Jente di montagna

img_5244È una questione di misura, come mangiare o bere troppo, lo stesso che sentire il peso dei doveri sempre più grevi che con l’età aumentano, quando che la tua mente e il tuo corpo non li vuole sopportare e o sopporta mal volentieri     Come a dirsi che sei colmo di imparare, sei pieno di imparare, hai dato e per quel poco o tanto che puoi, darai… e ti basta un bicchiere di vino al circolo dei giovani “anziani” che così chiamo il posto dove mi ritrovo dopo Messa alle cinque e mezzo, la su a Boario, che tanto per cambiare è il mio albero dei moroni, il mio rifugio dalla quotidianità, il mio rifugio dalla normalità, dalla consuetudine che appiattisce lo spirito e qualche volta può distruggere gli animi                                                                                                              Iniziano i discorsi, e io che non taccio mai, inizio con il dire che il pernod che mi offrono, lo assaggiai per la prima volta in Francia, lo stesso che vidi per la prima volta la baguette, il pane “lungo” francese che scherzando si dica sia nato per forma dall’essere trasportato con assoluta comodità, sotto le ascelle, che apposta di forma lunga si prestano alla bisogna  Il mio ricordo si spegne nel racconto che faccio a Gidio, Salvatore, Bortolo, Simone, Mone per gli amici, Ivo, Ferdy, che poi è arrivato anche l’Eva che sta per Evaristo ( chi la visto, …scherziamo noi ) , insomma, non dura più di qualche minuto e vengo tacciato di bullismo, perché all’epoca del mio racconto di ben quarantatré anni or sono, alcuni di loro mi stoppavano dicendo che furono “sul campo” molto prima di me, e non per divertimento, ma per lavoro                                                                            Loro facevano i turni da boscaiolo, si comportavano da tali con il diritto di essere migranti in terra straniera … Una sera il Gidio, dice al bel Luciano, senti un po’ stasera si fa la minestra per cena però la legna scarseggia, per cui visto che sei il più giovane, vai con la carretta e ne porti un bel po al fuoco che se ne ha di bisogno                                   Ok, il Luciano parte con la sua folta chioma che piaceva molto alle ragazze del luogo, per Lui era l’età della stupidera come diciamo noi, che a diciassette anni non puoi che vivere tra le nuvole,….e il Luciano si attarda, la legna non giunge, il Gidio arrabbiato lo va a cercare, e Lui, il tipo, è li che si dimena dallo scappare via da quella ragazzina che lo insegue, perché lo vuole per se, lo vuole per fidanzato…e Lui scappa e il Gidio gli dice…Aca do marsu’, se ta riet mia sobet co la legna, a te la fo et me a te… ( se non arrivi subito con la legna, te la faccio vedere io a Te )                                                                           E un altro incalza nel ribadire che però ora prendono anche la pensione francese…ben €48 ( si fa per dire che in realtà sono una “miseria )  mensili che accumulati alla pensione italiana, non fanno che far danno sforando il budget programmato per la nostra sopravvivenza da quei politici che ci governano e pensano basti e avanzi una pensione annua non superiore a quello che “loro” percepiscono mensilmente e quindi i 48€ vengono detratti dei privilegi che li portano ad essere più poveri che aver preso una sola pensione all’italiana….                                        Son discorsi così, a volte senza capo né coda, come quello del Mone, che per sdrammatizzare dice, … la Belen mi confonde perché ora è a Striscia La Notizia, sono quattro le tette che vedo insieme alla Michelle …e mi confondo perché non so più da che parte guardare….poi aggiunge parlando con me guardandomi negli occhi, cercando la mia approvazione…non sto dicendo nulla di male,… sono Creature di Dio…Io alzo il calice al cielo e …brindo con un Viva Dio     Altre parole, altri discorsi e si parla di    Boario di Gromo, che è dove si sta chiacchierando con i bicchieri in mano, ….si stanno recuperando alcuni tratti di antica “mulattiera”              In pratica si vuole recuperare pezzi di storia di questo ridente paese e insieme conservare il paesaggio il più possibile vicino al suo aspetto naturale, così da consentire passeggiate che si immergono nella natura stessa. Ovviamente come sempre quando si prendono decisioni al riguardo, l’interesse dei cittadini si divide in due, chi è d’accordo e chi pensa che si poteva usare il denaro per opere di interesse comune diverso che riempire lo sguardo e lo spirito…che alla fin fine come al solito nessuno ha torto dal momento che nessuno a ragione, e la ragione sta sempre nel mezzo e quindi ieri s’è fatto questo, oggi si fa quest’altro che tutto serve se il comune denominatore e far star bene la gente. La signora Francesca che vive in un caseggiato rurale lungo il serpeggiare della antica mulattiera, un po’ dissente e un po’ approva, perché dice che ci vorrebbero anche dei lampioni … Era circa il 1937 che la signora Francesca scendeva da quel sentiero vicino alla “Santella”, dove ora fa sfoggio dei suoi 80anni da poco compiuti. Scendeva con le due sorelle, altri fratelli e comuni amici per andare a scuola elementare giù al paese, proprio dove c’è tuttora la piazzetta con il campanile e la chiesa. Sorge allora spontanea una domanda,… sarà che la Provicia ha eliminato il servizio del trasporto pubblico adducendolo a taglio di spese pubbliche, fregandosene dei disagi che incombono su tale decisione, e da qui il Municipio di Gromo a sua volta abbia ben pensato di far riprendere la vecchia mulattiera per far fare 7 km. a piedi ai 15 ragazzi che vanno ancora a scuola in questo Grazioso Borgo   Certo che no!   In città i ragazzini vanno a scuola accompagnati dalle mamme in “suv” anche se dispongono di innumerevoli servizi pubblici di trasporto urbano e quassù s’e’ pensato a mantenere inalterato il fascino rupestre di questi meravigliosi luoghi, che i genitori di qui in qualche modo si devono arrangiare diversamente, e a tal proposito hanno ripristinato il servizio con un pulman di modeste dimensioni pagando di tasca propria perché la gente di montagna e fiera di far vedere una mulattiera riassettata, non la cilindrata delle loro automobili   Auspicabile che la Provincia ci ripensi e torni sui suoi passi, non fosse che per considerare a maggior titolo un disservizio pubblico, quindici ragazzi con le loro rispettive famiglie meritano questo oltre alle loro antiche vie         Sono momenti così che dopo quattro calici, due sarde e quattro patatine non sai più bene cosa dire e pensare, resta il fatto che trovarti in mezzo a quel gruppetto di persone, allieta l’animo, quindi ognuna parola e piena di significato, degna di una storia da ascoltare, degna di un posto meraviglioso come tra la gente di montagna.., dei momenti degni di essere vissuti per intero…                                                                                                                  E di nuovo uno di noi con uno scatto felino si rivolge agli altri e dice, …” sa, paghe me,  l’oltem cales! dopo n’va a mangia’  ”    L’ultimo bicchiere…e poi si va a cena…

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