3) Un giorno nuovo al caffè del mio paese

UN GIORNO NUOVO AL CAFFÈ DEL MIO PAESE

Inizia un altra giornata senza sapere cosa ti negherà o al contrario cosa ti offrirà, che non sai mai cosa ti aspetta, anche se dipende tanto da come ti disponi a viverla

Con il risveglio, si è rimessa in moto la macchina del destino, il  posto di ognuno nel mondo          In quel mondo in cui non c’è più niente di fermo, di statico, di sicuro e di molto sereno     Oggi ci si inventa giorno per giorno, e se va bene passi delle ore che stanno nella decenza del l’appena necessario            Se non va benisssimo è perché c’è l’inciampo di un qualche cosa, ti arriva un pugno nello stomaco e cerchi di reagire, anche se il pugno fa male e il mhac è molto lungo           Si accorcia il respiro, si accorcia la speranza, si allunga la vita perché si vuole superare l’ostacolo

Qualche minuto in auto di chi viaggia senza meta, e imprechi alla malasorte che non ti ha fatto ricco o almeno la possibilità di esserlo o Te l’ha dato il momento magico ma non hai saputo coglierlo    Poi fai la conta dei malanni del corpo e ti consoli pensando che la sola ricchezza non possa colmare il vuoto che lascia l’angoscia di non sapere cosa succede se qualcosa nel tuo quieto esistere va a rilento o addirittura non va per nulla  Come quella signora in chiesa, di fianco a me, che la Messa cominciava di lì a poco, ma un andarivieni di persone le chiedeva ora come le andasse la sua vita     Meglio risponde Lei, mi hanno tolto un pezzo di intestino, ma ora sembra vada meglio, sembra si stia tutto sistemando

Ma continui a chiederti come farai a sopravvivere, come farai a portare il pane a casa per te, ma sopratutto per i tuoi cari, e il pugno nello stomaco ha solo perso un po’ di forza intensiva ma è sempre presente, disturba ancora, ti fa’ ancora male, allora ti spingi oltre con il pensiero, che devi trovare la forza di avere un perché dell’andare avanti nonostante tutto sembra si sia fermato

Poi accanto, in quel bar, arriva un altra risposta Appoggiato al banco a pugni chiusi, in attesa di un caffè macchiato con zucchero di canna, sposto lo sguardo di poco e una bella ‘mora’ mi guarda     Due occhioni che incroci per un istante e volgi lo sguardo altrove, imbarazzo e inconsuetudine non permettono di andare oltre … per fortuna la bella donna parla per prima e ti chiede scusa se è invadente, ma pensa proprio di conoscerti e allora per mio sollievo, rompe l’indugio e ti ricorda un posto dove hai vissuto molti anni or sono in città     Certo dice, tu sei… non ti ricordi di me? Eravamo dirimpettai di pianerottolo,… ma certo sei Tu,  ciao cara come stai?       Mentre gli stringo la mano destra in segno di pace e fratellanza, …io bene risponde Lei, ho una splendida bimba e vivo in questo paese da qualche anno

Me la ricordo bene la Simona, che pezzo di ragazza era, che pezzo di donna è,… che se esiste un paragone alla sua bellezza, … facile, gli occhi sono alla Liz Taylor, ed è giunonica come Anita Ekberg       Il suo babbo attore di spot pubblicitari in Mediaset, la mamma una bella donna come la figlia, una famiglia benestante, comunque era agiata…

Ma i tempi sono cambiati anche per Loro, anche per la figlia che di pugni nello stomaco ne deve avere ricevuti, per primo che abbia perso il suo posto di lavoro come impiegata, e ora si arrabatta a vendere orologi di alta bigiotteria, e il marito, quel bel fusto che la veniva a prendere con una potente motocicletta d’estate o un’auto fuoriserie tra le sue utilitarie d’inverno,… ma se funzionava essere un imprenditore edile venti anni or sono, ora anch’egli paga lo scotto della crisi, e non si arrabatta ma arranca anche Lui nei meandri di un  lavoro insicuro in quel della Valle D’Aosta

E di nuovo diminuisce il mio senso di impotenza, siamo in molti, siamo sempre di più e i pugni nello stomaco li prendiamo tutti    Pazienza     Solo pazienza e tutto si sistema anche se non si sistema, che prenderla bene è sempre meglio che prenderla male, la prima aiuta, la seconda meno, molto meno     Poi si torna a casa, la moglie ti chiede cosa vuoi per cena, e non sai se pasta al ragù o al pomodoro     Magari preferisci una bistecca piuttosto che spezzatino ai funghi, o ancora preferisci prosciutto crudo alle scaloppine, vino nel mezzo      Non sai cosa mangiare, allora ti viene alla mente quel pugno allo stomaco e pensi… forse così male non sto’     C’è chi mangerebbe un tozzo di pane e berrebbe acqua nel mezzo, gli fosse concesso da amore disinteressato averle

Allora forza, aiutati che il Ciel t’aiuta, che se ti ‘tiri’ su Tu, si tira su anche Quello del tozzo di pane, a patto poi non ti scordi del suo disagio e non  che ti ricordi che senza di Lui anche Tu non sei nulla   Tu senza Lui, sei ancora meno    Il Tuo benessere è il benesssere di tutti, o lo si alimenta insieme, o si spegne in un pugno nello stomaco

Tempi bui, tempi che non si fanno vedere chiaramente con loro vesti     Qualche capo di abbigliamento ‘firmato’ è rimasto a molti, retaggio di un passato non molto passato in cui molte persone si sono grogiolate incuranti dello spendere e dello spandere

Grandi scritte sul petto della maglia a indicare che un qualcuno aveva comperato un modello di ‘marca’, ora sbiadite da anni di lavatrice       Questa è la vera fregatura, siamo stati ridimensionati e nessuno ancora lo ammette nel confronto con gli altri, peggio non lo ammette nei confronti di se stesso      Il ricco s’e’ fatto ancora più ricco e il povero ancora più povero ed il cosiddetto ceto medio è completamente sparito

Sono solo discorsi da bar, che a casa tua i discorsi te li fai nella tua testa quando moglie e figli sono stanchi di ascoltarti e non è il caso mio, che a casa mi ascolta solo la moglie, ma anche i cani, che quando parlo con il Roccia, mi guarda perplesso, muove la testa di poco a destra e sinistra come ti ascoltasse    In realtà si aspetta che tu gli dica andiamo a fare pipì in giardino,  o dammi un biscotto, altra magica parola che intende associata alla delizia del pregustarne il rosicchiamento

Che poi, anche negli anni ottanta il ceto medio non esisteva di fatto, perlopiù erano ‘artigianotti’ che avevano accesso a prestiti agevolati e il lavoro certo non mancava per poterne pagare le rate, ma anche operai che si arrabattavavo al doppio lavoro aiutando l’artigiano     Poi un tempo di una decina di anni fa, ad Agosto si chiusero le fabbriche per ferie e passando sulla strada che te le faceva scorgere, il deserto negli occhi… Normale si era nel periodo delle ferie, solo si sono prolungate per una decina di anni a questa parte le ferie, perché le fabbriche prime fra tutte le tessili e l’industria meccanica, sono ancora in ferie perché molte di loro, non riapriranno più e delle poche che hanno riaperto i battenti una buona metà si è ‘spostata’ all’estero dove la manodopera costa molto meno e le tasse non sono una barzelletta come quelle Italiane

Fa proprio ridere pensare che più del 40% del ricavato di produzione, si debba versare come onere allo Stato, che ancora si scrive maiuscolo in onore di alcune persone del passato che lo Stato l’hanno creato… Uno per tutti Sandro Pertini che per sua fortuna è in un mondo migliore dall’alto se la ride del nostro stupido, inutile affanno alla sopravvivenza e di questa situazione attuale

La colpa è di chi non paga le tasse, o di chi le evade che è lo stesso, mai dello Stato e di chi lo mal governa, mai     Forse la colpa è anche degli extra comunitari

Quegli invadenti che ‘solo’ perché gli hanno bombardato (anche con bombe di fabbricazione Italiana ) l’ospedale dove era ricoverata la moglie che aveva partorito un figlio, o ‘solo’ perché non hanno di che dare da mangiare alla propria famiglia, per queste ‘sciocchezze’ vengono in Italia e ci portano via il pane

Poco importa se il pane che ci portano via dalla bocca se lo guadagnano con lavori umili che nessun italiano non vuole più fare, tipo mungere mucche, fare la raccolta di zucche a schiena piegata per dodici ore al giorno        L’italiano non fa’ più lo spacciatore di droga Ormai la importa direttamente a quantità industriali e la fa distribuire a Magrebini,  Albanesi, Africani e d’ogni chissà quant’altra benedetta appartenenza etnica

E a gridare allo scandalo degli Immigrati che sbarcano sulle coste, fra tutti in prima linea i pensionati italiani che forse non sanno che già ora la loro misera pensione è alimentata e foraggiata nel buon 20% da contributi versati da lavoratori extra comunitari e il numero è destinato a crescere di anno in anno visto il calo demografico della popolazione Italiana

Fra venti anni se esisterà ancora la pensione, ( dubbio di molti ) sarà interamente versata da contributi oltre mari,  sarà versata anche da quelle donne che sono sfuggite alla cattura di chi le voleva schiave del lavoro e del sesso nei loro paesi d’origine, quelle donne che sbarcano sulle nostre spiaggie e noi non le vogliamo perché nascondendoci dietro ad un guscio di noce,  preferiremmo fossero trattate nei loro paesi come animali o peggio     Che una bestia, vale di più di una donna in certi posti, ma anche in Italia

Ma nessuno ancora ammette il disagio economico in cui siamo, nessuno ammette ancora il disagio con cui ci hanno costretto a convivere, sempre peggio … Tempi bui che non si presentano con le loro vere vesti di povertà e nemmeno noi ci arrendiamo nel vestirci umilmente,… compriamo ancora maglie ‘firmate’, le compriamo da quegli uomini che quando vedono una divisa raccolgono la loro merce in fretta e furia e fuggono nel retro di un bar, o nel cortile più vicino, gli stessi uomini che sono venuti in Italia per portarci via un lavoro che noi non faremmo mai, perché noi vestiamo ancora ‘firmati’

BASTA FIRME, STOP

Basta firme   Ne facciamo già troppe inutilmente,… non sono necessarie le firme, non valgono più nulla oramai    Sono speranze del retaggio di un passato, suggelli oramai inutili   Adesso le firme ce le fanno fare su una lavagna elettronica, … che viene tutta sguercia, …  al massimo la puoi solo paragonare alla tua firma    Raggiunge  la percentuale più alta che non arriva alla metà della sua reale somiglianza

Ma ormai la firma non conta più quello che contava una volta   Perciò venga come venga, va sempre bene   E non conta più nemmeno la ‘ parola data’  una volta sposa alla firma, e si viene meno alla parola data con la facilità in cui bevi un caffè   Non è lo stesso il peggio   Il peggio è dover essere costretti a non mantenere la parola stessa perché per davvero non riusciamo a mantenerla    Perché per davvero sia impossibilitati dal farlo   Perché per davvero non abbiamo lavoro e abbiamo tasse, per questo si nasce pieni di debiti senza averne contratto uno

Ed è ancora una tiritera di quanto molti stanno male e pochi, molto pochi stanno bene… Spesso mi chiedo se non rompo le balle per attrito conflittuale con il mio passato,…     Non stavo male…oserei dire che ero uno che stava bene, anche se al tempo ‘stare bene’ significava essere uno del 50% dei due modi di identificare il proprio status, quindi anche io appartenevo di diritto alla media nazionale, in fondo a ripensarci, in un certo qual senso, i più stavano bene

Ecco che dopo un trascorso di passato benevolo, potrei esserne facilmente coinvolto emotivamente, per cui è lecito chiedersi se rompo le balle disinteressatamente, o mi incazzo più per il mio passato   C’ho riflettuto parecchio, cercando di scacciare ogni influenza esterna che potesse distogliermi dal darmi una buona risposta … oltre a dire una buona risposta, non v’è oltre, dal momento che dire di più sarebbe,… una Giusta risposta, e questo non è umano, è ultraterreno, quindi mi fermo al “buona”                                  Quindi escludo mi faccia condizionare da un bello quanto triste ricordo, penso invece in positivo, non coglievo ‘sfumature’ tanto delicate nella loro semplicità nel riempire l’anima da moltissimo tempo       Anzi, aggiungo darmi fastidio quel falso benessere che ancora ci sto combattendo, e la vittoria continuo ad illudermi sia sempre più vicina

Voglio dire che non mi dispiacerebbe ritornare a vivere un po’ più agiatamente, ma al solo scopo di vivere con meno pensieri, nulla più    Non avere pensieri negativi è il massimo del raggiungimento di ogni Spirito insito in noi, è l’apoteosi della vera ricchezza degli intenti, che non è fatta di solo denaro …

Come per fare un esempio, parlo del Mino      Il Mino è il disoccupato più occupato che io conosca   Lavora molte ore al giorno per accudire con amore e cure maniacali le sue amatissime Oche    Lui, il Mino è un mio conoscente, nel senso più alto dell’espressione, perché la stima che ho per Lui è piuttosto elevata, ma non mi eleva al diritto di poterlo considerare Amico   È una figura ancora da conoscere a fondo, da esplorare, oppure ho già capito quel che serve    Con Lui non manco di bere un caffè sotto i portici, è un piacere di cui non mi privo

Che quando lo vedi arrivare su di quella sua bicicletta con tanto di stivali di gomma che pigiano sui pedali, tuta mimetica d’estate e inverno, giacca a vento scura se fa freddo, … un poco il Mino ti incute timore     Intanto  si avvicina fischiettando alle sue Oche, Anatre, e quanto altro o altre, loro, i bipedi palmati, rispondono al richiamo starnazzando e sbeccheggiando a più non posso …    Sono lì a collo alto che mischiano al vento i loro schiamazzi, tutte riunite disordinatamente, ma tutte intente nel sentire da che parte proviene quel fischiettio famigliare, quello che solo loro conoscono

Perché è arrivato il Mino con la pappa, che Lui è disoccupato, ma il cestino della sua bicicletta e sempre pieno di cibo, che se lo è pagato con soldi faticati, tanto sudati che spesso sono il rinuncio del suo stesso fabbisogno, ma non quello della sua Amata Cagnolina Jak Rassel  Aloa, o Alhoa, o Aloe, che con la memoria ci faccio a pugni, ma non sbaglio nel dire che la Ama   E se invece il cibo che Mino distribuisce in egual misura d’Amore alle sue e i suoi Amati palmipedi, se lo procura con il caritatevole senso di Civiltà da parte di Amici, lo eleva allo Status in cui Lui più si Bea, in cui anche io mi beatificherei semmai potessi raggiungere il suo saper stare al mondo   Il suo modo di avere preso posizione in questo presente pronto e proteso al futuro, bene presente e preludio per chi Crede, in un migliore futuro Eterno, indipendentemente che Mino Creda anche in quello

Lui è il Mino, quell’uomo che ha fatto di ogni e di più nella vita, e che ha saputo trarre l’essenza del tutto facendo ciò che fa’    Mino, il pittore,… che sembra la sua pittura sia ‘semplice’, ma possiede una dote straordinaria nel comporre un dipinto, con una serie di figure o cose, ripetute a decine, e ti pare di guardare una figura perfettamente allineata e simmetrica,  un po’ come guardare il colonnato della Piazza San Pietro a Roma, ma in realtà è uno scarabocchio ben fatto e ben coordinato    Basta posizionarsi nel posto giusto, a volte di persona, a volte con la fantasia che è sinonimo di Arte                                    Se ci si posiziona al posto giusto indicato nel pavimento di marmo di piazza San Pietro osservi l’intero colonnato non scorgendone più la fine, in pratica, vedi solo la colonna che ti sta di fronte, … e questo lo si fa fisicamente   Se ci si posizione con il cuore verso tutti e si vede lo stesso un unica colonna di marmo bianca, non ci si trova nel punto giusto fisicamente ma con l’animo mentalmente

Il particolare è che i dipinti di Mino sono scomposti nel loro insieme,… eppur composti al risultato degli occhi che lo guardano       Mino è uno Scultore, un creatore di immagini solide, è il ripetersi di Lui pittore    Che unite le due virtù insieme si avvicinano il più possibile al realizzare la risposta del perché si vive

Sono contento quando bevo un caffè con il Mino al bar sotto il portico   Quel bar sotto il portico di cui non ricordo il nome, è un Bar che emula un Pub stile inglese                       Un bar del mio paese, del paese di Mino, tanto che è passato negozio per negozio accogliendo consensi in chi si è prestato a posare davanti al banco del suo esercizio, con tanto di cuffia da Babbo Natale calzato in testa, e ognuno doveva canticcchiare un ben augurante saluto a tutti i clienti, a tutti i cittadini     Si doveva cantare o almeno provarci,  il motivetto più bello e classico,…  A Natale si può dare di piùuuuuu’, a Natale puoi ….                                                                          Saper coinvolgere tanta gente, sindaco compreso, è solo che da Mino

Ma di Mino c’è n’è sempre pochi … e intanto stiamo diventando un popolo che si informa sempre meno

Entri al bar per la colazione del mattino e non solo      Dopo che ti sei accertato della posizione dei giornali, se non sono sulla sedia o sul tavolino, chiedi alla o al barista ciò che desideri e ti precipiti verso dove ti indica per arrivare a un giornale, sperando che qualcuno non lo stia già leggendo
Ogni tanto capita che ciò succeda, cioè che trovi un quotidiano libero ma sono troppi gli ostacoli perché ciò accada con una regolare frequenza

La signora bionda oggi l’ho ‘seminata’   Vedendola di lontano avvicinarsi veloce verso il bar, ho affrettato il mio passo accelerandolo di molto per superarla, e … io entro                                                                                                 Lei entra, pare quasi abbia lo sguardo ‘spiritato’ nella ricerca del suo quotidiano  Secondo ciò che mi viene da pensare al riguardo, dico che invece del caffè che trangugia per inerzia, farebbe bene a comprarsi un giornale…   Ma maligno io che escludo altre mille più oneste possibilità intenzionali della bionda sfuggente, non intrigante

A volte capita che ti devi accontentare del giornale sportivo o viceversa di un quotidiano di informazione, ma è il meno dei mali        Il peggio è se sono entrambi occupati e non sono in mani sicure          Un modo per dire che se sono nelle mani di un donna o uomo giovane, ci rimarranno relativamente poco, che poco non è mai, ma se capitano nelle mani di un anziano, … è  la fine, potrebbero passare molti minuti, moltissimi minuti se sono in mani insicure’
Ci si sente combattuti dal l’imprecare o lasciar correre in segno di rispetto e di solito si opta per la seconda, non fosse che tra non molto entrerò anche io in quella categoria, quella dei ‘vecchi’ saggi, perché se ‘beccano’ un giornale non lo mollano più

Per fare che ognuno legga cinque minuti un quotidiano, il massimo che può fare un barista è esporre un cartello che ne indichi l’insindacabile durata di tempo fissata appunto in cinque minuti, ma non lo salverà da un bel po di critiche, quando accontenti qualcuno, scontenti qualcun altro, e al bar non c’è ‘argomento migliore’
Il ‘terrore’ di ogni barista è il pensionato, l’anziano, che non manca di bere un caffè il mattino e un bicchiere di vino il pomeriggio, nel compenso occupa il giornale per almeno un ora al giorno ed è di ‘gradevole’ compagnia alla barista che non si può assentare che per poco tempo anche per fare pipì , anche se il bar è semivuoto

Ma si dai, va bene così     Il quotidiano trovandoselo pronto e servito, non sarebbe divertente, anzi, al contrario, sarebbe noioso, in questo modo conosci la gente, o almeno ti diverti a volerla capire, un buon modo per allenare l’animo quando il pettegolezzo si ferma al termine del suo specifico scopo

Non è cattiveria, è un modo come un altro per interloquire, per conoscersi, un modo come un altro per conoscere le persone    Aggiungere al bagaglio della propria esperienza un qualcosa di stimolante e utile come il conoscere l’altrui persona e saperne trarre profitto dal l’aver imparato qualcosa   Ognuno di noi ha qualcosa di cui ne dovremmo beneficiare se stiamo ad ascoltare chi ci parla mentre legge tra una pagina e l’altra   Ognuno di noi ha qualcosa da imparare e insegnare, non di meno i simpatici e gli antipatici, gli educati e i maleducati  che leggono il  giornale al caffè, primi fra tutti le persone avanti negli anni, e che si leggano in Santa pace il loro amato giornale quanto vogliono, prima o poi, come ho già detto, diventeremo saggi quanto loro

Il ‘bello’ al bar del paese dove si va a fare la colazione del mattino o si va a bere l’aperitivo prima dei pasti, è che incontri gente con il sorriso perché ognuno si lascia a casa i suoi problemi    E se capita invece che i problemi li ascolti con chi ha voglia di parlartene, quasi certamente hai un altra amica o amico su cui puoi contare per un futuro nel poter raccontare eventualmente i tuoi, e anche se nessuno risolve quelli dell’altro, rimane certamente un aiuto allo spirito di entrambi, che se si parla con il cuore, può essere davvero un ‘grosso’ aiuto

La condivisione è uno dei maggior toccasana     Medicamentoso per lo spirito e per il cuore    Intanto sei stato ad ascoltare i problemi degli altri, e ti rendi conto di non averne solo di tuoi, meglio ancora se sei tu a esternare una situazione di disagio, solo il parlarne non può che aiutare, non può che risollevare il morale nelle sue singole situazioni     Ecco che alla fin fine si finisce per gustare quel caffè o quel bicchiere di vino, che uno sembra la torrefazione più eccelsa di miscela di caffè e l’altro la spremuta d’uva di un vitigno raro

UN ALTRO MOMENTO DI ME, SENZA CAFFÈ

Prego spesso pensando a Gloria Lei è uno stato d’animo che mi prende quando mi collego all’immenso del bene.   Se la mente corre al sublime, ci devo accompagnare anche il mio corpo a ringraziare     Oggi lo faccio con una primula viola che vado a deporre ai piedi di uno dei due più belli dei miei pensieri    Un omaggio terreno a ricordo della mia pena che Qualcuno ha ben pensato di aiutarmi nella farla divenire una realtà gioiosa

Ma mi serve uno spago o del filo di ferro per legare alla fiamma di un piccolo sole imprigionato a perpetuo ricordo, la primula viola     Allora esco da quel luogo di Pace eterna, alla ricerca di ciò che mi serve e nella piazzola antistante che funge da parcheggio, noto una persona che armeggia nel posteriore del suo furgoncino a porte aperte    Quasi d’istinto mi vien da rivolgermi a Lui, per chiedere se nella composta confusione dei suoi attrezzi da lavoro, per astratta combinazione non abbia uno spago che avanza, ma non chiedo di quello, passo subito a chiedere del filo di ferro

Questo gentile signore, in segno di approvazione rovista tra le sue cose e poco dopo si gira verso di me un poco sconsolato dicendomi di non averlo trovato e per dimostrarmi il suo interesse alla mia richiesta, mi consola facendomi vedere nel palmo di una mano una pinza    La pinza senza il filo di ferro non serve, ma è un modo per dirmi che ora si cercherà nel capanno degli attrezzi, poco distante da noi.  La ricerca porta i frutti sperati, così che troviamo ciò che ci serve, del filo di ferro sottile avvolto nel cerchio di una ‘corona’ commemorativa dismessa spoglia di foglie  fiori e ultimo messaggio d’Amore terreno con parole d’oro stampate su una carta violacea, estremo saluto di un arrivederci non necessariamente a presto

Contento ringrazio, rientro in quello spazio consacrato e raggiunta la lastra di marmo bianca che sta in basso quasi per terra, mi inginocchio badando di non urtare un cero che riluce stanco perché sta per finire     Qualche gesto veloce, mi accingo a fare quel che volevo e in poco tempo il vasetto di primule è assicurato al lumino

Ora è tempo di pregare    È sabato e se osservo la cadenza del giorno abbinato ai quattro Misteri del Santo Rosario, dovrei dire le Omelie in onore dei Misteri della Gioia o Gloriosi che il significato non cambia, ma trovandomi in quel posto, mi confondo istintivamente e penso sia il giorno dei Misteri della Gloria, quasi fosse un celestiale abbinamento da associare alla stessa Gloria persona che fu    Non sono che alla seconda decina di Ave Maria che alle spalle giunge una persona che sorpreso mi chiede se io conoscessi la persona a cui stavo dedicando il più delicato dei pensieri pregando

Era quel signore del filo di ferro    Con un poco di imbarazzo faccio trascorrere qualche secondo cercando di dare una risposta il migliore possibile allo scopo di non turbare il mio interlocutore    Qualche istante    La mente elabora tra altre risposte confuse, una sola emerge fra tutte, la verità    La risposta più semplice, quella vera, allora incrocio con coraggio lo sguardo degli occhi dell’uomo che mi sta di fronte e gli dico che no, non conoscevo quella ragazza, non prima del giorno segnato a caratteri d’oro sulla sua lapide, addirittura poco dopo gli dico anche l’ora esatta di quando l’ho conosciuta L’unica ora della mia vita in cui ho visto Gloria in questa vita

Racconto anche di altri lugubri particolari che dopo ventidue anni, mi vien facile dire Dopo tanto tempo è quasi un sollievo riparlarne, a riprova costante di essere stato incolpevole fautore del disegno del mio destino   Un beffardo epilogo del sinistro gioco della vita, un incidente    Notando che con la testa fa cenno di comprendere, mi allargo alla confidenza nel dirgli che per assurdo possa sembrare, da quel grigio giorno considero Gloria mia inseparabile migliore Amica    Quell’uomo sembra capire, mi conforta, e a questo punto è duopo ci si presenti, e stringendoci la mano piacere lui dice Abramo, ed io piacere mio, Annibale

Singolari i nostri nomi dico     Io mi chiamo Annibale perché quasi sessanta anni fa vigeva ancora l’usanza di prendere il nome di un caro estinto o come nel mio caso, di una persona che fosse in procinto di esserlo    Mio nonno si chiamava Annibale e stava molto male, così come da desiderio di mia nonna con la sacrosanta approvazione di mio padre Giuseppe, suo figlio, si decise che mi si chiamasse come Lui, Annibale Curioso e simpatico particolare, fu che mio nonno per grazia ricevuta visse ancora per altri anni Ho fatto molti mestieri senza amarne uno, ora scrivo e Amo in ogni parola

E tu perché Abramo? Mio nonno si chiamava Abramo e gli piaceva un sacco leggere la Bibbia Mio padre si chiamava come il tuo, Giuseppe ed era basso di statura, così che lo chiamavano tutti simpaticamente Bramì, il diminutivo dialettale di Abramo, il figlio del nonno    Così che mio padre mi diede per nome Abramo in onore di suo padre, e la mia famiglia da allora è detta dei ” Brami’ ” ( piccoli Abramo )

Ho fatto il camionista per molti anni, ora per gentile concessione dei municipanti raccolgo in appositi contenitori i rimasugli di cera avanzati sul fondo dei lumi votivi, separo i colorati dai bianchi e ne vendo il risultato alla cerereria in città, il ricavato lo devolvo in beneficenza    Volontariato per vocazione, un altro modo per fare del bene che fa stare bene più me che chi lo riceve    Mio nonno non ha letto invano la Bibbia

Adesso non mi sembrava fosse così strano aver confidato ad Abramo che sentivo nel mio cuore la presenza di Gloria come mia Amica      Solo un Amica o un Amico sincero ti fa fare incontri con altri Amici veri    Ci salutiamo con un augurio fraterno, ma ho ancora del filo di ferro nella tasca del giubbotto che mi è avanzato, e in auto c’è un altro vasetto di primula di rosa     Allora vado in un altro Campo Santo, la c’è l’altra ragione di due dei più belli dei miei pensieri, la mia Mamma, … e la storia d’Amore continua … anche se con Abramo non avevo mai bevuto un caffè al bar, non è detto non si possa beva in futuro …

Un ‘classico’ è quando entri al bar che il bancone è già gremito di astanti, e in genere il più ‘simpatico’ di quelli che sorseggia il suo aperitivo, inizia con il salutarti a gran voce dicendo … mi fa piacere vederti, ma avrei visto ancora più volentieri tua moglie Ovviamente nella fragorosa risata di tutti, si uniscono almeno altri due o tre temerari che ti rivolgono lo stesso tipo di saluto, e poi proseguono sul prenderti in giro non abbandonando il genere del discorso    Chiaro che si scherzi un poco, ed è appunto per questo che ribadisco che anche io avrei preferito vedere con loro le proprie consorti invece che loro, i mariti     Ma in alcuni casi, non è che l’inizio di una sequela di altre battutine più o meno allegre, perché quando il ‘simpatico’ inizia, apriti Cielo, non sai mai quando la finisca di aizzarti contro gli altri, con divertenti aneddoti volti a romperti le balle, …’simpaticamente’…

Che a volte ti chiedi se sta scherzando o se davvero gli stai antipatico, e presumo che un poco di antipatia sia di rigore per tanta insistente rottura di palle, del resto non si può piacere a tutti, come a nessuno piace chiunque, e fintantoché ci si limita a battutine irritanti quanto stupide, va bene così, serve ad identificare a chi ti devi rivolgere in caso di effettiva amicizia

In genere è un modo di passare del tempo in allegria proprio dei bar fuori città, la ci si conosce tutti perché gli abitanti del paese sono pochi e quasi sempre gli stessi a parte i periodi di vacanza, dove a quel tempo vengono presi di mira i villeggianti, e finalmente si riposa la mente bevendo in santa pace un caffè                                                            Curioso il fatto che per la maggior parte dei casi il ‘simpatico di turno’, ne abbia ben donde di parlare di sé prima che degli altri quando prende in giro qualcuno ‘simpaticamente’, ma si sa’, la miglior difesa per molti è l’attacco, un po’ come quando si fa a cazzotti, … di solito vince chi parte con un pugno per primo perché l’altro non se l’aspetta …

Per fortuna ci sono anche i simpatici veri, quelli che la battuta va bene una volta e la seconda è già di troppo e si parla d’altro, magari ancora di frivolo, ma non necessariamente rivolto a te che non sei, e non necessariamente devi essere bersaglio fisso di nessuno    Ci sono le persone a cui confidi il tuo malcontento, lo stesso che invece dire di una bella cosa ti sia capitata e la dividi con chi ritieni degno di ascoltarti, e altrettanto fanno gli altri con te, perché è bello ridere, è bello essere seri ascoltatori, è bello essere tutto al di fuori che rompicoglioni, quella è una categoria che esula dall’appartenere prettamente a gente da bar

La loro mamma è sempre incinta di un altro idiota in qualunque posto del mondo           È come viaggiare in auto, hai la responsabilità di pensare prima alla incolumità altrui, che non alla propria    Se entri in un bar ubriaco fradicio, non fai bene a te stesso, ma sopratutto non fai bene agli Altri, manchi di rispetto alle persone

Il bello del bar e il bere o mangiare un qualcosa, poi anche il ridere di una battuta veramente simpatica, come si trattasse di una barzelletta    È bello anche che ti possa scendere una lacrima che cerchi di nascondere intanto che parli di un disagio personale, non meno al contrario può capitare che la lacrima sfugga a chi stai ascoltando                            Non è difficile distinguere il “rompi” dalla sincera amicizia     Bisogna semplicemente valutare con chi stai parlando, se questi ogni volta che ti rivolge la parola lo fa per prenderti in qualche modo in giro, … o è un idiota totale e non sa interloquire più di tanto perché è un limitato, o proprio non non gli vai a genio e non sa come contrastarti diversamente da quei pochi momenti in cui sei al bar, purtroppo anche in sua compagnia

Invece sapere se si tratta di un Amicizia sincera, è ancora più semplice                              Se con la persona con cui ti trovi bene e parli di tutto e di più anche se non appartiene alle tue idee politiche, anche se tu hai figli e Lei non ne ha, anche se a te piace il mare e a Lui la montagna, anche se ami uno stile di vita diverso, ma nonostante tutto si parla, si scherza si beve insieme e ci si rispetta, allora hai trovato una vera amica, un vero amico, una vera amicizia, un bel modo di sorseggiare un prosecco in compagnia di Gente da bar

Cone quando al bar Mignon, di domenica mattina mi imbatto nel Tino e il Mister             Il Tino è un bell’uomo un po’ gonfio come me, e con qualche anno in più dei miei                  Con lui mi son visto una volta in un posto che si pagano impegni presi in precedenza      Poi in seguito alle birre e i caffè che ci siamo bevuti insieme, il Tino ha perso una moneta da 5oo euro più una moneta da cento euro … e non le ha più ritrovate … io ho perso un sacco di monete da 50 euro e qualcuno me le ha ritrovate in buona parte   Il Tino è una persona gradevole    Il Mister non so se si chiami così di cognome, è un uomo che ho stampato nel cervello come un conoscente del mio passato, ma con la scarsa memoria che mi ritrovo, devo per forza rimuovere i conoscenti per fare posto agli Amici o ai conoscenti di adesso   Ora cambio ancora discorso e deraglio dai binari di un filo logico del discorso stesso … così, per cambiare …

Michael Jackson: heal the world

Due schiaffoni. Sì, io per la vicenda baby squillo darei due schiaffoni ma li darei al… papà e alla mamma…

Non è colpa delle figlie, qui non ci sono le basi dell’educazione e senza quelle non si va da nessuna parte, o meglio si va…a letto con chi non si dovrebbe. Senza principi, senza etica, senza niente la morale si prosciuga e se ne va. Basta farsi una domanda? Ma le galere sono piene di persone intelligenti o di ignoranti? Senza il cervello che ti aiuta consigliandoti il buon senso, ci si ritrova dietro le sbarre, tutto qui. Non occorre seminare denaro per avere morale, occorre seminare altro. Basta l’amore.

Mia madre ha frequentato la terza elementare, ed era la terza di 1000 anni fa, mio padre si è fermato alla quinta. Ma a noi figli hanno infilato l’amore dentro al cuore, non i soldi. Funziona così in natura. Quando metti una piantina in un vaso e la piantina è debole e c’è molto vento, gli metti un paletto con un laccio che la sorregga per farla crescere dritta, per farla diventare robusta e quando è robusta può soffiare tutto il vento che vuole che non succede nulla. Con i figli bisogna fare la stessa cosa, sono piantine che hanno bisogno del laccio e il laccio non è una cosa negativa, il laccio se stringe quanto basta, è amore. Poi se vent’anni fa mi fosse capitato di trovare una ragazza disposta a far sesso con me per una ricarica del telefono magari ci sarei stato anch’io, ma questa è un’altra storia perché l’amore si ‘scopre soltanto amando’ e io l’ho scoperto dopo…

(Pubblicato su Araberara del 22 novembre 2013)

Che questo scritto non significa niente nel contesto di un ‘bar’, o dalla vita da bar, almeno all’apparenza, in realtà è attinente quanto il cacio sta sui maccheroni, nel senso stesso che in realtà io sono un uomo che ha molto vissuto nei bar                                          È ciò che mi è rimasto delle sale da ballo, dalle discoteche, dai concerti, dalle folli corse nella notte  con sotto il culo una rombante speciale moto, che motocicletta la svilisce, …La Moto   Il tuo ‘mezzo’, il tuo motore, due ruote per una tra le più belle delle libertà,  il tuo amore senza cuore, e ho detto abbastanza bene di un pezzo di ferro che ti ruba l’ego

Dicevo…Ecco che questo scritto diviene parte integrante dalla vita da bar, chissà quanto ho attinto di quanto ho scritto, e mi sembrava opportuno ‘sbatterlo dentro’, non fosse perché è gran parte frutto di tanti caffè bevuti al bar   Lo stesso che scrivo ora che dal bar sono appena tornato e la mia mente fluttua tra leggere evanescenze del risultato di due aperitivi alcolici, … e mi vien da pensare …

Ho finito di corteggiare le belle ragazze      Non posso più ammaliare con intriganti sguardi una giovane donna cercando un intesa per cucire un qualcosa d’amore, tanto meno ho la  possibilità di scambiare due chiacchiere con alcuna che non sia per cortesia, o per dovere, o per una informazione, o per il semplice chiacchierare

Certo non ‘sfoggio’  più gratuiti complimenti sulle soavi provocanti rotondità di una avvenente ragazza, e nemmeno si bacia più sulla bocca un “amica”

Sono tempi ‘andati’ che non tornano se non in malinconici ricordi di una vecchia virtù Solo i miei riccioli di capelli, possono ancora ricevere complimenti                                           Loro hanno solo cambiato di colore, sono un regalo di gioventù a patto non si voglia controllare con scrupolo la carta d’identità di chi li ha in testa

I complimenti ai riccioli d’argento li ricevo ancora e  non sono in una discoteca, ma in Chiesa     Sono sempre complimenti lo stesso graditi, perché non è ciò che ti rimane, è ciò che devi vivere      Uguale che desiderare essere magri o grassi, e non riuscirci mai, essere alti o più bassi e ancora non riuscirci mai,… ecco che allora finalmente è bene rendersi conto di quel tanto che ci rimane, quindi un complimento ricevuto da una persona in Chiesa anche fosse avanti con gli anni, assume il valore delle conquiste più belle e i complimenti più sinceri

ESAME DI COSCIENZA

Accettare chi sei, accettarti con pregi e difetti, peccati e virtù                                     Spaventa non poco accettare di guardarsi allo specchio, è un atto doloroso, per questo è bene arrivarci per gradi    Forse non per tutti spero, ma i più incluso me, si spaventano quel poco nel confrontare il cuore con l’ego, l’Anima con la Verità                               Ancora è incomprensibile capire se si è felici di specchiarsi nell’altra persona che dovremmo o vorremmo essere  Si arriva vicino dal farlo, ma è dura, è molto dura                                                      Per troppo tempo vogliamo vivere fuori dagli schemi, per troppo lunghissimo tempo abbiamo dedicato il nostro vivere a velleità, superficialità, perdita dei valori più veri, eravamo troppo importanti per noi stessi dal poterci dedicare ad altro

Troppo occupati a riscuotere il dazio pagato al nostro Ego, e gli anni sono passati, così come la nostra boria, o forse sto’ solo parlando di me     Sono comunque contento di rendermi conto di quanto ho sbagliato e inverso di quanto avrei potuto fare di più … Non è un discorso semplice da affrontare con te stesso     Intanto bisogna saper chiedersi  scusa, ma senza imposizioni particolari o principi di cattiveria, bisogna andare nel profondo del nostro animo per scovare la verità, che magari può benissimo rappresentare il fatto che questa è una vita che ti è stata data vivere, forse per espiare, o al contrario, forse per Amare

Cercare di trovare il giusto equilibrio alla propria ‘sfiga’, senza dimenticare la controparte che oserei chiamare ‘fortuna’, mischiando le rispettive emozioni affinché il livello dei tuoi sensi sia tollerante l’uno, verso l’altro in modo non si contrappongano      A Natale un tempo mi regalavo un Rolex, ora provo soddisfazione nel l’avere in dono un pigiama nuovo, … il concetto potrebbe sembrare molto diverso per il valore del bene, ma puoi trasportarti da una città all’altra, sia tu viaggi su di una potente auto ‘fuori serie’ che su di una modesta utilitaria, è solo una questione di forma, non di ‘valori’, ma spesso si confonde il ‘senso’

Quasi doveroso, un po’ come portare la nostra Croce ogni giorno, che per Croce non intendo solo dove è stato assassinato Gesù, mi riferisco anche alle altre migliaia di persone che sono state vittime di questa barbara usanza perpetrata dai cosiddetti civili romani, Italiani, gente di mondo che non c’è differenza quando il male ghermisce un uomo, di qualunque colore sia la sua pelle, non c’è differenza quando ti crocefiggono

Sono risposte che mi rimbalzano in testa, a volte le vorrei respingere, ma dopo un rimbalzo più o meno lontano, tornano inesorabilmente a me perseguitandomi con la loro sete di sapere, di conoscere il vero

Io mi adatto, cerco di soddisfarmi il più possibile, e per le risposte a cui non so’ dare una spiegazione, spesso chiedo venia, chiedo tempo, quel tanto che basta per riorganizzarmi nella ricerca del meglio che mi possa rispondere il mio cuore, perché è quello il segnale che più mi interessa   La razionalità lascia lo spazio che trova e non sempre è la soluzione migliore essere ‘razionale’, perché è essere lo stesso fallibile, essere innamorati è amare, e se il cuor comanda, difficile se non impossibile ci si possa sbagliare perché in ogni caso vale sempre la pena tentare

Ebbene, passerò il resto del mio tempo a cercare di conquistare ancora, userò lo sguardo, le parole, i gesti,… è tutto quanto possa significare Amore e non intendo solo Amore etereo e delicato, ma anche passionale e carnale nel più possibile mi sia concesso dire   L’unica differenza sarà che tutto questo lo farò solo per un unico Amore, quello con la A Maiuscola,  per un solo respiro, una solo scopo per vivere   Negli anni a venire, alcune situazioni  cambieranno, ma non smetterò mai di Amare

La Mamma non può mancare in un racconto, sia la storia di una brava persona o di una cattiva  … Cosi come non smetterò  mai di bere del latte e del caffè la mattina per colazione al bar del mio paese o in casa dopo i pasti, che ci vivevo di ‘pasti’ fatti di caffè latte, e intingendo biscotti o pane raffermo

Ricordo gli innumerevoli, pazienti richiami della mamma quando mi chiamava perché mi alzassi dal letto per andare a scuola, e più in là con il tempo, per andare al lavoro con il babbo, che insieme si lavorava, in ‘proprio’ come si soleva dire                        Ugualmente mi lamentavo di tutto, e perché il caffè latte era troppo caldo o troppo tiepido, perché c’era poco latte o viceversa poco caffè, i biscotti non erano di mio gradimento o preferivo il pane secco sempre quando non avanzava dalla cena della serata precedente, … insomma non andava bene mai nulla

Pur troppo  la mia mamma non mi mollava mai un bel ceffone ben assestato tra capo e collo e ancora purtroppo, mi sono reso conto quanto era buono quel caffè latte, quando Lei non ci fu più per farmelo     Non dico di chiederle scusa ogni giorno con la tenerezza del ricordo che mi lega indissolubilmente alla mamma, ma penso di ricordarmelo con tale frequenza che un giorno spero mi giunga in sogno e mi dica… basta figlio mio, lo so che mi Ami,… si mamma, ma mai come mi hai Amato Tu

Al bar per un caffè, non riesco a pensare di immergermi in una dimensione tutta mia, … meglio a casa   La sera aspettando un programma televisivo che mi interessa, mi viene alla mente un discorso che feci la sera precedente

Pensavo che la cosa più bella potessi sognare a parte la mia mamma, fosse l’immaginarmi in un un bellissimo sperduto posto di montagna    La mia amata montagna, quella cruda, nuda, quella vera       Non solo per la natura del suo essere, quanto invece il vedermi in quel posto io e la mia Susy, che i cagnolini sono un problema in un posto tanto rude    Loro sono originari del Mexico, terra calda, terra di fuoco, ma è l’immaginario, quindi li ho temporaneamente esclusi    Anche se il roccia è nato a Caravaggio e la Minnie in Polonia

Pensate con me, di non avere nulla a ‘spartire’ con il resto del mondo Falsità, ambiguità, malignita’ e ipocrisia per condire il tutto, lasciate alle spalle Tutto, lasciate a valle ogni cosa

Sarebbe bello accudire al bestiame che ti procura cibo intanto che ti vende amore, curare un piccolo orticello, fare delle armoniose passeggiate e pensare solo ai pasti quotidiani Dovrebbero essere il dafare di chi cerca la vera serenità, questo è il vero senso di lasciarsi tutto alle spalle, ma rimane ciò che è, … un sogno da realizzare, che la montagna la vedi quando la vede il cuore

Questo pensavo ieri sera, mentre ciò che ho pensato questa sera, è alla bottiglia capovolta   Non so bene il motivo per cui mi ha ricollegato istantaneamente alla casa di pietra sul monte, ma è successo    Forse che volesse indicare il netto contrario di stare bene, … La montagna è una gioia, al contrario la bottiglia vuota e per giunta capovolta è la tristezza

E si voglia intendere la Montagna, importante uguale come il Mare, come le sconfinate pianure e i meravigliosi colli e clivi      Ammirare, assaporare tra le nari la brezza salubrina del mare intanto che la Luna regala una sua faccia al luccichio delle onde, che le rimandano ai nostri occhi come disegno d’amore    Sconfinare la vista con un solo sguardo per vedere l’infinito che ti invade sino all’anima

Direi lo stesso delle montagne, quelle ‘creature’ che si riprendono sempre una gran parte del loro esistere    Lasciano che l’uomo le viva per quel poco o tanto coraggio che ha, illudendolo di averle conquistate Ma loro maestose e dignitose come solo chi sa’ dare e non chiedere mai, se ne stanno zitte e compassionevoli a guardare ciò che facciamo

La luna non vi si specchia vanesia, illumina la Montagna con doveroso rispetto, perché consapevole di essere di fronte ad un altra Regina      Il Re è il Mare che ricopre tre terzi del mondo    L’Onnipotente è il Cielo, è l’aria che tutti si respira, la pianura e le colline sono degno contorno di tutto il Creato, e procurano parimenti emozioni

Ma io mi vedo la’ in quel posto dove pensare, dove lavorare, dove vivere, dove Amare,… la bottiglia vuota la lascio dove trovo il suo contenuto …                                                                  Le montagne mi ricordano gli Alpini, e loro mi ricordano l’articolo 100 …

Capitolo quarto   Senza Punto

Articolo 100, sovrannumero, eccesso appartenenti di uomini in nascite di un Glorioso 58, dove tanto per citarne una per tutte, fu eletto Papa Giovanni XXIII, il fautore finale del termine stesso della guerra fredda, quell’ inutile braccio di ferro tra Russia e America

Evidentemente qualcuno di noi era destinato ad altro, non doveva servire la Patria, doveva solo servire se stesso … art. 100… e quando si fa qualcosa per se stessi prima che per gli altri, … si è di già sbagliato strada      Normale che poi arrivino inesorabili le curve, sempre più strette  per strozzarti nel tanto che diventano tornanti

C’è rimasto che stare a sentire, gesta ‘eroiche’ di gente che ha fatto il ‘militare’,               chi 18 mesi, chi 12 che gli ultimi sono i primi per orgoglio acquisito

Loro, i Gloriosi Alpini del ‘dopoguerra’, sono i degni testimoni di un passato che di Gloria si viveva intanto che in trincea la si mangiava con il pane, e spesso la si mangiava sola, senza pane, così che rimanesse solo Lei, la Gloria che non sfamava l’uomo, ma solo il suo spirito indomito

Degni testimoni che davanti alle avversità non mollano Mai,… sia si tratti di scalare una montagna dalle vette ghiacciate con il mortaio a spalle, sia si tratti di sistemare la Chiesetta sul monte e rendere agevole il suo raggiungimento, con un comodo sentiero che sicuro scende a valle

Sono due azioni distinte nel tempo, solo a significare il medesimo risultato                    Delle persone eccezionali ‘prima’, e persone eccezionali ora … Degni testimoni

Vogliano loro, non sottovalutare mai il mio 58,… La nostra gloria sta’ nel aver rispettato in voi, la nostra Patria, un po’ come voler dire ‘Obbedisco’, Voi l’avete giurato in ‘piazza d’armi’, parecchi di Noi del 58, l’hanno giurato segretamente nella piazza del loro cuore

Quando abbiamo applaudito sino a spellarci le mani per il passaggio di una Fanfara dei Bersaglieri che ci rendeva orgogliosi di essere Italiani, o di provare una tale emozione non provata che sull’altare di nozze allo sfilare dei Gloriosi Alpini, gente comune, gente speciale …il loro abbraccio va’ oltre la ‘sfilata’ trascende nella vita di ogni giorno in ognuno di noi

E non si voglia nemmeno pensare che venga ultima per importanza, l’Onore di cui si sia cinta la Fanteria … prima tra i primi … Loro sono i Primi Eroi, i Primi Martiri di una insulsa e inutile guerra di cui nessuno è responsabile, se non nel sentirsi Onorato che di servire la Patria ….

Loro i Fanti, avevano l’altissimo Onore di dimostrare il Coraggio di fronte al nemico, gettandosi nelle sue stringenti braccia    E prima di tutti affrontavano spade, sciabole, proiettili, granate e bombe, se le prendevano solo Loro, i Fanti, perciò non c’è altro da aggiungere al Loro Valore, al Loro Onore

E mi illudo essere anch’io uno di Voi,… tesserato nei Bersaglieri in onore di mio padre Giuseppe prigioniero per 4 anni a Tobruc, e anche tesserato da un decennio simpatizzante semi,attivista  Alpino     Che con il cuore non sono ‘semi’, sono super, e se sembra una esagerazione, risponderò che chi non ha chi ti vanta, si vanta da solo

Non credo, noi del 58 di avere avuto fortuna nell’evitare la nayia, forse ci siamo persi momenti di cui una persona possa essere fiera per il resto della sua vita, di avere fatto…  e ancora abbiamo perso molto del significato di appartenere alla Patria, o forse no … So che ci siamo anche Noi del 58 con Voi, … siamo vivi e vegeti, Voi siete ‘solo’ Andati Avanti

Penso sia l’unica cosa che scriverò frugando tra la memoria che spesso ripongo in un angolo buio del mio cuore che mi parla di guerra     Una guerra  è la guerra di tutti         La guerra è un perdere di partenza molto dei sacri dogmi e principi che l’uomo dovrebbe osservare     La guerra non è inutile, serve a chi fa si che succeda e si sviluppi per i suoi imperscrutabili turpi secondi fini

Solo per qualcuno di Noi è inutile, perché non ne capiamo il motivo a prescindere, non abbiamo l’interesse morboso e maligno di volere che delle  persone muoiano per il nostro tornaconto,…

Altra caffeina come quella che ho ingerito chissà quante di quelle volte, nell’acoltare un Marinaio dirmi di quanto fosse meraviglioso solcare i mari con le loro potenti navi e bagnarsi di Gloria sul ponte di prua quando non di poppa     Non differente bere un bicchiere di vino con Fanti, Alpini e Bersaglieri, con Loro il vino è nettare, e ciò che mi raccontano dei loro trascorsi,  è melodia per il mio cuore    L’Anima è già affittata a vita per il diritto d’usucapione da parte di Una Persona che già 2000 anni or sono me l’aveva conquistata, la desiderava …  Ho già speso troppe parole per parlare del male più grande della guerra …   Ora…

VORREI BERE UN CAFFÈ CON TE

Vorrei bere un caffè con Te, nella tempesta dei Cieli, nella burrasca dei Mari e nella quiete dei tuoi giorni che riscaldi con il sole

Vorrei bere un caffè con Te, tempo del mio tempo nell’anno che fresco si affaccia nei molti dubbi e delle poche certezze che infondi nei cuori, … Lo stesso voglio dirti che credo ancora in Te, Anno nuovo      Non ho altre scelte, volessi annullarmi per non viverlo, non mi sarebbe possibile che andare via da questo mondo, e questo a Dio piacendo lo sento lontano

Vorrei bere un caffè con Te, Anno, che non sei altro che mesi, giorni, ore e minuti, … non sei altro che tempo, e il tempo lascia spazio a ciò che trova, … altro tempo che trascorre senza emozioni, senza esultare o sbottare, ma alla fine il tempo è vita, e si prende tutto quello che produce chi la vive, privando su questa terra, di bene eterno a donne, uomini e animali

Per questo noi uomini desideriamo raggiungere i Cieli, per bearci dell’alternativa Celeste che promette altresì l’eternità, ma in aggiunta al bello, quella senza alcun affanno per viverla,… Gli Animali dal momento che nascono non sono ‘intelligenti’ e quindi non possono ne sbagliare, ne peccare, allora sono già nel loro Paradiso senza dare prove ulteriori al loro battito di cuore e ai loro aneliti d’Amore

Vorrei bere dodici caffè con Voi, Mesi che scandite nel mio cuore pulsazioni che mutano a seconda dei vestiti che indossati, hanno i colori dei vostri umori                                        E si pensa sia la Luna la protagonista di tutto ciò che accade    Questo lo pensiamo ‘noi’ che da sempre ne siamo convinti, pur senza prove che non abbiamo mai voluto cercare

È una comune convinzione d’Amore, ma la Luna è responsabile solo di arrivare e ripartire negli stessi giorni, più o meno alle stesse ore, Lei non deve necessariamente ‘servire’ ad altro che essere bella, … il suo compito finisce con il suo splendore

Al contrario, il compito dell’Inverno è renderci buoni con i colori grigi del Cielo e il  bianco della Neve … Fin tanto che la Primavera prende il testimone ispirando nuovi Amori e fortifica quelli dove Cupido aveva già fatto centro con il suo magnifico Arcobaleno di sette colori … E ancora l’estate che splende d’oro, fa un sol lingotto d’Amore di ciò che hanno ispirato le Primule

Infine l’autunno non è ultimo per importanza, e se lo si inverte mette Pace e infonde negli Animi una tregua di tutto, dove i pensieri si fanno carne e gli intenti sono duri come la roccia

Mettiamo nella vecchia borsa di pelle la Bontà che porta la sciarpa al collo, sette colori nel cuore che lo fanno pulsare, l’oro che fa maturare il grano, ed poi l’Autunno che avanza claudicando con un bastone ricurvo che un tempo sorreggeva un vecchio saggio Nelle tasche capienti, una dose d’umiltà per l’ “ascolto” dei messaggi degli anni passati Gradualmente si impara a conoscere i mesi con le loro stagioni, e si apprende il messaggio più importante … la Vita … magari bevendoci un caffè, … Noi e Lei, per diventare un tutt’uno, Lei e Noi

Sia un Buon Anno a tutti i respiri e a tutti i battiti di cuori nel mondo che bevono caffè Buon Anno anche a chi beve del te’     È un riunire del tempo per capire da quanto ti Amo, per ricordare quando è scaturita la scintilla di Noi, … è un indagine d’Amore

Che quella sera di 28 anni or sono, con l’irruenza della mia giovane età, non immaginavo certo di festeggiare anche oggi una ricorrenza così lunga, così duratura, così piena d’Amore, essenziale per continuare a vivere con il vero senso di farlo                    Non immaginavo tanto roseamente di fare molto cammino con a fianco l’altra esatta metà di me, destinata nel tempo a diventare lo specchio della mia Anima il clone del mio Amore

Sono state mille le volte che ho rischiato di perderti, mille le volte che ti ho detto ti Amo, che forse da principio lo dicevo perché si doveva dire, oggi te lo dico perché lo dice ogni centimetro della mia pelle, lo dice ogni mio primo pensiero, lo dice ogni mio respiro, lo dice il mio cuore,… Ti Amo compagna di tante avventure Ti Amo compagna di gioie e dolori    Ti Amo ogni giorno di più di quello che l’ha preceduto, e domani per importanza annullerà quello presente, … e ora non lo dico per dire …

Te lo dico dico per Amore perché senza di Te il respiro si fa corto, e l’angoscia lentamente si insinua come nebbiolina leggera, raffreddando aspettative e speranze, congelando gioie e risposte      La casa senza la tua presenza non è casa, è un involucro di nulla    Non serve a niente, ripara dalla pioggia ma non emana calore, non scalda il cuore

Come quando accendo il fuoco nel camino e vi getto molta legna e carbone, ma una casa senza Amore è una casa con il gelo nel cuore, non si scalda e Tu per me sei la fiamma che fa ardere il sentimento più puro e più vero, quello che da sempre anelo

La scintilla che brillò quella sera di un freddo inverno che invano tentava di raffreddare i corpi, ma nulla poté nel domare l’incendio dei sentimenti

E fu il due di un lontano Gennaio a sprigionare la scintilla che scatenò il più grande degli incendi dentro me, e non ci sarà acqua sufficiente nei mari per spegnerlo, ne sabbia nei deserti per domarlo, … non basterà tutto il freddo vento del nord, ne il ghiaccio dei poli più estremi a placare l’ardore che provo per Te

Io ti proteggerò con la spada forgiata dal coraggio che attingo dal Tuo esistere                  Ti proteggerò dalle insidie di questo mondo    Ti porterò con me oltre il buio di queste notti, verrai con me in quella valle di Luce dove non esistono confini che ci possano in alcun modo dividere, e insieme non conteremo più gli anni che passano, ogni momento sarà sempre quello giusto per dirti ti Amo mio infinito bene, e per ciò che ancora non ho saputo darti, vivrò il resto dei miei giorni per poterlo fare, …

Un messaggio che ha molto a che fare con il tempo, perché anche l’Amore si veste di stagioni, e tutti con l’Amore prendiamo volentieri un caffè

Imprigionato in un pensiero che s’e’ fatto sogno, ascolto il silenzio della notte avvolto dal buio che mi circonda guardingo come una sentinella che vigila su di me per il resto delle ore stellate, che il gelo fa brillare come fossero diamanti sparsi nel firmamento

Allora mi riavvolgo nelle coperte pensando a cose belle e aspetto il rintocco della campana che mi dica quanto posso ancora sognare

Poi mi sveglio, apro gli occhi e vedo Te accanto a me e … continuo a sognare …
Auguro a tutte e tutti di sognare per qualcosa che ti porti a Qualcuna ragione per continuare a Sorridere

Auguro a tutti di svegliarsi con un sorriso per accogliere il giorno che fresco si sveglia con noi, e ci accompagna nell’incognita di un cappuccino preso con mezza brioches che mi bevo o mi faccio,  al bar con chi Amo, e con chi ho voglia di parlare, perché vedere e sentire, spesso mi è impossibile evitare, ma per fortuna si sceglie, si tagliano rami secchi che non possono produrre più e si raccolgono i germogli che è più di quanto rimane

I germogli daranno frutti e ti potranno aiutare a superare momenti difficili, periodi di una vita che all’improvviso mischia le carte e confonde il tuo destino … tra un caffè e l’altro   E Noi in balìa delle onde più impetuose che si infrangono sulla riva di dubbi e paure, … E Noi affrontiamo il destino (ammesso esista) a petto nudo                               Tutto ciò che per il destino è un gioco, è per Noi motivo di sfida, perché non si deve mai smettere di Lottare per una causa e per prima, di diritto, peroriamo la causa dell’Amore,  cercando insieme di mantenere un briciolo di dignità che ci consenta una decente esistenza,… Quel che basta per poterci considerare esseri Umani, esseri Pensanti

Nella vita può capitare tra alti e bassi di avere dei ‘momenti’ bui Periodi che non si sarebbe mai pensato di avere a che fare     Al meglio lì combatti con la forza dello spirito ma quando tutto ti crolla addosso Non è semplice ricominciare con la ‘speranza’ di … ri-farcela     Che per questo non si parla di calcinacci che si staccano dai muri quando la terra trema, .. si parla di ‘calcinacci’ che si staccano dal cuore, quando a tremare è l’anima

O meglio, la speranza c’è grazie al Cielo Ogni volta ti devi rialzare, e se non lo fai, tradisci Te stesso, Inteso per gli ambedue sessi, e per peggio tradisci chi ancora crede in Te precludendoti della possibilità di continuare a sperare,…

Un fico secco , non produce che legna da ardere, che lo stesso serve alla vita                      Il fuoco è vita, come l’acqua, il vento, la folgore, il Sole, la Luna e le Stelle                 Quando ci si sente un fico secco che non dà più frutti, ci si rialza, sapendo che puoi ancora ‘ardere’, e la Speanza è indispensabile condimento alche’ tutto avvenga

Ogni tanto, ci si ‘rialza’ tutti prima o poi   Tutti quelli che cadono e tutti quelli che non cadono, ma non hanno avuto il bene di sapere cosa significa ‘”cadere”

Chi a malapena sta in piedi, vive giorni insipidi che a fatica supera con l’ottimismo che ha sempre la spia della riserva accesa, ma tanto basta per riportare a casa le membra e la mente stanca

Mentre chi sta cadendo e poi cade, non ha nemmeno il tempo di rendersi conto che la sua vita è piatta   Troppo impegnato a difendersi dalla noia del sentire il suo flebile respiro che nonostante tutto gli ricorda che bisogna continuare a vivere, … che ci obbliga poi a sfoggiare il meglio del nostro Amor Proprio

… Purtroppo il respiro degli altri non si sente proprio, spreca quasi tutto il suo tempo, ne riserva quel poco che avanza, per gustare dei momenti magici che divide solo con chi Ama, è il suo compendio per una esistenza a volte tanto amara

Bisogna fermare il mondo e dirgli che hai ancora qualcosa da dargli                                 Hai ancora qualcosa per cui lui t’accolga Bisogna fargli sapere pensando che lo fai per qualcuno,…Se non hai l’immensa fortuna di avere un Amore da difendere, basta un Cane, perché vivere per qualcuno è vivere per qualcosa    È una legge fondamentale del mio Credo, pregare per gli Altri, prima che per te stesso     Perché pregare per gli Altri è imparare la sublime arte del Perdono, un arma indispensabile per saper vivere in questo mondo     A tutt’oggi mi stupisco al pensiero di quanto mi appaia facile scrivere queste parole, quanto difficilissimo metterle in piazza … Più facile il dirlo che al farlo

È una lotta continua dove non si deve mai mollare  Forse per qualcuno è solo un ‘insano’ modo di passare del tempo ad inseguire una falsa chimera di Speranza, … Buon per Loro dico io, se hanno qualcosa di più certo in cui Credere,  ma di mio… continuo a ‘Sperare’ Mi sembra il modo più vicino a raggiungere la realtà che è di sposa alla verità … Perché un Fico Secco, serve ancora a qualcosa, può ardere per Te

Al bar, difficilmente si parla di Religione, al più scappa un Viva Dio al sollievo di sapere che quella Persona  che tutti conosciamo, sta guarendo dalle gravi ferite di un incidente subito     Figurarsi se si parla della Madonna  Al  massimo capita di parlare di un qualche Santuario a Lei dedicato   Ne parlo io, adesso con voi e non sto scrivendo perché con il pensiero vi sto guardando negli occhi    Per chi Non ‘Crede’ voglia identificare ciò che scriverò in una poesia d’Amore dedicata alla propria Madre, lo stesso che penso …anch’io che Credo

Mica mi piace perché è Divina No,no, non ci penso proprio                                                    A me la Madonna piace per il contrario, mi piace sia stata una donna qualunque che semplicemente ha accettato una situazione che a Lei in quel momento pareva la più sublime delle scelte, quindi il suo immenso Cuore parlava per Lei

È per me una conferma di uno dei Sacri Dogmi della mia inclinazione religiosa        Capirete che è un po’ come dire che è vero, …. ognuno di Noi, è ‘ In Odore di Santità’ Ognuno di Noi può percorrere il sentiero del Bene combattendo contro il quotidiano contrario Perché credo sia questo lo scopo di vivere per uno scopo,… pensare che dal nulla possa nascere un fiore ‘Una magia celeste’, … che altro colore non so dare come definizione del bene

Tutto ciò che rappresenta la Santa Vergine, è impressa in me come fossimo Noi che avremmo tutto ciò che più desideriamo se solo possedessimo un pizzico della Sua Umiltà     Una Donna comune, Una Donna Sapiente della sola cosa che conta, … l’Amore

Normale poi che ai miei occhi la Veda come vestita d’Azzurro con il Bianco della Purezza che le fa da contorno, e quel vello Rosa che aggiunge Purezza alla Purezza, nel vano tentativo di contenerla in una immensa diga    La stessa diga che con il passare del tempo, non riesce più a contenere, lo straripare della Purezza stessa e straborda in ogni dove ad innondare l’Universo                                                                                                               Questi sono i colori con cui i miei occhi vedono la Regina della Terra e Regina dei Cieli, … forse penso così perché era una di Noi … è Una di Noi

Nell’Intimo del mio animo, la riconosco come una Sola Regina, se non per il ‘Divino’, senza dubbio per il Grande insegnamento di Vita … AVE MARIA
Sull’alto di un monte porgi l’orecchio a valle, che per farlo è meglio entrare in un bosco allontanandoti dai suoni e i rumori della vita          Intanto senti il brusio sempre più presente del ruscello che ruba disgelo laggiù dove si incontrano i due seni dei monti … Poi, ancora il vento onnipresente che piega le cime dei faggi e delle conifere, … sembra l’arco di un vìolino accarezzare le sue corde, che emettono suoni di melodie novembrine un poco tristi, a dire che il gelo di lì a poco ghermirà tutto quanto     Altre volte note allegre, ma solo di primavera, che in quel tempo vogliono convincere i rami degli alberi a far da braccia accoglienti per i nidi e aria pura    D’estate nessuno sente vento, nessuno ne ha il tempo e la voglia di sentirlo

Non è lo stesso in mezzo al mare, nello sconfino dove arriva lo sguardo, non puoi che udire il brontolio dello sciabordio delle onde che si scavalcano l’un l’altra impetuose come il vento che le muove sibilando severo sulla cresta bianca dell’acqua salata

In oltre, qualche tempo, non s’ode che Nettuno arrabbiato con il mondo che scaglia lampi che si fan fulmini nel loro sentirli a destra e manca, e ordina bestemmiando rutti che fanno rabbrividire la pelle accapponata sul piatto del suo mare      Sembra che con il suo tridente agitato con vigore o furore, voglia intimorire i sudditi che respirano acqua, che se la ridono nuotando nelle profondità tranquille e sicure del loro morbido rifugio

Ecco che si rimane noi uomini su mezzi gusci di noce nella vastità del mare, a subire l’ira del dio, … che ci sballotta, magari ci inghiotte e qualche volta ci risputa senza vita per dare testimonianza della sua potenza, a monito non ci si prenda mai gioco di Lui, e tanto meno si sottovaluti il suo regno Marino

Le foreste risparmiate dall’ingordigia del mondo, parlano con suoni e non fanno nessun rumore     Non cessano mai di mandarti un messaggio d’amore come il richiamo di un Giaguaro in estro amoroso, rieccheggia carico del suo malinconico messaggio e si infila in ogni dove per cercare la compagna con cui procreare per il disegno più nobile di esistere

Il Tucano batte il ritmo del tempo con il suo cucù e ancora nessuno sa’ cosa vuole dire, ma si sente chiaro e nitido tra le grida a volte festanti a volte irritanti di scimmie che intrecciano striduli predomini vocali      La giungla mischia odori umidi ai suoni nitidi e striduli dei suoi animali e si placa solo a notte con il ruggito di confino della maestosa Tigre che impone un timoroso silenzio nei cuori di chi la sente

Nelle metropoli, la natura da’ segnali d’esserci con mani vellutate di venti che accarezzano ciuffi di alberi sparsi risparmiati al cemento, che quando anche essa si arrabbia fa’ rumore    È molto chiassosa, sbatte con violenza pali d’acciaio e urla la sua rabbia con cartelli posti ad indicare sicurezza che ravvedono da pericoli, e nulla possono invece contro la furia degli elementi    Il sole non fa’ niente, riscalda e mette ozio nei cuori   È bello e perciò si bea di se stesso senza preoccuparsi, senza preoccupare, se non quando arido ti secca la gola, e noi si supplica ci lasci in pace invocando la pioggia che era in attesa con muso duro per quando nessuno ne poteva più di Lei, e la si scacciò con l’augurio di un non ritorno

Solo tra le mura domestiche ti puoi avvedere del ‘suono’ della natura, Basta che controlli il numero di volume che dai al tuo apparecchio televisivo o stereofonico, che di mano a mano passano le ore e quasi senza rendertene conto, pigi il pulsante del meno del telecomando, tanto che se riaccendi il televisore di metà mattino il giorno che segue, ti meravigli di quanto lo avevi abbassato, al punto di non sentire quasi nulla, …

Di notte v’era silenzio e anche questo è il suono della natura       Anche questo è uno dei modi di sentire la natura    La natura ti segue, la natura ti ascolta intanto che tu l’ascolti, a ricordarci che noi non siamo che una goccia nel mare dell’universo, Lei sola è la vita che comprende l’Infinito

Cosa importa della Natura a chi frequenta un bar, non v’è analogia alcuna e parrebbe bestemmia paragonare il profumo del bosco che s’apre alla vita di un nuovo giorno con profumi che dal terreno salgono umidi sino alle cime degli alberi, ma chi vive tra le trame di molte mura apprezza il profumo delle brioches come ci si potesse consolare dal non poter essere altrove

Nemmeno si pensa di accendere delle luci brillanti all’interno di una sala da caffè a compendio della luce che filtra all’orizzonte e gioca con il mare tempestandola a miriadi di brillanti e diamantesche effusioni che abbagliano gli occhi e riempiono l’anima,… semplicemente è bello mischiare il quotidiano con il preludio di un qualcosa di più nobile che al momento non c’è dato avere

Come non meno nobile è incontrare persone per dividere sensazioni ordinarie                   L’ordinarietà è comunque vita e al bar si trova tra la gente    Sono molte le persone che incontro, alcuni sono amici dei bei tempi andati, dei più non ricordo i nomi, la memoria mi fa difetto, e non sapendo bene quale tipo di rapporto avevo con loro, mi limito ad un saluto di circostanza, e in base al sorriso di risposta, capisco come posizionare le antipatie o simpatie che avevamo accumulate nel nostro passato                                          Si sono divisi degli anni adolescenziali che hanno condizionato la nostra esistenza e dopo molti anni ci si rivede al bar del paese

Ora non si deve più ‘costruire’ più nulla tra noi, i giochi sono fatti                               Ognuno  ha scelto di vivere come meglio credeva, come meglio è riuscito a fare              In questa nuova ralta’ sono le nuove amicizie da bar le più sicure    Li  si parte da zero e ci si conosce per quel che basta a rispettarci reciprocramente per uno spazio di tempo limitato

La Sara è una minuta ragazza con due splendide bimbe belle come Lei                               Se di pomeriggio, quando solitamente il bar e meno frequentato, aspetto con calma che iniziando aizzata dalla Cinzi, mi rivolga una quesito che di solito mi pone parlando di ‘tematiche’ sull’Amore, che ancora non ho ben compreso chi delle due sia più interessata alla questione in oggetto

Si sorseggia un qualcosa e dopo una serie di risposte degne di essere ascoltate, rompo la ‘troppo’ serietà del discorso e mi piace scandalizzarla quel poco con frasi altisonanti rivolte al sesso, che appiccicato all’Amore quando si è davvero in due,  spesso ci va a braccetto

Storie di sesso vissute, facile quindi stupire dal momento che ho molti più anni di Loro    Ancora i miei anni erano quelli di avere un gettone in tasca per dirgli ti Amo, erano gli anni di qualche bicchiere di troppo che ti faceva fare tanto all’Amore, erano anni di conquiste in tutti i sensi …  Di solito la Sara se ne va tra l’imbarazzo e fragorose risate un poco incredule, un poco isteriche, un poco beffarde,… si rimane io e la Cinzi che si continua ancor più a ridere del suo essere stata di proposito per scherno scandalizzata, ma il fine ultimo è sempre essere tutti e tre divertiti e nulla più   L’Acqua passata non macina più e adesso i mulini sono elettrici e facciamo all’Amore con pasticche e pastiglie e il caffè lo beviamo al bar o in auto con bicchieri di plastica con stampata una réclame

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