piacevoli momenti trascorsi da ascoltare, preludio di un atto d’amore venale ma ora percepito come melodia di una sinfonia emessa da un unico strumento che ne moltiplica le proprietà invadendo fin dentro a stordirti

E l’abbandono a dolci istanti senza tempo che si mescolano ad un piacere senza peccato…Estasi di piacevole senzazione di benessere pulita come l’acqua che sciacqua mondando, parodia di soavi nenie sinuose come sirene che attraggono fluttuanti la fantasia che evoca  erotismo nell’ uomo

Le mani, la fin dove possono senza frenesia avvolgono, strusciano, palpano, sfiorano a lambire anche punti che non vedi se non allo specchio, chiudi gli occhi e chinando il capo all’indietro lo avvicini alla cascata d’acqua restringendone il campo che si concentra tutta sul viso a colpirti di godente soddisfazione e aprendo la bocca lasci ti invada come per penetrarti in ogni dove

Non avevo nessuna voglia di fare la doccia, di primo acchito come sempre del resto, ma stasera è stato bello innamorarmi di lei…e quando ci si innamora, i tuoi pensieri sfociano nei migliori mari dei sentimenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...