Bucolico…Lo stesso che stare bene!?… …

imageBucolico   Cosa mi significa bucolico   Lì per lì, è una parola che mi fa ridere, e che io debba memorizzarla per l’importante significato che raggruppa un modo di voler dire, a me lo stesso non piace…per dire la stessa cosa scrivendo che mi sono veramente estasiato sulla montagna insieme a quei pastori, e ho altro aggiungere

Ho cenato con loro dopo che avevano governato il bestiame, e subito quasi assieme, hanno dato il giusto compenso ai loro fedelissimi cani, tre grossi tozzi di pane raffermo, e più tardi ebbero anche gli avanzi di succulente costine..che per le mie, mi assicurai di non morderle più di tanto   Una fatica immane, su e giù dalla riva del monte, tutto il giorno ad abbaiare, a correre, a sorvegliare il bestiame che sembra di voler eludere la loro sorveglianza, quasi che lo facessero per dispetto e per gioco, cercano sempre spazi proibiti per brucare e far dannare i poveri pastori a quattro zampe che non mancano di guardare lo sguardo severo e vigile dei loro ” pradoni ”   Che padroni l’ho messo tra “virgolette” perché per me non sono padroni di niente, di tanto amore non può essere che il degno e unico padrone solo Dio

Quattro bicchieri di buon vino forte, nostrano, verace come le Mani che lo versano   Mani robuste, mani che hanno dentro se’ l’ebrezza del profumo della terra   Mani piene di onestà che per errore, solo il loro innato  proverbiale sopraffino senso degli affari può un poco offuscare, in realtà non è altro che una naturale difesa a ciò che hanno saputo guadagnare onestamente con le proprie Mani, che per farlo si sono immerse nella natura e quindi sono state in stretto contatto con Il Creato, ecco che l’onesta’ del gesto di versare il vino, assume una dimensione più ampia, e anche di più inebrianti visioni di varie situazioni ma tutte con il comune denominatore di rimanere immersi in una scena che si muove con armonia nel contesto del piacere di gustare in più  immagini che ti rendono felice…

E quelle Mani, poi giocano alla Morra, i numeri scorrono rapidi da bocche sicure…ma a cui trema un poco la stessa voce   Il vino da coraggio ad aumentare la sicurezza di quella meravigliosa gente, e io con loro, li rende un poco spavaldi, non fosse che a pieno diritto per il  dormire poche ore al giorno su seminudi giacigli di paglia e cuscini che non hanno più colore…  Si discute ad esempio per innocenti dispute per quel numero che buttato veloce sul tavolo non se’ capito bene, o per aver gettato a dita aperte un due che si apre come in segno di vittoria mentre la sua bocca diceva tre, certo forse un po’ nascosta dalla cicca di quel sigaro tra i baffi non migliorano di certo la comprensione del numero stesso, ma è il tre si è sentito distinto, chiaro e nitido

….E qui entrano in ballo le grappe del dopo caffè fatto con la moca che sembra una piccola butomiera tanto era grande   Sono le grappe che ora si fan sentire, e il pastore non può che disperatamente e ostinatamente far valere le sue ragioni, ma non c’è cattiveria alcuna, è solo un altro modo per vivacizzare la serata, …perché poi si parla d’altro…

Che poi si parla si ride si scherza…e si scherza sempre sul più piccolo, dei pastori, l’ultimo arrivato, 18 anni     Non è stato a pascolare il gregge con il padre che anch’egli fa il pastore dall’altra parte della valle, tutto per un lieve dissenso tra i due, dove il padre lo riteneva ancora un cucciolo e pertanto non in grado di badare al bestiame, e tantomeno a fare formaggio     Lui, l’offeso, si è offerto ad un altro pastore   Piccole, grandi incomprensioni tra padre e figlio che prima ho poi si cancellano, non appena uno dei due, dimostra di essere più coscienzioso e meno superbo dell’altro, è  finirà’  che ognuno prima o poi sarà orgoglioso dell’altro

Bucolico, ….ma che parola diversa da ciò che vuole intendere, quantomeno strana…    Non è forse meglio cercare di spiegare ciò che provi descrivendolo con parole tue o scrivendolo che invece ritenerti uno stupido se non sai cosa significa bucolico?                   E quando lo vieni a scoprire, almeno  per quanto mi riguarda, evito ben volentieri di usare quella parola sintetica che non va a braccetto con nessuna sua sillaba con il vero e unico intento del significato di tanta bellezza racchiusa in una sola parola                               Se non lo sai scrivere o descrivere, pensa ad una baita, pastori, agnelli, cani, stelle a milioni sopra la tua testa girata all’indietro con la bocca spalancata di stupore, il suono della notte, picchi che si ergono fieri e maestosi sopra i tuoi pensieri     Di Te sotto, un brulichio di luci che così da lontano in quegli attimi paiono candele accese sparse in ogni dove a comporre un presepio dei giorni nostri in uno spettacolo nello spettacolo

E ci si ritrova  sopra questo composto di vita con il tempo che si ferma senza chiedere altro tempo     Basta si tenda il capo proteso con un orecchio dalla parte delle cime e l’altro verso l’immenso presepe più giù nelle distese pianeggianti   Due modi ben distinti di sentire il suono del mondo   Dove i picchi innevati si ergono a voler toccare il Cielo e ascolti un silenzio che ti parla di mille cose che non si ha mai il tempo di ascoltare              Nell’altra metà   che ti giunge afono, lontano, tanto lontano che non giunge con forza lassù e si spegne di fronte alla maestosità delle montagne che vegliano i sonni dei pastori che hanno tanta cura e passione per loro da diventarne figli ed essere così vegliati sui loro sogni…puoi essere in due mondi di pace, basta che chini il capo in un senso piuttosto che nell’altro e l’effetto che ti regala all’unisono, sono piacevoli sensazioni di pace

“Bona”  come diciamo noi, per dire che fin qui, tutto bene, ai posteri l’ardua sentenza, che ognuno chiamerà il proprio stare bene in modo differente, e lasciamo pure che lo chiamino, Bucolico, anche se dubito si assapori appieno il senso compiuto …                        Abbiate compassione se nel mezzo continuo a essere tollerante, accetto il “Bucolico” ma lo lascio volentieri a chi ne farà buon uso, in un modo “nuovo” di porsi a descrizioni di domani con l’augurio che il loro intento sia per parlare d’Amore nel suo specifico significato che in questo caso si è sposato con la natura

E di noi che dire, scagli la prima pietra chi non ha peccato, cita una famosa frase Vangelica che nel contesto significa che nessuno ha torto dal momento che nessuno ha ragione, perciò va bene dire stare bene con qualcuno quel giorno provando i sentimenti più belli, oppure è stata una giornata Bucolica, …che lo stesso continua imperterrita ad urtarmi… Ma basta! Ma “bona”…

Intanto osservo che nonostante si sia dimenticato il sale per le costine, sul tavolo ancor più ad irritarmi lo sguardo,  noto tre accendini che fanno a pugni con il tutto bel e ben fatto, mettendo in discussione la mia convinzione sul bello del momento,.. ma è piccola cosa, sono esagerato dall’esserne  disturbato di una inezia come i tre acciarini moderni che purtroppo ai miei occhi sono apparsi in quel momento, come di disturbo a sì tanto contrapposto star bene nello sguardo, potrei anche soprassedere…pero’ ricordate?…Le  stelle,… la luna e il suo chiarore ad illuminare le imponenti e maestose coste rocciose di montagna, i pastori, i cani e le pecore, tutto inneggiava alla vita come immenso splendore … accendino, sigaretta, cenere, smog, civiltà, non evocano di certo gli stessi bei pensieri

A riprova di sì tanto Bene, scendiamo il sentiero che porta a valle, intanto che si cammina … un incontro   È la Giusy armata di bastoncini da passeggio e in tuta tecnica che affina le sue velleità rendendola splendente nella sua forma   Appresso il piccolo cucciolo di cane che ha appena adottato, Brûlé, questo il suo nome   Che Lei, la Giusy, con grande passione gestisce un pub, da qui il perché il suo amato cagnolino precedente si chiamava Spriz, è chiaro che ora si è scelto per nome Brûlé per rimanere in tema, o solo perché il nome di un Cane piace di più se simpatico e orecchiabile   Il Roccia ( il mio cagnolino maschio) lo avvicina, lo annusa, lo scruta e per tutta risposta a quell’incontro, gli solleva la zampetta posteriore come a dire…ta pise adoss ( ti faccio la pipì addosso) per fortuna era “scarico”,  non sarebbe stato un bel gesto del Roccia per dire, …sei ancora piccolo e non ti vedo nemmeno, non hai storia, io sono una un grande Cane da guardia, vado a caccia di topolini e di uccellini e tu sai solo camminare…cresci e ne riparleremo…

Poi si guadagna l’albergo gestito da amici, e ci si ferma volentieri per un caffè, che la su al monte più in alto, mancava solo il caffè, poi c’era tutto, pane, costine, salame, formaggio e vino che troppo presto e finito, ricordo di averne versato un bicchiere ad un viandante  accaldato dalla fatica della salita, mancava solo il caffè

Poi giù nel sentiero nel mentre che si scendeva, sono scoppiato in una fragorosa risata con la mia compagna e gli dissi che avrei pagato mille lire per riavere indietro in quel momento, ” ol me bicer de vi” ( il mio bicchiere di vino) e meno male che quel signore di 78 anni che si è fermato a mangiare con noi, ha rifiutato di berne uno dei bicchieri di vino che anche  Lui ho invitato a bere, ma ha rifiutato, il colesterolo non gli permise di accettare l’invito, gli bastava la sua birra, …duemila lire risparmiate e un rammarico di meno, che altrettanto non farei si trattasse di aver donato un milione di lire, ma un bicchiere di vino in meno che fa sangue quando ne desidereresti una botte,…fa la differenza…

Poi scesi dal sentiero si arriva al bar   E si beve sto benedetto caffè, che quando mi sento così lo accompagno con una grappa che pietosamente chiedo di ordinare a mia moglie, con il suo consenso è più buona, poi vengo gentilmente invitato a visitare la “Cappella” del l’albergo, allestita con orgoglio dal proprietario e legittimamente Consacrata per ricevere il Cristo   Nel mentre soggiunge di spalle un ospite di questo albergo                 Sto’ guardando il Crocefisso ed è scontato che il discorso tra noi due diventi quello               Non che prima Lui, quella persona, non l’abbia condita con una interessante quesito legato alla sua vicenda personale che lo vede padre di un diversamente abile, un bambino difficile dice Lui, che specifico aggiunge, …perché Io?

Come ergersi ora a giudice per una risposta a tale domanda!   Mi difendo, almeno non per me ma indegnamente per quel Dio che è stato tirato in ballo   Non ha bisogno di essere difeso, ma l’ho tramutata nel mio cuore come il fargli  un umile omaggio e cogliere anche l’occasione di parlare di Lui che fa bene al prossimo che sente ma più a me che ho il piacere da essere gratificato di tal compito sublime nel parlarne

Che non so bene ciò che a quest’uomo ho detto cercando di dargli una mia personalissima versione riguardo la domanda esplicita che mi fece,  e forse bestemmiando ho cercato di coinvolgere l’Onnipotente badando bene di non impormi sulle  repliche del mio interlocutore, perché Dio non si impone Mai, …non so bene ciò che cercavo di mettere insieme con le parole, nel mentre che dalla bocca mi uscivano, parevano tutte sensate, e lo dovevano essere se il mio astante alla fine del nostro confronto, mi disse trafelato, … che nella sua esistenza non si era mai aperto in quel modo per una manciata di minuti, non si era mai confidato tanto con alcuna o alcuno… Così disse, e lo affermava per buono con un sincero sorriso di beatitudine,…risultato raggiunto, l’ho immodestamente portato più vicino ad avere una risposta decente, per quanto per me già nel vero ci fosse a pieno titolo per il compito affidatogli, se così là si vuole intendere, che così la intendo io

Ma quel giorno che ricorreva un anniversario in cui Madre Maria Teresa di Calcutta aveva ricevuto la Santità dal cielo, … quel giorno non era destinato a finire lì                   Mi congedo dalla gradita nuova amicizia, ed esco sul patio dove ero atteso dalla mia metà, la compagna della mia vita,  accanto a Lei seduta una Signora in tutti i sensi di significato analogo, è spostato un po più su’, un mio carissimo amico    Stringe tra le dita un calice di quelli piccoli a mezzaluna colmo e chiedo alla barista cosa contenesse e Lei per risposta mi dice che c’è del vermut, allora la prego di servirne uno anche a me e intanto mi accingo a raggiungerlo che quando gli batto il cinque mi siedo e cominciamo a parlare, …

È  un altra storia nella storia, altri tipi di sofferenze che non riesce a contenere e piange, dapprima cercando di fermare le lacrime che poi lo stesso scesero copiose, ed io lì che cercavo tra me e me di continuare a pensare che nonostante tutto fosse stata una giornata “Bucolica” e che desideravo finisse tale

 

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