Senza punto + altri racconti associati.

PER CONTINUARE A PARLARE DI VITA COMUNE

Si sta avvicinando un altra estate … ci berremo altri caffè shecherati sulle spiagge  …                                         È incredibile quante cose si fanno nella vita per poi dimenticarle quasi tutte per salvarne solo qualcuna

Salviamo ciò che amiamo, salviamo ciò che c’è rimasto, … e non per compassione ma per orgoglio … Senza rinnegare nulla del passato che per negativo fosse in qualche periodo, ha contribuito a far si di ritrovarci ciò che in realtà siamo ora

Allora sorridiamo alla vita che ci ha dato solo belle cose    Quelle brutte servivano a far diventare più belle quelle belle, in modo brillassero tra mille a ricordo di uno dei momenti migliori

Non vi auguro buona fortuna perché per come la pensa io, la fortuna siamo noi, uguale che con la sfortuna, quella che ci vede bene e se ti punta difficilmente ti manca

Tutto sta nel sapere giuocare con lei quando la posta è il tuo stesso destino                    Devi saper stare al giuoco duro, mostrandoti da camaleonte per mascherare la tua arma migliore Il bene   Questo è uno dei miei tanti pensieri che rivolgo a chiunque ne tragga un benché minimo vantaggio   Non fosse che per aver parlato d’altro   Per questo porgo il mio saluto agli amici di Facebook nel consueto inconsueto modo di dire Buonaseratamieamateemieiamati

CAPODANNO D’AGOSTO

Anche al bar della spiaggia vivi momenti speciali che è già speciale il trovarsi in vacanza Il bar della spiaggia è un punto di riferimento per le ferie    Da quei momenti ti aspetti bibite ghiacciate e arancini al salmone, buona musica e cappuccini speciali, perché quelli ordinari, sono stati consumati nella sala pranzo dell’albergo o della dependance di dove viviamo quei giorni di quiete …

Sdraiato al sole, che è estate nel colmo del suo mezzo   La palla infuocata picchia duro su nel cielo, e le nuvole rincorrendosi ogni tanto tentano una sortita nel farsi vedere, ma vengono presto trasportate in altri luoghi dal vento che non permette loro di riunirsi a guastare le aspettative di una tersa assolata giornata

Di dietro alle palpebre che tentano con discreto successo di difendere il bene prezioso del vedere, i pensieri scorrono veloci tra di quel bagliore che comunque traspare con prepotente ardore, … e penso, … Che solito, dapprima tiro le somme di ciò che è stato per questo anno che è appena scorso, dal momento che considero facile ricollegarmi agli avvenimenti della scorsa estate, dello scorso Agosto e vengono alla mente cose fatte in modo corretto e ancor più rimugino su fatti che hanno caratterizzato stati d’animo non proprio allegri

Agosto fa sempre da anticipo al capodanno, o almeno questo è ciò che ho sempre pensato io sin da ragazzo   Forse perché si ha il tempo di fermarsi a pensare o semplicemente perché “cerchi e trovi il tempo” per farlo                                                                Poi prende il giusto soppravvento la meritata serenità del momento e lasci che i pensieri divengano più dolci e teneri a volte persino frivoli quando non addirittura stupidi il tutto a giusto compendio di un meritato riposo fisico e mentale

Che sto ad ascoltare il mare con il dolce suono delle sue piccole onde che si infrangono a morirne sulla morbida sabbia delle rive  Ascolto suoni e sento nuovi odori, l’aria è vivace e corre veloce sul pelo del mare e mi arriva salmastra ad accarazzarmi la pelle a sollievo di una calura eccessiva che il sole produce ribadendo il diritto di essere ora sovrano

E penso, … ai tristi momenti in cui il corpo e la mente non si prendevano vacanze alcune, lacerato da ansimanti aspettative per questo o quel l’amore che non ne voleva sapere di unirsi al ferragosto del mio cuore    Ma penso anche a quei meravigliosi momenti di vita agostina vissuta con amici o con un altro cuore che unito al mio batteva ad un unico ritmo associato    E quasi sembra di rimboccarsi a due mani le coperte sul viso in una fredda serata d’inverno pensando ai dolci indimenticabili momenti in cui le vacanze le ho trascorse con la mia famiglia e la loro prole, miei e mie adorati nipoti

Intanto di nuovo i pensieri continuano a rincorrersi fino a stancarsi di prendere una forma precisa e si confondono incontrando Morfeo, e non reggendo molto oltre si spengono con Lui in un sonnellino che alberga la mente, preparandola a nuove ordinarie avventure di vita

Momenti di pensiero, momenti d’Agosto, momenti in cui il cuore e l’Anima fanno pace con il mondo, momenti in cui voglio fare pace con tutti…non di meno con Te

Dovevo scusarmi con la Rossana, Lei è mia cognata e qualunque sia stato il motivo del contendere, chiedo scusa perché la ‘Rossi’ non è una persona cattiva … È di sicuro una persona buona   Quel che poi abbia fatto la vita nel modificare le sue tendenze, non possono certo essere morivo di diniego tra noi, Lei è buona dentro e tanto basta

Basta che il mattino seguente s’e’ fatto pace con un cappuccio e due brioche, non prima di esserci chiariti del tutto sul malinteso    Che poi i chiarimenti sono solo piccole innocue gelosie     Un altro bar, … di un altro Agosto

FATE I BUONI, CHE I CATTIVI VIVON PEGGIO

Essere buoni d’animo è uguale che dire di essere persone sensibili anche se non si beve sempre un cappuccino al bar    Come poi si traduca nel quotidiano, mediamente è intrapreso come segno di debolezza     Sarà che essere meno “buoni” ti dà superiore autorità nel potere decisionale, almeno per quanto riguarda la facciata esteriore che ti serve per generare altra mera esteriorità

Essere persone buone, favorisce il rapporto umano qualora non sussista lo stesso l’interesse interpersonale, che di getto ti fa assumere un immagine di inferiorità         Nella realtà una persona buona tralascia spesso di interporsi su una opinione nel quale sa di poter ledere il pensiero altrui, e spesso se non sempre, lascia correre, annuendo o semplicemente cambiando discorso, lasciando si credere di essere un debole, ma lo fa solo perché sa’ di essere superiore e si fa inferiore per il netto contrario di ciò che pensa il suo interlocutore   Sono innocenti  ‘ammissioni’che non lasciano screzi ne sporco quando ti asciughi il sudore dalla fronte

La persona più “cruda” per non dire cattiva ( che il vero cattivo non esiste se non perché gli è stato dato spazio di sbagliare) risulta più realista, si impone nelle decisioni, nei discorsi ed in genere in tutto quello in cui viene coinvolto, sia di carattere sociale, economico o personale

Essere buoni, significa essere tolleranti per, e in tutto, anche cercare sempre il compromesso che non ostacoli l’altro modo di intendere, un po’ come dire che nessuno a torto dal momento che nessuno ha ragione, purtroppo questo viene spesso interpretato come “accomodante” e quest’ultima definizione, ancora si sposa con scambiare una persona mite con un carattere non consono al nostro modo di vivere che richiede più autoritarismo e che viene erroneamente scambiato con la più nobile definizione di Fermezza e Fortezza che nulla hanno a che vedere con “buonismo” e “perbenismo” uguale a erronea debolezza

Il più “duro” avrà sempre ruoli di rilievo sociale, che poi di sociale ne annullano di fatto totalmente il significato   E se ti trovi di fronte una donna o un uomo a cui attribuisci il volto e le movenze di un individuo buono, non lo sottovalutare, non lo confondere con una ingenua o peggio una persona stupida, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persona migliore di Te, e se non noti un alcunché di diverso o discriminante nel volto di una persona che ti sembra buona, ti stai specchiando nella parte migliore di quello che anche tu dovresti rappresentare

A quel punto non ti devi porre nessuna domanda, perché non hai bisogno di alcuna risposta, il bene è già dentro di Noi e non si deve cercare altrove, bensì lo si deve solo coccolare e coltivare con Amore   E fiumi di altre parole si potrebbero dire e molte sprecare, ma tutte convergerebbero sempre e comunque ai due contrapposti risultati che sempre non cambiano per la loro stessa natura d’esistere…del resto ogni persona ci nasce e ci convive, con il suo modo di esistere, non credo si possa scelgiere una alternativa, anche perché ognuno alla fin fine pensa sempre di essere nel giusto e di fatto non pensa di nuocere a nessuno

Ecco che il buono non occuperà mai posti di potere assoluto e raramente avrà mai molti più denari oltre il necessario per vivere decorosamente È più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco nei Paradisi dei cieli… Ma è una citazione personale legata al mio Credo, perciò rimane una mia constatazione … Il “meno buono” avrà quasi tutto ( o tutto) ciò che desidera dalla vita terrena, beni, cariche istituzionali, professionali e tanta autorità da vendere, importante per Lui, è che non si senta superiore a nessuno perché in realtà non è superiore nemmeno a se stesso…e il buono non è un debole, è uno che si avvicina di meno al lato materiale, ma molto più alla realtà di respirare, vivere e Amare, e per chi lo desidera è più vicino a un altro mondo migliore

I più grandi Imperi di tutti i tempi sono stati fondati da persone non esattamente buone e ora sono Storia   L’unico  Impero che Vive dall’inizio dei tempi è basato sul Principio dell’Amore, quindi degli Ultimi, degli Umili, dei Buoni e non e’ storia, Fu, È, e Sarà, sempre realtà

Siate brave-i, fate i buoni come la Maddalena che parla poco e vuole sentire meno, ma ha un cuore grande come un altoparlante e ascolta come un sonar il fischiare dei delfini nelle acque profonde di un mondo che sembra si sia rovesciato, perché sapeva che ‘all’aperto’ sarebbe stato in pericolo… La Maddalena ha tre bellissimi bambini che sembrano sorprese all’interno di uova di Pasqua    Lei non è mai stata al bar con me e penso con poche altre persone     Nemmeno il marito e la numerosa famiglia che la circonda di calore umano l’ho mai vista al bar      Se per bar non si intende il posto dove d’estate si distribuisce del vino e del cibo alla sagra del paese, … ognuno viaggia sulle onde dei suoi pensieri, ognuna nel suo mondo … che è il mondo di tutti

Come me che sono su altri ‘mondi’, sono su “altri tetti”, che la mia vita è costellata di tetti      Non ricordo di essere mai vissuto per più di pochi giorni lontano dai tetti, quando invece mi è capitato di doverlo fare, l’ho fatto perché obbligato dalle circostanze

A Mosca, in quel hotel di cinquecento camere, ero alloggiato all’incirca nel mezzo dei piani…una senzazione sgradevolissima, sapere di avere tutto quel “peso” sopra di me, gravava all’ossessione, quando sdraiato sul letto guardavo l’ampio soffitto, era mia prima premura distogliere il pensiero da cosa ci fosse sopra il mio capo

Uguale che quando mi trovai a Brascov in Romania, in quel magnifico Maniero che fungeva da Albergo Anche lì non ero all’ultimo piano come piace a me, e anche lì i soffitti parevano tanto alti da farci un comodo “rialzo come soppalco” e di certo anche allora non aiutavano il mio senso di smarrimento nel solo pensare all’età di quelle mura e al peso che hanno per lunghi anni sorretto, che poi mi consolava tranquillizzarmi sulla “sorte” di quelle stesse mura, pensando che han retto finora, è sicuramente avrebbero retto anche per la mia breve permanenza … E ci si addormenta pensando ad altro o facendo altro

Io sono consapevole sia una fobia, ma mi ci diverto a conviverci, … Diamine! si combatte spesso contro problemi seri e spesso li si vince, e allora perché non giocare con una fobia che sai di controllare?   Le “paure” sono nostre compagne da che siamo al mondo, e allora penso che se lasciare che alcune riaffiorino quasi perché tu lo voglia, non possano altro che essere di impatto positivo, una forma come un altra di rispetto di ciò che ti capita ogni giorno

Il Rispetto si deve portare Sempre, in ogni circostanza, in ogni avvenimento che caratterizza la nostra vita, ci insegna il sentiero verso la più nobile delle intenzioni … L’Umilta’, … quindi aiuta più “noi”, che paure dominabili con il bene … Con Dio dico io

Le altezze e i bassifondi, sono retaggio di un passato comune, accettarli è comodo a Tutti, e a me non di meno   Allora vivo il mio presente nel posto dove ambisco più stare, vicino ai tetti

Qua, sopra il tetto di questo momento della mia esistenza, e se nella vita dovrò affrontare altri tetti, altre cime, altri traguardi, ringrazierò per il dolce fardello e cercherò di meritarmi almeno il merito di averci provato a stima ed esempio da dimostrare ai miei Fratelli , a stima per me stesso e di chi Mi vive accanto

Del resto, due sono le cose importanti della vita dice Alda, la Merini che ci ha affascinato per la sua controllata e sensata scelleratezza, il suo poetico modo di vivere che la staccava dal suolo della normalità innalzandola direttamente nell’Olimpo di una fascia di persone rare … Due cose, sono importanti …L’Amore e la sua mancanza …le ” paure” prendiamole un po’ in giro…

STARE BENE

Sta nevicando, il 10Febbraio finalmente  nevica ancora a ricordarci che le stagioni sono cambiate così come è cambiata la vita di noi tutti   Altri momenti felici di non un milione di anni fa
Un momento lungo una vita, un altro momento di adesso     Una pastasciutta al ragù, un pezzo di formaggio e due bicchieri di vino grosso     Che il caffè arriva poco dopo perché non vedi l’ora di uscire sul pianerottolo che guarda il cielo    È un momento magico, sta nevicando … è il bar di casa tua

S’e’ fatta fina, è quasi trasparente, ormai è pioggia, non è più neve, è acqua sciolta         La neve è scesa copiosa ad accogliermi nel mio rifugio di momenti beati                             E dopo il caffè sono uscito su quel pianerottolo di pietra a guardare ciò che aveva fatto imbiancando ogni cosa con il suo manto fatato   Ha messo Pace nei cuori   Ci vuole del Bianco ogni tanto, ammanta lo spirito e accarezza i sensi   Il bianco protegge, allontana i cattivi pensieri che per natura a volte sono lucenti e altre sono scuri, ti avvolge in uno scialle di morbida lana e allontana il freddo di certe emozioni riscaldandoti dentro nel profondo delle tue azioni future e stare bene… è vivere un momento bucolico

Bucolico   Cosa mi significa bucolico    Lì per lì, è una parola che mi fa ridere, e che io debba memorizzarla per l’importante significato che raggruppa un modo di voler dire, a me lo stesso non piace…per dire la stessa cosa scrivendo che mi sono veramente estasiato sulla montagna insieme a quei pastori, e ho altro aggiungere

Ho cenato con loro dopo che avevano governato il bestiame, e subito quasi assieme, hanno dato il giusto compenso ai loro fedelissimi cani, tre grossi tozzi di pane raffermo, e più tardi ebbero anche gli avanzi di succulente costine..che per le mie, mi assicurai di non morderle più di tanto per lasciare ancora carne sull’osso  Una fatica immane per quei fidi Cani da pastore,  su e giù dalla riva del monte, tutto il giorno ad abbaiare, a correre, a sorvegliare il bestiame che sembra di voler eludere la loro sorveglianza, quasi che lo facessero per dispetto e per gioco, cercano sempre spazi proibiti per brucare e far dannare i poveri pastori a quattro zampe che non mancano di guardare lo sguardo severo e vigile dei loro ” pradoni ”   Che padroni l’ho messo tra “virgolette” perché per me non sono padroni di niente, di tanto amore non può essere che il degno e unico padrone solo Dio

Quattro bicchieri di buon vino forte, nostrano, verace come le mani che lo versano   Mani robuste, mani che hanno dentro se’ l’ebrezza del profumo della terra                  Mani piene di onestà che per errore, solo il loro innato proverbiale sopraffino senso degli affari può un poco offuscare, in realtà non è altro che una naturale difesa a ciò che hanno saputo guadagnare onestamente con le proprie … mani, che per farlo si sono immerse nella natura e quindi sono state in stretto contatto con Il Creato                      Ecco che l’onesta’ del gesto di versare il vino, assume una dimensione più ampia, e anche di più inebrianti visioni di varie situazioni ma tutte con il comune denominatore di rimanere immersi in una scena che si muove con armonia nel contesto del piacere di gustare in più immagini che ti rendono felice…

E quelle stesse mani che poi giocano alla Morra, i numeri scorrono rapidi da bocche sicure…ma a cui trema un poco la stessa voce   Il vino da’ coraggio ad aumentare la sicurezza di quella meravigliosa gente, e io con loro, li rende un poco spavaldi, non fosse che a pieno diritto per il dormire poche ore al giorno su seminudi giacigli di paglia e cuscini che non hanno più colore… Si discute ad esempio per innocenti dispute per quel numero che buttato veloce sul tavolo non se’ capito bene, o per aver gettato a dita aperte un due che si apre come in segno di vittoria mentre la sua bocca diceva tre, certo forse un po’ nascosta dalla cicca di quel sigaro tra i baffi non migliorava di certo la comprensione del numero stesso, ma è il tre si è sentito distinto, chiaro e nitido

….E qui entrano in ballo le grappe del dopo caffè fatto con la moca che sembra una piccola butomiera tanto era grande    Sono le grappe che ora si fan sentire, e il pastore non può che disperatamente e ostinatamente far valere le sue ragioni, ma non c’è cattiveria alcuna, è solo un altro modo per vivacizzare la serata, …perché poi si parla d’altro…

Che poi si parla si ride si scherza…e si scherza sempre sul più piccolo, dei pastori, l’ultimo arrivato, 18 anni    Non è stato a pascolare il gregge con il padre che anch’egli fa il pastore dall’altra parte della valle, tutto per un lieve dissenso tra i due, dove il padre lo riteneva ancora un cucciolo e pertanto non in grado di badare al bestiame, e tantomeno a fare formaggio Lui, l’offeso, si è offerto ad un altro gestore di pascoli                           Piccole, grandi incomprensioni tra padre e figlio che prima ho poi si cancellano, non appena uno dei due, dimostra di essere più coscienzioso e meno superbo dell’altro, è finirà’ che ognuno prima o poi sarà orgoglioso dell’altro

Bucolico, ….ma che parola diversa da ciò che vuole intendere, quantomeno strana… Non è forse meglio cercare di spiegare ciò che provi descrivendolo con parole tue o scrivendolo che invece ritenerti uno stupido se non sai cosa significa bucolico?                  E quando lo vieni a scoprire, almeno per quanto mi riguarda, evito ben volentieri di usare quella parola sintetica che non va a braccetto con nessuna sua sillaba con il vero e unico intento del significato di tanta bellezza racchiusa in una sola parola                         Se uno stato d’animo non lo sai scrivere o descrivere, pensa ad una baita, pastori, agnelli, cani, stelle a milioni sopra la tua testa girata all’indietro con la bocca spalancata di stupore, …  il suono della notte, picchi che si ergono fieri e maestosi sopra i tuoi pensieri    Di Te sotto, un brulichio di luci che così da lontano in quegli attimi paiono candele accese sparse in ogni dove a comporre un presepio dei giorni nostri in uno spettacolo nello spettacolo della natura

E ci si ritrova sopra questo composto di vita con il tempo che si ferma senza chiedere altro tempo   Basta si tenda il capo proteso con un orecchio dalla parte delle cime e l’altro verso l’immenso presepe più giù nelle distese pianeggianti                                     Due modi ben distinti di sentire il suono del mondo    L’uno dove i picchi innevati si ergono a voler toccare il Cielo e ascolti un silenzio che ti parla di mille cose che non si ha mai il tempo di ascoltare   L’altro ‘modo’ di ascoltare è nell’altra metà che ti giunge afono, lontano, tanto lontano che non giunge con forza lassù e si spegne di fronte alla maestosità delle montagne che vegliano i sonni dei pastori che hanno tanta cura e passione per loro da diventarne figli ed essere così vegliati sui loro sogni…                   Puoi essere in due mondi di pace, basta che chini il capo in un senso piuttosto che nell’altro e l’effetto che ti regala all’unisono, sono piacevoli sensazioni di pace

“Bona” come diciamo noi, per dire che fin qui tutto bene, ai posteri l’ardua sentenza, che ognuno chiamerà il proprio stare bene in modo differente, e lasciamo pure che lo chiamino, bucolico, anche se dubito si assapori appieno il senso compiuto … Abbiate compassione se nel mezzo continuo a essere tollerante, accetto il “Bucolico” ma lo lascio volentieri a chi ne farà buon uso, in un modo “nuovo” di porsi a descrizioni di domani con l’augurio che il loro intento sia per parlare d’Amore nel suo specifico significato che in questo caso si è sposato con la natura

E di noi che dire, scagli la prima pietra chi non ha peccato, cita una famosa frase Vangelica che come ho già avuto modo di dire, nel contesto significa che nessuno ha torto dal momento che nessuno ha ragione, perciò va bene dire stare bene con qualcuno quel giorno provando i sentimenti più belli, oppure è stata una giornata bucolica, …che lo stesso continua imperterrita ad urtarmi… Ma basta! Ma “bona”…

Intanto osservo che nonostante si sia dimenticato il sale per le costine, sul tavolo ancor più ad irritarmi lo sguardo, noto tre accendini che fanno a pugni con il tutto bel e ben fatto, mettendo in discussione la mia convinzione sul bello del momento,.. ma è piccola cosa, sono esagerato dall’esserne disturbato di una inezia come i tre acciarini moderni che purtroppo ai miei occhi sono apparsi in quel momento, come di disturbo a sì tanto contrapposto star bene nello sguardo, potrei anche soprassedere…pero’ ricordate?…Le stelle,… la luna e il suo chiarore ad illuminare le imponenti e maestose coste rocciose di montagna, i pastori, i cani e le pecore, tutto inneggiava alla vita come immenso splendore … accendino, sigaretta, cenere, smog, civiltà, non evocano di certo gli stessi bei pensieri

ALTRI INCONTRI

A riprova di sì tanto Bene, scendiamo il sentiero che porta a valle, intanto che si cammina … un incontro   È la Giusy armata di bastoncini da passeggio e in tuta tecnica che affina le sue velleità rendendola splendente nella sua forma   Appresso il piccolo cucciolo di cane che ha appena adottato, Brûlé, questo il suo nome che Lei, la Giusy, con grande passione gestisce un pub, da qui il perché il suo amato cagnolino precedente si chiamava Spriz, è chiaro che ora si è scelto per nome Brûlé per rimanere in tema, o solo perché il nome di un Cane piace di più se simpatico e orecchiabile

Il Roccia ( il mio cagnolino maschio) lo avvicina, lo annusa, lo scruta e per tutta risposta a quell’incontro, gli solleva la zampetta posteriore come a dire…ta pise adoss ( ti faccio la pipì addosso) per fortuna era “scarico”, non sarebbe stato un bel gesto del Roccia per dire, …sei ancora piccolo e non ti vedo nemmeno, non hai storia, io sono una un grande Cane da guardia, vado a caccia di topolini e di uccellini e tu sai solo camminare…cresci e ne riparleremo…

Poi si guadagna l’albergo gestito da amici, e ci si ferma volentieri per un caffè, che la su al monte più in alto, mancava solo il caffè, poi c’era tutto, pane, costine, salame, formaggio e vino che troppo presto e finito, ricordo di averne versato anche un bicchiere ad un viandante accaldato dalla fatica della salita, mancava solo il caffè

Poi giù nel sentiero nel mentre che si scendeva, sono scoppiato in una fragorosa risata con la mia compagna e gli dissi che avrei pagato volentieri mille lire per riavere indietro in quel momento, ” ol me bicer de vi” ( il mio bicchiere di vino) e meno male che quel signore di 78 anni che anche lui si è fermato a mangiare con noi, ha rifiutato di berne uno di bicchiere di vino che anche Lui ho invitato a bere, ma ha rifiutato, il colesterolo non gli permise di accettare l’invito, gli bastava la sua birra, …duemila lire risparmiate e un rammarico di meno, che altrettanto non farei si trattasse di aver donato dieci mila di lire, ma un bicchiere di vino in meno che fa sangue quando ne desidereresti una botte,…fa la differenza…

Poi scesi dal sentiero si arriva al bar      E si beve sto benedetto caffè, che quando mi sento così lo accompagno con una grappa che pietosamente chiedo di ordinare a mia moglie, con il suo consenso è più buona, poi vengo gentilmente invitato a visitare la piccola “Cappella” del l’albergo, allestita con orgoglio dal proprietario e legittimamente Consacrata per ricevere il Simbolo più nobile del suo esistere   Nel mentre soggiunge di spalle un ospite di questo albergo    Sto’ guardando il Crocefisso ed è scontato che il discorso tra noi due diventi quello.  Non che prima Lui, quella persona, non l’abbia condita con una interessante quesito legato alla sua vicenda personale che lo vede padre di un diversamente abile, un bambino difficile dice Lui, che specifico aggiunge, …perché Io?

Come ergersi ora a giudice per una risposta a tale domanda! Mi difendo, almeno non per me ma indegnamente per quel Dio che è stato tirato in ballo   Non ha bisogno di essere difeso, ma l’ho tramutata nel mio cuore come il fargli un umile omaggio e cogliere anche l’occasione di parlare di Lui che fa bene al prossimo che sente ma più a me che ho il piacere da essere gratificato di tal compito sublime nel parlarne

Che non so bene ciò che a quest’uomo ho detto cercando di dargli una mia personalissima versione riguardo la domanda esplicita che mi fece, e forse bestemmiando ho cercato di coinvolgere l’Onnipotente badando bene di non impormi sulle repliche del mio interlocutore, perché Dio non si impone Mai, …non so bene ciò che cercavo di mettere insieme con le parole, nel mentre che dalla bocca mi uscivano, parevano tutte sensate, e lo dovevano essere se il mio astante alla fine del nostro confronto, mi disse trafelato, … che nella sua esistenza non si era mai aperto in quel modo per una manciata di minuti non si era mai confidato tanto con alcuna o alcuno…

Così disse, e lo affermava per buono con un sincero sorriso di beatitudine, … risultato raggiunto, l’ho immodestamente portato più vicino ad avere una risposta decente, per quanto per me già nel vero ci fosse a pieno titolo per il compito affidatogli, se così là si vuole intendere, che così la intendo io

Ma quel giorno che ricorreva  l’anniversario in cui Madre Maria Teresa di Calcutta aveva ricevuto la Santità dal cielo, … quel giorno non era destinato a finire lì

Mi congedo dalla gradita nuova amicizia, ed esco sul patio dove ero atteso dalla mia metà, la compagna della mia vita, accanto a Lei seduta una Signora in tutti i sensi di significato analogo, e di fianco, spostato un po più su’, un mio carissimo amico        Stringe tra le dita un calice di quelli piccoli a mezzaluna colmo e chiedo alla barista cosa contenesse e Lei per risposta mi dice che c’è del vermut, allora la prego di servirne uno anche a me e intanto mi accingo a raggiungerlo che quando gli batto il cinque mi siedo e cominciamo a parlare

È un altra storia nella storia, altri tipi di sofferenze che non riesce a contenere e piange, dapprima cercando di fermare le lacrime che poi lo stesso scesero copiose, ed io lì che cercavo tra me e me di continuare a pensare che nonostante tutto fosse stata una “famosa giornata bucolica” e che desideravo finisse tale, tante parole vogliono dire cose che non ti aspetti abbiano il significato che vogliono realmente dire …

Il bar Florida ha un nome che evoca spiaggie immense e mare azzurri ma di sabbia e sale non c’è nulla se non nel suo cortile o sulle patatine fritte che ti servono assieme a succulenti panini la Nadia e la Romina

Sono due sorelle che hanno un bar con il nome di uno Stato del sud dell’America Avranno avuto per la mente sole e mare, spiaggie e cocktail con ombrellini multiformi e colorati quando hanno pensato al nome del loro locale    Di certo mamma Lory e papà Amatore non l’hanno pensato, loro che di montagna sono nati e vissuti, la fantasia del mare è toccata alla figlie chissà per quale bizzarro vezzo

O forse la Nadi e la Romy, avranno voluto dare il significato di gusto e colore, quello che dimostrano ogni volta si beve un caffè da loro     Lo dice la loro affabile gentilezza e il sorriso smagliante che le contraddistinguono, lo dice il modo con cui ti servono ciò che chiedi da bere o da mangiare

La Nadia è una scrittrice per diletto e orgogliosa editrice di se stessa, ragazza colta che ruba un poco di umiltà alla sorella ma ciò non toglie che al pari siano accanite giuocatrici di calcetto in tavolo   Omini blu e rossi che si contrappongono mossi a suon di risate e un pizzico di sano fervore   La pallina gira furiosa alla ricerca di urla e schiamazzi vari quando si infila beffarda nella porta di uno dei due avversari che inevitabilmente si sentono come fossero stati defraudati del più sano dei diritti, essere i migliori

Si perché non è facile battere la Romy e la Nady, sono agguerrite e validi avversarie, ne sappiamo qualcosa io e l’Amico Antonio, il bell’Antonio che termine migliore non si può trovare per un bel ragazzone sui quaranta, che non è solo bello “fuori”                               Sono proprio toste le tipe   Me lo ricordano le estenuanti partite d’estate, me lo ricordano i prosecchi bevuti ad ogni termine di partita, offerti se vinti, pagati se persi, e se si considera che il numero di partite giuocate non era mai inferiore alle quattro o cinque fra perdite e rivincite, lascio immaginare quanto si tracannasse, che quando giuochi non sentì nulla, senti qualcosa quando torni a casa dalla moglie che si arrabbia perché hai gli occhi rossi e pasticci con la cena che per questo parlo di me stesso

Poi ancora senti un poco di bruciore nello stomaco, ma questo non lo devi dire a nessuno è meglio te lo tieni per te, perché essere un pochino stupidi nell’esagerare è un ammissione di colpa e se ne andrebbe un po’ di autostima che non giova a un ‘campione’ di calciobalilla   La Romina, la Nadia, io e il bell’Antonio, abbiamo giuocato ottenendo il risultato più bello come termine di una disputa sportiva, … Nessun vincitore e quindi nessun vinto Solo un sano e innocente modo di stare bene insieme al bar

I suoi avventori non sono tutti del posto, il bar Florida è un bar ‘stazionario’, ma anche di villeggiatura e non è raro incontrare gente di “fuori” Come quel signore distinto, alto grande e grosso che non incute paura ma sicurezza, lui fa per nome Alberto e viene da Milano Alberto di solito ascolta seduto al banco del bar su quelle seggiole alte all’americana, annuisce ai discorsi degli altri, non dissente mai e di raro interviene ma se lo becchi da solo, può essere che nascano discorsi di storie di vita   Altre storie di vita, la sua, e allora sono io che ascolto il signor Alberto …

Non mi sento a mio agio se sento una brutta notizia alla televisione, mi si piazza un peso sullo stomaco se si perpetra un ingiustizia o violenza su di un minore…” Chiunque farà del male a uno dei più’ piccoli, l’avrà fatto a Me, meglio per lui si getti in mare con una pietra di macina legata al collo…” disse quell’Uomo, e lo dico pure io

Mi sento in colpa se non do una moneta ad un bisognoso, peggio se nel suo viso leggo fame o disperazione e sto di merda se faccio cenno con la mano di non avere nessuna moneta, comodamente seduto in auto al di là del finestrino chiuso come il mio cuore in quel momento, perché qualche soldo c’è sempre nel fondo di qualche tasca, e non deve prevalere la probabilità del se realmente si comprerà un pezzo di pane o se dovrà dare il tutto al suo aguzzino, non esiste differenza al suo disagio ne alla sua disperazione.

Non riesco nemmeno a vedere per intero un film che contenga immagini e parole che ledono la morale e l’etica dell’altrui persona coinvolta, o che mi mostri persone o animali che subiscano un qualsiasi che di ingiusto e immorale.

Sono abituato a combattere con problemi di giustizia sociale, da sempre sono chiamato a sopravvivere al quotidiano, con le sue molteplici consuete piccole e grandi difficoltà, mi sono stupidamente complicato la vita innumerevoli volte per questioni economiche, e spesso ho lottato per il superfluo, mi sono a volte trovato coinvolto in complicate situazioni sentimentali, anche con sfaccettature e risvolti qualche volta drammatici con tutte le complicanze esistenziali che comportano determinate situazioni, coinvolgendo cuori e persone.

Sulla mia pelle ho imparato a conviverci, a superare stati d’animo che sembravano tristemente insuperabili, non mi sono mai abbattuto ne lasciato andare a me stesso, nonostante in parecchie circostanze ho pensato fosse finita perché proprio non ce la facevo più. Adesso bevo un bicchiere di vino e parlo con te. Ora altre battaglie che non avrei mai e poi mai pensato minimamente di dover affrontare mi ostacolano un quieto vivere, e non sono semplici complicazioni che sfociano in paure, sono le insidiose piccole ansie che accumulate creano stati angosciosi. Per fare un esempio banale la sostanziale differenza è che la paura io la intendo ad andare a 200 km. orari in curva con una moto, mentre volare in aereo per me è puro panico, in sostanza la paura la traduco in adrenalina e la gestisco, del panico ne sono terrorizzato ed è totalmente fuori dal mio controllo.

Posso rovinarmi la giornata nel vedere litigare e sentire insulti per futili motivi che si scambiano due persone a me sconosciute, e se leggo un articolo che parla di uno “sgombero” di nomadi dai sotterranei di un supermercato dove nel fuggi fuggi generale un bambino rimane in piedi immobile e piange disperato solo e abbandonato che nel mentre si fa la pipì addosso per la paura, allora le giornate e le notti “rovinate” diventano più di una

Evito di guardare immagini sui tabloid di cani e gatti abbandonati o peggio maltrattati o uccisi, mi sconvolge letteralmente l’azione e ancor più la malvagità e stupidità umana di chi compie una cosa tanto vile, spregevole e ignobile, non tanto per l’atto compiuto in se stesso, ma per dove arriva il male insito nell’uomo, che oggi maltratta o uccide l’animale, domani usa la stessa violenza sugli altri esseri suoi simili.

Mi addolorano profondamente le persone negli orfanotrofi, negli ospedali, nei ricoveri, frequentemente abbandonati al loro destino da consorti, figli o parenti stretti. Una bestemmia prima che all’orecchio mi arriva come un pugno nello stomaco, non solo per il motivo principale del l’insulto a Dio, ma mi ferisce anche la profonda ignoranza e maleducazione di chi la pronuncia, che sentendosi grande, non sa in realta’ di essere più piccolo di un verme, e non parlo solo di dimensioni.

Non sopporto nemmeno vedere scene di caccia di nessun genere e quando osservo un uccellino che su di un ramo cinquetta, proprio non mi capacito di come si possa puntare un fucile contro di lui.   Di recente, ai limiti della paranoia disfattista mi sono chiesto se i pesci soffrono nel morire di asfissia quando sono pescati e arpionati per essere issati a bordo di una imbarcazione dopo la cattura.

Non voglio nemmeno commentare gli idioti che inquinano, dalle grandi aziende al piccolo imbecille fai da te che abbandona i rifiuti in un bosco. Quando vedi un gabbiano imbrattato di petrolio o l’orso polare che a breve sarà estinto per colpa del surriscaldamento globale, difficile reprimere quel soffocante senso di nausea mista a disgusto.

Per usare un eufemismo, mi dà fastidio ascoltare e vedere immagini di allevamenti di animali, come le mucche da latte che vengono tenute sempre nei loro due metri quadrati per i soli sei anni che vengono tenute vive ( invece che di almeno 15 come un tempo vivevano ) e imbottite di farmaci per non ammalarsi e produrre latte. Le mucche stesse che partoriscono un vitello da cui vengono immediatamente separate alla nascita, perché il latte è destinato al consumo umano e il neonato vitellino viene subito nutrito a latte in polvere, e nel mentre muggiscono disperatamente per giorni nel vano tentativo istintivo di allattare il proprio piccolo. Come non è bello vedere “scartare” a migliaia, pulcini maschi che non faranno uova, buttati vivi direttamente nella macina per divenire componenti da mangime per altre bestie, e si spera non per noi.

Mi si chiude lo stomaco e mi fa male il cuore vedere delle “schiave” del sesso buttate come carne da macello sulle strade, in aggiunta al dolore di sapere che si prostituiscono costrette da esseri indegni di appartenere agli umani, e noi tutti lasciamo che così sia con un indifferenza tale che raggela il sangue. Mi angustio e mi vergogno per ogni barcone che arriva via mare carico di disumana miseria e sento il cuore rallentare a seconda delle vittime di ogni naufragio che quando è provocato, provo sgomento, rabbia e se possibile, ancora più vergogna.

Ma il momento catartico, quello dove mi serve tanta forza per riprendere il respiro con il ritmo regolare, e’ quando nel bel mezzo di una cena, una associazione umanitaria, ti fa vedere la testona di un bimbo appoggiata a due spalline con all’estremità due rami secchi per braccia. Mi sento un vigliacco al ricordo che mentre noi buttiamo tonnellate di cibo avanzato tutti i santi giorni nei cassonetti dell’immondizia, alcune decine di migliaia di bambini nel mondo muoiono di fame.

Per non toccare l’argomento che ci copre d’infamia più di ogni altra cosa al mondo, le guerre, quelle viste nel dettaglio, possono anche destabilizzare completamente la mente e l’intimo umano, per questo ancora mi vesto da vigliacco, per continuare a lottare per quel poco che posso fare

Ero abituato a vedermela brutta perché scarseggiava il lavoro, o c’era troppa concorrenza, me la facevo sotto se saltavo la rata di un prestito, o se non onoravo un impegno contratto con qualcuno, ma trovavo sempre gli spazi giusti per fare pace con gli altri e con me stesso, arrivava sempre prima o poi l’attimo di serenità che ti aiutava ad andare avanti, adesso ho bisogno di riprendermi anche quando il mio cagnolino sta poco bene… Si potrebbe trattare di ipersensibilità o eccessivo buonismo, oggi ho afferrato delicatamente un ragnetto per una zampetta e l’ho deposto fuori dalla finestra, se in cortile incontro un nido di formiche, le aggiro badando bene di non calpestarle.

Ma penso più ad un nuovo stile di vita, più sincero e consono a essere veramente me stesso, l’Alberto che conosco, quello che non conoscono gli altri

Devo imparare altri modi per difendermi da queste nuove situazioni, devo conoscere un altro lato di me che non sapevo sarebbe emerso, non si finisce mai di conoscersi e di prendere la vita nel giusto verso, diversi stati d’animo, diverse situazioni da affrontare a cuore aperto e spada tratta, con coraggio e determinazione, non si tratta più di avere altri oggetti e inutili materialità di cui vantarsi e per cui stupidamente ci si rovina l’esistenza. Il tempo stringe e già troppo è stato sprecato, non fosse che per riscattare gli errori del passato, recuperare autostima e dignitosa appartenenza ai colori della nostra pelle, chiara o scura sia, e ora si debba lottare per ciò che veramente conta, per il bene, per l’onore e per l’Amore.

Ho riscritto ciò che mi ha detto Alberto Magari non con le stesse parole, ma con lo stesso modo di intenderle per il loro significato e non ho sbagliato una virgola e nemmeno un punto

Allora torno al mio bar che non è il mio bar, il Piccolo, … il Mignon, che ti arriva quell’uomo che mi guarda in due direzioni, la faccia è rotonda e le guancia arrossate è una bella persona   Finalmente dopo molto tempo ci salutiamo è normale che si passi a conoscersi con la parola ed è lui che mi parla per primo chiedendomi se ero uno della polisportiva del paese vicino    Non ci penso nemmeno e rispondo subito di no perché non ho mai fatto sport nella vita giovanile, … ho vissuto di donne e di moto …

Non necessariamente nell’ordine descritto che la differenza sta nel mezzo … ma alla fine ciò che conta è che ci si parli     Io e Susy parliamo anche con quella bella signora che porta sempre un cappotto rosso, lei la si vede di domenica mattina   Suo marito è alto, magro e secco ed e’ un dottore la signora in rosso in passato è stata offesa da persone che considerava amiche che l’hanno tradita

Hanno tradito la sua fiducia e ora quel che brucia più del portafogli e il cuore che sanguina ancora, tanto che Lei ripete sempre le stesse parole, le stesse cose successe in quel brutto momento della sua vita  L’amore del doc. e le sue medicine, ancora non hanno sortito il risultato sperato, e la signora in rosso ancora ripete le stesse cose e non manca di parlare dei propri figli, vantandosi a giusta ragione di averli portati alla laurea che poi li ha portati in carriera, che comunque sarebbe motivo di vanto di tutte le mamme del mondo.  Anche di quelle mamme che sono orgogliose del figlio che non ha mai rotto le palle più di tanto ed ha ottenuto un posto in comune come operatore ecologico … Ma lascio la malinconica signora in rosso …

Ancora mi ripeto nel volere parlare di un risveglio  Il risveglio è ogni giorno tornare alla vita e non so’ pensare a null’altro di più sublime che ripetere altri capitoli scritti senza mi sembri ripetitivo e banale

ANCORA UN ALTRO GIORNO DA VIVERE

Svegliarsi di buon mattino che l’aria fresca entra dalla finestra da poco spalancata, insieme insinuarsi la luce di un sole brillante ma ancora troppo lontano per scaldarti, mentre respiri sapore di fiori tenui nei loro colori, forti nei loro profumi   Da sempre si è pensato all’inizio di una nuova vita quando sai che è Primavera

L’ultino lampo ha preceduto il rumore sordo del tuono, che a sua volta si è portato via il cinguettio d’amore degli uccellini sugli alberi, adesso sono occupati a svolazzare freneticamente senza sosta per dare da mangiare alla prole, di lì ha poco per molti si migra    Il giorno che segue cancella sin dall’alba ogni traccia della pioggia violentemente caduta dal cielo   I campi di grano si rialzano dopo l’inchino che il vento prepotente ha fatto fare loro, e il sole ormai cocente li rischiara dorandoli, così come colora di scuro la pelle degli uomini, l’aria si fa calda, pesante, e sai che è Un altra volta estate

Ma basta con colori forti e decisi, ora i boschi si imbrunano, l’erba non vuole più crescere per essere recisa    Il vento, il sole, la pioggia si mischiano tra loro come per gioco e confondono sulle vesti da indossare all’inizio di ogni nuovo giorno di questa nuova stagione.   Il mare s’adombra quel poco e non da mane a sera ti culla nel tepore delle sue acque adesso un poco tempestose   Anche le spiagge non urlano più gioia e di svago sereno.  È una minestra ne calda, ne fredda ma tiepida, e sai che e’ l’Autunno

Vien l’alba tarda e presto la sera, il sole sempre più pallido si stanca e va a dormire con le galline ma non si risveglia col canto del gallo   Tant’è che spesso nemmeno si fa vedere e il mondo rimane incolore, bagnato di pioggerella sottile con plumbei colori agli orizzonti     I campi e le verdi colline di qualche mese prima, ora sono spenti così come gli alberi spogli che paiono scheletri coperti da velate nebbie dove dietro si nascondono Probabilmente si stanca la Natura e il Tempo è impietosito dal grigiore ovunque, allora ammanta con una coltre di neve tutto e tutti, un bel mantello soffice e bianco che protegge dai rigori del freddo, e sai che è Inverno.

Un fiore si è fatto largo in un flebile strato di ghiaccio che s’arrende, per questo il suo nome è Bucaneve, un torrente scende da un clivo rumoreggiando e per farsi ancor più sentire, ruba disgelo dalla cima di un monte… E poi verrà di nuovo il sole, il vento, la pioggia e la neve…e’ il ciclo della vita e si ricomincia daccapo.  Un tempo per gustare il profumo di un campo in fiore, un tempo per mietere l’oro del grano un tempo per vendemmiare, un tempo per sentire il calore di un fuoco, un tempo per sentire il calore del cuore, sempre il tempo per Amare

Anche in un Autogrill ci puoi trovare Amore    Un luogo è freddo se è freddo il cuore che l’accoglie   Come non portare alla mente alcuni dei momenti più belli della nostra vita        Le soste all’Autogrill Che se non erano abbinate ad un appuntamento d’affari, erano associate ad una spensierata vacanza, che quando ci si diverte si prova benessere e non c’è niente di miglior pensiero … La prima opzione alla sosta in Autogrill procura comunque vada, il fascino di una parte di vita  La seconda scelta procura gioia    La Gioia è la via intitolata alla strada che conduce all’Amore

Succede come quando non si capisce come faccia un altra Persona a vivere in un paese completamente diverso da quello in cui vivi tu    Quasi non vuoi capire il perché della sua scelta tanto diversa dalla tua, ma se ti sforzi quel poco di accettare la cosa, … ti appare come vedessi un Autogrill, che sembra dica … Vieni, vieni a me, solo qui puoi trovare quel panino con il nome tanto buffo,  quella bibita alla moda, il salume il pane e il vino del posto    Anche qui puoi provare la sensazione di pensare a cose belle

Sei nel posto giusto al momento giusto, sei su di in autostrada che vuol dire via della libertà    Io crebbi  adolescente in una via che si chiama via della Libertà n.7                      E ancora oggi associo volentieri quel pensiero all’autostrada che poi mi porta all’Autogrill

imageSENZA PUNTO

Come fai a riprendere un immagine che vuole racchiudere le mille scene in cui hai parlato, riso e scherzato con un milione di persone…
Come fai a dire e insieme descrivere quanto sei stato bene in un sola sera…al bar con gli amici Risate, pianti e gioie in una mescolanza di fatti ricordi e emozioni
Che chi ti ringrazia per questa o per quella cosa, quando invece sei tu che ringrazi perché senza di loro non avresti fatto nulla per quanto vieni gratificato

Siamo ad uno dei ritrovi annuali dove si mangia e si balla ma sopratutto si beve in quel che chiamiamo “salone” che in realtà un tempo sarebbe stato un oratorio con annesso il campo sportivo di calcio quando ancora c’erano ragazzi in un numero minimo tale da poterlo così definire, ora è adibito a bar per un breve periodo estivo e appunto a salone per le feste, proprio la dove c’è anche un palco che una volta veniva usato per le recite delle commedie dialettali, adesso occupato da strumenti per fare musica in quel luogo che una volta era un Oratorio

Che di certo non è un bel momento per fare festa, i Fratelli del sud Italia, sono stati colpiti dal l’ennesima tragedia umana, storica, e ambientale provocata da un terremoto e si spera il numero delle vittime finalmente si fermi

Perché non ci sono parole che bastino quando molti piangono i propri cari sepolti dalle macerie    Cosa dire a quella donna che qualche anno fa’ si spostò dal l’Aquila che l’aveva miracolosamente risparmiata dal terremoto di qualche anno fa, e migrò ad Amatrice epicentro di un nuovo terrore, dove nel frattempo ebbe una bellissima bimba che rimase sotto altre macerie morendone … Non si sa cosa dire per consolare chi ha perso tutto in pochi secondi, ogni parola è del tutto superflua, nulla basta per lenire un simile dolore, si spera solo che di Spirito arrivi un po di solidarietà che infonda nei loro cuori la forza di continuare a vivere …

E ancora si fatica non poco a mettere insieme parole, a trovare quelle giuste, quando arrivano notizie come quella del suicidio di Qualcuno che non ha retto lo stress della quotidianità. Qualche riga d’addio ad uno strano mondo, una lettera struggente, difficile da leggere e mandare giù.

Una persona peggio se giovane, non dovrebbe mai dare un calcio alla vita.                        E’ contro natura, contro ogni logica che si voglia definire umana.    E noi complici silenti si compie il delitto più grande nell’oscurare l’orizzonte di chi ha ancora tanta strada davanti da fare.   Non è ammissibile.

Le colpe della società a volte sono un alibi, ma spesso ci sono responsabilità che pesano come macigni sulle vite più fragili e sensibili.  Mentre ci si affanna per calcolare un centesimo di più o in meno del prodotto interno lordo. Generazioni di ragazzi vedono arrivare sera senza mai aver vissuto, si trascinano spenti senza aver realizzato dei sogni, e tanto meno le ambizioni imprigionate nei loro cuori.  Fiori senza colori germogliati e mai sbocciati, energie sopresse, progetti mai sfociati a vita vera: piccole cose di tutti i giorni, di quella normalità che rassicura, fa felice, illumina mente e speranze.

Quante stupidaggini e quante cattiverie in questi anni da parte di ciniche persone con la pancia pieno come la loro boria. Usa e getta part-time, lavoro a termine, voucher, doppio lavoro, licenziamenti facili che spengono cervelli capaci.  Quanta robaccia è finita nelle orecchie di questi giovani, a volte incapaci solo di prendere per mano il coraggio di armarsi del proprio destino.

Una generazione mite e remissiva, sensibile ma frastornata, lontana anni luce da quelle che hanno avvelenato la vita di tutti con falsi ideali ideologici e pistole in pugno,  spedizioni punitive e collettivi di un pensiero a senso unico.
A quei giovani,  a quelli che hanno insanguinato e reciso le radici di un’epoca, è stata data una possibilità. Sono stati ascoltati, non di rado compresi e spesso perdonati.

La loro vivace inquietudine è finita in inchiostro sui libri, nei salotti televisivi e radiofonici, nelle sagrestie benevoli, nei confessionali predisposti a capire e a lasciar correre. I ragazzi di oggi sono soli, abbandonati a se stessi. Gli hanno messo in mano tecnologie sofisticate, cuffie, chitarra e tastiere per guardarsi dentro e per sfogare rabbia ma di più frustrazione. Il loro dolore, la loro difficoltà di trovare un lavoro che gli permetta un futuro, stanno lì e viaggiano sulle nuvole di un mondo virtuale. Che non li senti, in silenzio. Come se non fossero nati, come se fosse una film da recitare.

Non troveranno mai una cosa che di bello sia stata lasciata loro. Un qualcosa di bello,  utile, concreta, preparata a loro insaputa, come una eredità dovuta che non riceveranno mai. E noi sappiamo poco di loro: o preferiamo non guardarli negli occhi per non sapere cosa gli passa nella testa, quando i rifiuti sonntroppi e le porte della discarica sempre chiuse. Quando subentra loro la sfiducia, quando l’incertezza diventa l’inquetudine che trafigge il cervello e di conseguenza diretta l’anima.

Eppure non ci vorrebbe un granché;  Basterebbe, per esempio, ripristinare la meritocrazia, senza che questo significhi collegarla a un colore politico, che qui la politica non c’entra, serve solo il buon senso. Mettere ciascuna e ciascuno in condizione di poter misurare il proprio talento nascosto, perché tutti ne hanno, senza preferenze, senza trucchi e senza inganni. Basterebbe riconoscere il giusto premio agli anni del lavoro dello studio e dei sacrifici annessi.  Creare delle occasioni, incoraggiandoli  a credere e a scommettere su se stessi, che di meglio per L’autostima non esiste.

Avrebbero bisogno di persone che credono in loro. Nel loro sguardo nuovo del mondo Invece si va avanti così, con i più vecchi che non si preoccupano di quelli che verranno dopo. Ma chi si preoccupa più di tutto questo?   E’ come se tutti i vantaggi e i privilegi e ancora le comodità delle generazioni più vecchie siano state messe sul conto di chi è più molto più giovane. Quante cose non avranno questi nostri ragazzi, quante cose che prima erano il normale vivere di ogni giorno. Adesso sono insormontabili.                  Erano tappe sicure e garantite nel ‘famoso’ sentiero della vita.  Quante gioie rubate.

La loro corsa parte con tutti gli svantaggi  lavoro, casa, famiglia, spensieratezza mutui, futuro, speranza.  Tutto traballa, tutto è pieno di ostacoli.  Persino una festa di piazza o un concerto in un locale sono una lotteria con la morte, sono una roulette di un solo colpo in canna puntato alla tempia di un nuovo aspirante alla vita.                                       E anche il traguardo finale che non stimola entusiasmi, con la pensione sempre più lontana e misera per tanti e prospera come un seno di mucca all’ora della mungitura per solo “qualcuno”   Che quando non inizio con la Maiuscola, non Amo, … disprezzo

Quando cominceremo a mettere nei programmi di governo l’obiettivo della felicità? … (e di questo non cambio una sola parola)    Quando gli sforzi saranno concentrati nel dare a tutti la possibilità di vivere il soffio dell’esistenza, senza sofferenze, rinunce, amarezze, emarginazioni? Senza indugiare nel populismo e nell’antipolitica, ma che effetto fa nelle teste della classe dirigente leggere notizie come queste? Non viene mai il dubbio che si possa fare qualcosa di meglio, di più e di diverso? O tutto ci scivola addosso come l’alternarsi dei post su facebook?  … anche ora non cambio nemmeno una virgola …
In questo pezzo di Generazione noto un mare di indifferenza, arriva poi il pugno allo stomaco del suicidio di una Persona che non c’è l’ha fatta, e si pensa sia perché non è arrivato ai falsi ideali che l’hanno depistato sulla strada senza ritorno. O meglio, il ritorno di quest’ uomo è sulla strada dell’arrivo, … e non del ritorno. Tanta disperazione non può che essere premiata con il più alto degli interessi del Cuore, Il Paradiso

Ma perché il costo dell’attenzione deve essere la fine di una vita?

Adesso risparmiamoci le facce di circostanza nei dibattiti televisivi, che lo stesso sono comunque di circostanza anche per tutti gli altri programmi televisivi, i luoghi comuni sulla questione delle giovani e dei giovani, le altre amenità tirate fuori per mettersi il cuore in pace … Che per arrivare all’Anima bisogna prima fare i conti con la nostra coscienza, e allora la sicurezza un poco vacilla     L’unica cosa giusta e vera l’ha detta il papà del suicida: «Sono giovani che hanno vissuto come sconfitta personale quella che per noi è invece la sconfitta di una società moribonda»   Ragazzi non mollate …               Non vi arrendete mai   Non siete voi i perdenti, siamo noi che pensavamo di essere i vincenti …

Non ho mai avuto il piacere di bere un caffè con Roberto, peccato, mi sarei immaginato di essere al cospetto di Hemingway, ma non a bere caffè, ma a sorseggiare del buon the’   E lui l’autore del testo sopra, storpiato da me con interventi che spero siano stati graditi   Ogni volta storpiavo, ogni volta pensavo di proseguire nel più bello degli intenti, cercare di emulare forse ingenuamente l’autore stesso di tanto buon senso letterario, … troppi “punti” d’arresto per i miei gusti, ma Roberto è un “signor giornalista”, una Persona per bene, bella per tutti, belli e brutti

Come quando i maggiori quotidiani di informazione danno le nefaste notizie di morte e distruzione là dove la terra ha tremato con forza e foga incontrollabile, cercando il più possibile la lacrima ‘facile’, la lacrima da immortalare per intenerire e disorientare e al fine ottenere la lacrima a tutti i costi … Una lacrima falsa

È quasi per scaramanzia e obbligata ironia, la si prende come quando dopo un grande spavento che ti ha terrorizzato, si scoppia in una fragorosa isterica risata liberatoria      Come a voler finalmente sciogliere quel nodo che in certi giorni ti si strozza il cibo in gola, e che proprio non va giù nell’ora di pranzo e meno ancora all’ora di cena quando ti fanno vedere quella Associazione Umanitaria che trasmette alla tv le immagini di bimbi denutriti che stanno morendo di fame e ti chiedono un piccolo obolo caritatevole perché vengano nutriti e assistiti   Poi qualcuno in sordina ti dice che quel piccolo obolo moltiplicato per milioni di persone, non arriverà MAI a destinazione,  perché una parte sostanziosa serve alle spese sostenute dagli organizzatori per reclamizzare la disgrazia, e il rimanente viene ‘bloccato’ da una stupida quanto inutile macchina burocratica che uccide, non salva, …  dunque meglio ascoltare una barzelletta nel bar del “dopolavoro”

Gidio mi dice, ti racconto questa barzelletta    Io ho tra le dita una grappa e nell’altra una cicca di sigaretta e il cervello che fa fatica a capire, a mettere insieme le cose che sente… ma ci provo … Un uomo sposa una donna, ma brutta, tanto brutta che non si può guardare, alito che sembra emani odori di cloaca senza sfogo, pochi capelli in testa che sembrano testimoniare un alopecia avanzata, foruncoli in ogni dove, un occhio guercio e pare che la donna sia pure zoppa      Gli amici di questo uomo un poco impietositi, gli chiedono se si rende conto di chi abbia sposato, e Lui risponde … chiedetelo a Lei… Con coraggio un amico si avvicina e gli chiede…
Come hai fatto a sposarti bruttarella come sei?   … E Lei per tutta risposta dice…parla più forte non ti sentoooo!

Dopo le risate postume, in quel bar del ‘Salone’  tutto prosegue con le sfide verbali tra di noi … Vengo accusato di non essere più uno che beve in quantità da considerarsi un vero bevitore…cioè smisurato come lo spirito che abbiamo nello stare insieme, che basta e avanza per ubriacare un cammello
Un altro che ti dice se domani vai su, la, in cima a quel monte per dare una mano a sostituire la Madonnina  che qualche persona senza cuore ha devastato o forse è più probabile sia stato un fulmine che da qualcuno nei giorni scorsi è stato avvistato, poi ci si ritrova a mezzo monte a cucinar costine e mangiar formaggio

E poi ancora quel grand’uomo di contadino che si rammarica di non averti tagliato l’erba del prato davanti alla tua casa, il terreno era impervio e avrebbe rischiato di spezzare la lama del suo tagliaerba … Lui, che non ti doveva nulla, Lui che quasi ti chiede scusa perché non ha potuto farti un favore … è incredibile come l’animo umano sia sensibile a tal punto…ed è magnifico tutto ciò accada, è un disegno che fa Luce

E di nuovo rievocano tante belle bevute fatte insieme, si esaltano i raduni Alpini fatti in questa e quella città, Cuneo, Latina, Bergamo…per ogni tappa mille follie goliardiche da ricordare e commemorare come azioni indelebili e incancellabili nei nostri cuori

Un complimento a quella signora attempata per come porta bene la sua età, un altro a quella bella ragazza che l’anno scorso era ancora un bocciolo e ora è un gran bel fiore               E non si disdegnano complimenti a belle Signore che per onor di cuor puro vengono fatte in presenza dei propri consorti, a scanso di male intendimenti che possono ledere l’etica morale e una amicizia duratura

Milanesi, Bresciani, Bergamaschi, qualche Francese e Umbri ma anche Toscani, … e chissà chi altri
Tutti che vogliono parlare la stessa lingua con un bicchiere in mano, e non pieno d’acqua trasparente,  ma rosso di solito è il suo colore
Cosa possa succedere in un paese tanto piccino, è straordinario, non tanto per originalità o quanto altro, ma per tutto l’amore che sa concentrare al punto di renderlo un posto più grande di mille città

Che cosa poi volessi ben dire non so, sara’ quella irrefrenabile incontenibile gioia che ti scoppia dentro quando sei felice, allora vuoi inchiodare quel l’emozione sul muro in modo non ti scappi ed io invece che il martello uso la penna

Quel che so è che nuotando anche faticosamente mi sono ancora trovato immerso in un mare di bene, e chi vuole capire capisca, e se non ci riesce, si munisca di un paio di ottime bottiglie di vino, quattro amici e dopo qualche ora rilegga il tutto…che se mangia insieme agli altri una fetta di salame e due sardine sott’olio con una fetta di pane…capirà che si sta parlando d’Amore

Ancora una volta grazie Paese di montagna che non sei il mio paese   Grazie paese che mi ospiti e Paesi che mi hanno adottato in tanti posti nel mondo                                            Quello che mi avete dato, non avrei mai pensato di riceverlo a costo zero…

Come sempre non metto il punto, non c’è mai una fine a una storia, almeno non finché la si scrive, almeno sino a che c’è speranza di rinascita che ogni volta la vita prende il soppravvento e ogni giorno si riscrive da sola senza scrittori e scribacchini, senza vincitori né vinti

Senza punto trascrivo momenti che hanno visto denti da latte cadere e corpi che non hanno più avuto la forza di mantenere il colore dei capelli scuri in testa … nel mezzo di dolori e gioie, è la storia della vita di me e di tutti, è una storia senza punto

Senza punto voglio dire con quello che ho scritto    Che non si è parlato solo di bar e di caffè, si è parlato di tutto quello che c’è nelle storie della vita di molti, che alla fine di tutti i discorsi fatti di pensieri e parole sono il vivere di ognuno, … Senza punto

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