Gente di montagna

Un po’ come sentirti addosso troppe responsabilità, senza contare il disagio mentale in cui mi pongo   E credo che ognuno si ponga come interrogativo il fatto di sentirsi troppe responsabilità addossate   È una questione di misura, come mangiare o bere troppo, lo stesso che sentire il peso dei doveri sempre più grevi che con l’età aumentano, quando che la tua mente e il tuo corpo non li vuole sopportare e o sopporta mal volentieri

Come a dirsi che sei colmo di imparare, sei pieno di imparare, hai dato e per quel poco o tanto che puoi, darai… e ti basta un bicchiere di vino al circolo dei giovani  “anziani” che così chiamo il posto dove mi ritrovo dopo Messa alle cinque e mezzo, la su a Boario, che tanto per cambiare è il mio albero dei moroni, il mio rifugio dalla quotidianità, il mio rifugio dalla normalità, dalla consuetudine che appiattisce lo spirito e qualche volta può  distruggere gli animi

Iniziano i discorsi, e io che non taccio mai,  inizio con il dire che il pernod che mi offrono, lo assaggiai  per la prima volta in Francia, lo stesso che vidi per la prima volta la baguette, il pane “lungo” francese che scherzando si dica sia nato per forma dall’essere trasportato con assoluta comodità, sotto le ascelle, che apposta di forma lunga si prestano alla bisogna

Il mio ricordo si spegne nel racconto che faccio a Gidio, Salvatore, Bortolo, Simone, Mone per gli amici, Ivo, Ferdy, che poi è arrivato anche l’Eva che sta per Evaristo ( chi la visto, …scherziamo noi ) , insomma, non dura più di qualche minuto e vengo tacciato di bullismo, perché all’epoca del mio racconto di ben quarantatré anni or sono,  alcuni di loro mi stoppavano dicendo che fossero “sul campo” molto prima di me, e non per divertimento, ma per lavoro

Loro facevano i turni da boscaiolo, si comportavano da tali con il diritto di essere migranti in terra straniera … Una sera il Gidio, dice al bel Luciano, senti un po’ stasera si fa la minestra per cena però la legna scarseggia, per cui visto che sei il più giovane, vai con la carretta e ne porti un bel po al fuoco che se ne ha di bisogno

Ok, il Luciano parte con la sua folta chioma che piaceva molto alle ragazze del luogo, per Lui era l’età  della stupidera come diciamo noi, che a diciassette anni non puoi che vivere tra le nuvole,….e il Luciano si attarda, la legna non giunge, il Gidio arrabbiato lo va a cercare, e Lui, il tipo, è li che si dimena dallo scappare via da quella ragazzina che lo insegue, perché lo vuole per se, lo vuole per fidanzato…e Lui scappa e il Gidio gli dice…Aca do marsu’, se ta riet mia sobet co la legna, a te la fo et me a te…     ( se non arrivi subito con la legna, te la faccio vedere io a Te )

E un altro incalza nel ribadire che però ora prendono anche la pensione francese…ben €48 mensili che accumulati alla pensione italiana, non fanno che far danno sforando  il budget programmato per la nostra sopravvivenza da quei politici che ci governano e pensano basti e avanzi una pensione annua non superiore a quello che  “loro” percepiscono mensilmente e quindi i 48€  vengono detratti dei privilegi che li portano ad essere più poveri che aver preso una sola pensione all’italiana….

Son discorsi così, a volte  senza capo né coda, come quello del Mone, che per sdrammatizzare dice, la Belen mi confonde perché ora è a Striscia La Notizia, sono quattro le tette che vedo insieme alla Michelle …e mi confondo perché non so più da che parte guardare….poi aggiunge parlando con me guardandomi negli occhi, non sto dicendo nulla di male,… sono Creature di Dio…Io alzo il calice al cielo e …brindo con un Viva Dio

Sono momenti così che dopo quattro calici, due sarde e quattro patatine non sai più bene cosa dire e pensare, resta il fatto che trovarti in mezzo a quel gruppetto, allieta l’animo, quindi ognuna parola e piena di significato, degna di una storia da ascoltare, degna di un posto meraviglioso come tra la gente di montagna.., dei momenti degni di essere vissuti per intero…

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