Siamo pieni di tutto e…

Siamo pieni di tutto e non c’è rimasto niente

Oggi sulle nostre strade il traffico si “misura” con i giorni che si hanno a disposizione per il tempo libero e lo svago Ricordo che in un non lontanissimo trentennio fa, il traffico era determinato dai turni di lavoro per ogni rispettiva categoria di appartenenza

Il venerdì sera la gente tornava dalle città limitrofe alla propria dove si recava per una settimana di lavoro senza ritorno a casa la sera

Per chi rimaneva nella propria città era quasi impossibile affrontare certe ‘bretelle’ stradali dal tardo pomeriggio di quel giorno sino almeno a sera inoltrata… Non parliamo del mattino del lunedì che rendeva difficile percorrere un tratto di trada a più di 40 km. orari sino a mezza mattina, quando non si singhiozzava o addirittura ci si fermava in coda

Il sabato sera era trafficato come il rientro dalle vacanze pasquali sull’autostrada del sole…

Da lunedì al venerdì intanto che viaggiavi per una qualunque meta, in ogni luogo si buttasse lo sguardo vi erano parcheggi pieni di automezzi fuori dalle fabbriche e nelle piazzole delle officine meccaniche o grossi magazzini tessili   Che in quelli edili di magazzini, sembrava si dovesse attraversare una dogana tanto si pensavano “importanti”… e devo aggiungere di mio che il vizio ancora non l’hanno perso

In quei parcheggi non c’era più posto nemmeno per un motociclo      Adesso ovunque volgi lo sguardo l’intanto che viaggi su di un automezzo, si vedono parcheggi miseramente vuoti con strisce bianche sbiadite dal sole e dalla pioggia che non ospitando più nessun veicolo, non serve più ridipingere

Al contrario i grandi parcheggi dei supermercati, spesso sono stracolmi e il richiamo della loro mercanzia presentata agli odierni clienti in chiave moderna, è la migliore delle lusinghe tanto dal rinunciare a vedere un Museo di qualsivoglia genere…

Ora la differenza sta nel fatto che il venerdì sera i furgoni cassonati dei muratori si mischiano ai camper, alle roulotte e alle auto con sopra al tetto il portabagagli che porta il letto della suocera,… quella specie di ‘bara’ portatutto che si usa nelle occasioni di un breve trasferimento ai mari o ai monti I camion che trasportano merci si confondono con i grossi mezzi di trasporto persone, autobus doppi perlopiù zeppi di vacanzieri e turisti di ogni risma che cercano uno svago alle risposte della vita

Trent’anni or sono, chi si tatuava un braccio con una immagine veniva additato come una persona strana Adesso sei strano se non sei tatuato sul polpaccio, sul petto e sul collo, in pratica essere zuppi di inchiostro è diventata la regola…

Trent’anni or sono ti compravi un auto anche se eri un delinquente, ciò che contava era una firma e diventavi un “santo” che avrebbe avuto tra le mani il suo volante

Adesso per avere un automobile con un finanziamento DEVI essere un “santo” ma che per essere tale devi essere stato per forza prima d’allora un bravo delinquente… Un buon Poliziotto per essere tale deve essere anche stato un ‘buon delinquente’ o comunque deve conoscere a fondo il significato del perché, e per cosa si delinque… sennò il male come si combatte! Conoscendolo,… solo conoscendolo…

Trent’anni fa chi era appassionato della cultura del tatuaggio su pelle in genere se ne faceva uno sulla spalla, anche perché non erano economici e non tutti potevano permettersi il lusso di poterne fare altri

Trent’anni fa chiunque firmava comode rate mensili per l’acquisto di un automobile Si aveva quasi la paura fisica di non pagare quelle cambiali,… ovviamente l’auto se nuova durava almeno otto o dieci anni… ora ne dura tre di anni al massimo cinque

Trent’anni fa, prima di andare al lavoro ci si diceva tutto ‘a voce’ il mattino con la moglie    Ora le mogli controllano i loro bambini con un cellulare che si è regalato loro al dodicesimo anno d’età,… oppure lo fa il papà perché non sempre ha un lavoro

Siamo pieni di tatuaggi e abbiamo tutti l’automobile e un telefono portatile    Abbiamo le aree di parcheggio dei supermercati pieni Siamo pieni di tutto e non capisco perché i parcheggi dei luoghi di lavoro sono rimasti tristemente vuoti

Siamo pieni di tutto e non c’è rimasto nulla

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